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giovedì 4 gennaio 2018

Progetto Macchia Verde: il Labirinto del Minotauro con il pittore Pasquale Luongo


Tra il mese di Novembre e Dicembre, ogni martedì per due ore, abbiamo lavorato a questo progetto, con il pittore Pasquale Luongo e due volontari dell'Associazione Culturale la Macchia Verde.




Dopo aver letto e approfondito il mito del Minotauro, abbiamo lavorato sulla costruzione di un labirinto cretese.

Ci siamo cimentati con le diverse tecniche, compreso il carboncino, realizzando figure umane.


Abbiamo iniziato provando a fare un ritratto di un nostro compagno.


Pasquale ci ha fatto confrontare con i diversi tori dipinti da Pablo Picasso, lavorare sui colori, utilizzando anche quelli naturali.


Ognuno di noi ha poi realizzato il proprio libro illustrato sul mito del Minotauro e infine ne abbiamo fatto uno di classe.


Ci siamo divertiti tantissimo e non vediamo l'ora che arrivi primavera, perché finalmente potremo finire questo progetto, realizzando un vero e proprio labirinto lungo l'argine del nostro fiume Livenza.

IAL

Per approfondire Teseo e il Minotauro e altre storie di Geraldine McCaughrean

mercoledì 18 novembre 2015

Bestiario

Ispirato ai bestiari medievali e al libro Mondo Babonzo di Altan, Benni e Perotti, ecco il museo delle creature immaginarie dei ragazzi di IA


LO SQUALO TERRESTRE
Questo squalo assai vorace
beve solo succo ace,
mangia proprio tutto
ma preferisce prosciutto.
Quando fa una puzzetta
lui di solito balbetta,
poi accende i propulsori
e romba via tra gran rumori!
Selena Boeron, Buoso Giulia, Zago Alessia



LO SCIENZIACAT
Cinque anni fa, lo scienziato Jerry Scotti fece una ricerca su questi buffi animali e scoprì che in realtà sono nati dalla fusione tra un ghiacciolo e un gatto.
Gli scienziacat volano quando sono felici, e per renderli tali basta strofinare la conchiglia che hanno sul mantello.
Le loro braccia sono fatte con dei bastoncini dei ghiaccioli e i loro capelli sono morbido cotone.
Un giorno Miki, lo scienziacat di Jerry, fece una cosa molto curiosa: cominciò a gridare a più non posso. Jerry cominciò ad agitarsi e a pensare a come risolvere il problema. Distrutto dal frastuono chiamò l'199; quando raccontò tutto, la persona al telefono scoppiò a ridere: lo scienziacat aveva solo fame!
Lazzarin Sabrina, Botosso Chiara, Musat Sorin


 IL GALLO PARTY
Questo gallo ha tre teste e tre occhi. E' coperto di foglie, ha un ciuffo ad antenna e quando vola inizia a cantare. La sua coda è aerodinamica. Quando atterra da un volo si trasforma in una giostra.
Lobont Alexandra, Giacomo Giro



IL BRUCO FUMATORE
Ha un corpo lungo, la faccia da alieno, con un naso appuntito, gli occhi bianchi, la bocca tonda ed è senza orecchie. Il colore usuale del bruco è rosa, ma quando fuma troppo diventa marrone.
Daniele Zanutto, Nicoleta Zlotea, Alessandro Celeghin



L'ARCOPECORBOT
La sua testa è tonda e carina, il suo pelo caldo e morbido, sembra zucchero filato, le sue zampe sono arcobalenate. Il suo verso è "beeegniii".
Anche se questa specie non è mai esistita, si sta per estinguere. I primi esemplari di arcopecorbot sono nati con l'uomo, per sprigionare armonia e arcobaleni. Gli uomini però sono diventati daltonici a furia di vedere tutti quegli arcobaleni e così hanno ucciso quasi tutti gli arcopecorbot.
Come dice il nome Arco sta per arcobaleno, Per per pecora e Bot per robot. Anche se a prima vista non ha molto di robotico, a parte la faccia metallica, ha delle orecchie che sono delle antenne paraboliche, tanto che in sua presenza qualunque televisiore funziona a meraviglia.
Quando fa il suo verso, alla fine del temporale, dalla sua bocca escono dei begli arcobaleni.
Chiara Marsonetto, Paula Linga


IL GALLETTO SUPERPETO
Il galletto superpeto si sposta, trombettando, dal posteriore e facendo tanta ma tanta puzza. Ha le gambe e il becco blu. Quando mangia comincia subito a "spostarsi", e si sposta in modo direttamente proporzionale alle calorie del cibo: se mangia pasta si sposta di un metro, se mangia un hamburger di 5 metri...
Salgarella Lorenzo, Ramon Sofia






LA TARTA MINA
La Tarta Mina è la sintesi tra una tartaruga e una mina: se calpestata esplode.
Prima che nascessero le bombe, venivano addestrate e usate queste tartarughe nelle guerre. Erano poco affidabili però. A volte infatti esplodevano al momento sbagliato, semplicemente perché si mettevano a pancia in alto per grattarsi il carapace.
Alessandroenrico Tobia Slepoi, Matteo Ruggiero

Impara l'arte


I MOSTRI DI HALLOWEEN
Per il giorno di Halloween la professoressa Penso ci ha fatto disegnare dei mostri, per poi appenderli sul muro del corridoio all'ingresso della scuola.
Per realizzarli abbiamo usato: una matita, una gomma, un carboncino nero (o un gesso, sempre nero), la lacca per capelli e un cartoncino nero.
Per prima cosa abbiamo creato un mostro usando la matita, quando abbiamo finito di disegnare, abbiamo ripassato i contorni con il carboncino nero e poi abbiamo sfumato all'interno e all'esterno, a seconda di come preferivamo. Dopo abbiamo preso la lacca per capelli e l'abbiamo spruzzata sopra per evitare che andasse via il carboncino.
Fatto questo, abbiamo preso un cartoncino nero, poi ci abbiamo messo il disegno sopra, abbiamo preso le misure di due centimetri dal bordo del disegno, per creare la cornice e infine lo abbiamo incollato.
Letizia Dal Tin, Sarah Macchi (IIA)




LE PATERE VENETO-BIZANTINE 
Il termine patera è usato comunemente a Venezia per indicare i rilievi circolari veneto-bizantini  incastrati nelle facciate dei più antichi palazzi veneziani.
Nelle patere sono raffigurati soggetti prevalentemente zoomorfi.
Sono databili dall'inizio dell'XI secolo a tutto il XIII secolo.
Se ne trovano anche alcune del XV secolo.
La maggior parte di queste formelle sono scolpite in marmo greco.
Le patere veneziane sono considerate uno dei più ricchi bestiari scultorei esterni, pervenuti dall'età medioevale.
Esse raffigurano animali che hanno un significato nel contempo buono e malvagio, benevolo e malefico.
Molto diffusa è l' immagine dell' aquila che ghermisce una lepre, perlopiù beccandogli il capo, questa è una simbologia del trionfo della virtù sul vizio.
Noi le abbiamo riprodotte utilizzando diverse tecniche e materiali, tra cui la sabbia.
Aurora Pavan IIA