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venerdì 7 novembre 2025

13 novembre: "L'uomo che piantava gli alberi" di Jean Giono

Abbiamo deciso di dedicare la consueta attività di lettura ad alta voce, prevista per la settimana di #ioleggoperché, a  L'uomo che piantava gli alberi di Jean Giono.

In questo racconto, il narratore ricorda il suo incontro con Elzéar Bouffier: un pastore che consacrò la sua vita a piantare alberi in una zona arida della Provenza durante la prima guerra mondiale.

Giovedì 13 novembre alle ore 10.00, ci incontreremo tutti nel cortile della Fogazzaro, per leggere la storia di Elzéar Bouffier, rendendo omaggio alla sua dedizione e al suo amore per la natura.

lunedì 3 novembre 2025

#ioleggoperché: donate anche voi un libro alle scuole!

Il nostro Istituto ha aderito a #ioleggoperché: la più grande iniziativa nazionale di promozione della lettura, organizzata dall'Associazione Italiana Editori.

#ioleggoperché offre l'opportunità, a chiunque lo desideri, di donare uno o più libri a sostegno delle nostre biblioteche scolastiche.

La libreria, gemellata con la Scuola "G. Toniolo "di San Stino di Livenza, dove poter effettuare l'acquisto dei libri DAL 7 AL 16 NOVEMBRE 2025, è la

CARTOLIBRERIA BENEDET, Via Roma 22 - SAN STINO DI LIVENZA

Le librerie, gemellate con la Scuola "A. Fogazzaro" di La Salute di Livenza, dove poter effettuare l'acquisto dei libri DAL 7 AL 16 NOVEMBRE 2025, sono la

CARTOLIBRERIA BENEDET, Via Roma 22 - SAN STINO DI LIVENZA

e la libreria UBIK CAORLE, Rio Terrà delle Botteghe, 12 - CAORLE

Chi intende donarci uno o più libri dovrà specificare bene il nome della scuola in quanto entrambe le librerie sono gemellate con svariati Istituti.

Grazie in anticipo a tutti coloro che ci aiuteranno a rendere le nostre biblioteche sempre più ricche di bei libri!

martedì 29 ottobre 2024

#ioleggoperché: donate anche voi un libro alla scuola!

La nostra scuola ha aderito a #ioleggoperché: la più grande iniziativa nazionale di promozione della lettura, organizzata dall'Associazione Italiana Editori.

#ioleggoperché offre l'opportunità, a chiunque lo desideri, di donare uno o più libri a sostegno della nostra biblioteca scolastica.

Le librerie, gemellate con la Scuola "A. Fogazzaro", dove poter effettuare l'acquisto dei libri dal 9 al 17 novembre 2024, sono

CARTOLIBRERIA BENEDET, Via Roma 22 - SAN STINO DI LIVENZA

UBIK CAORLE, Rio Terrà delle Botteghe, 12 - CAORLE

Chi intende donarci un libro dovrà specificare bene il nome delle nostra scuola (A. Fogazzaro - La Salute di Livenza) in quanto entrambe le librerie sono gemellate con svariati istituti.

Grazie in anticipo a tutti coloro che ci aiuteranno a rendere la nostra biblioteca sempre più ricca di bei libri!

giovedì 2 novembre 2023

#ioleggoperché: donate anche voi un libro alla scuola!

La nostra scuola ha aderito a #ioleggoperché: la più grande iniziativa nazionale di promozione della lettura, organizzata dall'Associazione Italiana Editori.

#ioleggoperché offre l'opportunità, a chiunque lo desideri, di donare uno o più libri a sostegno della nostra biblioteca scolastica.

Le librerie, gemellate con la Scuola "A. Fogazzaro", dove poter effettuare l'acquisto dei libri dal 4 al 12 novembre 2023, sono

CARTOLIBRERIA BENEDET, Via Roma 22 - SAN STINO DI LIVENZA

UBIK CAORLE, Rio Terrà delle Botteghe, 12 - CAORLE

Chi intende donarci un libro dovrà specificare bene il nome delle nostra scuola (A. Fogazzaro - La Salute di Livenza) in quanto entrambe le librerie sono gemellate con svariati istituti.

