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giovedì 23 settembre 2021

Charles Darwin (Shrewsbury, 12 febbraio 1809 – Londra, 19 aprile 1882) e la teoria dell'evoluzione


Il biologo britannico Charles Darwin (che spesso viene ritratto con una lunga barba bianca) da ragazzo fece un viaggio straordinario destinato a riscrivere la storia delle specie viventi.

Tornato in patria, Charles medita a lungo su ciò che ha visto e documentato. Nel frattempo, mette su famiglia, ha dieci figli e trascorre molte ore a cavallo, riflettendo sui meccanismi della natura. Dopo più di vent'anni, pubblica un libro che cambierà per sempre la storia della biologia: L'origine delle specie per selezione naturale. Lì dentro ci sono tutte le teorie che ha elaborato: l'evoluzione delle specie viventi è guidata dalla lotta per la sopravvivenza; le mutazioni genetiche (che perlopiù avvengono per caso) creano specie e varietà sempre nuove; l'ambiente sceglie di volta in volta quelle più adatte, eliminando le altre.

A quel punto le proteste si moltiplicano, perché le sue conclusioni sono in contrasto sia con le idee naturalistiche più diffuse sia con l'interpretazione della Bibbia. Ma Charles ha ragione, e in pochi anni il suo libro diventa un bestseller in tutto il mondo. Lui stesso guadagna fama e onori e viene considerato uni dei più illustri scienziati d'Europa.

Ancora oggi i ricercatori sono convinti che quasi tutte le sue idee siano corrette. Tra queste, il fatto che l'Homo sapiens (ossia l'essere umano moderno) è il frutto di un processo di evoluzione da altre specie animali durato milioni di anni.

tratto da Mega Eroi della Scienza


mercoledì 17 marzo 2021

Julian Huxley (22.06.1887 Londra - 14.02.1975 Londra) e il WWF

Julian sin da piccolo dimostra una spiccata intelligenza e curiosità, infatti a quattro anni impara a leggere, scrivere e fare di conto. Si appassiona presto a piante e animali, in particolar modo ai volatili, per scoprire il loro “linguaggio cantato”. 

Julian era nipote di Thomas Henry Huxley: un pioniere e sostenitore della teoria evoluzionista di Darwin.

Julian ha studiato biologia a Eton e  a Oxford. 

E’ stato primo direttore dell’UNESCO e membro fondatore del WWF (World Wildlife Fund), un’associazione per la salvaguardia degli animali, in particolare quelli in via d’estinzione. Julian decise di fondare questa associazione, insieme al principe Bernardo d’Olanda, al principe Filippo di Edimburgo, al pittore Peter Scott e ad altri scienziati come lui.

Questo perché quando era andato in Africa aveva visto dei cacciatori uccidere degli elefanti, ma non per procurarsi cibo, bensì per prendere le loro zanne e realizzare manufatti in avorio o appenderle a mo' di trofeo.

Julian chiese al pittore Peter Scott di disegnare il logo dell’associazione. Peter disegnò un panda con una faccia “disperata” per far intenerire le persone e convincerle a non uccidere gli animali (soprattutto se per creare oggetti inutili). Così inventarono il logo dell'associazione: “WWF”, scritto in maiuscolo visto che è una sigla, e un panda che spunta dal secondo piano.

Sabrina IIIBL

venerdì 12 febbraio 2021

12 Febbraio: Darwin Day

Il Darwin Day è una celebrazione in onore di Charles Darwin che si tiene in occasione dell'anniversario della sua nascita, il 12 febbraio.
Questa tradizione è nata inizialmente in Inghilterra e negli Stati Uniti immediatamente dopo la morte di Darwin stesso nel 1882 e continua tutt'oggi in tutto il mondo.

illustrazione di Alberto Giorgio

Il padre di Charles, il dottor Darwin, aveva sperato che suo figlio diventasse un medico, come lui.
Ma dopo un anno alla facoltà di medicina di Edimburgo, Charles aveva rinunciato agli studi: la vista del sangue lo faceva star male.

illustrazione di Alberto Giorgio

Un giorno partì con il brigantino della Reale Marina Britannica Beagle, lasciò il porto di Plymouth per entrare nella storia.


illustrazione di Alberto Giorgio

Viaggiò tantissimo: Capo Verde, Brasile, Terra del Fuoco, Capo Horn, Cile, Galápagos, Tahiti, Nuova Zelanda, Australia, Mauritius, Capo di Buona Speranza...


illustrazione di Alberto Giorgio

La quantità di dati che Charles poté annotare nei suoi quaderni fu impressionante. 
Scoprì reperti fossili, geologici, resti di animali sconosciuti, esplorò foreste e deserti, risalì fiumi, scalò montagne, raccolse campioni di quasi tutte le varietà vegetali e animali che gli capitò di incontrare.
E quando poteva, inviava in Inghilterra sia le sue collezioni che gli appunti.