C’è una magia sottile che accade quando si comincia a camminare: la scoperta della fatica e della lentezza.
Nei chilometri percorsi si comprende che la nostra forza dipende anche da quella del vicino: chi è veloce deve imparare ad aspettare, chi è stanco deve imparare a chiedere una mano.
Ci si deve adeguare al clima, alla polvere e al passo di chi ci sta accanto.
Camminando, il tempo torna a essere ritmo: della natura, del respiro, del passo.
Le parole tornano ad essere importanti, i silenzi diventano densi e le risate esplodono più forti.
Ed è per questo che la prossima settimana saremo tutti in cammino.
Dal 21 al 23 aprile, le classi terze percorreranno "Il Cammino della Livenza", dall’entroterra al mare, partendo da Motta di Livenza fino a Caorle. Questi tre giorni, quasi un rito di passaggio, saranno un modo prezioso per salutare la scuola media e pensare a dove si sta andando, alle opportunità del futuro, che sono infinite come la distesa d’acqua che troveremo davanti ai nostri occhi una volta giunti al mare.
Il 24 aprile, le classi prime e seconde percorreranno "La Via della Libertà", da La Salute di Livenza a San Pietro, andata e ritorno.
A San Pietro i ragazzi parteciperanno ad un laboratorio di aquiloni: dopo aver camminato con i piedi ben piantati a terra, impareranno a guardare verso l’alto, costruendo qualcosa che sfida il vento, esattamente come si impara a fare nella vita.
E allora buon cammino, ragazzi! Che possiate tornare con le scarpe sporche di fango, il cuore pieno di volti e la consapevolezza che per andare lontano non serve correre: basta non fermarsi mai.



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