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lunedì 9 marzo 2026

9 marzo: uno straccio di PACE

Oggi la nostra scuola ha scelto di non restare in silenzio. 


A sole ventiquattro ore dalla Giornata Internazionale della Donna, abbiamo voluto dedicare un pensiero profondo a chi la guerra la subisce sulla propria pelle, con una riflessione speciale sulle donne e le bambine che vivono nei conflitti.


In cortile, con le poesie "Tutti i fiumi portano alla parola Amore" di Emilio Isgrò e "Donna in guerra" di Angela Rosa Nigro, abbiamo dato voce a chi non ce l'ha.


Sulle note di Stella Stellina, canzone di Ermal Meta - dedicata alle bambine vittime dei conflitti - ognuno di noi ha legato allo zaino uno "straccio di pace": un piccolo lembo di stoffa contro l'indifferenza.

Al rientro in classe, il nostro impegno è diventato parola. Ogni studente ha scritto un pensiero di pace e uguaglianza su un rettangolo di carta.


Nei prossimi giorni questi pensieri verranno cuciti insieme per creare un nostro grande "Lenzuolo di Pace", a testimonianza che uniti possiamo tessere una SPERANZA più grande.


mercoledì 25 febbraio 2026

Persepolis: il coraggio di essere Marjane

Dopo aver guardato Persepolis,  abbiamo capito quanto la storia di Marjane Satrapi non sia solo il racconto di una rivoluzione lontana, ma uno specchio su cui riflettere la nostra idea di libertà.

Attraverso il bianco e nero del film, abbiamo visto come i grandi eventi della Storia si intreccino inevitabilmente con le piccole scelte quotidiane: ascoltare un disco degli Iron Maiden, indossare un paio di scarpe da ginnastica o decidere di non abbassare lo sguardo. Marjane ci ha mostrato che l'identità non è qualcosa che ci viene dato dagli altri, ma qualcosa che costruiamo — a volte con fatica — restando fedeli a noi stessi.

La visione di questo film assume un significato ancora più profondo mentre ci avviciniamo all'8 marzo. 

Se celebriamo questa giornata è proprio per ricordare storie come quella di Marjane e di milioni di altre donne che, ancora oggi, lottano per il diritto fondamentale di esistere, studiare e scegliere il proprio destino.

Il grido "Donna, Vita, Libertà" che risuona oggi nelle piazze è lo stesso respiro che attraversa le tavole di questo film. La storia di Marjane ci deve restare impressa non solo come un bel pezzo di cinema, ma come un invito a non dare mai la libertà per scontata e a onorare, ogni giorno, il coraggio di chi lotta per ottenerla.


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Mi sono messo nei panni della protagonista: ho sentito quel che ha provato. Thomas S.

La cosa che mi ha stupito di più è quella società in cui uomini e donne non hanno gli stessi diritti, a partire dalle rigide regole sull'abbigliamento per le donne, ma anche il fatto che camminare mano nella mano da fidanzati sia proibito. Lorenzo M.

Questo film è stato interessante ma triste: interessante perché ci ha fatto capire meglio la situazione dell'Iran oggi, triste per l'evidente mancanza di diritti delle donne in quel paese. Mi ha colpito molto vedere quanto le donne siano ostacolate nel vestiario, nel trucco, nelle loro scelte e nei loro movimenti. Clara

Una parte che mi ha davvero impressionato è quando all'università vengono date le regole sull'abbigliamento alle ragazze, mentre i ragazzi possono indossare ciò che vogliono. Karen

Le limitazioni imposte  alle ragazze non sono giuste. Anch'io sono musulmana ma non mi obbligano ad indossare il velo e nemmeno mi proibiscono di uscire con i miei amici maschi. Almedina

Questo film è davvero bello: fa capire bene cosa sia stato l'Iran in passato e come sia oggi. Spero che un giorno possano essere liberi e felici! Noemi

"Persepolis" mi è piaciuto molto, oltre a mostrare la vita delle persone lì, fa vedere come chi espatria per salvarsi o per avere libertà venga "guardato" male. Thomas G.

