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giovedì 27 febbraio 2025

L’entrata all’inferno

Una goccia di rugiada mi svegliò bruscamente. Sollevai le pesanti palpebre e mi alzai lentamente. Un vento gelido mi travolse portandosi dietro un cumulo di foglie umidicce. Quando fui completamente in piedi, mi guardai intorno confuso.

Buio.

L’oscurità che avvolgeva la fitta selva mi terrorizzava. Anche se ci fosse stata un po' di luce, l’ubriachezza del peccato mi accecava.

Infine mi feci coraggio e mi addentrai nel folto intreccio di rami, rovi e alberi secolari dall’aspetto inquietante.

Quando tutto ormai era perduto vidi all’orizzonte un raggio di luce.

Lo rincorsi con le poche energie rimaste finché davanti a me apparve una piana con uno spettacolo divino. La città santa appariva in tutta la sua magnificenza e il suo splendore con grandi cupole.

Un po’ più a destra della città sorgeva un colle con tre croci illuminate da una luce stupenda. Una brezza leggera mi accarezzò ma subito sentii un ringhio e deglutii. Mi voltai e vidi tre belve feroci: una lupa, una lonza e un leone.

Cominciai un’improvvisata fuga ma continuavo a sentire il fiato degli animali sul mio delicato corpo.

Qualcuno mi toccò la spalla.

Rabbrividii.

Mi girai di colpo e vidi Virgilio in carne ed ossa… più o meno. Era pallido come un fantasma e aveva un aspetto tranquillo.

“Dante” cominciò il poeta con fare calmo. “Sono qui per farti fare un viaggio spirituale per condurti alla verità”.

“Non ne sono degno, Dominus” risposi automaticamente.

La mia non era umiltà, bensì paura. Il mio timore mi aveva di nuovo evitato una possibilità di cambiamento. Mi sentii un codardo e allo stesso tempo uno stupido. Come se mi avesse letto nel pensiero, la mia guida mi rispose:

“Non temere, Dante. Questo viaggio è voluto da Dio!”.

La cosa mi tranquillizzò. Dopo un po' che camminavamo ci apparse davanti una porta colossale. Era fatta di roccia e granito e dietro di essa fiamme infernali divampavano impietose su gente ululante e crani carbonizzati. Sulla porta di marmo erano incise parole in caratteri cubitali.

“Le tue risposte le troverai lì dentro" mi disse in tono amorevole.

Respirai lentamente.

Strinsi la mano alla mia saggia guida.

Feci un passo ed entrai nella porta colossale.

Intanto alle nostre spalle un tornado bollente sollevò un cumulo di ossa carbonizzate. L'aria si fece cupa e le porte dell’inferno si richiusero.

Giovanni Buriola IIDS 

lunedì 24 febbraio 2025

La guerra ti toglie tutto

Il giorno in cui Iryna e la sua famiglia si trasferirono fu uno dei peggiori della mia vita. La guerra andava avanti da un anno e mezzo, ormai, e le nostre famiglie vivevano nel terrore costante, anche se la zona in cui abitavamo non era ancora mai stata attaccata. Quella mattina io e la mia migliore amica di qualche anno più piccola di me, eravamo usciti presto per andare a scuola a piedi, come tutte le mattine, e come ogni giorno eravamo tornati a casa sani e salvi, felici che non fosse successo niente. Quel giorno, però, la felicità non durò molto. Quella mattina i genitori di Iryna avevano deciso di trasferirsi in un’altra zona dell’Ucraina, una zona meno rischiosa. Iryna e la sua famiglia vivevano a casa con me e mia mamma, visto che mio papà era stato arruolato nell'esercito. Mia mamma aiutava la mamma di Iryna con suo fratello Nazar, nato da poco, e il padre di Iryna si occupava di garantire sicurezza e cibo. 

Quindi, Iryna e la sua famiglia partirono. Mi lasciarono solo la tristezza per la partenza e una promessa: saremmo rimasti in contatto, per sempre migliori amici. Ci saremmo videochiamati ogni mattina appena svegli e ogni sera prima di andare a dormire, anche qualche pomeriggio, se riuscivamo con la scuola e tutto il resto. 

Era uno dei primi giorni di autunno e faceva abbastanza freddo. Dopo aver salutato la mia migliore amica corsi in camera mia, chiusi la porta e mi buttai sul letto a castello che fino a poco prima condividevamo. Finalmente le lacrime che trattenevo da tre giorni erano libere di scorrere sul mio viso, come l’acqua di un torrente liberata dalla morsa di una diga: la diga era Iryna. Lei era la mia salvezza, la sua presenza mi calmava e sapevo che nulla sarebbe andato male se ci fosse stata lei accanto a me. Ora, però, lei si era trasferita e io sarei tornato il fallimento di sempre, il ragazzino di nome Konstantyn che non sapeva fare nulla, lo sfigato che non vedeva il padre da più di un anno e che non lo avrebbe più rivisto a causa della guerra. 

Avevo aiutato Iryna a preparare la valigia e il letto era pieno delle cianfrusaglie che avevamo trovato nei cassetti mentre cercavamo le sue cose, ma mi ci sdraiai comunque e ben presto mi addormentai piangendo. Venne a svegliarmi mia mamma dicendomi che era pronta la cena, però non mangiai molto. 

Passarono i giorni e la mia vita diventò sempre più monotona: mi svegliavo, andavo a scuola, facevo i compiti e andavo a dormire. Io e Iryna ci sentivamo sempre meno e questo mi distruggeva. 

I giorni si fecero mesi e con la mia migliore amica riuscivo a parlare soltanto una volta alla settimana, perché i soldi mancavano e lei doveva prestare il telefono ai suoi genitori e riusciva ad averlo solo la domenica sera, quando loro non lavoravano. Nel frattempo, la zona di bombardamenti si era ampliata e ora comprendeva anche la città in cui si erano trasferiti, cosa che mi metteva ancora di più in ansia. Se c'era una cosa di cui avevo paura era perdere persone care e se fosse successo a lei o alla sua famiglia non me lo sarei mai perdonato, anche se in fondo non era colpa mia. 

