Visualizzazione post con etichetta Africa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Africa. Mostra tutti i post

martedì 23 dicembre 2025

Incontro con Alice: volontaria CUAMM in Etiopia

Oggi i ragazzi delle terze della Fogazzaro hanno incontrato l'esperta di Servizio Civile e Cooperazione Internazionale Alice Zanin, appena tornata dall'Etiopia dove ha fatto un'esperienza di volontariato con CUAMM Medici con l'Africa.

CUAMM è un'organizzazione non governativa italiana che lavora nel settore della cooperazione internazionale e della salute globale, fondata nel 1950 con l'obiettivo di promuovere la salute e la dignità umana nei paesi in via di sviluppo, in particolare in Africa.

L'esperienza di Alice è un esempio concreto di come il Servizio Civile Internazionale possa essere un'opportunità per i giovani di contribuire a rendere il mondo un posto migliore.

Il Servizio Civile Internazionale è infatti un programma che consente ai giovani di svolgere un servizio di volontariato all'estero, in progetti di cooperazione internazionale, protezione dell'ambiente, educazione e sviluppo comunitario.

Alice ha raccontato il suo percorso di studi, la sua decisione di dedicarsi agli altri, le esperienze fatte (non solo in Etiopia) e ha dato dei buoni consigli a chi voglia intraprendere questa strada.

Questo incontro è stato sicuramente un'occasione importante per conoscere da vicino le opportunità di volontariato e cooperazione internazionale, e per capire come si possa contribuire a fare la differenza nel mondo.

Grazie Alice!

martedì 14 marzo 2023

Incontro con i coniugi Dall'Oro, volontari per Medici con l'Africa Cuamm

Mercoledì 18 gennaio 2023, i signori Dall'Oro, Alessandro e Virginia, sono venuti in classe a raccontarci la loro storia. 

Nel raccontarcela trasmettevano la sicurezza di quella scelta fatta tanti anni fa.

Alessia Zecchinello


Il Dott. Alessandro Dall'Oro e la moglie Virginia decisero di partire come volontari per Medici con l'Africa Cuamm.

Per loro è stata una bella esperienza vivere in Kenia, ma soprattutto aiutare le persone.

Gioia Boattin


"Volontariato" è quando fai qualcosa di tua volontà senza ricevere nulla in cambio, come hanno fatto i signori Dall'Oro.

Alessandro, nato nel 1946, ha studiato Medicina, laureandosi nel 1973 a Padova. 

Ha risieduto presso il Collegio Universitario CUAMM, mentre si stava specializzando in chirurgia generale.

Nel 1975 è andato, con la moglie, in Kenya per due anni, a svolgere il servizio di medico volontario nel villaggio di Nkubu, dove c’era l’ospedale missionario.

Lì, nel 1976, è nata la loro prima figlia, Elisabetta.

La famiglia Dall'Oro è tornata in Italia per la specializzazione in chirurgia di Alessandro, poi dal 1981 al 1983 è tornata  a Nkubu, dove il signor Alessandro ha continuato a svolgere il lavoro di medico. 

Lui e altri medici andavano ogni settimana in diversi ambulatori del Paese a visitare i pazienti che a volte erano un centinaio.

Medici con l'Africa Cuamm  oltre ad aiutare direttamente le persone, si occupa anche della formazione dei medici di base del territorio.

Mentre Alessandro lavorava in ospedale, la moglie, Virginia, si occupava dei bambini orfani, disabili e malati.

Desy Martin


Quando  i coniugi Dall'Oro arrivarono in Kenia, a Nkubu, gli venne assegnata una casetta dove abitare. Lì vivevano in maniera semplice: grazie a un generatore avevano la luce fino alle 22:00.

Il signor Dall'Oro ci ha raccontato che la cosa più bella del curare quelle persone era la loro gratitudine: un "grazie" valeva molto di più di uno stipendio.

Sentendo la loro storia ho capito che tutti possiamo "andare incontro" al prossimo.

Chimento Sara


Sono felice di aver ascoltato e conosciuto la storia dei signori Dall'Oro.

Giacomo Bellotto


Alessandro e la moglie ebbero le loro altre tre figlie in Africa. Ma il I marzo 1983, una di loro, Giulia, nata prematura, a causa della mancanza di un'incubatrice, non sopravvisse: fu un momento molto triste.