Mi hanno colpito le terribili ingiustizie e gli abusi di potere dei guardiani. Mattia

La più grande ingiustizia è la disparità tra i sessi. Carlo

Questo film mi è molto piaciuto, racconta la Storia recente dell'Iran e nel contempo la storia personale di Marjane Satrapi. Lorenzo D.Z.

Mi rattrista che Marjane abbia vissuto una gioventù piena di morte, guerre, restrizioni però sono felice che sia riuscita a vivere una vita libera, realizzandosi, anche se lontano dalla sua patria e dalla sua famiglia. Leonardo

E' un film che ti fa capire bene quale sia il valore della libertà. Lorenzo F.

Anche se Marjane era piccola quando c'è stata la rivoluzione e poi la guerra, lo ricorda ancora. Pur andando in un altro luogo, lei ha avuto difficoltà ad affrontare tutto questo. Vittoria

Di questi film ce ne vorrebbero di più, per far capire a tutti la realtà di alcuni paesi… Celeste

domenica 9 marzo 2025

8 marzo: Donne in Piazza

In occasione della Giornata internazionale dei diritti delle donne, gli alunni della Scuola Secondaria di I grado "Antonio Fogazzaro" hanno lavorato su Franca Rame, Franca Viola e Alda Merini

tre "ragazze senza paura",

tre donne molto diverse tra loro, ma tutte indipendenti, fuori dagli schemi, coraggiose,

tre donne che hanno guardato in faccia le loro paure e hanno detto "no",

tre donne che hanno tracciato la strada per il più grande sogno di ogni ragazza: la libertà.



I ragazzi hanno realizzato tre cartelloni che sono stati appesi sulle porte dell'entrata della Delegazione comunale, in modo tale che chiunque passeggi per il centro possa leggere le biografie di queste grandi donne e si fermi a riflettere sulle battaglie fatte e su quelle future... 


noi lo abbiamo fatto!





lunedì 25 novembre 2024

Piccola anima: flash-mob per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Oggi 25 novembre la Scuola Secondaria "Antonio Fogazzaro" ha voluto far sentire la propria voce contro la violenza sulle donne.

Alle ore 10.00, vestiti di rosso, ci siamo riuniti nel cortile della scuola, per osservare un minuto di silenzio in memoria di tutte le donne vittime di femminicidio. 

Il nostro pensiero è andato in particolare a Cinzia Luison e Giulia Cecchettin, uccise per mano degli uomini che dicevano di amarle, rispettivamente nel 2022 e nel 2023.

Alcuni professori hanno letto dei brani tratti dal libro Cara Giulia di Gino Cecchettin, il padre di Giulia.
  

Poi ci siamo "sfogati" facendo un sacco di rumore.

Sì, abbiamo fatto tanto chiasso con cucchiai, tamburi, bastoni… attirando l'attenzione dei passanti e facendo sentire in modo forte e chiaro il nostro "NO ALLA VIOLENZA".

Finito il baccano, la Prof.ssa Anna Piasentier ha cantato per noi la canzone Piccola Anima di Ermal Meta.


Mentre la professoressa cantava, abbiamo soffiato delle bolle di sapone, simbolo di libertà, per far giungere il nostro messaggio in cielo a tutte quelle ragazze e donne che hanno "osato" volare in alto in un mondo senza aria  diventando così vittime della furia omicida di uomini "troppo fragili".

Il nostro flash-mob è finito con le parole di Valentina, cugina di Giulia, che ci ha ricordato quanto sia importante continuare a parlarne, per intraprendere un percorso sociale condiviso che educhi ai "no", al rispetto, alla libertà, al vero amore. 


venerdì 1 marzo 2024

8 marzo: Sotto mentite spoglie

La rassegna Sotto mentite spoglie, in programma alla Fogazzaro per venerdì prossimo, vedrà come protagoniste donne che si sono finte uomini, solo perchè, nel loro ambito di interesse, gli uomini godevano di maggior prestigio.

Partendo dalle sorelle Brontë, passando per Nina Simone, fino ad arrivare a J. K. Rowilng, ci renderemo conto di quanto ancor oggi sia necessario lottare contro questo pregiudizio duro a morire.