Non sapevo, però, che il peggio doveva ancora arrivare. 

L'ultimo giorno di marzo era una fredda domenica, nonostante fosse primavera. Quel giorno era andato tutto liscio visto che non c'era scuola, ma avevo una brutta sensazione. Non vedevo l'ora che arrivasse quella sera per poter parlare con Iryna, ma la giornata sembrava non passare più e mi sentivo sempre più inquieto. Finalmente, alle nove di sera, sentii squillare il telefono e riuscii ad assicurarmi che lei e la sua famiglia stavano bene. 

Quella sera sembrava andasse tutto bene, gli attacchi erano diminuiti e la città in cui viveva Iryna non veniva bombardata da una settimana. Questa notizia l'avevo già sentita al telegiornale e forse era questa la cosa che mi preoccupava di più. Io e la mia migliore amica parlammo molto, c'erano tantissime cose che doveva raccontarmi, come il fatto che suo fratello aveva detto la sua prima parola, e anche io dovevo dirle molto. Finimmo per ridere a ogni minima sciocchezza, ne avevo davvero bisogno. Mi sentivo libero come non mai. Poi sentimmo le sirene antiaeree. Il terrore mi invase e ci volle tutto il mio autocontrollo per non cominciare a gridare o a piangere. Intanto lei mi guardava con lo sguardo terrorizzato. Desideravo essere lì per aiutarla, ma l’unica cosa che potevo fare era cercare di rassicurarla che sarebbe andato tutto bene. Poi mi disse una frase che mi è rimasta impressa nella memoria: ”Konstantyn, ho paura”: aveva una voce così spaventata! E il peggio era che non potevo fare nulla per salvarla. Il resto accadde tutto troppo in fretta. Si sentì una specie di fischio e dallo schermo del mio telefono vidi un’esplosione, seguita da un rumore assordante. Non realizzai cos’era successo finché non fu troppo tardi. Gridai così forte, tanto ero sconvolto, che mia mamma si precipitò in camera mia. Appena vide la mia espressione sconvolta e lo schermo nero del telefono davanti a me capì e mi abbracciò forte, piangendo anche lei. 

Quella ragazza per cui provavo un’inspiegabile affetto, non amore, più gratitudine, specialmente per il fatto che non mi avesse mai abbandonato, neanche davanti alle più grandi difficoltà ora era morta proprio davanti ai miei occhi, e io non avevo potuto fare nulla per salvarla. Non ero riuscito ad aiutarla nel momento in cui più ne aveva bisogno e non ero nemmeno riuscito a dirle addio.

Sono passati cinque anni da quel trentuno marzo e nel frattempo la guerra è finita. Il dolore, però, è rimasto e quello che vedo ogni volta che chiudo gli occhi è quell'esplosione e lo schermo del telefono che si spegne. La faccia spaventata di Iryna continua a perseguitare i miei sogni, accompagnata dal rumore della bomba che esplode. Non passo una notte tranquilla da quel giorno, e non c’è giorno in cui non vada alla casa sull’albero nel mio giardino. Quando eravamo bambini era lì che passavamo la maggior parte del tempo, e ora che sono adulto ci torno ogni volta che posso. Ogni tanto mi immagino il suo spirito di bambina giocare libero, e sussurro al vento, sperando che le porti le mie parole e che sia finalmente in pace.

Noemi Surian IIIBL

martedì 18 febbraio 2025

Diario: giorni di scuola


                                                                                                         

San Stino, 15 gennaio

Caro Diario, ⭐

     sono qui nell’aula di arte seduta sullo stesso sgabello traballante che ti dà la sensazione di essere seduto per terra.

Devo copiare il disegno che c’è alla lavagna, ovvero una bottiglia con accanto un cesto di frutta e una mela fuori dal cesto.

Dopo aver finito la mia ✨OPERA D’ARTE ✨ l’ho guardata soddisfatta (avrò rifatto la bottiglia circa 10 VOLTE perché il lato dx non mi veniva bene come l’altro) e iniziato a fare le ombre.

Quando la prof ha pronunciato le parole “ METTETE VIA”  ho fatto un respiro profondo e messo il libro sul banco, purtroppo.

Per fortuna vicino a me avevo le mie salvezze!!!

Infatti, a volte, mentre la prof spiega io guardo E. ridendo e A. fa disegni a matita sul mio libro e viceversa.

Se non ci fossero state loro probabilmente mi sarei addormentata sul libro. 🙂

Anche oggi siamo riuscite a superare le 2 ore di ARTE!

Ora devo andare se no non riesco a fare ricreazione, A DOPOOOO. ❤️


Rieccomi. Adesso mi trovo sulla mia sedia comodissima davanti alla scrivania pronta per andare in guerra, ovviamente sto scherzando, devo semplicemente studiare ING pk domani la Marchisella mi interroga….. 😐

Ho sempre sottovalutato questa materia dicendo “ MA TANTO E’  FACILE”  però stavolta voglio fare sul serio. 

A dir la verità non ho voglia di fare niente infatti la mia testa ha iniziato a pensare ad altro, ALLORA ho preso carta e penna e cominciato a scrivere quello che so (mia mamma dice che così ricordi meglio quello che studi).

Finito di scrivere, prendo il foglio in mano e LEGGO, RIPETO, LEGGO, RIPETO, LEGGO, RIPETO…..

Dopo qualche ora di “ LAVORO”  mi preparo lo zaino sperando che questo pomeriggio sia servito a qualcosa siccome è stato di una NOIA MORTALE.🙄

                                                                                 

 


                                                                        San Stino, 16 gennaio

Caro Diario,

      è appena finita l’ora di TEC (disegno) e tra pochissimo sarò interrogata in ING, ma devo ancora scegliere l’argomento sul quale mi deve ascoltare la PROF!!!

