venerdì 10 ottobre 2025
Maratona di lettura: 5 canzoni e 3000 sorrisi
lunedì 15 settembre 2025
#ilvenetolegge2025: A song for you!
La Maratona di lettura 2025 si terrà venerdì 3 ottobre 2025, al Parco dei 3000 sorrisi, dalle ore 10:00 alle 11:30 e avrà come protagonisti tutti gli alunni della Scuola Secondaria di I grado "Antonio Fogazzaro" e gli alunni della Scuola Primaria "Edmondo De Amicis" di La Salute di Livenza.
Abbiamo deciso di dedicare questa edizione alla MUSICA.
La musica occupa un posto rilevante tra le cose che aiutano a diventare grandi e ad essere le persone che siamo:
spesso dà senso alle nostre emozioni
a volte è risposta alla nostra ricerca di significato
è RICORDO, colonna sonora delle nostre vite…
La vita di ognuno di noi è un gran bel concerto e allora cantiamo!
giovedì 19 settembre 2024
MAESTRI DI PACE: Marco Polo, Gino Strada, Francesco d’Assisi
Il tema della Maratona di lettura 2024, che si terrà venerdì 4 ottobre, è il viaggio.
Noi abbiamo ritenuto doveroso partire dalla nostra Venezia e da un suo illustre abitante, scomparso 700 anni fa, uno dei più grandi esploratori di tutti i tempi: Marco Polo.
Quest’ultimo fu viaggiatore ma anche ambasciatore e uomo di pace come lo furono Gino Strada e, in epoca più remota, Francesco d’Assisi.
Le nostre letture saranno un modo per conoscere di più e meglio questi grandi maestri di pace.
venerdì 13 ottobre 2023
12 ottobre 2023: le Terze della "Fogazzaro" in visita al Vajont

Ieri siamo andati in visita d'istruzione alla diga del Vajont.

Lì ci siamo arrivati a piedi, accompagnati da due guide alpine esperte, Fabiano e Franco, che ci hanno fatto attraversare alcune delle zone colpite dall'onda creata dalla frana, sessant'anni fa.

Partendo da Erto, abbiamo attraversato Forcai e Casso, proseguito per il sentiero di Sant'Antoni e una volta arrivati alla diga ne abbiamo percorso il coronamento.

Nel tragitto abbiamo avuto modo di parlare con alcune persone del luogo, a cui abbiamo "fatto dono" di un opuscolo con nostre riflessioni sulla tragedia che ha colpito la loro terra.
Qualcuno tra loro ha generosamente condiviso il suo racconto di quel terribile 9 OTTOBRE 1963, tra rabbia e commozione.

Noi saremo memoria, voce ed eco di quella narrazione!
venerdì 22 settembre 2023
#ilvenetolegge2023: Filò con Romano, Italo e Tommaso
mercoledì 26 aprile 2023
L'omaggio degli alunni della Scuola "G. Toniolo" al poeta Romano Pascutto
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Nel pomeriggio di mercoledì 12 aprile 2023, il nostro Prof. di Italiano, Ceolin Mattia, ha tenuto una conferenza al Centro Anziani "Primo Levi", sul poeta originario di San Stino di Livenza, nostro orgoglio, Romano Pascutto.
L’evento faceva parte di un ciclo di incontri che ogni anno l’Università della Terza Età destina ai propri aderenti e a tutte le persone che non vogliono smettere di imparare.
La conferenza è cominciata alle 15:00 e con grande sorpresa per le persone presenti, alcuni miei compagni hanno letto i brani più significativi di “La Gigia” e “Storia de Nane”.
Altri miei compagni hanno approfondito gli elementi più importanti del nostro territorio, sia dal punto di vista geografico, sia dal punto di vista storico.
A ogni lettura dei versi del poeta era associata una spiegazione su alcuni temi, come il fiume Livenza, i baraccati, la condizione delle donne in campagna...
Gli spettatori si sono dimostrati attenti e interessati alle spiegazioni e alle letture.
Ho notato che alcuni di loro si sono anche commossi poichè si è parlato del dopoguerra: tempo della loro giovinezza, fatto di miseria e sacrifici, ma anche di gioie semplici e di affetti.
Io da spettatore posso dire che i miei compagni sono stati molto bravi e tutti dobbiamo ringraziare il nostro professore che ci ha coinvolti in questa nuova e bellissima esperienza.
Edoardo Bizzarrini IIDS
venerdì 17 febbraio 2023
venerdì 30 settembre 2022
Il Veneto Legge: oltre la lettura...
Come ogni anno la Maratona di Lettura è stata un bello stimolo!
Oltre alle letture…
abbiamo fatto un'interessante visita virtuale sulle Dolomiti (imparando un sacco di cose nuove),
abbiamo parlato di Vaia e del bosco dei violini,