Si è scelto simbolicamente l'8 marzo per parlare di questo fenomeno, in quanto la Giornata internazionale della donna è una buona occasione per sottolineare nuovamente l'importanza della lotta per i diritti delle donne e porre l'attenzione sulla disparità di genere.

sabato 25 novembre 2023

25 novembre: EDUCARE ALLA NON VIOLENZA

Tutto il male avevamo di fronte

Tutto il bene avevamo nel cuore

A vent’anni la vita è oltre il ponte

Oltre il fuoco comincia l’amore.

Italo Calvino, Oltre il ponte


Ieri, in 2AS del plesso Toniolo, abbiamo celebrato 
la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne. 

L’iniziativa, suggerita nei giorni precedenti da alcune studentesse, si è articolata in una serie di momenti toccanti per l’intera classe.


Tre nostre compagne hanno condotto la presentazione partendo dai versi di Italo Calvino, catturando l’attenzione di tutti fornendo dati aggiornati e indicazioni su come poter rispettare e valorizzare la figura della Donna all’interno della nostra società. Ne è conseguito un rispettoso dibattito dove ognuno ha potuto esprimere il proprio punto di vista sull’argomento, avanzando diverse soluzioni al problema.

Sono stati mostrati alcuni disegni realizzati appositamente per l’occasione, ai quali farà seguito un cartellone che appenderemo alle pareti della classe.

Non sono mancati i consigli di lettura: abbiamo selezionato una lunga serie di titoli che aiutano a comprendere la natura del fenomeno da vari punti di vista (citiamo di seguito i titoli proposti).

- Daniela Musini, Le indomabili. 33 donne che hanno stupito il mondo, Piemme 2021

- Elisa Castiglioni, La ragazza con lo zaino verde, Il Castoro 2021

- Matteo Bussola, Il viola e il blu. La libertà di essere i colori che vuoi, Salani 2021

- Matteo Bussola, Il rosmarino non capisce l’inverno, Einaudi 2022

- Vichi De Marchi, Roberto Fulci, Ragazze con i numeri. Storie, passioni e sogni di 15 scienziate, Editoriale Scienza 2018

- Colleen Hoover, It Ends With Us. Siamo noi a dire basta, Sperling & Kupfer 2022

- Dacia Maraini, In nome di Ipazia. Riflessioni sul destino femminile, Solferino 2023

- Lia Celi, A pari merito. Più diritti per le ragazze, più libertà per tutti, Einaudi ragazzi 2021

Vi salutiamo invitandovi a visitare questo preziosissimo articolo tratto dal sito di Save the Children, dove ci vengono forniti consigli su come poter aiutare una persona vittima di violenza:

www.savethechildren.it/blog-notizie/come-possiamo-aiutare-una-vittima-di-violenza

Possiamo tutti fare la differenza!

La Classe IIAS

martedì 22 novembre 2022

Perché la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne si celebra il 25 novembre?



La giornata internazionale contro la violenza sulle donne è stata istituita dall'Onu nel 1999, in ricordo delle tre sorelle Mirabal, deportate, violentate e uccise il 25 novembre 1960 nella Repubblica Dominicana durante la crudele dittatura di Raphael Trujillo.

Le sorelle Mirabal erano quattro: Minerva, Patria, Maria Teresa e Dedé. La gente le chiamava "Las Mariposas", "Le Farfalle".

Tre di loro Minerva, Maria Teresa e Patria  vennero uccise in quel lontano 25 novembre per le loro idee politiche e perché reputavano un dovere l'esporsi per sostenerle. Vennero uccise perché la loro sfrontata femminilità, il loro modo di essere donne irritava il regime.

I loro cadaveri furono messi in macchina per simulare un incidente al quale però nessuno credette. Nonostante la censura imposta dal regime di Trujillo, fu subito chiaro che le sorelle Mirabal erano state uccise e molte coscienze si scossero.

Il coraggio delle sorelle Mirabal fu di grande ispirazione per i domenicani e diede loro la forza di opporsi alla dittatura. Alla fine Trujillo fu abbattuto.