Grazie in anticipo a tutti coloro che ci aiuteranno a rendere la nostra biblioteca sempre più ricca di bei libri!

venerdì 29 settembre 2023

29 settembre 2023: Maratona regionale di lettura al Parco dei 3000 sorrisi

Oggi per #ilvenetolegge2023 gli alunni della Scuola primaria E. De Amicis e quelli della Scuola secondaria A. Fogazzaro si sono dati appuntamento al Parco dei 3000 sorrisi di La Salute di Livenza, per "gareggiare" insieme in questa edizione della Maratona di lettura regionale.

I ragazzi di terza media con quelli di quinta elementare hanno ricostruito e meditato sulla tragedia del Vajont, di cui quest'anno ricorre il sessantesimo anniversario... Noi non dimentichiamo!

Gli studenti di seconda media con quelli di terza e quarta elementare hanno inventato storie di dame e cavalieri, giocando con le carte dei tarocchi del Castello dei destini incrociati di Italo Calvino.

I ragazzi di prima media con gli alunni di prima e seconda elementare hanno realizzato dei magnifici disegni del fiume Livenza, lasciandosi ispirare dalle poesie del nostro poeta dialettale Romano Pascutto.

La mattinata è stata meravigliosa, il tempo è volato e abbiamo capito una grande verità: lavorare insieme rende tutto meno difficile e molto più bello!

giovedì 10 novembre 2022

Ultimi giorni di #ioleggoperché


 #ioleggoperché termina domenica 13 novembre: fino a tale data potrete regalare un libro alla biblioteca scolastica della Scuola Secondaria di I° "A. Fogazzaro" recandovi presso la  cartolibreria BENEDET di SAN STINO DI LIVENZA.
Affrettatevi!

 

sabato 20 marzo 2021

21 marzo: Giornata mondiale della poesia

Nel celebrare la Giornata mondiale della poesia, il 21 marzo di ogni anno, l'UNESCO riconosce la capacità della  poesia di catturare lo spirito creativo umano. 

La decisione di proclamare il 21 marzo Giornata mondiale della poesia è stata presa dall'UNESCO nel 1999. 

La poesia riafferma la nostra comune umanità rivelandoci che gli individui, ovunque nel mondo, condividono le stesse domande e  gli stessi sentimenti. 

Proprio in questa giornata, siamo orgogliosi di annunciare che una delle nostre studentesse Andrea Letizia Marinca è arrivata seconda al concorso nazionale di poesia I miei sogni e le mie speranze con questo componimento:

Sognare da piccoli

sperare da grandi

segnare col pallone

disperare nel dolore.


Crescere e capire

cadere in basso, ferire,

rialzarsi e non fermarsi,

ricostruire insieme i passi.


Invecchiare e sparire,

iniziare a tremare,

capire che la fine

sta per arrivare.


Quando tutto sarà finito

ti ritroverai nell'infinito:

tutto svanito 

come non fosse mai esistito.


Sognare e sperare

lo possono fare tutti 

anche se a volte

ci fa disperare.

sabato 7 marzo 2020

Poesia: i calligrammi


I calligrammi sono una forma di poesia suggestiva: intende richiamare analogicamente, con la disposizione delle parole, l'oggetto di cui si parla.
I poeti hanno sempre deprecato l'incolmabile lacuna che esiste tra il segno (l'alfabeto, la lingua) e la cosa, e hanno spesso tentato d'inventarsi una scrittura analogica, cioè somigliante alle cose descritte e evocate.
Ecco ad esempio un calligramma pubblicato nel 1913, dall'autore francese Guillaume Apollinaire.


VERSI PER LOU

Riconosciti
Questa adorabile persona sei tu
Sotto il grande cappello da canottiere
Occhio
Naso
La bocca
Ecco l’ovale del tuo viso
Il tuo collo bellissimo
Ecco infine l’immagine non completa del tuo busto adorato visto come attraverso una nuvola
Un po’ più basso è il tuo cuore che batte


