mercoledì 18 novembre 2015

C'era una volta

Biagio
C'era una pecorella verde di nome Biagio. A lui piaceva tanto dormire sull'erba, ma questo gli comportava un sacco di problemi: il suo padrone non lo vedeva e spesso veniva scambiato per erba, dalle altre pecore, che finivano per brucargli le orecchie e calpestarlo.
Un giorno d'inverno, dopo una nevicata, Biagio si rotolò sulla neve, coprendo così il suo manto, che diventò bianco. Stava proprio mostrando il suo candido pelo alle altre pecore, quando spuntò il sole che sciolse la neve, e Biagio ritornò verde.
Un giorno d'autunno, dopo una fitta pioggia, Biagio si rotolò sul fango, ma quando ritornò a piovere il fango colò e Biagio ritornò verde.
Un giorno di primavera Biagio entrò nella casa del suo pastore e si rotolò sulla cenere del camino, diventando nero. Uscì dalla casa e cominciò a vantarsi, con il resto del gregge, del suo splendido manto nero, quando iniziò a soffiare un forte vento che gli portò via tutta la cenere e Biagio ritornò verde.
La pecorella verde era molto triste: non mangiava e non dormiva più.
Il pastore e sua moglie erano molto preoccupati, così un pomeriggio d'estate, la moglie del pastore disse a Biagio che se lui avesse voluto, lei avrebbe potuto colorarlo con i coloranti per i maglioni, ma né di nero, né di marrone, né di bianco, perché non possedeva quei colori.
Biagio accettò: era diventato una pecorella rosa shocking, ed era molto, ma molto felice di poter dormire tranquillamente sull'erba.
Alexandra Lobont e Alessia Zago (IA)


Esercizi di Stile



Ispirato da idee d'un narratore sul lieto fine di Celati e a Titanic film di James Cameron del 1997, ecco







Un nuovo finale per Titanic: una fiaba d'amore
...Jack e il suo amico hanno vinto due biglietti per salire sul transatlantico Titanic. La nave è divisa in due parti: la seconda classe per gli umili e la prima per i ricchi.
In prima classe ci sono Rose e il suo fidanzato, che litigano spesso.
Una sera Rose esce dalla cabina e incontra Jack sul ponte. Il ragazzo, appena la vede, se ne innamora. I due fanno amicizia.
Il giorno dopo Rose invita Jack a cenare con lei e i suoi amici, in prima classe.
Al fidanzato di Rose Jack non piace.
Jack e Rose, invece, si piacciono e iniziano a vedersi in segreto, ma il fidanzato di Rose li scopre e diventa geloso.
Durante la navigazione il Titanic si schianta contro un iceberg, e l'acqua comincia ad entrare sempre più nella nave. Jack viene trattenuto dal cameriere del fidanzato di Rose, e quest'ultima continua a cercarlo per porsi in salvo insieme a lui. Finalmente lo trova, ammanettato in una cabina, ma nessuno può aiutarla a salvarlo: tutti stanno fuggendo.
Rose prende un'ascia e riesce a liberarlo.
I due innamorati escono dalla cabina. L'acqua è molto fredda e gli arriva fino al collo.
Giunti in superficie si accorgono che le scialuppe di salvataggio non bastano per tutti i passeggeri: alcuni, presi dalla disperazione, si lanciano nell'acqua gelida.
La nave affonda, Jack e Rose galleggiano sul mare aggrappati a un'anta di un armadio, e aspettano speranzosi l'arrivo di una scialuppa.
La scialuppa arriva e salva entrambi.
Dopo un po' di tempo, Jack e Rose, scampati alla morte, possono coronare il loro sogno d'amore: si sposano e hanno una vita felice.




Linga Paula IA








Ispirato dal Diario di Eva di Marc Twain ecco il surreale
Diario di un uomo primitivo in una metropoli
Ventunesimo secolo
Caro diario,
mi ero da poco svegliato da un bel pisolino.
Della mia caverna non c'era più traccia; mi sono ritrovato in un luogo strano pieno di ossa e animali immobilizzati: facili prede, se non fosse stato per l'invisibile campo di forze che mi impediva di raggiungere quei succulenti pezzi di carne.
Uscito da quella specie di cimitero, sono andato in cerca di cibo e dopo ore di ricerche arrivai al cosiddetto "chiosco degli hot dog", cioè dei "cani caldi". Non vedevo l'ora di assaporare dell'ottima carne, ma la bella donna del chiosco mi ha servito del semplice pane con pochissima carne e una dolce sostanza rossa. Mi sono accontentato perché stavo morendo di fame... ma non aveva un gran gusto!
Bob il cavernicolo

Chiara Marsonetto IA

Un racconto fantasy: Il vulcano dorato
Un giorno d'estate, un padre di nome Bisluffolo, partì per un attacco militare, venne ferito e rimase paralizzato. Il figlio, Busy, quando scoprì che il padre era rimasto paralizzato, cercò la cura in un vecchio libro che gli aveva dato il suo trisnonno e trovò come antidoto, alla paralisi del padre, il potere di alcuni diamanti, custoditi in un vulcano dorato. 
Dal vecchio libro cadde una mappa che portava al vulcano.
Lui partì in cerca del vulcano e trovò il percorso, ma non poteva passare per una via a causa degli orchi. Trovò un furetto che lo aiutò a passare. Superato l'ostacolo giunse al vulcano dorato e lo scalò fino alla cima, arrivato, entrò nel vulcano dove trovò un campo di rose nere.
Quelle rose erano "rose della morte", quindi per passare doveva fare molta attenzione.
Trovò un buco e passò molto lentamente, quando riuscì a passare, vide che c'era un drago a salvaguardare i diamanti. Con molta attenzione riuscì a prendere i diamanti senza svegliare il drago, ma appena prese i cinque diamanti, il drago si svegliò e iniziò una guerra fra i due: il drago recuperò i diamanti e si sdraiò su di essi per proteggerli. Busy trovò una pozione magica tra le rose con su scritto “RIMPICCIOLIMENTUS”, la versò sopra il drago,  e quest'ultimo si rimpicciolì. Busy riuscì a portare i diamanti a casa in tempo per salvare suo padre.
Aurora Pavan, Chiara Piovesan, Giovanna Ciobanu, Vittoria Dafne Vian (IIA)