Ammiro il grande altruismo, la forza d'animo e la capacità di trovare la felicità nelle piccole cose di questi due signori.

A me è parso che un pezzo del loro cuore sia ancora  lì, in Kenia.

Anna Franzon


Nel 2015 i signori Dall'Oro, proprio per quello che avevano vissuto, portarono quattro incubatrici nell'ospedale dove erano nate le figlie, per inaugurare una sala neonatale.

Quelle quattro incubatrici a tutt’oggi salvano, all’anno, in media quaranta bambini nati prematuri.

Edoardo Gobbo


Da questa loro esperienza è evidente che l'uguaglianza è un dato di fatto: non importa il colore della pelle.

Matilde Gabatel


La signora Virginia portava spesso a casa i bimbi di cui si occupava, li trattava come se fossero suoi figli: giocavano assieme alle sue figlie, felici e contenti.

Quando tornarono in Africa nel 2015 per portare le incubatrici, queste ultime vennero subito utilizzate per due gemellini: un maschio e una femmina. Ci fu una grande festa!

Nirmine Dezzaz


La decisione di andare in Africa, Alessandro Dall'Alloro la maturò dall'incontro con un medico di Caorle che gli raccontò la sua esperienza con Medici con l'Africa Cuamm.

Decise  allora di formarsi e partire.

Dopo aver sentito il suo racconto, sto pensando di diventare medico per andare in Africa ad aiutare.

Edoardo Bizzarini



Ascoltando i coniugi Dall'Oro ho riflettuto sul fatto che nel mondo c'è tanta gente che non vive bene come noi, che non dispone di cure adeguate, che non ha nemmeno l'acqua... Ho capito che bisogna sempre aiutare chi è più sfortunato, perché dovremmo tutti avere queste cose.

Bianca Ronchi

Una cosa che mi ha molto colpito è che i signori Dall'Oro hanno fatto la scelta di mettersi a disposizione degli altri, in giovane età.

Veronika Serovetnyk

L'aspetto che mi ha colpito di più dei Dall'Oro è stata la loro determinazione nel prendere, improvvisamente, una decisione tanto importante: andare in un posto sconosciuto, con l'idea ben chiara di aiutare gli altri

Federico Pigat



Sono felice di aver conosciuto queste due persone che hanno dedicato parte della loro vita ad aiutare altre persone.

Stefano Dal Borgo


I Dall'Oro, appena arrivati in Africa, furono contenti dell'accoglienza: vennero subito trattati come se fossero del paese.

Noemi Di Rosa


Grazie alle parole del signor Alessandro e della signora Virginia ho capito che è doveroso aiutare gli altri.

Mattia Vezzà



Ognuno di noi, nel suo piccolo, può fare volontariato, basta volerlo!

Matteo Fiorindo


Aiutare gli altri ci fa sentire meglio:  siamo tutti uguali ed è giusto essere solidali tra di noi.

Alessandro Prataviera


E' importante dare una mano!

Tommaso Antonel



domenica 22 gennaio 2023

Thomas Sankara: "la rivoluzione è la felicità"

Yako, 21 dicembre 1949 – Ouagadougou, 15 ottobre 1987

Thomas Sankara è nato ad Alto Volta (un'ex colonia francese dell'Africa Occidentale),  il 21 Dicembre 1949.

Dopo il diploma, i suoi genitori, a causa della loro povertà,  gli consigliarono la carriera ecclesiastica: Thomas voleva studiare medicina, ma alla fine scelse la carriera militare. Ebbe così modo di viaggiare e di continuare a studiare.

Nel 1974 lui impiegò le sue truppe per scavare pozzi e aiutare i contadini della sua terra, a piantare il sorgo e il miglio per contrastare la carestia che li aveva colpiti.

Il presidente Saye Zerbo, capendo la simpatia che il popolo aveva per Thomas, lo nominò Segretario di Stato per l’Informazione con l’incarico di lottare contro la corruzione. Thomas fu così implacabile  nel denunciare le ruberie dei suoi colleghi e dello stesso Zerbo, che questo fu costretto a dimettersi. Accadde la stessa cosa con il successore di Saye Zerbo, Jean-Baptiste Ouédraogo: questa volta Sankara, divenuto Primo Ministro, fu addirittura messo agli arresti domiciliari per avere denunciato la corruzione del presidente. Il popolo burkinabé, attraverso manifestazioni e proteste di piazza, ne ottenne la liberazione.