"Un calligramma è dunque una poesia scritta non linearmente, riga dopo riga, in modo da formare il solito quasi rettangolo di testo sulla pagina, bensì tale che le parole disegnino l'immagine di qualcosa di cui si parla. Se la poesia è sulla pioggia, le parole possono cadere, una lettera dopo l'altra. Se parla d'amore possono essere disposte in modo da formare un cuore... La cosa più importante da capire è che le parole della poesia non devono essere solo la descrizione della forma che costruiscono, devono invece esprimere un sentimento o un'emozione in qualche modo associabili alla forma disegnata. 
Se i calligrammi non riguardano emozioni tendono a essere meccanici e insipidi."
(da Desideri, sogni, bugie di Kenneth Koch)

lunedì 17 febbraio 2020

Poesia: Sagge follie


Pensieri volano e svaniscono,
silenziosi rumori tacciono
Immagina una casa, un'orchestra, una rosa
qualcosa di bello come un castello
un mondo di pace e serenità
aria senza smog, foreste senza fuoco
un mare senza plastica e crudeltà
senza urla silenziose e false verità
uomini senza pregiudizi, senza avidità.
Cosa dite: ci diamo un'altra possibilità?
Ci sono ostacoli da superare,
ma la terra è da salvare.
Non si può continuare solo a sperare
siamo noi che dobbiamo cambiare...
allora, più impegno, basta parole,
adesso passiamo all'azione!

IAL

venerdì 14 febbraio 2020

Poesia: la mia soddisfazione è un'utopia


Non sono mai pienamente soddisfatto,
nonostante ci provi come un pazzo:
una forte debolezza, un record mancato,
un tesoro nascosto, una salita infinita,
lacrime asciutte, emozioni confuse
mi spingono verso un obiettivo sconosciuto.

E la sera mi rigiro un po' nel letto,
nella speranza di un giorno perfetto.

IIIAL

martedì 11 febbraio 2020

Poesia: tu per me sei...


Tu per me sei...
aria, oro e quadrifoglio
splendente come un raggio di sole
trasparente come l'acqua di fonte
prepotente come la pioggia d'estate
paziente come lo scorrere lento del tempo

Tu per me sei...
davvero speciale!

IIBL

venerdì 7 febbraio 2020

Poesia: Cos'è la vita?


La vita, a volte, è
misteriosa  come un abisso
ignota come la fine dell'arcobaleno,
faticosa come scalare una montagna,
assurda come sfidare il vento,
difficile come cercare qualcosa che non riusciamo a trovare.

Ma la vita, soprattutto, è
speranza, sogno, fantasia, curiosità, novità
un viaggio, una prova, un'avventura, una scoperta continua
la cosa più preziosa che abbiamo
il libro, di cui noi siamo gli autori.

IIIAL

mercoledì 5 febbraio 2020

Poesia: Rispetto


Rispetto è dignità, necessità
essenziale come acqua,
fondamentale come  cibo.

Rispetto è consapevolezza
intelligente, di saper
essere accogliente.

Rispetto è dono.