Io li ho studiati tutti, però salendo le scale ho scelto che volevo esporre “ A LOT OF, MUCH E MANY” .

In classe fa freddissimo e questo non mi aiuta a scacciare l’ansia che ho, ANZI  peggiora tutto!

Seduta sulla sedia scricchiolante con il cuore in gola e la bocca tremante aspetto che mi dica che sono interrogata.

Ad un tratto sento “ ##### interrogata”  quindi comincio a correggere gli es. assegnati per casa; poi mi alzo, vado davanti alla lavagna e dò uno sguardo a E.💙 e A.💛 che mi incoraggiano. :D 

All’inizio ho parlato solo io e dopo la prof mi ha fatto delle domande.

BEH, fortunate A. ed E. che se la spassano chiacchierando e passandosi bigliettini, poi P. in 1°  banco alla fine dell’interrogazione mi ha detto che avrei preso 4 o meno HAHAHAHAHA…..

Infine, la Marchisella, mi ha chiesto che voto avrei preso secondo me, io ho risposto 9 , ma lei ha detto che mi merito un 10!  😃 

Quando ha pronunciato QUEL NUMERO sono SALTATA DALLA SEDIA di gioia e ho continuato a vantarmi del MIO 10 fino a casa.

Sono stata strafeliceeeeeeeeeeeeee ❤️

( il pomeriggio di ieri è servito)

martedì 7 gennaio 2025

Un po' di poesia per riprendere la scuola con simpatia…

Settimana infinita

Lunedì sono stanchino

Martedì mangio un panino

Mercoledì guardo fuori dalla finestra

Giovedì vado in palestra

Venerdì corro in giardino

Sabato sto con il mio fratellino

Domenica è finita, 

questa settimana mi è sembrata infinita. V.T.


Attività di una settimana

Lunedì vado in giardino

Martedì pianto un semino

Mercoledì mangio una patatina

Giovedì passo una bella mattina

Venerdì gioco con il mio cagnolino

Sabato faccio un girettino

Domenica infine incontro Gino. D.G.


Sette giorni 

Lunedì vado in Trentino

Martedì compro un cagnolino

Mercoledì vado di fretta

Giovedì bevo un tè e mangio una fetta

Venerdì vado al ristorante

Sabato mi bussa Dante

Domenica mi cade un dente. A.G.


Gioco e vado

Lunedì inizio la mattina con una merendina

Martedì gioco in giardino con una bambina

Mercoledì vado in bici dai miei amici

Giovedì gioco con la mia cagnolina molto birichina

Venerdì mattina compro una piantina

Sabato vado in piscina con la mia sorellina

Domenica mattina parto per la Cina. (…)


Sette giorni diversi

Lunedì faccio una passeggiatina con la mia cagnolina

Martedì leggo un libriccino molto carino

Mercoledì vado in bici dai miei amici

Giovedì faccio i compiti che sono molti

Venerdì vado in cucina e assaggio la piadina

Sabato mattina gioco con la mia sorellina

Domenica mattina mangio una tortina. C.G.


Tutte queste poesie sono state composte durante l'attività di potenziamento della Prof.ssa Lucia Tracanzan, tenutasi presso la Scuola secondaria di I grado "Giuseppe Toniolo" di San Stino di Livenza.

lunedì 18 novembre 2024

Poesie di Novembre

Ecco a voi il raccolto del mese di Novembre dell'attività di potenziamento della Prof.ssa Lucia Tracanzan, tenutasi presso la Scuola secondaria di I grado "Giuseppe Toniolo" di San Stino di Livenza.

Pace sincera

sogno di vita vera

di popoli insicuri. E.Z.


Nel mondo bello 

tra le cattive bombe 

c’erano urla. G.D.


Frutto della pace 

gioia del cuore 

dell’amore il fiore. N.Z.


Cade, cade 

sui tetti delle case 

la neve a Natale. A.D.F.


Cade la pioggia 

sotto un tetto 

nasconde la rosa. C.E.


Calda la vita 

freddo nel mondo 

porta solo la morte. F.C. 


Bello il fiore 

che porta amore 

di ogni colore. Z.M.


Solo nel mondo 

sopra l’amore 

il fiore della pace. M.E.


Sono passioni 

solo fiori colori 

nel mondo la pace. B.C.


La pace così

va e viene in un dì, 

ma non è qui. S. D.


Triste mi sento 

nella gabbia dentro 

un leone ruggente. C.G.


Uomo del mondo 

sulle strade cammini 

giusta la pace. B.C.


Bella la pace 

se tutti siamo felici 

nel mondo grande. P.T.


Cade la pioggia 

lieve la pace 

resta ignorata. F.M.


Bello il fiore 

di tanti colori 

pieni d’amore. C.N.S.


Bella la pace 

se non c’è mai la guerra 

sempre nel mondo. M.V.

giovedì 17 ottobre 2024

Poesie d'Ottobre

Ecco a voi il  raccolto del mese di Ottobre dell'attività di potenziamento della Prof.ssa Lucia Tracanzan, tenutasi presso la Scuola secondaria di I grado "Giuseppe Toniolo" di San Stino di Livenza.


Il vento soffia

tra uccelli lenti

con tranquillità. L.S.


La pioggia cade

su tutti i paesi

con le lampade spente. A.S.


La neve cade 

sugli alberi dolci 

felicemente. P.C.


Il vento soffia 

lungo le strade vuote

e ruba tutto. M.D.


La pioggia cade

sul mio viso

bagna la terra. R.M.


La neve scende

mentre il pupazzo 

la prende dai tetti. G.A.


Il vento canta 

la pioggia è molto rilassante 

la notte io dormo. (…)


Pioggia con sole

fredda la neve cade

pioggia con vento. A.P.


Neve candida 

neve leggerissima

scende dal cielo. G.P.


La neve cade

e i bambini ispirati

scrivono poesie. F.M.