abbiamo ascoltato e meditato su Suite for Vajont di Remo Anzovino,
abbiamo illustrato fiabe,

e infine abbiamo condiviso i nostri ricordi e l’amore per la montagna.
Che dire oltre?
Noi siamo già pronti per nuove letture che ci facciano aprire altre finestre sul mondo.
venerdì 23 settembre 2022
Montagna Viva: fascino, magia e rabbia di una natura che non è mai in silenzio
Dalle 8.00 alle 13.00 di venerdì 30 settembre, presso la Scuola Secondaria di Primo Grado "A. Fogazzaro" di La Salute di Livenza, si terrà la Maratona di Lettura che avrà come protagoniste le storie di montagna.
Partiremo dalle fiabe e passando per "Il segreto del Bosco Vecchio" di Dino Buzzati, arriveremo a raccontare la storia senza perdono del Vajont (9 ottobre 1963).

mercoledì 16 febbraio 2022
giovedì 14 ottobre 2021
Dino Buzzati e il disastro del Vajont
«Come ricostruire ciò che è accaduto, la frana, lo schiantamento delle rupi, il crollo, la cateratta di macigni e di terra nel lago? E l’onda spaventosa, dal cataclisma biblico, che è lievitata gonfiandosi come… Sì come un immenso dorso di balena, ha scavalcato il bordo della diga, è precipitata a picco giù nel burrone, avventurandosi, terrificante bolide di schiuma, verso i paesi addormentati. E il tonfo nel lago il tremito della guerra, l’acqua impazzita, il frastuono della rovina totale, coro di boati stridori, rimbombi, cigolii, scrosci, urla, gemiti, rantoli, invocazioni, pianti? E il silenzio alla fine, quel funesto silenzio di quando l’irreparabile è compiuto, il silenzio stesso che c’è nelle tombe?
Un sasso è caduto in un bicchiere colmo d’acqua e l’acqua è traboccata sulla tovaglia. Tutto qui. Solo che il bicchiere era alto centinaia di metri e il sasso era grande come una montagna e di sotto, sulla tovaglia, stavano migliaia di creature umane che non potevano difendersi. »
Dall’articolo di Dino Buzzati pubblicato sul Corriere della Sera il giorno dopo il disastro del Vajont, accaduto il 9 ottobre del 1963.
venerdì 23 aprile 2021
giovedì 22 aprile 2021
In nome della Libertà: Isetto Buoso e Bruno Salvadori

Oltre a Franco Zanon, Isiglò Selci, Bruno Tamanini, vanno aggiunti altri due partigiani, del battaglione "Peruch", alla lista dei caduti: Isetto Buoso (nato il 6.11.1915) e Bruno Salvadori (nato il 7.8.1919).
Vennero catturati a La Salute il pomeriggio del 25 aprile 1945, portati al comando tedesco presso l'amministrazione Romiati dove, nella notte tra il 25 e il 26 aprile, furono interrogati affinché rivelassero i nascondigli dei loro compagni. Al loro rifiuto di collaborare furono pestati a sangue, gli vennero strappate le unghie delle mani e dei piedi, furono infilzati con dei ferri roventi e gettati in un canale.
I loro corpi furono ripescati alcuni giorni dopo.
La ragione di tanta ferocia e accanimento da parte dei tedeschi probabilmente era dovuta al fatto che avevano scoperto che Bruno Salvadori aveva fatto il doppio gioco: sino a qualche giorno prima era stato infatti uno dei loro interpreti.