Giochiamo col Mondo


Dall'India: il Carrom



Il Carrom è un gioco da tavolo originario dell' India. Lo scopo del gioco è imbucare le proprie pedine negli angoli colpendole con una pedina apposita (striker). Per giocare a Carrom servono: un tavolo quadrato con 21 pedine ( 9 nere, 9 bianche, 2 striker e una rossa).
Il tavolo ha 2 buche per ogni angolo. Sono disegnate delle figure utili per il gioco, come il cerchio centrale. Il gioco inizia con le pedine bianche e nere più la regina, disposte nel cerchio centrale. I giocatori si siedono uno difronte all'altro, viene sorteggiato il primo giocatore che inizia a spaccare e imbucare le proprie pedine. Il giocatore che viene sorteggiato per primo ha le pedine bianche e l'altro le nere.
Le pedine si colpiscono con lo striker, che viene disposto sulla riga vicino alla propria posizione.
Non ci si può alzare dal tavolo e si possono usare tutte e due le mani. 
La pedina rossa (la regina) può essere imbucata solo dopo aver infilato nel buco una propria pedina. Se per caso non succedesse la regina va riposizionata al centro del tavolo.
La partita viene vinta da colui che imbuca per primo tutte le proprie pedine. Per ogni propria pedina imbucata viene assegnato un punto, così come per ogni pedina avversaria rimanente sul tavolo.
In una partita si può giocare 2 contro 2. Spaccando una volta per ciascuno e sommando i punti. La partita termina quando si raggiungono i 25 punti.

Luna Comin, Tania Saltarel, Clara Caminotto, Alex Biasia, Claudio Timis, Paolo Mattiuzzo, Elia Brichese (IIIB)


Dalla Cina: il Domino




Il Domino è un gioco da tavolo che ha lontane origini cinesi. Intorno al XIII secolo veniva usato come strumento di divinazione. Successivamente fu usato per giocare. Venne introdotto in Italia verso il XVIII secolo e si è poi diffuso negli stati europei. Il suo nome “domino” assume il significato di “padrone”.
REGOLE
Il numero di giocatori si estende da un minimo di due giocatori a un massimo di sei. Il numero ideale di giocatori è da due a quattro. Se le persone che partecipano sono quattro si formano due squadre da due. Nel domino l'elemento fondamentale sono le tessere, che sono suddivise in due sezioni: in ciascuna metà possiamo trovare da zero a sei pallini. 
Si incomincia a posizionare una singola tessera. Il giocatore seguente deve posizionare a sua volta una tessera contenente lo stesso numero di pallini presente nell'ultima sezione della precedente. Per esempio, se l'ultima sezione ha come numero di pallini tre, l' avversario deve posizionare una tessera avente l'ultima sezione uguale (tre pallini). Colui che termina le tessere a sua disposizione, per primo, vince la partita.

...e il Tangram



Il Tangram è un gioco cinese. E' un rompicapo costituito da sette tavolette regolari disposte a forma di quadrato. Il nome cinese significa “le sette pietre della saggezza”. Queste sette pietre sono:
due triangoli rettangoli grandi;
un triangolo medio e due piccoli;
un quadrato;
un parallelogramma.
Lo scopo è di formare una figura realistica senza sovrapporre i vari pezzi. Questo gioco non ha vincitori, perché è un gioco solitario.

Fruttaldo Marella, Ridolfo Marco, Vidali Mattia, Stoppa Nicolò, Catto Kledi, Vidotto Carlo, Xausa Sara (IIIB)


Dal Giappone: il Go




Si tratta del gioco più importante della cultura giapponese.
Esso nasce in Cina con il nome di “Wei-qi”, è stato poi importato in Giappone con il nome di “Go”.
La leggenda vuole che questo gioco fosse stato inventato da un imperatore cinese di nome Yao e venne importato in Giappone da un ambasciatore. Il Go acquistò così tanta fama in Giappone che divenne una materia obbligatoria nelle accademie militari.
È un gioco molto complesso malgrado le sue semplici regole.
Il Go è giocato da due avversari che mettono alternativamente pedine nere e bianche sulla scacchiera dotata di una griglia di 19x19 quadrati.
Lo scopo del gioco è di controllare una zona maggiore di quella dell'avversario. È possibile catturare le pedine circondandole completamente con proprie pietre, in modo che non abbiano intersezioni libere adiacenti.
I giocatori devono cercare di soddisfare le esigenze offensive e difensive.
Il gioco termina quando i giocatori dichiarano di non poter incrementare il proprio territorio o diminuire quello dell'avversario.
Il punteggio finale è uguale al numero di pietre catturate.


Padovese Sofia, Marino Alessia, Valente Laura, Di Tota Sara, Valente Enrico, Lessi Giacomo (IIIB)