Fredda la neve 

gli alberi ricopre 

durante l’inverno. T.V.


I fiori dormono

finché aspettano la pioggia

che li bagna. H.I.


La notte buia 

le stelle luccicanti

un freddo cielo. G.G.


La notte brilla quando 

i bambini dormono

e la luna canta. M.H.


La notte buia 

splende qualcosa laggiù 

sicuro sei tu. A.C.


La notte scura

nel cielo illuminato 

penso a te. N.L.


La notte chiara 

nel cielo brilla la luna 

sono felice. R.E.


La notte è buia 

e scura come un bambino

che ha paura. E.M.


L’erba verde 

sul terreno cresce piano 

in primavera. A.S.


La notte brilla 

quando i bambini dormono 

e la luna canta. M.L.

domenica 19 maggio 2024

"Raccolto" di poesie: maggio... la scuola è quasi finita!

L’obiettivo principale dell'attività di potenziamento della Prof.ssa Lucia Tracanzan è quello di sviluppare l’uso polisemico della lingua italiana applicato ai testi brevi di alcuni modelli di poesia. 

Gli alunni sono invitati a sperimentare la scrittura di poesie riferendosi ai seguenti modelli: haiku, filastrocche, epigrammi e limerick e a lavorare, dopo una breve riflessione, per la creazione di un componimento poetico.  

Le poesie vengono raccolte ogni mese in riferimento ad un tema preciso.

Ecco a voi "il raccolto" di maggio!


La scuola è finita 

Siamo a maggio

manca sempre meno alla fine di quest’anno,

sono solo 19 

i giorni che ci separano

dal giocare tutti i giorni.

Quest’anno ho imparato a 

stare accanto alle persone migliori

e tutti uniti sono i nostri cuori. P.E.


Pensiero finale

E anche la prima media è volata,

e, se devo dire la verità, con un po’ di difficoltà

l’ho fatta.

Ma tutto questo ha avuto una ricompensa finale

e per tutto questo mio impegno sono felice. B.R.


Clima sereno

La scuola è ormai finita

è stata una vera fatica.

Quest’anno poteva andare meglio

senza fare tanta confusione.

Il prossimo anno le gite le faremo

solo se ci sarà un clima sereno. S.A.


La scuola, dove tornare

Sono felice,

l’anno è passato veloce.

Mi piace disegnare

e a scuola voglio tornare. B.M.


Libri come pesi 

Sui banchi ho passato questi mesi

con i libri come pesi,

ma nuovi amici ho conosciuto. A.G.


L’anno è finito 

Di tutto il tempo che è passato

un ricordo dietro ho portato.

La scuola sta per finire 

e sono prontissima a partire.

Quando il libro aprivo

si sapeva che non mi divertivo,

quando il prof in aula entrava

nessuno più parlava. E.M.


Fine dell’anno!

Divertenti attimi ho passato,

nonostante le risate,

il tempo è volato

con le loro battute azzeccate. C.A.


Voti d’oro

L’anno è passato velocemente

e abbiamo riempito la nostra mente.

Le ore sono volate 

e le amicizie sono aumentate.

Studiare è come un lavoro,

ma è servito per ottenere voti d’oro.

Finalmente le vacanze sono giunte 

con dei premi in aggiunta! S.A.


Fine d’anno

Sono felice per quest’anno veloce.

Iniziò con lunedì e terminò con venerdì.

E il tempo è passato sui banchi di scuola;

con gli amici giocavamo e parlavamo,

con loro il tempo vola.

Febbraio, marzo e aprile,

tutti questi mesi 

sono iniziati e finiti.

Le vacanze sono qua 

e le aspetto con volontà. I.H.


L’ultimo mese

L’ultimo mese di scuola è arrivato

e mi sento molto fortunato.

La matematica non è il mio forte,

in italiano mi sento come un camaleonte.

Ho incontrato nuovi amici

sono simpatici e felici.

Devo essere onesto, 

per andare a scuola 

devo sempre alzarmi presto. E.A.


La fine 

L’estate sta arrivando

e io la sto aspettando.

La scuola sta finendo

e contento mi sento.

Ho fatto amicizie nuove

e me le ricordo quando piove. C.P.


Cambiato 

Il tempo è volato, 

io sono cambiato.

Molto tempo è passato

e molti amici ho incontrato. D.F.M.


La paura

Adesso che è finita 

l’avventura

ho dimenticato tutta

la paura. S.L.


L’anno che è trascorso

Dall’inizio fino adesso ho imparato 

a parlare in tedesco e inglese, 

a scrivere i temi meglio, 

sono migliorato nel salto in alto,

ma ora sono stanco, 

ma ora è tutto finito. G.G.


Arriva l’estate 

Tempo che è passato

tutto già mi son scordato.

Una nuova lingua ho imparato.

Da scuola me ne vado.

È quasi finita

questa brutta prigionia.

Spero che mi serva 

per la vita. S.N.


Maggio è arrivato 

La fine della scuola è ormai vicina

e ancora una volta

penso al tempo che è passato

sui numerosi banchi di scuola.

Amici ho trovato

e con loro il tempo è volato.

Le vacanze non le aspetto,

il desiderio di ricominciare mi stringe nel petto.

Settembre ritornerà,

tra tanto o poco, chi lo sa.

Però di certo ricorderò

il bellissimo anno che il giovane Giovanni affrontò. B.G.

venerdì 15 marzo 2024

18-20 marzo: "Cinema Days" per le classi Terze della Scuola Secondaria di I grado


Da lunedì 18 marzo a mercoledì 20 marzo le classi IIIB e IIID della Toniolo e le classi Terze della Fogazzaro parteciperanno al laboratorio Cinema Days  organizzato e promosso dall’assessorato alla cultura ed istruzione del Comune di San Stino di Livenza.