lunedì 19 aprile 2021
In nome della Libertà: Bruno Tamanini
Anche Bruno Tamanini, nato il 24 settembre 1921, fu colpito da una raffica di mitra al capo mentre si trovava in un posto di blocco sopra il ponte di Valle Salici, in località San Giorgio. La vicenda umana di questo partigiano, che apparteneva al battaglione "Boatto", è particolarmente significativa poiché - fuggito dalla prigionia dei tedeschi - trovò la morte combattendo per la liberazione di un paese che non era quello che gli aveva dato i natali. Bruno Tamanini era un giovane di Borgo Valsugana - in provincia di Trento - che, arruolatosi nei carabinieri nel 1940, allo scoppio della guerra era stato mandato in Grecia, dove nell'ottobre del 1943, fu fatto prigioniero dalle truppe tedesche e dalle stesse internato in Germania. Ricoverato all'ospedale di Klagenfurt (Carinzia) per malattia, fuggì nel giugno 1944. Dopo essersi rifugiato per un certo periodo in campagna e a casa, partì per destinazione ignota, fino all'arrivo a San Stino, dove si aggregò alle formazioni partigiane locali con il nome di battaglia "Giulio Valica". Quest'ultimo fu il nome con cui tenne la corrispondenza con la sua famiglia fino al 25 marzo 1945.
venerdì 16 aprile 2021
In nome della Libertà: Isiglò Selci
Lo stesso giorno in cui morì Franco Zanon, nei pressi del comando tedesco a San Giorgio fu colpito a morte anche Isiglò Selci, un altro partigiano unitosi al battaglione "Peruch" all'indomani dell'8 settembre, di ritorno dal fronte slavo.
Dopo la morte di Franco Zanon, Isiglò si era diretto all'attacco del comando tedesco, ma una granata lo aveva colpito in pieno.
Era nato l'11 novembre 1914.
In paese era noto con il nome di Iglò. Il suo non era in effetti un nome facile da ricordare: glielo aveva scelto il padre, in ricordo di un colonello con il quale aveva combattuto al fronte durante la prima guerra mondiale.
giovedì 15 aprile 2021
In nome della Libertà: Franco Zanon