Sull'obelisco alto più di quaranta metri che Trujillo aveva fatto erigere, a Santo Domingo, per celebrare il suo potere, oggi c'è un murale che celebra le sorelle Mirabal, le quattro farfalle che sfidarono un tiranno.

Patria (27 febbraio 1924 - 25 novembre 1960)

Minerva (12 marzo 1926 - 25 novembre 1960)

Maria Teresa (15 ottobre 1935 - 25 novembre 1960)

Dedé (1 marzo 1925 - 1 febbraio 2014)


domenica 22 maggio 2022

Miriam Makeba: la voce del Sudafrica

 

(Johannesburg, 4 marzo 1932 – Castel Volturno, 9 novembre 2008)

Un tempo gli abitanti del Sudafrica venivano trattati in modi molto diversi a seconda del colore della pelle.
I bianchi e i neri non potevano trascorrere del tempo insieme e non potevano nemmeno innamorarsi e avere figli tra loro: era illegale.
Questo sistema crudele si chiamava "apartheid".
Fu in questo mondo che nacque Miriam, una bambina che amava cantare. Ogni domenica, Miriam andava in chiesa con sua madre. Desiderava così ardentemente cantare nel coro che si intrufolava nel retro della chiesa ogni volta che c'erano le prove.
Quando Miriam crebbe, registrò più di cento canzoni con il suo gruppo femminile, le Skylarks.
Cantava della vita in Sudafrica: cosa le dava gioia, cosa la rendeva triste, cosa la faceva arrabbiare. Cantava della gioia di ballare e cantava dell'apartheid.
La gente amava le sue canzoni, soprattutto una, intitolata Pata Pata, che era il suo più grande successo. Ma al governo non piaceva il messaggio anti-apartheid della musica di Miriam. Voleva mettere a tacere la sua voce di protesta. E quando Miriam lasciò il Paese per andare in tour, le tolsero il passaporto e non le permisero di tornare.
Miriam cantò in tutto il mondo e divenne un simbolo della fiera battaglia africana per la libertà e la giustizia. La gente cominciò a chiamarla "Mama Africa".
Passarono trentun anni e alla fine le permisero di tornare a casa. Poco tempo dopo, l'apartheid fu finalmente sconfitto.

da Storie della buonanotte per bambine ribelli di Elena Favilli e Francesca Cavallo

giovedì 25 novembre 2021

Film: "I racconti di Parvana" di Nora Twomey (2017)

Nell'oscuro regno dei fondamentalisti islamici afghani, Parvana taglia i suoi lunghi capelli e indossa gli abiti da ragazzo per passare inosservata, mantenere la sua famiglia e ritrovare il papà, imprigionato dai talebani perché insegnava a sua figlia a leggere e a scrivere. 

Tratto dal libro di Deborah Ellis Sotto il burqa.

sabato 27 marzo 2021

Julieta Lanteri (Briga Marittima, 3 aprile 1873 – Buenos Aires, 23 febbraio 1932) e l'uguaglianza di genere in Argentina


Julieta Lanteri nacque il 3 aprile 1873 nel Regno di Italia, a Briga Marittima (allora in Piemonte, oggi in Francia). Emigrò dall'Italia all'Argentina con la famiglia a soli due anni.

Lei decise di frequentare un collegio di medicina chiamato la Plata e poi si iscrisse all'università di Buenos Aires con il permesso del preside Dr Leopoldo Montes Doca. 

Da giovane fondò l'associazione delle universitarie argentine: la prima associazione universitaria studentesca per le donne del paese. 

Nel 1906 si unì all'organizzazione Centro femminista del congresso internazionale del libero pensiero, che chiedeva gli stessi diritti per le donne e gli uomini.

Aveva deciso in seguito di fare l'insegnante di medicina però non poté farlo perché non aveva la cittadinanza argentina. Per averla si sposò, vedendo, dopo esser ricorsa a vie legali, che non c'era alternativa.

Però a lei non andava bene che le donne dovessero vivere così, con pochissimi diritti e gli uomini potessero fare quello che volevano. Julieta credeva che gli uomini e le donne fossero uguali però le leggi e i diritti erano diversi: gli uomini avevano più diritti quindi fece di tutto per cambiare le leggi. 

