venerdì 13 marzo 2020

Rubrica: viaggio in Italia


Il mio ultimo viaggio è stato in Puglia, con la mia famiglia, a inizio settembre. 
Ci siamo andati in aereo partendo da Treviso.
Arrivati a Bari abbiamo preso le valigie, noleggiato un'auto e ci siamo recati a Monopoli, dove abbiamo alloggiato.
Durante questa vacanza, abbiamo visitato Polignano a Mare, un paesino bellissimo, con un mare stupendo. 
In Puglia siamo stati in belle spiagge, abbiamo fatto molti bagni e mangiato tante cose buone.
Mi sono divertito tantissimo, anche perché ero con la mia famiglia e di solito non abbiamo tante occasioni per passare così tanto tempo insieme. 
E' stata un'esperienza bellissima e spero di poterla rifare molto presto!
Mattia





Io e la mia famiglia siamo andati a Vipiteno, in provincia di Bolzano, per una vacanza di quattro giorni. 
In autostrada c'era tanto traffico. Visto che mi annoiavo, guardavo fuori dal finestrino e ho notato delle pale eoliche: mi sono molto incuriosita perché non le avevo mai viste.
Arrivati in hotel abbiamo fatto un giro di perlustrazione: nel parco c'erano degli animali, un laghetto nel quale si poteva fare un giro in barca, piscine all'esterno e giochi per bambini.
All'interno c'era la zona miniclub. Lì c'erano Alice, Jennifer e Sabrina, le animatrici che organizzavano le attività e i giochi per i bambini. Inoltre c'erano stanze con scivoli, una pista da go-kart a pedali, piscine coperte, vasche idromassaggio e saune.
Noi siamo stati spesso in piscina, divertendoci molto, giocando con l'acqua. 
Un giorno, poi, abbiamo noleggiato le biciclette siamo andati a fare un giro nei dintorni: abbiamo visto boschi, prati verdi, chiese e bellissimi panorami.
Questa vacanza mi è molto piaciuta e spero di tornare a Vipiteno!
Gaia



Il giorno 16 febbraio io e la mia famiglia siamo andati a Venezia per vedere le maschere e i costumi di carnevale.
Per andarci abbiamo dovuto prendere il treno perché non volevamo fare un viaggio lunghissimo con la macchina.
Quando siamo arrivati alla stazione abbiamo dovuto aspettare un bel po’ prima che arrivasse il treno.
Dopo un lungo viaggio siamo arrivati alla nostra destinazione. Ci abbiamo messo un po’ per arrivare in Piazza San Marco ma dopo tanti sforzi l'abbiamo raggiunta.
C’erano tantissime maschere e io mi sono anche fatto fare una foto con quelle che mi piacevano di più. Il mio costume preferito è stato quello di Michael Jackson: il signore che indossava quel costume era proprio identico al vero Michael Jackson nei minimi dettagli.
Poi abbiamo continuato a girare per la città .
Mio fratello ha voluto comprare una guida di Venezia, sfortunatamente c’era solo quella in inglese, però l’ha comprata lo stesso.
Mia mamma  invece ha voluto comprare una maschera, visto che il giorno dopo ci sarebbe stata la sfilata di carnevale nel nostro paese...
Sfortunatamente la giornata è passata in un lampo!
Spero di rifare presto un viaggio così perché mi è piaciuto moltissimo.
Simone




La scorsa estate ho passato un weekend fantastico!
Venerdì mattina siamo partiti per andare a Ravenna. Il tempo non era proprio dei migliori, si preannunciava una giornata piovosa.
Arrivati lì però abbiamo trovato il sole.
Il nostro scopo era quello di andare a Mirabilandia: un grandissimo parco di divertimenti, pieno di attrazioni bellissime e super adrenaliniche.
Era proprio bello stare lì, mi stavo divertendo tantissimo, quando all'improvviso è scoppiato un terribile temporale, con grandine e poi pioggia fitta. Eravamo tutti bloccati nel parco, sotto le tettoie, nei bagni e in qualunque posto ci fosse riparo, perché stavano anche cadendo alberi, era pericoloso!
Una volta finito tutto quel trambusto, siamo usciti dal parco e abbiamo trovato la nostra macchina sott'acqua di quasi mezzo metro!
La sera, dopo esser passati in albergo, abbiamo assaggiato la tipica piadina romagnola e abbiamo visto la tomba di Dante Alighieri.
Dopo una così movimentata giornata siamo corsi a letto: il giorno dopo ci aspettava un'altra giornata al parco.
Per fortuna questa è stata meglio della prima, anche se alcune giostre erano chiuse a causa del temporale passato: è stato comunque molto divertente.
La mattina del giorno dopo abbiamo visitato la città e sulla via del ritorno, ci siamo fermati a Comacchio a mangiare in una trattoria tipica.
E' stato davvero un weekend avventuroso!
Emma