Franco Zanon - nato il 26 agosto 1920 - era il comandante del battaglione "Peruch". Noto con il nome di battaglia "Friso" ("Achille" secondo altre fonti) perse la vita in occasione di uno scontro violento contro una squadra di tedeschi avvenuto la mattina del 26 aprile 1945, in località Borghetto di La Salute di Livenza.
"La sera precedente Franco era uscito dal rifugio verso le sei di sera - ha raccontato la sorella Norma - perché aveva ricevuto l'ordine di fare una certa azione. L'ordine lo aveva ancora nel taschino quando è morto. Uscendo dal rifugio si era trovato di fronte due tedeschi che aveva affrontato e disarmato. Uno dei due però era riuscito a scappare ed era andato a chiamare rinforzi.
Se Franco gli avesse sparato probabilmente si sarebbe salvato, ma mio fratello [...] sapeva che se avesse ammazzato un tedesco ci sarebbe stata una rappresaglia.
[...] Dopo esser stato ferito a morte fu lasciato per qualche giorno nel pagliaio in cui era stato ammazzato."
Per una strana beffa del destino, coloro che, come Franco, sono stati definiti i "martiri" di La Salute, hanno trovato la morte proprio tra il 25 ed il 26 aprile, date in cui erano già stati decisi i vincitori ed i vinti di una guerra ormai conclusa.
da "San Stino - tra storia e memoria" a cura di Lucia Antonel
giovedì 5 novembre 2020
Il rientro a scuola ai tempi del Covid
Il rientro quest'anno è stato diverso da quello degli anni scorsi e il regolamento scolastico è più severo di prima.
Il primo giorno di scuola sono partita da casa in bicicletta, dopo poco ho incontrato una mia compagna di classe e mentre pedalavamo, abbiamo parlato di come sarebbe stato il rientro secondo noi.
Arrivate a scuola abbiamo indossato la mascherina e abbiamo salutato i nostri compagni di classe: purtroppo abbiamo dovuto stare distanti gli uni dagli altri.
Ancor oggi all'entrata del giardino della scuola c'è un collaboratore scolastico che ci misura la febbre, dopo "parcheggiamo" la bicicletta e andiamo verso la nostra classe.
Prima di entrare in aula dobbiamo igienizzarci le mani.
Il primo giorno, quando sono entrata sono rimasta un po' male perché i banchi erano stati distanziati e rimarranno così tutto l'anno.
All'inizio facevamo solo tre ore di lezione, perché mancavano i professori e abbiamo parlato spesso delle regole anti-contagio: l'obbligo e l'uso della mascherina, la tracciabilità delle uscite per l'uso dei servizi...
Alcuni di noi si devono ancora abituare a queste regole e si prendono delle belle sgridate, ma penso che con il tempo impareremo tutti a rispettarle.
A scuola inoltre da quest'anno c'è "la stanza covid", è una stanza dove vanno tutti coloro che si presume abbiano i sintomi del virus e devono stare lì dentro finché non arrivano i genitori.
Speriamo che la situazione non peggiori perché tornare alla didattica a distanza sarebbe complicato e molto triste!
Aurora Korkaj
Non mi aspettavo molto da questo rientro...
Era più che sicuro che niente sarebbe stato come prima: non si possono abbracciare i compagni e non ci si può parlare senza mascherina.
A proposito di quest'ultima, non è facile tenerla per tutto il tempo che stiamo a scuola!
Dall'anno scorso sono cambiate un bel po' di cose.
I banchi sono stati distanziati di un metro l'uno dall'altro, non ci si può girare a parlare con i compagni, quando si entra in classe bisogna disinfettarsi le mani e al posto della presidenza ora c'è la "stanza covid".
Non si possono più fare lavori di gruppo e nemmeno giochi di squadra (in palestra).
Se devo essere sincera, preferisco comunque venire a scuola e rispettare tutte le regole, piuttosto che vedere i miei compagni attraverso il monitor di un computer.
Spero di non dover tornare alle videolezioni e di finire l'anno in presenza.
Claudia Zanutto
Il rientro a scuola è stato abbastanza strano; rivedere tutti i miei compagni però è stato davvero bello!
Il mattino del primo giorno ero molto emozionato. Messo lo zaino in spalla, sono salito in macchina e siamo partiti.
Arrivati davanti alla scuola, dopo aver salutato la mamma, io e mio fratello, ci separammo dal momento che dovevamo entrare dai lati opposti dell'edificio.
Io iniziai a parlare con i miei amici (ovviamente con la mascherina alzata) finché non si aprì il cancello.