Si dedicò alla politica proprio per dare più libertà alle donne e per farle votare. 

Il 16 Luglio 1911 Julieta fu la prima donna a votare in Sudamerica.

Le donne in Argentina votarono solo nel 1947.

Julieta Lanteri morì il 23 Febbraio 1932 a Buenos Aires  per un incidente in macchina: stava camminando sul marciapiedi e un'auto la investì,

Morì in ospedale, aveva 58 anni. 

Omar IIIBL

Indira Gandhi (Allahabad, 19 novembre 1917 – Nuova Delhi, 31 ottobre 1984) e la Green Revolution

 Indira Ghandi nasce ad Allahabad in India il 19 novembre 1917.

Suo padre Jawaharlal Nehru è stato il primo ministro Indiano dal 1947 al 1964. 

Indira sin da piccola si interessò ai problemi del paese e una volta cresciuta divenne "aiutante" del padre. Dopo la morte di quest'ultimo Indira diventò ministro dell'informazione e solo due anni dopo il parlamento indiano la nominò primo ministro.

Si scontrò subito con i problemi del paese avviando la campagna Green Revolution nel tentativo di sconfiggere la carestia. Indira incoraggiò gli scienziati indiani a collaborare con i colleghi internazionali. Le sue politiche hanno portato gli agricoltori ad adottare nuove varietà di coltivazioni. Nel corso degli anni l'India ha così convertito la dipendenza dai prodotti agricoli importati in un'agricoltura volta anche all'esportazione di vari prodotti agricoli.

Donò elettricità ed acqua corrente ai poveri, e permise l'industrializzazione dll'India.

Indira fu la prima donna Indiana a ricoprire la carica di primo ministro, assunse l'incarico per due volte: dal 1966 al 1977 e dal 1980 al 1984.

Lei non fu solo primo ministro, fu anche ministro degli esteri, degli interni, della finanza, e questo la rese una delle donne più potenti del mondo.

E' riuscita a rimanere al potere del secondo paese più popolato del mondo per quasi vent'anni.

Fu uccisa dalle sue guardie del corpo, due estremisti religiosi, per motivi politici.

Samuele IIIBL


giovedì 25 marzo 2021

Le maestre marchigiane e il suffragio femminile


Le maestre marchigiane sono:

Adele Capobianchi, Carolina Bacchi, Dina Tosoni, Emilia Simoncioni, Giulia Berna, Giuseppina Graziola, Iginia Matteucci, Luigia Mandolini, Palmira Bagaioli e Enrica Tesei.

Erano tutte maestre delle elementari e furono le prime donne in Italia a essere inserite nel registro elettorale (nel 1906). Dopo aver letto una lettera di incitamento scritta da Maria Montessori le mastre fecero richiesta di voto, un giudice le appoggiò e ottennero di essere iscritte nel registro elettorale per cinque mesi: se si fosse votato in quei mesi quelle donne avrebbero potuto esercitare il loro diritto.

Un racconto che fa capire quanto fosse stata difficile la loro lotta è quello di Giulia Berna.

Questa insegnante fece scrivere alle proprie alunne un avviso, sul libretto delle comunicazioni, da far firmare ai genitori. Il testo diceva che la maestra, Giulia Berna, voleva comunicare, per correttezza, le sue intenzioni di richiedere il diritto di voto al consiglio provinciale, incitata dalla lettera scritta da Maria Montessori, pubblicata sul giornale “La Vita”. Non esisteva infatti nessuna legge italiana che vietasse alle donne di votare. Giulia fece scrivere questo avviso perché voleva conoscere il parere dei genitori delle sue alunne in merito.

Quando arrivò il momento di leggere i diari, la donna vide che quasi nessun avviso era stato firmato e intuì che quello era un segno di disaccordo.

Tra tutte le sue alunne c’era una bambina, Mariolina, che fremeva dalla voglia di parlare.

La bimba disse che sua mamma si aspettava dalla maestra un comportamento del genere, visto era anche rimasta incinta prima del matrimonio e che ormai aveva superato il limite del buon gusto. Il padre di Mariolina di fronte a quell’avviso decise di far cambiar classe alla figlia. 