IAL

venerdì 10 gennaio 2020

Furto al museo


La zona dedicata all'arte del museo era chiusa. 
Era stato rubato nella notte il prezioso quadro di Van Gogh in mostra a Milano.
Perissinotto Beatrice, trentacinque anni, alta 1,66 metri, occhi color nocciola e capelli a caschetto castani, nonché nota investigatrice, era già al lavoro. 
Erano già stati ritrovati alcuni indizi: un guanto grande e blu, una rosa rossa, un biglietto un gessetto bianco e una gomma da masticare, masticata appiccicata al biglietto. Sul biglietto c’era scritto in penna verde “da qui al museo, dieci minuti e sette secondi (da fuori dal cancello)”. Arrivò la segretaria del museo: “Trovato nulla?”, chiese. Beatrice mostrò i quattro oggetti. “Oh!”, ribatté la segretaria. “Il direttore è molto preoccupato, quel quadro vale milioni”. “Lo so”, disse Beatrice secca.
Arrivò un artista molto giovane che frequentava spesso il museo in cerca di ispirazione, il suo nome era Federico “So che quel quadro era molto ammirato da un signore coi capelli neri. Ma non aveva l’aria di essere un ladro.” Mmh” disse Beatrice. Detto questo uscì, camminò svelta verso una casa.
Potrebbe sembrare incredibile, ma in quella zona di Milano c’erano solo due signori coi capelli neri: un lavoratore on-line che usciva di casa solo per ritirare la posta e il postino, che era stato molte volte al museo. Beatrice vide il postino nel suo giardino mentre tagliava l’erba. “Buongiorno” disse Beatrice “Buongiorno!” salutò caloroso il postino. “Come sta?” chiese il postino “Bene, la ringrazio. Sono in servizio, hai saputo del furto…” “ …Al museo? Ma come fare a non saperlo! Ne parlano da ore. Nei pub soprattutto, sembra che non parlino di altro!” 
“Vorrei farle qualche domandina.” Il postino rimase di sasso.
“Cos'ha fatto la notte scorsa?” chiese Beatrice. “Ho dormito nel mio letto, mi sono alzato alle due perché mia figlia piangeva e le ho dato un biberon di latte. Alle cinque e mezza ho cominciato a consegnare le lettere.” Disse lui onesto. “Di quanti centimetri è il quadro?” “Non ne ho idea…” “Con che tecnica è stato dipinto?” “Credo a olio o…” “Va bene può bastare. Posso perquisire un minutino la casa?”
A mezzogiorno e mezzo il postino era stato dichiarato innocente. Beatrice camminò in giro per le strade, stando attenta a chi indossava guanti, ai giardini con rose rosse, a chi masticava gomme… 
Era inverno, alle quattro iniziava a fare buio, ma alle cinque Beatrice era ancora in giro. Poi le venne in mente il biglietto:“da qui al museo, dieci minuti e sette secondi.( da fuori dal cancello)”. Beatrice andò a casa, prese un cronometro e dal museo percorse a piedi camminando diverse vie, fermandosi ogni volta a dieci minuti e sette secondi. Non si fermava mai in un punto con un cancello, si fermava o vicino a un semaforo, o in una curva, in un piccolo parcheggio… erano quasi le otto, faceva molto freddo, provò un'altra via. Dieci e cinque, dieci e sei, dieci e sette. Fermò il cronometro: era davanti a un cancello di un condominio.
Due giorni dopo, era stato fatto un interrogatorio a tutti gli abitanti del condominio di via Dei Rossi. 
C'erano quattro appartamenti: nel primo abitava una giovane coppia; la donna era incinta. Nel secondo abitavano due signori di circa novant'anni, nel terzo due sorelle gemelle di venticinque anni e nel quarto un ragazzone che viveva da solo. Si dimostrarono tutti molto gentili e disponibili. Provarono tutti a riscrivere il biglietto su un foglio di carta; magari così si poteva riconoscere la calligrafia del biglietto. Quella dell’anziana signora ci assomigliava, ma non poteva essere concretamente lei. Beatrice ispezionò tutte le case. Il ragazzo sembrava molto teso, sosteneva di non trovare le chiavi di casa. Poi le trovò, invece. Beatrice entrò, perquisì la casa da cima a fondo, interrogò l’uomo di nuovo; lui si chiamava Joe Robin. Non aveva nulla da nascondere ed era un uomo perbene. Beatrice era convinta che le fosse sfuggito qualcosa, ma cosa? Aveva interrogato tutti e ispezionato le case. Cos'altro poteva fare? Ma certo! Avrebbe sorvegliato il condominio durante la notte! Oltre a quella principale, non c’erano altre porte, perciò avrebbe sorpreso il ladro. Montò una tenda con il consenso delle forze dell’ordine in strada, davanti al condominio. Passò una settimana in bianco. Tornò a casa e dopo una bella dormita suo marito le chiese “Problemi con il ladro? Nostra figlia Gemma è preoccupata per te.” Beatrice sospirò “Lo so è che devo trovare quel ladro, capisci?” “Se ti può essere utile: non tutti gli indizi sono sempre utili, alcuni sono lì per confondere.” “Credo che il guanto e il gessetto non c’entrino nulla.” Ragionò Beatrice “Coraggio, pensa.” Beatrice chiuse gli occhi e pensò a lungo. “Certo!” esclamò “Ho capito! Grazie mille! Sarà la mia ultima notte fuori.”
A mezzanotte una figura con il cappuccio in testa uscì dal condominio, correndo. Beatrice accese la torcia e lo seguì. “Fermo!” gridò. Erano vicini alla stazione dei treni, il malvivente aveva il quadro sottobraccio. Svegliati dalle grida dell’investigatrice, molte persone erano scese in strada a darle una mano, il postino corse davanti a tutti, saltò e prese l’uomo, che venne arrestato. Joe Robin, trentaquattro anni, nativo americano, voleva rivendere il quadro, ma era stato fermato una volta per tutte.