Il 20 dicembre del 2019, dopo la scuola, sono partito, con i miei genitori per la montagna, Forni di Sopra. Abbiamo alloggiato a casa del nostro amico Mirko. Alla sera tutti insieme siamo andati a mangiare in un ristorante del posto.
Il giorno dopo avremmo voluto fare un po' di snowboard, ma non ci siamo potuti andare perché aveva piovuto tutta la notte e la neve si era sciolta.
Allora la mattina sono andato con Mirko a dare da mangiare agli alpaca e agli asini, il pomeriggio invece ho giocato tutto il tempo ai videogiochi.
La sera siamo andati a mangiare il frico con la polenta.
Il giorno dopo siamo ritornati a casa.
Nonostante siano stati pochi giorni di vacanza, mi sono divertito!
Alex




L'ultimo viaggio che ho fatto è stato a Verona, con la mia famiglia e dei nostri amici.
Siamo partiti, in macchina, la mattina molto presto e dopo un lungo viaggio e diverse soste all'autogrill, siamo arrivati a destinazione in tarda mattinata.
Abbiamo trovato parcheggio e siamo andati a mangiare al Mac Donald's.
Dopo pranzo abbiamo girato per negozi, in cerca di qualche bel abito elegante.
Come prima cosa abbiamo visto Piazza Bra: un'enorme piazza con una fontana, ristoranti e molti turisti.
Poi abbiamo visitato l'Arena e ci siamo diretti alla casa di Giulietta, per vedere il suo bellissimo balcone.
C'era una lunga fila per entrare.
La prima cosa che ho notato, nel cortile, sono state le scritte sui muri e la firma di chi era passato di là.
Dopo aver visitato la casa di Giulietta abbiamo fatto una pausa al bar.
Improvvisamente è iniziato a piovere, allora siamo corsi verso le nostre macchine e siamo partiti per ritornare a casa, bagnati ma felici della bella giornata trascorsa insieme.
Aurora



Io e la mia famiglia abbiamo una specie di tradizione che va avanti dal 2007: ogni anno, verso maggio, con un autobus privato organizzato dagli amici dei nostri genitori, andiamo a Gardaland, un parco dei divertimenti che si trova in provincia di Verona.
Una volta, nel 2017 siamo stati lì per due giorni, passando anche una notte in hotel. Mi ricordo che io e le mie sorelle eravamo felicissime . Di giorno andavamo in giro per il parco cercando di provare tutte le giostre (anche se in realtà è quasi impossibile perché sono veramente tante) e la notte abbiamo dormito nell'hotel a tema. Nostro papà ci doveva sopportare e supportare, quando salivamo sulle giostre acquatiche, ma anche quando andavamo sulle giostre adrenaliniche, come sulle montagne russe... ma in realtà a lui non dava fastidio, anzi era felice quanto noi.
Le mie giostre preferite sono le montagne russe, Raptor e fuga da Atlantide, che è una giostra acquatica.
Ogni volta che andiamo a Gardaland proviamo sempre giostre nuove, dato che ogni anno c’è qualche novità.

Per noi l'appuntamento a Gardaland è uno dei momenti più belli dell'anno e non ci stancheremo mai di andarci.
Irene