Giulia chiese allora il parere di Mariolina in merito al diritto di voto delle donne ma la bambina rimase zitta. 

Quando Mariolina dovette cambiare classe chiese a Giulia se le donne avessero ottenuto il diritto di voto. La maestra rispose di sì. La bambina le chiese se anche lei da grande avrebbe potuto votare. Giulia le disse che forse quando sarebbe stata grande tutte le donne avrebbero potuto votare.

La bambina di tutta risposta le disse che se non fosse andata così, lei avrebbe fatto richiesta di voto, proprio come aveva fatto la sua maestra.

Nora IIIBL

giovedì 18 marzo 2021

Ilaria Alpi (Roma, 24 maggio 1961 – Mogadiscio, 20 marzo 1994) e la ricerca della verità

Ilaria Alpi era una giornalista e fotoreporter italiana del TG3. Amava molto le lingue, infatti sapeva l'inglese, il francese e l'arabo. Per queste sue conoscenze ha lavorato per i giornali ''Paese Sera'' e ''L'Unità''. Dopo queste prime esperienze da giornalista le fu data una borsa di studio in Rai, dove successivamente la assunsero. Nel 1992 era stata scelta come inviata del TG3 per seguire la missione di pace Restore Hope, promossa dalle Nazioni Unite con lo scopo di fermare la guerra in Somalia (che portava grande caos e carestia). Le indagini di Ilaria si sarebbero poi soffermate su un traffico illecito di rifiuti tossici prodotti nei Paesi industrializzati e sotterrati in alcuni Paesi africani in cambio di armi e di tangenti. Dopo circa due anni dall'inizio delle ricerche, lei e il suo cineoperatore Miran Hrovatin furono assassinati a Mogadiscio, la capitale della Somalia, il 24 marzo 1994, forse proprio perché Ilaria era riuscita a trovare i colpevoli del traffico dei rifiuti tossici. A fare fuoco fu un gruppo di sette persone ,ma uno solo fu accusato, Omar Hashi Hassan, che in seguito fu assolto. Nel novembre precedente all'assassinio Alpi-Hrovatin , fu ucciso in circostanze misteriose un sottufficiale del SISMI, Vincenzo Li Causi che sarebbe stato la persona che avrebbe informato Ilaria sull'illecito traffico di rifiuti tossici. Ancora oggi quest'omicidio resta senza dei colpevoli, nonostante, per anni, i genitori di Ilaria abbiano continuato a cercare la verità.

Vittoria IIIBL

Sophie Scholl (Forchtenberg, 9 maggio 1921 – Monaco di Baviera, 22 febbraio 1943) e la Rosa Bianca

Sophie Scholl nacque il 9 maggio 1921 a Forchtenberg in Germania. Nel 1932 si trasferì a Ulm dove il padre lavorava. All'età di 12 anni Sophie e il fratello maggiore Hans "si iscrissero" alla gioventù hitleriana, e sfilarono persino in corteo per Hitler. 

Più grandi scoprirono le cose terribili che facevano i nazisti, in particolare lo sterminio di massa degli Ebrei. 

Il loro padre li aveva messi in guardia da subito su Hitler.

Nel 1940 Hans andò per sei mesi a prestare servizio nel fronte orientale. Sophie nel frattempo insegnò in un asilo. 

Sophie si iscrisse alla facoltà di filosofia dell'università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, dove il fratello già studiava medicina. 

Lei e Hans diventarono membri della Rosa Bianca, un gruppo antinazista. Loro sparsero dei volantini contro Hitler nella loro università, lanciandoli dalla balaustra dell'ultimo piano, assicurandosi che nessuno li vedesse.

Sophie e Hans vennero arrestati proprio mentre lanciavano il sesto volantino.

Loro, insieme ad un altro membro della Rosa Bianca Christoph Probst, furono condannati alla ghigliottina il 22 febbraio 1943.

Dal 18 al 21 febbraio i tre ragazzi vennero interrogati pesantemente affinché facessero le spie e dicessero i nomi degli altri componenti del gruppo. I tre non tradirono i loro compagni e si addossarono ogni responsabilità in merito alla stesura e al lancio dei volantini.