Le sedi delle lezioni saranno la Sala Consiliare del Municipio, nel capoluogo, per le classi della Toniolo e la Delegazione comunale di La Salute di Livenza per le classi della Fogazzaro, rispettivamente dalle 8 alla 10:30 e dalle 11.15 alle 13:45.

I relatori saranno Fabio Melelli, critico cinematografico, per la giornata di lunedì e Tommaso Avati, sceneggiatore, per le giornate di martedì e mercoledì. 

Il progetto terminerà con un concorso interno di scrittura creativa sul SOGGETTO cinematografico.

mercoledì 7 giugno 2023

C'è posta per te

 18/05/2023

San Stino di Livenza

Cara Aurora,

                   come ti trovi a Roma? E’ una bella città? Ti trovi bene nella tua nuova scuola?

A me va tutto bene, anche se senza di te non c’è proprio divertimento!

Ti ricordi com’erano gli ultimi giorni di scuola nel 2020? Giocavamo tutto il giorno in cortile a palla, a saltare la corda, ad acchiapparella! Invece adesso sono sommersa da verifiche ed interrogazioni, ed anche molto impegnative! Spero che a te vada meglio.

Quest’anno abbiamo cambiato moltissimi professori e devo dire che sono molto buoni, e rendono le lezioni meno noiose.

Come già sai, passo tutte le mie giornate con Desy, siamo molto amiche, anche se tu non ci vai molto d’accordo nei mondi di Minecraft. Quando sono a scuola sono sempre fremente di tornare a casa, perchè non vedo l’ora di chiamarti e raccontarti le mie giornate.

Che ne dici se una di queste sere giochiamo a Minecraft anche con tua cugina Angi, Elena e Desy? Ho in mente una cosa bellissima da fare, dopo vedrai!

Non vedo l’ora che arrivino le vacanze d’estate, ormai manca davvero poco, quest’anno è letteralmente volato! Ho pensato che potrei venire a trovarti a Roma, spero per una settimana o magari per tutta l’estate! Pensa a quante belle cose potremmo fare insieme, voglio che mi mostri l’intera città!

Ora però devo proprio cenare, mia mamma mi ha già chiamata tre volte!

Spero che questa lettera ti arrivi presto, non vedo l'ora di avere una tua risposta.

Tuo padre sta meglio? E la vostra nuova casa com’è? 

Un grande abbraccio dalla tua amica 

Anonimo II DS



San Stino di Livenza
12/05/2023

Caro Alberto,
mi presento: mi chiamo Bianca Ronchi, abito in un paesino in provincia di Venezia.
Sono una tua grandissima fan: ti seguo dal 2020 (ovviamente conosco ogni tua canzone).
Come va, tutto bene? Come sta la tua cagnolina Maky? Sei ancora fidanzato con Sara?
Sei pronto per il concerto a Milano (ho visto che hai fatto sold-out)?
Ti ho scritto questa lettera perché sto passando un periodo brutto a scuola (ho troppe verifiche) e non riesco a togliermi dalla testa una persona che forse dovrei solo lasciar perdere ma non ci riesco.
Proprio per questo ho ascoltato il tuo ultimo album, ho notato che spesso, nei testi delle canzoni, racconti che anche tu hai passato un brutto periodo ma sei riuscito a superarlo.
Se fossi nei miei panni cosa faresti?
Forse questa lettera ti arriverà tra diversi giorni ma ti volevo dire che domani sera sarò presente al tuo concerto a Padova, NON VEDO L’ORA!!!!!!
E’ da diversi mesi che attendo questo sabato per cantare a squarciagola le mie canzoni preferite, sarà il mio primo concerto: sono davvero moooooolto emozionata!
Chissà, magari avrò la fortuna di riuscire ad avere un tuo autografo o a scattare una foto insieme a te…
Spero con tutto il cuore che questa lettera ti arrivi così da potere, forse, ricevere una tua risposta.
Fai una grandissima carezza a Maky da parte della tua più grande fan.
PS: in questo momento sto ascoltando “Abissale”

Ciao. Tua

Bianca

lunedì 5 dicembre 2022

Il furto della collana di Margaret Davies


New York 2014, ore 23.30.

Stavo seduto sulla mia poltrona rossa davanti al caminetto, quando il telefono squillò. Alzai la cornetta (sì, noi investigatori abbiamo anche un telefono fisso, capite, per fare più scena) e risposi:

“Pronto? Sono il signor Fox, investigatore privato”

“Buonasera, signor Fox, sono Margaret Davies” mi salutò una voce debole, ma amichevole:

“Scusi l’orario, ma volevo contattarla per un furto. Vede, ieri sera era il compleanno di mio figlio, e quindi l’abbiamo festeggiato nella mia villa. Questa mattina mi sono svegliata e non ho più trovato la mia preziosa collana con diamanti, rubini, smeraldi e zaffiri.”

“Doveva valere una fortuna!” la interruppi.

“Ovviamente, ma per me non aveva solo un valore oggettivo, ma anche affettivo: me l’aveva regalata mio marito Jonathan, deceduto otto anni fa”.

“Quindi vorrebbe che io la ritrovassi?”

“Certo, se per lei va bene”.

“Raduni tutti gli ospiti che c’erano ieri sera: sto arrivando.” Abbassai la cornetta, mi misi un giubbotto e partii.

Arrivato davanti al cancello suonai il campanello. Al citofono mi rispose la stessa signora che mi aveva telefonato: “Chi è?”

“Sono il signor Fox”

“Entri pure”.

Il cancello si aprì. Una stretta stradina conduceva ad un'enorme villa che sorgeva su una collinetta.

Percorsa la stradina, bussai alla porta della villa. Mi accolse una vecchietta che dimostrava circa novant’anni. Indossava una vestaglia a fiori, portava occhiali tondi e aveva capelli grigi raccolti con buffi bigodini rosa.

“La signora Davies, presumo” dissi appena entrai in casa.

“Certo” rispose lei.