Il 5 ottobre sono partito, con la mia famiglia, per andare nelle Marche.
Non ci siamo andati direttamente: ci siamo fermati per un giorno e una notte a Mirabilandia.
Il giorno dopo siamo ripartiti alla volta della nostra destinazione e dopo un estenuante viaggio siamo arrivati, vicino a Fermo, all'agriturismo in cui avevamo prenotato una camera. In quel agriturismo c’era una piscina e anche una fattoria .
C’eravamo solo noi, a volte arrivava qualche altro ospite che si fermava solo una notte.
Il giorno stesso del nostro arrivo siamo andati alla festa dell’uva con tanto di carri allegorici... è stata una fortuna vederli perché  stavano per annullare la sfilata a causa del brutto tempo.
L'indomani siamo andati alle grotte di Frasassi. Lì appena finita la visita, ho comprato dei fossili  di denti di squalo di 70 milioni di anni fa.
Il giorno seguente siamo andati a Fermo, abbiamo girato un po' per la città e poi siamo andati a visitare le cisterne romane.
Durante questa vacanza siamo stati anche vicino al Monte Cornero, in spiaggia, ma non abbiamo fatto il bagno perché il cielo era nuvoloso. Siamo andati a vedere Loreto e il suo famoso santuario. Siamo andati anche alle sorgenti sulfuree che sono delle terme naturali. L'odore di zolfo però ci dava fastidio e ce ne siamo andati via quasi subito, anche perché nelle vicinanze c'era un biscia.
Il sabato, tornando verso casa, ci siamo fermati a Cattolica  per visitare l'acquario.
Questa vacanza mi è piaciuta moltissimo!
Giosuè


Ad ottobre sono andata, con la mia famiglia e i miei zii, in Lombardia, in un piccolo paesino bresciano affacciato sul Lago d'Iseo.
Abbiamo pernottato in un hotel, molto bello: il nostro alloggio era come un piccolo appartamento tutto bianco e blu, con due camere, un bagno, una piccola cucina ed una terrazza molto grande.
Abbiamo passato poco tempo in hotel perché abbiamo visitato i tanti paesini lì vicino e Monte Isola. Monte Isola è un'isola molto carina, che abbiamo raggiunto in traghetto. Naturalmente non l'abbiamo visitata tutta ma, da quello che ho visto, mi è piaciuta molto. Lì c'erano i mercatini con i prodotti del territorio e una mostra fotografica, che abbiamo visitato, perché, essendo io appassionata di fotografia,  ho "obbligato" i miei compagni di viaggio ad accompagnarmi.
Quella sera, dopo l'escursione a Monte Isola, siamo tornati in hotel e abbiamo cenato con una bella pizza.
Il giorno successivo abbiamo visitato Sulzano, un paesino molto carino con tante stradine strette e lunghe. Lì non c'era molta gente, visto che pioveva un po', ma nel lago c'erano i cigni e le papere .
Questa mini vacanza mi è piaciuta molto perché abbiamo fatto tante passeggiate.
Gioia



 Il 22 dicembre sono andata con la mia famiglia a  Firenze, in Freccia Rossa... era da un po' di tempo che volevo fare un viaggio così. Purtroppo il giorno della partenza il tempo non stava dalla nostra parte, infatti pioveva.
Siamo andati da Portogruaro a Mestre con un treno interregionale, poi abbiamo preso la Freccia Rossa Venezia - Firenze.
Dopo circa tre ore di viaggio siamo arrivati a destinazione. A Firenze pioveva molto.
Usciti dalla stazione siamo andati verso piazza Santa Croce: c'erano i mercatini di Natale.
Dopo aver pranzato, ci siamo diretti verso Ponte Vecchio, per vedere i suoi bellissimi negozi di gioielli. Nel tragitto ho visto l'Arno, non me l'ero immaginato così grande.
Poi siamo andati in Piazza della Signoria... mi è piaciuta molto.
Ci sarebbero state molte altre cose da vedere, ma avevamo poco tempo e dovevamo riprendere il treno.
Sono rimasta molto soddisfatta dal viaggio in un treno ad alta velocità, ma soprattutto dalla bellissima città!
Eleonora



Un giorno, io, la mia famiglia, con gli zii e i miei cugini, siamo andati a Piancavallo. La mattina abbiamo preso a noleggio gli slittini: ci siamo divertiti tanto a giocare con la neve. 
Abbiamo pranzato in ristorante e dopo abbiamo fatto una battaglia a palle di neve adulti contro ragazzi: abbiamo vinto noi! 
I grandi a questo punto sarebbero voluti ritornare a casa, ma noi abbiamo così tanto insistito che alla fine siamo rimasti ancora un po' a giocare con la neve e gli slittini, anche se era un po' tardi. La mamma ha anche fatto dei video di quei momenti: il cielo era molto bello perché il sole stava tramontando e con il riflesso della neve, dava un senso di tranquillità.
Sharon