Come ricorda Franz Joseph Müller, uno dei membri della Rosa Bianca, "Sophie Scholl era il membro più forte e attivo del gruppo".

Marco IIIBL

Lea Garofalo (24.04.1974 Petilia Policastro - 24.11.2010 Monza) e la figlia Denise

Lea e Denise Garofalo sono rispettivamente una madre e una figlia. Lea era nata nel 1974 a Petilia Policastro in una famiglia molto nota per lo spaccio di droga. Sin da quando era piccola voleva andarsene da quel posto, sperava che il mondo fuori da lì fosse diverso. Un giorno si innamorò di Carlo Cosco. Anche lui sembrava innamorato, ma in realtà voleva arrivare alla sua famiglia per entrare nel giro dello spaccio di droga. Loro due non si sposarono ma, nel 1991, ebbero una figlia di nome Denise. Subito dopo la sua nascita si trasferirono a Milano per potere espandere “l’attività”. Andarono lì insieme ai fratelli di Lea. Quando Carlo riuscì ad arrivare ad avere più controllo sullo spaccio, diventò sempre più cattivo e violento con Lea.

Un giorno quest’ultima disse a Carlo che non voleva più vivere e far vivere Denise in quella situazione e che voleva andarsene. Carlo si infuriò e iniziò a picchiarla. Un giorno arrivò la polizia che portò in questura Carlo e i fratelli di Lea per fargli delle domande. Lea colse l’occasione per scappare. Nel 2002 lei e sua figlia entrarono in un programma di protezione come testimoni di giustizia ma nel 2006 furono espulse con l’accusa di essere complici. Nel 2007 poi riuscirono a rientrare nel programma grazie al Consiglio di Stato. Con l’aiuto di questo programma si rifugiarono a Campobasso e tutto sommato vivevano bene. Lea, poco prima di morire, decide di fidarsi di nuovo del padre di sua figlia e gli chiede i soldi per il suo futuro.

Allora si incontrano in un quartiere di Monza. Carlo uccise Lea e la sciolse nell’acido per sbarazzarsi del suo corpo.

Ciò che rimaneva del corpo fu trovato un anno dopo. 

Denise andò a testimoniare contro il padre e rientrò in un programma di protezione, nel quale si trova ancor oggi.

 I funerali di Lea si svolsero il 19.10.2013 a Milano, a lei fu dedicato un giardino in viale Montello. 

Al funerale partecipò anche l’associazione LIBERA contro le mafie. 

Denise non poté partecipare per ragioni di sicurezza ma salutò la madre in diretta telefonica con questa frase: ”Tutto quello che è successo è stato per il mio bene, non smetterò mai di ringraziarti, grazie mamma”. 

Lea viene ricordata il 21 Marzo, come tutte le altre vittime della mafia.

Greta IIIIBL

Teresa Mattei (Genova 1/02/1921 – Pisa 12/03/2013) e la Costituzione Italiana

Teresa Mattei, poco più che ventenne, divenne una combattente partigiana. Un giorno, insieme ad un suo compagno partigiano fece esplodere un tunnel in cui i tedeschi tenevano le armi. Lei mise una bomba ad un’imboccatura del tunnel, il suo amico all’altra. Mentre correva via guardò indietro e vide l’amico inciampare, capì che non ce l’aveva fatta. I tedeschi l’avevano vista, perciò prese la sua bicicletta e cominciò a pedalare fino alla sua università, un posto sicuro in cui la conoscevano. Parcheggiò la bici in un punto del giardino e corse dal suo insegnante dicendogli che i tedeschi la stavano raggiungendo. Il professore avvisò velocemente i colleghi dicendo loro di simulare la commissione di laurea. Teresa iniziò ad argomentare la sua tesi in lettere e filosofia. Ad un certo punto, senza bussare, entrarono i tedeschi chiedendo ai presenti se avessero visto una ragazza in bicicletta. Il professore, calmo, disse che non avevano visto nessuno e se gentilmente potessero andarsene poiché nonostante ci fosse la guerra, la laurea rimaneva comunque un evento importante. Per fortuna i tedeschi non l’avevano vista bene ed il rossore sulle guance, dovuto alla corsa, se n’era ormai andato.