Arrivò il signor Paolo, il collaboratore scolastico, a misurarci la temperatura: ma il termometro digitale infrarossi sembrava non funzionare con me!
Superato questo problema, una volta entrato in classe mi dissero che non ci saremmo più spostati noi nelle diverse classi, ma i professori, dunque ogni classe sarebbe rimasta sempre e solo in un'aula.
La nostra sarebbe stata la ex aula di Tecnologia.
Comunque ritornare su quei banchi, per me, è stato come riavere i miei giocattoli di bambino. Rivedere i professori mi ha fatto venire in mente momenti belli e brutti dello scorso anno. Stare con tutti i miei compagni, come una volta, è stato molto bello, anche se ora siamo un po' distanziati.
Il primo giorno i professori ci hanno spiegato le nuove regole antivirus e devo dire che non mi piacciono tanto, ma capisco che sono state fatte per la nostra sicurezza.
Leonidas Olah
mercoledì 16 settembre 2020
25/09/2020 Maratona di lettura del Veneto: "A braccia aperte"
martedì 3 marzo 2020
Gabriele D'Annunzio (Pescara, 12 marzo 1863 – Gardone Riviera, I marzo 1938)
La poetica
Vita e arte sono profondamente collegate in D'Annunzio. Come la sua esistenza, anche le sue opere sono ispirate:
-alla ricerca della bellezza (estetismo) attraverso la scelta di parole raffinate, l'uso di uno stile ricercato e la descrizione di ambienti eleganti e aristocratici;
-all'ideale del superuomo, con la creazione dei personaggi che appaiono superiori alla massa, per nobiltà, sensibilità, audacia;
-al sensualismo, inteso come attenzione ai sensi e a tutto ciò che può suscitare sensazioni di piacere, sia fisico che spirituale.
domenica 3 novembre 2019
Celebrazioni: il Fronte Italiano (1915-1918)
26 APRILE
L’Italia aderisce al patto di Londra con l’Intesa.
3 MAGGIO
L’Italia denuncia la Triplice Alleanza.
23 MAGGIO
L’Italia presenta la dichiarazione di guerra all’Austria-Ungheria.
24 MAGGIO
L’Italia comincia le ostilità con l’Austria-Ungheria. Prima veloce avanzata fino al confine militare austriaco.
23 GIUGNO – 7 LUGLIO
Prima battaglia dell’Isonzo, senza risultati rilevanti.
18 LUGLIO - 4 AGOSTO
Seconda battaglia dell’Isonzo, senza risultati rilevanti.
18 OTTOBRE - 4 NOVEMBRE
Terza battaglia dell’Isonzo, con lo scopo di aiutare i serbi. L’offensiva italiana viene respinta.
10 NOVEMBRE – 2 DICEMBRE
Quarta battaglia dell’Isonzo, con scarsi risultati.
1916
11 – 19 MARZO
Quinta battaglia dell’Isonzo, decisa dai francesi per distogliere truppe tedesche dal fronte di Verdun. L’offensiva italiana viene respinta.
15 – 24 MAGGIO
L’esercito austriaco al comando del maresciallo Franz Conrad, scatena un’offensiva nel Trentino.
29 MAGGIO
Gli austriaci occupano Asiago.
4 – 10 GIUGNO
Battaglia sull'altopiano di Asiago.
12 – 16 GIUGNO
L’estremo tentativo austriaco contro il Novegno e il Lemerle fallisce.
16 GIUGNO – 24 LUGLIO
Controffensiva italiana che ottiene risultati parziali.
6 AGOSTO – 16 SETTEMBRE
Sesta battaglia dell’Isonzo. Avanzata italiana e conquista di Gorizia (9 AGOSTO).
27 AGOSTO
L’Italia dichiara guerra alla Germania.
14 – 16 SETTEMBRE
Settima battaglia dell’Isonzo. Offensiva italiana respinta.
10 – 12 OTTOBRE
Ottava battaglia dell’Isonzo. Offensiva italiana respinta.
1 – 4 NOVEMBRE
Nona battaglia dell’Isonzo. Limitati successi italiani.
1917
12 – 28 MAGGIO
Decima battaglia dell’Isonzo. Limitati successi italiani.
4 GIUGNO
Controffensiva austriaca sul Carso, che vanifica in gran parte le recenti conquiste italiane.
10-25 GIUGNO
Offensiva della VI armata italiana sull'altopiano di Asiago (battaglia dell’Ortigara), risoltasi con un sanguinoso fallimento.
17 AGOSTO – 15 SETTEMBRE
Undicesima battaglia dell’Isonzo. Limitati successi tattici italiani (Conquista dell’altopiano della Bainsizza e del Monte Santo).
4 SETTEMBRE
Attacco austriaco sul Carso.
24 OTTOBRE
I tedeschi e gli austriaci rompono il fronte italiano davanti a Tolmino e a Plezzo. Gli italiani devono ripiegare dietro il Tagliamento e quindi dietro il Piave.
8 NOVEMBRE
Armando Diaz sostituisce Luigi Cadorna come capo di stato maggiore del Regio Esercito.
10-26 NOVEMBRE
Battaglia d’arresto italiana sull'altopiano di Asiago, sul Grappa e sul Piave.
1918
15-23 GIUGNO
Offensiva austriaca da Asiago alle foci del Piave; respinta dalle truppe italiane.
24 OTTOBRE – 3 NOVEMBRE
Offensiva che si conclude con la vittoria di Vittorio Veneto e l’armistizio di Villa Giusti.
