Lo scorso 17 agosto, io, insieme alla mia mamma,  a mia sorella Beatrice e alle mie cagnoline Beba, Belle e Scricciola, abbiamo visitato il lago di Santa Croce, che si trova in provincia di Belluno, al confine con la provincia di Treviso.
Durante il viaggio mia sorella si è addormentata, ascoltando musica con le cuffie.
La prima cosa che abbiamo fatto, dopo aver parcheggiato, è stata dar da bere alle cagnoline.
Ognuno di noi ha preso il proprio zaino e ci siamo recati a piedi al lago.
C'erano parecchie persone: chi prendeva il sole, chi giocava a palla, chi passeggiava , chi andava in bicicletta...
Ci siamo inoltrati nel bosco.
Camminavamo lentamente perché le nostre cagnoline annusavano dappertutto. La vegetazione si faceva sempre più fitta e c'era tanta tranquillità.
C'era ancora molto da camminare e molto da vedere, ma la stanchezza e la fame si facevano sentire, così abbiamo deciso di tornare indietro.
Ci siamo fermati in un bar con una meravigliosa vista sul lago. Abbiamo pranzato con delle piadine e per dolce abbiamo preso il gelato.
Una volta finito di mangiare, siamo tornati a casa.
Ero molto stanco ma allo stesso tempo felice, perché è stata veramente una bella giornata!
Riccardo



L’ultimo viaggio che ho fatto è stato in Sicilia  nel 2018. Io, i miei cugini, i miei zii e i miei nonni siamo partiti a metà agosto, dall'aeroporto di Treviso per andare a Messina, a casa di mio nonno. Appena arrivati, abbiamo sistemato i bagagli, poi siamo andati subito a “visitare” la casa ma soprattutto il paese. I giorni successivi siamo andati a vedere tutti quei posti che mio nonno diceva fossero bellissimi e che dovevamo assolutamente vedere. Siamo andati anche a trovare  i parenti che vivono lì e abbiamo fatto dei pranzi e delle cene tutti insieme. In paese, c’era festa tutte le sere, quindi io e i miei cugini andavamo in piazza. Una sera abbiamo conosciuto due nostri cugini che abitano là e da quel momento abbiamo legato moltissimo, tanto che un giorno sono venuti a casa nostra a giocare. I giorni seguenti siamo andati a Messina, a Catania e anche a vedere l’Etna (a circa 2000 metri di altezza). All'inizio di settembre siamo tornati a casa.
Quando sono tornata, ho continuato a raccontare la mia vacanza, per giorni, ai miei genitori.
Carolina

giovedì 12 marzo 2020

Letti per voi...


Emilio Lussu, nato nel 1890 ad Armungia in provincia di Cagliari, partecipò giovanissimo alla Grande Guerra. 
Scrisse Un anno sull'altopiano: un libro di memorie, senza una trama vera e propria, che racconta un insieme di fatti con protagonisti i soldati italiani sull'altopiano di Asiago.
L'autore descrive puntualmente la situazione dei soldati in trincea: le loro paure (anche nei "momenti di calma"), le loro idee su quale fosse il modo migliore di morire in guerra...
In alcune parti si avverte l'angoscia delle ore prima di un assalto, che i soldati respiravano anche senza esserne informati. 
Uno dei momenti più drammatici del libro è quando i soldati italiani, non essendo riusciti a crearsi una breccia nel filo spinato, tra i cavalli di Frisia, andarono comunque all'attacco sapendo di andare incontro alla morte. 
L'autore racconta, inoltre, che succedeva spesso che soldati dello stesso esercito si uccidessero tra loro a causa della poca precisione dell'artiglieria e dell'uomo. Diversi soldati, per giunta, cercavano di trovare degli stratagemmi per non essere messi in prima linea o addirittura per scappare.