Dopo che i tedeschi andarono via, il professore disse di continuare la discussione in caso i soldati fossero tornati indietro a controllare. Così Teresa continuò: i professori facevano le domande e lei rispondeva.

Dopo aver finito l’esposizione il professore disse che, se i colleghi fossero stati d’accordo, lei avrebbe potuto laurearsi proprio quel giorno, perché, nonostante la situazione, era riuscita a fare un ottimo discorso. Così dopo aver avuto il consenso degli altri professori, Teresa prese la laurea in lettere e filosofia all’università di Firenze. Uscita dalla stanza un ragazzo fascista, non dichiarato, le disse che la sua laurea non sarebbe servita a nulla perché le donne servivano solo a fare figli e che, se avessero lavorato, avrebbero, avuto meno tempo per badare ai bambini. Lei rispose che la sua laurea sarebbe rimasta, mentre i fascisti sarebbero scomparsi.

Dopo la guerra Teresa fu chiamata a partecipare all’assemblea costituente. Tutt’ora lei è riconosciuta come madre dell’articolo 3 della Costituzione Italiana, quello che afferma l’uguaglianza di tutti, uomini e donne, di fronte alla legge.

Emilia IIIBL

mercoledì 17 marzo 2021

Evita Perón (7.05.1919 Los Toldos - 26.07.1952 Buenos Aires) e l'Argentina

Evita Peron è nata il 7 Maggio 1919 a Los Toldos in Argentina.

Fin da quando era piccola sognava di diventare una star del cinema.

All'età di quindici anni si trasferì a Buenos Aires dove iniziò la sua carriera da attrice.

Pochi anni dopo ad una festa incontrò il colonnello Juan Domingo Perón, si innamorarono e poco tempo dopo si sposarono.

Un anno più tardi Juan Domingo Perón fu eletto presidente dell'Argentina.

Evita divenne molto famosa sia per il suo ruolo di attrice sia per il suo ruolo di attivista.

Il popolo la amava perché metteva molto impegno nell'aiutare le persone più bisognose.

Evita si batté molto per i diritti delle donne e le aiutò a conquistare il diritto del voto (in Argentina raggiunto nel 1947).

Evita divenne così tanto famosa che le venne chiesto di candidarsi come vicepresidente al fianco del marito, però poco tempo dopo le venne diagnosticato un tumore e allora decise di non candidarsi.

Morì il 26 luglio 1952.

Quando la radio nazionale ne diede l'annuncio, vennero usate queste parole:

“ oggi abbiamo perso la guida spirituale della nazione“ .

Cristian IIIBL

Marjane Satrapi e "Persepolis"

E' nata a Rasht (Iran) il 22 novembre 1969

Marjane Satrapi è nata il 22 novembre 1969. Già da ragazza ha usato l’arte per opporsi al governo ingiusto del suo paese, l'Iran.

Marjane visse il governo della scià, il suo rovesciamento e la rivoluzione, che poi portò all’ancora più restrittiva repubblica teocratica. Lei e i suoi genitori erano mussulmani ma disapprovavano la politica estremista di questo governo. 

Ogni volta che il governo emanava una nuova legge Marjane la infrangeva, ad esempio quando la repubblica decretò che tutte le donne dovevano indossare il velo lei mostrava i capelli. 

I genitori di Marjane erano fieri della loro figlia ma allo stesso tempo avevano anche paura perché con il suo comportamento poteva finire in prigione o peggio. Fu per questo che venne mandata in un collegio a Vienna, dove sarebbe stata più al sicuro. Provò a ritornare in Iran, ma la vita nel suo paese era troppa restrittiva, così si trasferì in Francia dove studiò arte. 

Marjane amava tanto i fumetti così ne realizzò uno che racconta tutta la sua infanzia in Iran, Persepolis

Un editore comprò la sua graphic novel (romanzo a fumetti)che divenne un successo internazionale, anche grazie all'omonimo film d'animazione.

Aurora IIIBL