Mi tolsi il capotto, mentre la signora Davies mi accompagnava in cucina. Attorno al tavolo, vidi una decina di persone agitate che parlavano tra di loro. Pensai fossero i parenti e gli amici invitati alla festa: c’erano i due figli di Margaret con le loro mogli, i nipoti, la sorella, alcuni amici e la donna delle pulizie.

Li interrogai uno per uno, riuscendo a ricostruire gli avvenimenti della sera precedente: avevano mangiato, ballato e, verso mezzanotte, gli ospiti avevano iniziato a tornare alle proprie abitazioni.

Tutti si incolpavano a vicenda, ma molti sospettavano di David, il nipote della signora Davies. La stessa Margaret dubitava del nipote, visto che quella mattina si era comprato una nuova Ferrari, ma David aveva un alibi di ferro: era a Dubai per lavoro da qualche settimana.

Dopo di che andai ad ispezionare la camera da letto della signora Davies, visto che era  proprio lì che custodiva la sua collana. Trovai, per terra, uno straccio e lo mostrai alla signora Davies. Mi disse che apparteneva a Samantha, la donna delle pulizie e che, probabilmente, le era caduto mentre puliva la stanza. Cercai meglio e trovai un capello lungo e castano sul piedistallo su cui era custodita la collana. Pensai appartenesse al ladro e, per questo, lo feci analizzare da un amico che lavorava nella scientifica. Dopo circa venti minuti arrivò un riscontro: apparteneva ad una certa Kate Sullivan. Chiesi a Margaret se conosceva qualcuno con quel nome e lei, stupita, disse che era la moglie di suo figlio (cinquantenne). Stavo per uscire, quando sentii un gradevole, ma insolito profumo nell’aria. Non avevo mai sentito quello specifico profumo, ma riuscii a capire che apparteneva ad una linea di profumi, Nature&Co, che vendeva mia sorella Sarah.

Salutai la signora Davies e mi diressi verso casa mia.

Il giorno dopo andai a casa di Kate per farle alcune domande.

Bussai alla porta e mi aprì una ragazza di circa sedici anni, con i capelli biondi ed un vestito azzurro. Le mostrai il mio distintivo e le dissi che volevo parlare con Kate Sullivan.

Lei mi fece accomodare e chiamò sua madre, una signora di circa quarant’anni con i capelli castani e gli occhi verdi, che indossava maglietta e pantaloni grigi.

Mentre l’aspettavo sentii nell’aria lo stesso profumo che mi aveva incuriosito a casa della signora Davies.

Parlando con Kate, capii che era molto affascinata dalla collana, ma, appena le dissi del capello, scattò subito sulla difensiva. Molto sospetto, ma non avevo tante prove. Perciò, deluso ma motivato, tornai a casa mia e pensai, pensai e pensai, ma senza risultati. Il giorno dopo tornai a casa Davies, sulla scena del crimine. Riflettei sulle prove trovate: un capello, il profumo e, anche se non importante, lo straccio. Tutte riconducevano a Kate. Mancava solo un pezzo del puzzle: in che modo avrebbe potuto rubare la collana? Era stata sempre insieme al marito la sera della festa.

Così si creò un'idea dentro la mia testa, corsi subito nella camera di Margaret, e lì trovai la donna delle pulizie intenta a cancellare le prove! Restai a bocca aperta; questo era uno dei più gravi reati nel mondo del crimine: occultare le prove ostacolando le indagini! La bloccai subito e la arrestai.

Interrogandola, crollò rivelando tutto: era molto invidiosa di quella collana e quindi, la sera della festa, la rubò.

Venne messa in prigione e, il giorno dopo, venne ritrovata la collana.

La signora Davies mi ringraziò moltissimo, ma io le dissi che non era stata un’impresa difficile.

Tornai a casa e continuai quello che avevo lasciato a metà: accesi il caminetto, mi sedetti sulla mia poltrona rossa, aprii il mio libro e cominciai a leggere.

Tommaso Vio IIBL

giovedì 6 ottobre 2022

Kamishibai: racconti in valigia

Il kamishibai, dal giapponese kami (carta) e shibai (teatro), è un teatro itinerante di immagini e parole che ebbe grande diffusione fra il 1920 e il 1950.

Il narratore si spostava in bicicletta di villaggio in villaggio portando sul portapacchi una cassetta di legno, simile a una cartella scolastica. Una volta aperta si trasformava nel proscenio di un teatrino sul fondo del quale scorrevano le immagini di personaggi e ambienti, disegnati su cartoncini rettangolari.

Il narratore raccontava storie che avevano come protagonisti animali, mostri, personaggi fantastici,  bambini e a volte suonava strumenti a percussione o piccoli gong montati sulla bicicletta.

L'usanza del kamishibai è stata quasi del tutto soppiantata dall'arrivo della televisione negli anni Cinquanta, ma è stata recentemente rilanciata nelle biblioteche e nelle scuole giapponesi.


Anche noi abbiamo voluto provare ad inventare dei racconti, illustrandoli e dandogli voce e suono, attraverso il nostro piccolo teatro di legno. 


IIAL

lunedì 2 maggio 2022

I nostri frammenti di poesia per la Fiera dei Fiori di San Stino di Livenza

 


Le rose

sono

l'essenziale 

per il mondo

Melanie IBL


Il giardino dei gentili pensieri racconta fantasia

Angelica IBL


Quando ritornerai 

ti regalerò delle 

rose. E' un segreto

Sofia IBL


L'amore è la cosa più bella.

Masha IBL


Le farfalle volarono

via e dissero 

"Addio"

Rachele IAL


Meravigliosa 

rosa bella

vuota, semplice

cuore

Nicole IAL


Ognuno possiede un vocabolario gentile e amorevole

come un fiore.

Giacomo IIAL


In questo tempo ho dimenticato tutto quello che hai ripetuto

Alessia IAL


Fiori stravaganti c'erano.

Sembravano facce.

Greta IAL


Ti regalerò una rosa, se mi

farai del bene al cuore.