Aurora



Il rinomato catalogo Walker & Dawn, dello scrittore Davide Morosinotto, è ambientato nel 1904 in America.
Il libro narra la storia di tre ragazzi che ordinano una rivoltella dal catalogo Walker & Dawn.
Una volta ricevuto il pacco, pagato con dei soldi trovati in un ruscello, si accorgono che quel pacco non è destinato loro: al suo interno c'è un orologio da taschino rotto.
I tre ragazzi decidono quindi di partire per un viaggio alla volta di Chicago, per riconsegnarlo al legittimo proprietario, sperando di ricevere in cambio una ricompensa. Il viaggio è molto lungo e pieno di avventure e disavventure, come il ritrovarsi in mezzo ad una lite tra criminali in un saloon oppure sfuggire da un controllore per prendere un treno clandestinamente.
Alla fine del viaggio i ragazzi riescono nel loro intento ma…

Il libro si comprende bene solamente se si riesce ad entrare nel mondo di più di cent'anni quando un dollaro valeva molto e i ragazzi erano più liberi e autonomi.

A me è piaciuto molto questo libro per i temi trattati e perché è molto avventuroso. Lo consiglio! 

Gianmaria



Piccole donne parla della vita di quattro sorelle, Jo, Amy, Beth, Meg, mentre il padre è partito per il fronte durante la Guerra di secessione americana e la madre continua a lavorare per "tirare avanti" la famiglia.
Le sorelle hanno quattro caratteri e passioni diverse: tra loro c'è chi ama la musica, chi la scrittura e la lettura, chi il cucito, chi la natura.
Grazie al loro ricchissimo amico Laurie, le ragazze, nonostante la situazione, non se la passano male: vanno a  feste, a fare giri in barca e inventano spesso nuovi e divertenti giochi.
A Laurie Laurence piace stare con le sorelle March, senza di loro si sente triste...
Questo libro è molto bello, appassionante e ricco di colpi di scena.

Valentina


Non è successo niente, di Antonio Skármeta, parla di un quattordicenne di nome Lucio, che con la sua famiglia, nel 1973, scappa dal Cile, per motivi politici, e arriva a Milano.
Lucio inizia a frequentare la scuola italiana, impara la lingua giocando a calcio e fa amicizia con due ragazzi greci di nome Omero e Socrate, anche loro emigrati in Italia per questioni politiche. Quest’ultimi, nel 1974 ritornano in Grecia con la loro famiglia, lasciando Lucio molto triste.
Lucio comincia ad interessarsi a Francesca, una sua compagna di classe, ma non viene ricambiato. Poi si innamora Patrizia.
Una sera Lucio e Patrizia escono, vanno in giro per Milano. Tutto sta procedendo bene, poi però incontrano un ragazzo che voleva stare con Patrizia, scoppia una lite e...

Giosuè




La prima indagine di Theodore Boone è stato scritto dal famosissimo maestro del legal thriller John Grisham.
Il romanzo racconta la storia di un ragazzo di tredici anni, Theo, che vorrebbe fare l'avvocato come i suoi genitori.
Un giorno, la classe di Theo, accompagnata dal professor Mount, assiste al processo per l'omicidio della signora Duffy: l'imputato è il marito della vittima.
Grazie a "un giro strano", Theo scoprirà la verità su questo assassinio.

Lodovico




Questo libro parla di una ragazza, Ginny Christianson  che, dopo essersi trasferita con la sua famiglia in una cittadina americana, arriva in una nuova scuola.
In questa scuola c'è un ragazzo di nome Smitty Tibbs che viene chiamato "l'Alieno”, perché non parla mai e non vuole essere toccato. Lui sembra "essere assente", anche se, in realtà non è così: è un genio!
Ginny fa amicizia con Caulder Pretiger, un ragazzo che vive vicino a lei.
Quest'ultimo difende sempre Smitty da quando, un giorno, dei ragazzi lo avevano preso di mira e lo avevano gettato a terra.
Anche Ginny inizia ad interessarsi all'“Alieno” e piano piano inizia a conoscerlo, andando in giro con lui, facendosi aiutare con i compiti e passando del tempo con lui e Caulder, ovviamente sempre senza parlare, senza toccarlo e senza capire le sue emozioni.
La ragazza dopo un po' capisce che il motivo per cui si è interessata così tanto a Smitty non è solo pura curiosità, capisce che in fondo c'è qualcosa di più...
Ginny inizia anche a conoscere il passato di Smitty: un passato difficile che ancora brucia, dietro quel bel viso senza emozione e senza espressione!
La ragazza cercherà di capire qual sia il motivo per cui Smitty Tibbs  è un "alieno".
Quale sarà la vera ragione per cui un ragazzo, del tutto sano fisicamente e con un cervello che funziona perfettamente, si è rinchiuso in se stesso da così tanti anni e in modo così drastico?