A questo punto la sua strada verso il potere era completamente spianata. Insieme a Blaise Compaoré e altri giovani ufficiali, Thomas salì al governo del paese senza spargimenti di sangue, insediandosi come presidente la notte del 4 Agosto 1983.

In quattro  anni di governo Thomas cambiò la bandiera, l’inno nazionale, il nome della nazione in Burkina Faso (che significa "terra degli uomini integri") e tentò di far "rinascere" la sua nazione.  Garantì al suo popolo l'istruzione, l'assistenza medica, cibo, acqua potabile, dimezzò le tasse e piantò oltre dieci milioni di alberi (per arrestare l'avanzata del deserto). Ebbe inoltre un ruolo fondamentale nell'emancipazione femminile, proibendo barbare usanze millenarie come la mutilazione degli organi genitali femminili e anche la poligamia.

Thomas morì nel 1987 assassinato dal suo migliore amico e collaboratore Blaise Compaoré, che subito dopo salì al potere e cercò di cancellare tutte le riforme di Sankara. 

Ma il 31 Ottobre 2014, i semi hanno finalmente germogliato e un’incontenibile rivolta popolare ha costretto Blaise a scappare in Costa d'Avorio. Le migliaia di giovani che affollavano le strade portavano manifesti e cartelli inneggianti a Sankara, divenuto il simbolo  della speranza in una nuova rivoluzione.

Daniel Boroleanu IIIBL

giovedì 21 ottobre 2021

Film: "Kirikù e la strega Karabà" di Michel Ocelot (1998)

Il piccolo Kirikù nasce in un villaggio africano che vive da tempo nel terrore. 

La perfida strega Karabà ha divorato tutti gli uomini, pretende dalle donne ori e gioielli e ha fatto prosciugare la sorgente d’acqua, rendendo difficile il lavoro e la vita quotidiana. 

Anche se neonato, Kirikù vuole porre fine al sortilegio, non ha paura e annuncia alla madre di voler partire per sfidare la strega e conoscere il segreto della sua perfidia. 

Dopo aver superato ostacoli e pericoli, Kirikù arriva finalmente alla Montagna Proibita, dove vive un saggio.

Questi lo accoglie, lo elogia per il suo coraggio e gli rivela la verità: Karabà non è malvagia, fa del male solo perché soffre. 

Ed è proprio questa sofferenza che le dà i poteri di strega a cui lei, ora, non vuole rinunciare...


giovedì 18 marzo 2021

Ilaria Alpi (Roma, 24 maggio 1961 – Mogadiscio, 20 marzo 1994) e la ricerca della verità

Ilaria Alpi era una giornalista e fotoreporter italiana del TG3. Amava molto le lingue, infatti sapeva l'inglese, il francese e l'arabo. Per queste sue conoscenze ha lavorato per i giornali ''Paese Sera'' e ''L'Unità''. Dopo queste prime esperienze da giornalista le fu data una borsa di studio in Rai, dove successivamente la assunsero. Nel 1992 era stata scelta come inviata del TG3 per seguire la missione di pace Restore Hope, promossa dalle Nazioni Unite con lo scopo di fermare la guerra in Somalia (che portava grande caos e carestia). Le indagini di Ilaria si sarebbero poi soffermate su un traffico illecito di rifiuti tossici prodotti nei Paesi industrializzati e sotterrati in alcuni Paesi africani in cambio di armi e di tangenti. Dopo circa due anni dall'inizio delle ricerche, lei e il suo cineoperatore Miran Hrovatin furono assassinati a Mogadiscio, la capitale della Somalia, il 24 marzo 1994, forse proprio perché Ilaria era riuscita a trovare i colpevoli del traffico dei rifiuti tossici. A fare fuoco fu un gruppo di sette persone ,ma uno solo fu accusato, Omar Hashi Hassan, che in seguito fu assolto. Nel novembre precedente all'assassinio Alpi-Hrovatin , fu ucciso in circostanze misteriose un sottufficiale del SISMI, Vincenzo Li Causi che sarebbe stato la persona che avrebbe informato Ilaria sull'illecito traffico di rifiuti tossici. Ancora oggi quest'omicidio resta senza dei colpevoli, nonostante, per anni, i genitori di Ilaria abbiano continuato a cercare la verità.