Valentina IIAL


Fiori grandi e stravaganti

parlavano

Sofia IBL


Nel giardino di Viperetta c'erano tulipani e

orchidee. I fiori le insegnarono parole belle!

Anna IAL


Un giorno

il villaggio

si addormenterà, con tutti

gli abitanti

in attesa di pace.

Luna IBL


Violetta blu guardati allo specchio e vedi che bel fiore sei!

Caterina IBL


E' invisibile il

tempo che 

hai perduto

Ginevra IAL


C'erano tulipani, fucsie, ranuncoli, orchidee

tutti quei fiori erano bellissimi.

Rachele IAL


Una cosa da non dimenticare mai è l'amicizia.

Caterina IBL


Le bimbe sono dei fiori.

Valentina IIAL

venerdì 8 aprile 2022

La Verità, Le Rose e Il Grano

 


Non morire per tacere,
perché la verità è l'essenziale
per rivedere le rose e il colore
del grano dimenticato da giorni.

Diego IAL

venerdì 21 gennaio 2022

Caviardage d'inverno

 

Il freddo mi congela
i pomeriggi sono bui
le ore passano veloci

Aurora IIIAL



Sulla neve avevo freddo
maglie mi avvolgevano
ma erano troppo sottili

Matteo IIIAL

mercoledì 1 dicembre 2021

venerdì 29 ottobre 2021

Trova la poesia nascosta!

Il Caviardage è un metodo di scrittura creativa, creato da Tina Festa nel 2014, che consiste nel ricavare una poesia, da una pagina di testo preesistente (pagine strappate da libri al macero, articoli di giornali e riviste...) annerendo o colorando tutte le parole che non vengono utilizzate nella composizione del testo poetico. La tecnica base si contamina con svariate tecniche artistiche espressive (collage, pittura, acquerello) per dar vita a poesie visive.

I termine caviardage deriva dalla parola che in lingua francese indica la censura.

Ma mentre comunemente  la censura pone attenzione sulla eliminazione delle parole, la cancellazione nel metodo caviardage diventa il modo per metter in luce le parole salvate, come dice il manifesto qui sotto, di "illuminare le parole che ti chiamano".




mercoledì 2 dicembre 2020

Intervista impossibile alla Befana

di Emilia Brichese


Intervistatore: Il personaggio misterioso che intervisteremo oggi è...la Befana! Buongiorno!

Befana: Salve!

Intervistatore: Come sta?

Befana: Puoi darmi del tu. Porto dolci, carbone, tutto come al solito.

Intervistatore: Bene, ne sono felice!

Befana: Io no!

Intervistatore: Perfetto! vedo che sei di buonumore oggi!

Befana: Cosa c'è da essere allegri...

Intervistatore: Posso cominciare l'intervista?

Befana: Sono venuta per quello!

Intervistatore: Come ti sei "sentita" quando ti hanno detto che eri la prescelta?

Befana: Non mi sono mica ascoltata!(sghignazza)

Intervistatore: Dai andiamo avanti... basta con questo basso umorismo. Come si chiamano i tuoi genitori?

Befana: Mamma e papà

Intervistatore (sconfortato): Allora dimmi che rapporto hai con la tua scopa?

Befana: Volevo specificare che non è come si crede: non è la scopa che sceglie la Befana o cavolate simili, l'ho comprata all'Ikea per 5 Euro... quindi non c'è nessun rapporto affettivo, tanto che quando avrò finito di pagare le tasse, se avanzo qualcosa, ne compro una nuova.

Intervistatore (a bassa voce): Perché non segui il copione?

Befana (a bassa voce): Intendi il foglio che mi ha dato prima quel bel ragazzo?

Intervistatore (a bassa voce): Sì!

Befana (a bassa voce): Oh... pensavo fosse carta igienica!

Intervistatore (si dà una manata in fronte): Continuiamo... dove vivi?

Befana: Eh???

Intervistatore: Dov'è la tua casa?

Befana: Ho capito il tuo gioco: mi hai chiamato solo per provarci con me!

Intervistatore: Ma cosa dici! Cosa hai capito?

Befana (si alza e prende le sue cose): Non ci posso credere!

Intervistatore (a bassa voce): Dove stai andando?

Befana: A casa!

Intervistatore (con faccia sconvolta): Perché? Rimani ti prego, siamo in diretta mondiale!

Befana (punta l'indice verso l'intervistatore, guardando in camera): Bene! Allora volevo dire a tutto il pubblico, che io sono una povera befana triste, perché sono stata lasciata sola all'altare il giorno delle nozze da costui, che ha sposato un'altra donna solo per soldi, inoltre è un impostore perché le risposte dei suoi ospiti le scrive lui su un copione!

Intervistatore (in leggero imbarazzo): Forse la nostra ospite ha bisogno di un po' d'acqua...

Befana: NO! HO SOLO BISOGNO DI ANDARE VIA DA QUI!

Intervistatore: Allora, ottimo, grazie per essere stata nostra ospite!

Befana: ADDIO!

Intervistatore: E voi telespettatori continuate a seguirci e soprattutto ricordatevi di votare il numero 389 al concorso per il miglior anchorman (che sono io!)

Regista: E STOOP!

Intervistatore: Ottima interpretazione, brava! E' fondamentale essere trash per avere successo!

Befana: Grazie! Adoro esserlo!



sabato 28 novembre 2020

Intervista impossibile a Babbo Natale

di Vittoria Coratella

Intervistatore: Buonasera a tutti! Oggi intervisteremo Babbo Natale: un personaggio molto amato dai bambini e non solo. Innanzitutto, come sta Babbo Natale?

Babbo Natale: Buonasera, a dire la verità in questo periodo sono molto preoccupato a causa della pandemia di COVID-19 e non sono ancora sicuro se potrò consegnare i regali di casa in casa...

Intervistatore: Effettivamente è un grande problema, ma Lei troverà sicuramente una soluzione: ha già in mente qualcosa?