Serena Perissinotto IIAL

Giallo: ...di tutto per soldi



Era il 27 febbraio 2015 e quel giorno ci sarebbe stata una mostra d’arte. Il direttore del museo era andato a controllare che tutto fosse apposto mezz'ora prima, quando ancora nessuno era lì. Qualche minuto dopo sarebbe arrivata anche la segretaria per aiutarlo a sistemare le ultime cose. Appena arrivata indossava un cappotto lungo nero e dei guanti rosa. Tolse il cappotto, lo mise sull'attaccapanni e mise i guanti rosa in tasca quasi come se non volesse che qualcuno li vedesse e poi andò dal direttore che la aspettava in ufficio.
Arrivò l’ora dell’inizio della mostra (alle sette in punto della sera). Era già buio fuori, senza le luci accese non si sarebbe visto nulla. Stranamente le persone venute per visitare il museo erano poche, circa una decina. C’era una famiglia composta da cinque persone, una giovane ragazza che frequentava spesso il museo, due fratelli e una coppia di innamorati. Iniziarono il giro del museo con la segretaria che esponeva loro i quadri e il loro valore, ma ogni due minuti la giovane ragazza che frequentava spesso il museo la interrompeva per aggiungere qualcosa che lei non aveva detto. La segretaria (stranamente non ancora interrotta) stava finendo di “raccontare” il penultimo quadro, ma quasi nessuno la stava ascoltando… forse perché erano tutti ansiosi di arrivare all'ultimo, il più bello e costoso, “Notte stellata” di Van Gogh. Le persone stavano per dirigersi a vedere il quadro, quando saltò la luce per qualche minuto. Appena tornò la luce il quadro “Notte stellata” non c’era più. Le uniche persone presenti al museo erano ancora lì, tranne il direttore che era in ufficio, che, tornata la luce, andò a controllare che fosse tutto apposto e chiamò la polizia per il quadro. Appena arrivata, la polizia notò un particolare che poteva sembrare sospetto. Sotto la parete a cui era appeso il quadro c’era un biglietto con una rosa sopra, c’era scritto: “Una rosa rossa per un quadro blu”, la scrittura era quasi illeggibile, ma sicuramente il ladro l’aveva fatto per non farsi scoprire. Guardando attentamente i sospettati uno dei due fratelli disse: “Io sono Scarret, sono appassionato dei libri gialli e vi potrei aiutare a risolvere il caso, ad esempio, vedo che Edward, mio fratello ha un petalo di rosa sulla scarpa. Edward cercò di giustificarsi dicendo che poteva succedere a chiunque di loro, il ladro stava cercando di incastrarlo! Non c’erano impronte digitali, il ladro aveva sicuramente usato dei guanti. Scarret si guardò silenziosamente intorno, lì non c’era niente, allora provò ad andare a vedere all'entrata, magari lì era caduto un guanto proprio sotto il cappotto. Andando a vedere, notò che c’era un guanto rosa sopra la scrivania della segretaria del direttore. La segretaria disse che non sapeva come fosse finito lì quel guanto, lei l’aveva lasciato nel cappotto appena arrivata. "Stanno cercando di incastrarmi!" disse. La polizia non sapeva chi fosse il colpevole, sembravano tutti coinvolti a parte la coppia e la famiglia che lasciarono andare. La giovane ragazza preferirono trattenerla ancora. Non si sapeva chi fosse stato, quindi, in attesa di altri indizi, vietarono alle persone rimaste (i due fratelli, la segretaria, il direttore e la giovane ragazza) di lasciare la città. Dopo averglielo comunicato li lasciarono andare. Passarono giorni ma ancora nessun indizio era stato trovato. Dopo una settimana Scarret chiamò la polizia per dichiarare che Edward era scomparso ormai da un giorno e non rispondeva al telefono. Un mese dopo fu trovato in Francia che cercava di rivendere il quadro ad un prezzo più alto di ciò che vale (non che valesse poco!). L’aveva fatto perché aveva parenti molto ricchi che volevano lasciare tutta l’eredità a suo fratello perché Edward non era mai stato molto affidabile… ma il suo punto forte era sempre stata la tecnologia, infatti è grazie al suo potenziale che è riuscito a programmare un blackout di pochi minuti al museo e a sapere che il guanto era della segretaria guardando i filmati di sicurezza.
Così Edward venne arrestato e il quadro fu riportato al museo.