Vittoria IIIBL

Gordon Sato (17.12.1927 Los Angeles - 31.03.2017 Beverly) e le mangrovie

Gordon Sato, dopo Pearl Harbor, è stato rinchiuso con la sua famiglia in un campo di raccolta per i nisei, i figli degli immigrati dal Giappone nati sul suolo americano, perché secondo il governo gli americani potevano essere delle spie nemiche.

La valle di Owens, dove era situato il campo, era arida. Là si pativa la fame e il caldo. Il tempo non passava mai e per distrarsi Sato giocava a baseball con gli altri bambini. 

Una mattina Gordon Sato si svegliò con l’idea di migliorare quel paesaggio e le condizioni di vita. Così iniziò ad interessarsi alla vegetazione più adatta alle zone aride. Alla fine della guerra si laureò in biochimica. 

Nel 1987 andò in Eritrea, un luogo molto povero, dove i campi erano incoltivabili e gli allevatori di animali non sapevano dove portare gli animali a pascolare. Gordon iniziò a studiare il posto, e scoprì come le mangrovie potessero essere utili per migliorare il paesaggio. Queste piante crescono lungo le coste tropicali nutrendosi di acqua salata e le foglie sono un cibo perfetto per capre, cammelli e pecore, cioè tutti quegli animali da cui dipende il popolo Eritreo. E così Sato piantò le mangrovie lungo la battigia fangosa di Massaua, lambita dal Mar Rosso.

Dopo questo intervento di Sato il panorama cambiò: i contadini tornarono a coltivare, gli allevatori avevano di che dare da mangiare agli animali. Gordon aveva salvato quel popolo dalla fame.

Questo fu il suo progetto più famoso, ma Sato continuò ad aiutare altri popoli dalla carestia, fino alla fine dei suoi giorni.

Per questa ragione ha ricevuto numerosi riconoscimenti come il Premio Rolex e il Blue Planet Price.

Sato è stato un grande accademico, entrando a far parte di gruppi di biologi di diverse università americane.

E' morto a novanta anni negli USA.

Christian IIIBL

venerdì 12 febbraio 2021

12 Febbraio: Darwin Day

Il Darwin Day è una celebrazione in onore di Charles Darwin che si tiene in occasione dell'anniversario della sua nascita, il 12 febbraio.
Questa tradizione è nata inizialmente in Inghilterra e negli Stati Uniti immediatamente dopo la morte di Darwin stesso nel 1882 e continua tutt'oggi in tutto il mondo.

illustrazione di Alberto Giorgio

Il padre di Charles, il dottor Darwin, aveva sperato che suo figlio diventasse un medico, come lui.
Ma dopo un anno alla facoltà di medicina di Edimburgo, Charles aveva rinunciato agli studi: la vista del sangue lo faceva star male.

illustrazione di Alberto Giorgio

Un giorno partì con il brigantino della Reale Marina Britannica Beagle, lasciò il porto di Plymouth per entrare nella storia.


illustrazione di Alberto Giorgio

Viaggiò tantissimo: Capo Verde, Brasile, Terra del Fuoco, Capo Horn, Cile, Galápagos, Tahiti, Nuova Zelanda, Australia, Mauritius, Capo di Buona Speranza...


illustrazione di Alberto Giorgio

La quantità di dati che Charles poté annotare nei suoi quaderni fu impressionante. 
Scoprì reperti fossili, geologici, resti di animali sconosciuti, esplorò foreste e deserti, risalì fiumi, scalò montagne, raccolse campioni di quasi tutte le varietà vegetali e animali che gli capitò di incontrare.
E quando poteva, inviava in Inghilterra sia le sue collezioni che gli appunti.

giovedì 7 gennaio 2021

Ilaria Alpi - L'ultimo viaggio

Il 20 marzo del 1994 Ilaria Alpi, giornalista Rai, e il suo operatore Miran Hrovatin vengono uccisi in un agguato a Mogadiscio. 
C'è una docu-fiction L'ultimo viaggio, di Claudio Canepari e Gabriele Gravagna, che prova a fare luce sull'inchiesta che Ilaria stava svolgendo in Somalia sul traffico internazionale di armi.
Ancor oggi si sta cercando la verità sul duplice omicidio di Ilaria e Miran.



lunedì 11 novembre 2019

"A mio fratello bianco" di Léopold Sédar Senghor, poeta senegalese


Caro fratello bianco, quando sono nato ero nero,
quando sono cresciuto ero nero,
quando sto al sole, sono nero.
Quando sono malato, sono nero,
quando io morirò sarò nero.
Mentre tu, uomo bianco, quando sei nato eri rosa,
quando sei cresciuto eri bianco,
quando vai al sole sei
rosso, quando hai freddo sei blu,
quando hai paura sei verde,
quando sei malato sei giallo,
quando morirai sarai grigio.
Allora, di noi due, chi è l'uomo di colore?