Babbo Natale: Sì, io e i miei aiutanti abbiamo pensato di lasciare i pacchetti davanti alla porta delle case, ma in questo modo i bambini mi potrebbero vedere e io non posso farmi scoprire!

Intervistatore: Anche questo è vero... a proposito dei suoi aiutanti, durante il lockdown non ci si poteva incontrare: come ha fatto a costruire e incartare i regali per i bambini di tutto il mondo senza l'aiuto dei suoi aiutanti?

Babbo Natale: Inizialmente è stato molto difficile "lavorare" da solo, ma appena è stato possibile rincontrarsi, i miei aiutanti sono venuti a darmi una mano, come fanno sempre del resto.

Intervistatore: Bene, siamo molto felici di questo, ma in questi giorni uscirà un altro DPCM, che spiegherà dove e se ci sarà un nuovo lockdown, probabilmente chiuderanno alcune regioni dove non sarà possibile entrare e lei non potrà consegnare i regali ai bambini che abitano lì.

Babbo Natale: Questo è un altro problema e infatti non so come potrò comportarmi. Con i miei aiutanti abbiamo addirittura pensato di consegnare i regali in anticipo, anche se manca un mese a Natale: questo sarebbe l'unico modo per poter farli avere a tutti!

Intervistatore: Molto saggia come idea... Mi permetta un'altra osservazione: se Lei o qualcuno dei suoi aiutanti risultasse positivo al tampone, dovreste rimanere in quarantena e quindi non verrebbero consegnati i regali, giusto?!

Babbo Natale: Ma non pensiamo al peggio! Noi, per prevenire il contagio, lavoriamo rispettando le norme di sicurezza: mascherina su naso e bocca, distanza di almeno un metro, igienizzazione delle mani all'entrata del laboratorio, misurazione della temperatura e quando lavoriamo usiamo sempre i guanti!

Intervistatore: Bravissimi! Babbo Natale, il tempo a nostra disposizione sta per finire... vuole aggiungere qualcosa?

Babbo Natale: Certo! Dobbiamo essere positivi (non al COVID 19 - mi raccomando!) e cercare di rispettare tutte le norme di sicurezza, così ritorneremo alla normalità prestissimo!

 Intervistatore: E' vero, grazie Babbo Natale e alla prossima!

Babbo Natale: Grazie a voi e buon Natale a tutti!


Sulle orme del grande Cecco

 


Se fossi faro, i marinai guiderei. 

Se fossi conchiglia, l'aria suonerei.

Se fossi gabbiano, ballerei sempre con il mare.

Se fossi sirena, i pescatori potrei ammaliare.


Se fossi sabbia, i piedi accarezzerei.

Se fossi corallo, il fondale colorerei.

Se fossi bussola, i navigatori potrei orientare.

Se fossi àncora, al porto le navi farei fermare.


Se fossi pesce, nuoterei felice sotto le onde.

Se fossi brezza, sarei un profumo azzurro delicato.

Se fossi relitto di una nave, starei in acque profonde.


Se fossi preda, starei al riparo dagli squali in agguato.

Se fossi forziere, starei nell'abisso che tutto nasconde.

Se fossi granchio, su un comodo scoglio starei ancorato.


Emma  Bortolomai

sabato 21 novembre 2020

Intervista impossibile a Rudolph, la renna dal naso rosso

di Lorenzo Poli

Intervistatore- Benvenuti Signore e Signori! Oggi al nostro show Meet the famous abbiamo un personaggio che tutti conosciamo e amiamo 

(rullo di tamburi)

RUDOLPH LA RENNA DAL NASO ROSSOOOO!

(applausi del pubblico)

Rudolph- Grazie! Grazie per questa calorosa accoglienza!

Intervistatore- Allora Rudolph come va lassù al Polo Nord? Tutto bene?

Rudolph- Sì, dai complessivamente va tutto bene anche se vivere vicino a Babbo Natale a volte è un po' pesante!

Intervistatore- Perché?

Rudolph- Ogni santissimo giorno lo sento litigare con la moglie!

(risata del pubblico)

Intervistatore-DAVVERO?!

Rudolph- Sì, i loro litigi sono come una fisarmonica: si chiudono e poi si riaprono in continuazione.

Intervistatore- Ma per cosa litigano?

Rudolph- Per colpa di Babbo Natale: inizia una dieta e dopo qualche giorno l'abbandona, ritorna ad ingozzarsi e questo fa impazzire sua moglie!

Intervistatore- Beh, in effetti, per la sua salute, sarebbe meglio che Babbo Natale dimagrisse un po' di chili; è anche vero che è difficile resistere al latte e ai biscotti al cioccolato...

 Comunque affronteremo il discorso con Babbo Natale in persona, infatti sarà nostro ospite tra qualche settimana. 

Ora parlaci di te Rudolph. Tu vivi nella stessa casa di Babbo Natale?

Rudolph- No, io abito in una casa vicino alla sua, con la mia famiglia.

Intervistatore- Ah, non sapevo che avessi famiglia!

Rudolph- Sì, ho una bellissima moglie e due figli.

Intervistatore- Hai una foto?

(Rudolph tira fuori dalla sua borsa a tracolla uno smartphone)

Rudolph- Eccola!

Intervistatore- Wow siete proprio una bella famiglia!

Rudolph- Grazie!

Intervistatore- Purtroppo il tempo a nostra disposizione si sta esaurendo; un'ultima domanda Rudolph: cosa ti piace fare quando non lavori?

Rudolph- Viaggiare con la mia famiglia! Andiamo sempre in posti caldi perché sai  è difficile vivere sempre al freddo!

(risata del pubblico)

Intervistatore- Ci credo! Adesso devo passare la linea al TG. Rudolph io ti ringrazio davvero tanto di esser stato con noi questo pomeriggio. Alla prossima!

Rudolph- Grazie a voi per avermi ospitato, a presto!