Sofia Girardi IIAL

sabato 19 ottobre 2019

La Luna incorniciata

Se c'è in ballo un quadro famoso, la Luna e un cielo pieno di stelle, il primo pensiero che viene alla mente non può che essere quello di Vincent Van Gogh, che non a caso si chiama proprio Notte Stellata, in olandese De Sterrennacht.



Venne dipinto nel 1889 - pare il 19 di giugno - e rappresenta un paesaggio notturno di Saint-Remy-de- Provence, in Francia, ma se volete vederlo dal vivo dovete andare al quinto piano del MOMA di New York.


Un bel cielo stellato lo troviamo anche nel quadro Terrazza del caffè la sera, che rappresenta Place du Forum di Arles, ed è custodito a Dallas, Texas.



Nella Notte stellata sul Rodano non c'è Luna, ma c’è comunque un bel cielo blu pieno di stelle, dove spicca la costellazione del Grande Carro. Questo quadro si trova a Parigi, al Musée d'Orsay.

da “Voglio la Luna” di Andrea Valente e Umberto Guidoni

mercoledì 2 ottobre 2019

"Sulla Luna" di Gianni Rodari


Sulla Luna, per piacere,
non mandate un generale:
ne farebbe una caserma
con la tromba e il caporale.

Non mandateci un banchiere
sul satellite d’argento,
o lo mette in cassaforte
per mostrarlo a pagamento.

Non mandateci un ministro
col suo seguito di uscieri:
empirebbe di scartoffie
i lunatici crateri.

Ha da essere un poeta
sulla Luna ad allunare:
con la testa nella Luna
lui da un pezzo ci sa stare...

A sognar i più bei sogni
è da un pezzo abituato:
sa sperare l’impossibile
anche quando è disperato.

Or che i sogni e le speranze
si fan veri come fiori,
sulla Luna e sulla Terra
fate largo ai sognatori!

martedì 24 settembre 2019

"A spasso col mostro" di Julia Donaldson e Axel Scheffler (1999)


A spasso col mostro, in seguito tradotto anche con il titolo Il Gruffalò (titolo originale in inglese: The Gruffalo), è un poema per bambini della scrittrice e drammaturga inglese Julia Donaldson, illustrato da Axel Scheffler, che racconta la storia di un topo che passeggia nella foresta. 

Il libro ha venduto oltre 13 milioni di copie, ha vinto numerosi premi per la letteratura per bambini, ed è stato sceneggiato in spettacoli teatrali e persino nell'omonimo film d'animazione nominato ai Premi Oscar.

E' scritto in distici, in rima baciata.

Il racconto, basato su una favola tradizionale cinese, è stato tradotto in più di 40 lingue.

IAL

lunedì 23 settembre 2019

Diamo i numeri... in poesia



Questa è la storia di un bambino
che un giorno trovò un libricino.

Lesse:

1, 2, 3 la storia dei numeri comincia da te
4, 5, 6 il protagonista tu sei
7, 8, 9 l'ambienterai quando piove
e con il tuo sorriso giocondo
regalerai i numeri al mondo!

Emma Bortolomai, Rachele Cappelletto, Michele Veronese, Riccardo La Rocca Russo
IAL

"Io, Leonardo da Vinci" di Massimo Polidoro (2019)


Un giorno Massimo Polidoro, mentre stava scrivendo un libro sul grande Leonardo, sentì bussare alla sua porta. 
Andò ad aprire; non aspettava nessuno. 
Appena aprì si trovò davanti un uomo anziano con una lunga barba bianca e folti capelli grigi.
L'anziano si presentò come Leonardo da Vinci; Massimo si mise a ridere pensando che fosse uno scherzo, poi fece accomodare l'uomo. 
Quest'ultimo cominciò a raccontare com'era giunto fin lì: era a Milano per farsi fare una cassa, nella quale mettere i suoi appunti, sapendo che a quell'indirizzo c'era un bravo falegname, ma mentre bussava alla porta della bottega, una luce lo abbagliò e così si trovò davanti Massimo... probabilmente aveva viaggiato nel tempo!

Sarà davvero Leonardo? Sarà uno scherzo? Sarà un sogno?

Lo scoprirete solo leggendo!

Emilia Brichese IIBL