Irene



In un piccolo paesino dell’Olanda, in mezzo ad un bosco, lontani dalla città, in una piccola casetta, abitavano i Brinker: una famiglia molto povera.
In questa famiglia c'erano due fratelli: Hans, un ragazzo di quindici anni molto intelligente e di buon cuore, e Gretel, sua sorella di dodici anni molto gentile e umile.
La loro madre doveva lavorare tantissimo per poter mandare avanti la famiglia: suo marito aveva perso il senno. Prima di questo tragico evento, lui faceva il guardiano di dighe, quindi guadagnava molto ma nascose i soldi e nessuno li trovò più.
Un bel giorno d’inverno Hans e Gretel vennero a conoscenza di una gara di pattinaggio, grazie a una loro "nuova amica”, Hilda.
Hilda era una ragazza molto gentile con loro, nonostante fosse ricca. Lei regalò dei pattini ad Hans per partecipare alla gara, il cui premio sarebbero stati dei bellissimi pattini d’argento che lui voleva vincere per la sua amata sorella. .
Arriva il giorno della gara: Hans voleva assolutamente vincere ma le condizioni di salute del padre stavano peggiorando e c'era bisogno della sua presenza...

Gioia




Viaggio al centro della Terra è un romanzo fantascientifico, di avventura scritto da Jules Verne nel 1864.
Questo libro parla di un professore di Amburgo, Otto Lidenbrock, e di suo nipote Axel che partono per un'avventura folle: un viaggio verso il centro della Terra, entrando dalla bocca del vulcano Sneffels, che si trova in Islanda.
L’idea di quest'avventura nasce dal ritrovamento, all'interno di un vecchio libro, di una pergamena scritta in runico probabilmente dallo scienziato Arne Saknussemm.
All'inizio i due non riescono a decifrarla, ma una volta trovata “la chiave”, partono per un’avventura estrema.
Questo libro è molto bello perché vi si alternano molte emozioni: speranza, timore, coraggio...

Carolina




Il libro che ho letto si intitola Non dirmi che hai paura, ed è stato scritto da Giuseppe Catozzella.
Questo romanzo è, perlopiù, ambientato a Mogadiscio, in Somalia, in tempi recenti, e racconta la storia vera di una bambina, il cui nome è Samia, che ha la corsa nel sangue, e il grande sogno di partecipare come velocista alle Olimpiadi.
Durante il suo duro e complicato percorso per diventare un’atleta Samia dovrà affrontare diversi ostacoli come la guerra, la discriminazione religiosa e di genere e la perdita delle persone a lei più care.
Samia è una vera e propria eroina perché affronta con coraggio le sfide che le si presentano davanti, sostenuta dal desiderio di emancipare non solo se stessa ma tutte le donne somale.

Catozzella è riuscito, attraverso il suo romanzo-testimonianza, a emozionarmi, dandomi anche una bella lezione di vita: non smettere mai di credere nei propri sogni e nelle proprie capacità, non mollare di fronte alle prime difficoltà ma perseguire sempre l’obiettivo che ci siamo prefissi.

Silvia



All'ombra del lungo camino è un libro scritto da Andrea Molesini, che racconta l'amicizia tra due ragazzi, uno ebreo e l'altro zingaro, all'interno di un lager nazista.
Ai due amici viene ordinato di costruire un forno crematorio.
I ragazzi capiscono allora le vere intenzioni dei nazisti, decidono così, con l'aiuto di due fantasmi e una puzzola, di progettare la fuga...
Questo libro è ispirante: fa capire che anche nei momenti più bui non bisogna perdere la speranza, altrimenti tutto è finito!
La storia è toccante, è piena di colpi di scena, ed esalta, con un linguaggio semplice, il potere salvifico della fantasia.

Tommaso




L'ultimo libro che ho letto si intitola La bambina dal nastro rosso, ed è stato scritto da Stella Nosella, scrittrice di libri per ragazzi.
Il libro narra la storia vera di una bambina di nome Antonia, la nonna dell'autrice, che aiuta la sorella maggiore, Maria, a sposarsi di nascosto, durante la seconda guerra mondiale.
La storia è ambientata a Portogruaro, dove Antonia vive con la sua famiglia.
Spesso la bambina si trova di nascosto in soffitta con il suo amico Giovanni per cucire l'abito da sposa della sorella. Quando la nonna li scopre, punisce Antonia lasciandola senza cena...
La bambina, un giorno, tornata da scuola scopre che suo papà e suo nonno sono stati portati via dai fascisti: li hanno portati a lavorare alla Risiera di San Sabba a Trieste.
Dopo la deportazione dei due capofamiglia la vita in casa di Antonia diventa ancora più dura...