 Léopold Sédar Senghor

mercoledì 21 novembre 2018

Wangari Maathai (1940-2011): "Il momento è adesso"


C’era una volta, in Kenya, una donna di nome Wangari. Quando i laghi vicini al suo villaggio cominciarono a prosciugarsi e i ruscelli a scomparire, Wangari capì che doveva fare qualcosa. Così chiamò a raccolta alcune delle altre donne.
“Il governo abbatte gli alberi per fare spazio alle fattorie, ma ora dobbiamo camminare chilometri per raccogliere legna da ardere” disse una di loro.
“Ripiantiamo gli alberi, allora” esclamò Wangari.
“Quanti?” chiesero le altre.
“Qualche milione dovrebbe bastare” rispose lei.
“Qualche milione? Sei matta? Non esistono serre abbastanza grandi per coltivarne così tanti!”
“Non li compreremo in una serra. Li coltiveremo noi, a casa.”
Fu così che Wangari e le sue amiche raccolsero i semi nella foresta e li piantarono in dei barattoli. Li annaffiarono e li accudirono finché le piante nate da quei semi non furono alte una trentina di centimetri. Poi piantarono gli arboscelli in cortile.
Tutto cominciò con un piccolo gruppetto di donne. Ma poi, proprio come un albero che spunta da un minuscolo seme, l’idea crebbe e diede vita a un grande movimento.
L’organizzazione Green Belt Movement, fondata da Wangari, ha superato i confini del Kenya. Sono stati piantati quaranta milioni di alberi, e Wangari Maathai ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace per il suo lavoro. Ha festeggiato piantando un albero!


lunedì 22 febbraio 2016

Nelson Mandela

Più potente della paura per l’inumana vita della prigione è la rabbia per le terribili condizioni nelle quali il mio popolo è soggetto fuori dalle prigioni.



Nelson Mandela nasce il 18 luglio 1918. E' figlio del capo della tribù Thembu. Studia nella scuola per studenti neri, riesce a laurearsi in Giurisprudenza e si trasferisce a Johannesburg. 
Nel 1944 Mandela si rende conto dei trattamenti disumani in cui vive la popolazione di colore e con altri amici fonda la lega dalla ANC (African national Congress). Quando nel 1948 nasce il regime dell' apartheid Mandela decide di protestare, per le leggi ingiuste. Nel 1956 Mandela viene arrestato con l'accusa di alto tradimento, per lo stesso motivo sono state arrestate altre 156 persone. Dopo un lungo processo nel 1961 viene dichiarato non colpevole. Mandela è costretto a nascondersi per evitare attentati alla sua persona. Continua però la sua lotta per i diritti delle persone di colore. Viene arrestato di nuovo, condannato all'ergastolo è mandato a Roben una delle prigioni più dure del Sudafrica. Continua la sua lotta anche in carcere  e viene liberato nel 1990. Nel 1993 riceve il premio Nobel per la pace e un anno dopo diventa presidente del Sudafrica, il primo di colore. 
Muore nel dicembre del 2013.

L'APARTHEID
Il termine apartheid significa “separazione” e indica tutti quei provvedimenti attuati in Sudafrica a partire dal 1948, che portarono alla segregazione della popolazione di colore nei ghetti. L'apartheid negava i diritti fondamentali alla popolazione di colore e ne impediva la partecipazione alla vita pubblica.
Dagli anni '70 del Novecento diversi movimenti cercano di liberare il Sudafrica da questo regime. Tuttavia solo l'esempio di Nelson Mandela riuscì a scardinarlo. La sua storia fece il giro del mondo e molte persone chiesero la sua liberazione.

L'ESEMPIO DI MANDELA
Mandela è considerato una figura fondamentale per la storia del 1900. egli accettò il carcere per non tradire i suoi ideali e , una volta libero e al potere, non cercò vendetta. Il suo esempio è riuscito a scardinare ciò che un esercito non avrebbe potuto.

Elisa Brollo IIIA