Lorenzo





Una banda senza nome è ambientato sulla sponda lombarda del Lago Maggiore.
Dei ragazzi formano una banda, nei loro giochi, prima cercano di affondare un' immaginaria nave dei pirati, poi fanno la guerra con una banda rivale...
Ma nel settembre 1944 in paese arrivano delle truppe tedesche che si preparano ad attaccare i partigiani.
I ragazzi osservano le operazioni fino a quando non incontrano un partigiano ferito che chiede loro di aiutarlo...

Sara


Questo romanzo parla di un criminale Mr. Hyde che ha come migliore amico il Dottor Jekyll.
L'avvocato di quest'ultimo Mr. Utterson, trova strana questa amicizia, così incomincia a indagare, mettendo in guardia il Dottor Jekyll da Hyde, in quanto pensa che quest'ultimo lo stia raggirando.
Ogni volta che Utterson fa domande su Hyde, il dottore si fa misterioso....
L'avvocato comunque non molla: vuole capire cosa lega realmente i due uomini.

Mohamed

lunedì 9 marzo 2020

Italo Svevo e "La coscienza di Zeno"

Hector Schmitz nasce, nel 1861, a Trieste, quando la città fa parte ancora dell'Impero austo-ungarico. Di padre austriaco e madre italiana, lo scrittore sceglie lo pseudonimo di Italo Svevo, che sintetizza la sua doppia identità culturale. Affacciata sull'Europa, crocevia di lingue e culture diverse, Trieste è una città di confine viva e aperta alle più moderne tendenze letterarie, filosofiche e scientifiche. Svevo, dopo aver studiato in Germania, torna a Trieste dove trova impiego in banca ma, al tempo stesso, inizia a frequentare scrittori italiani ed europei e si interessa alle teorie di Sigmund Freud, padre della psicanalisi. Nello stesso periodo, Svevo inizia a scrivere, ma i primi insuccessi e la necessità di dedicarsi all'azienda del suocero, che dopo il matrimonio gli è stata affidata, lo allontanano per lungo tempo dalla letteratura. 
Il successo per Svevo arriva tardi, nel 1923, quando ha più di sessant'anni, grazie a quello che ancora oggi è considerato il suo romanzo più riuscito, La coscienza di Zeno: racconto autobiografico in cui il protagonista, Zeno Cosini, su consiglio dello psicanalista, scava dentro di sé, dando libero corso al fluire dei suoi ricordi, per capire le cause del suo disagio esistenziale. 
Cinque anni dopo, nel 1928, Svevo muore in un incidente d'auto.



La coscienza di Zeno viene accolto dai contemporanei come un romanzo molto innovativo, sia per la struttura che per i contenuti:
-la storia non viene raccontata cronologicamente, dall'inizio alla fine, ma secondo l'ordine in cui i ricordi si presentano alla mente del protagonista;
-il racconto prosegue per episodi, immagini che si presentano alla mente del narratore come "flusso di coscienza" cioè una libera esposizione dei pensieri, così come compaiono nella mente.

sabato 7 marzo 2020

Il poema della favolosa avventura: l'Odissea

Mentre l'Iliade è il poema dell'eroismo guerriero, l'Odissea è il poema della favolosa avventura. Se l'Iliade infatti è tutta risonante di battaglie e di armi ed è pervasa da un'atmosfera di tensione, di odio, di ferocia, l'Odissea ci trasporta nel regno della fantasia, del meraviglioso, dove l'elemento magico assume un ruolo determinante.
L'Odissea narra l'avventuroso e difficile viaggio di ritorno in patria di Odisseo (Ulisse), dopo la distruzione di Troia.
Forte e coraggioso, abile guerriero, Ulisse è soprattutto uomo ingegnoso, calmo e riflessivo, tenace e astuto. E' l'eroe della saggezza è dell'intelligenza. Dominato da un profondo desiderio di conoscenza, egli vuole apprendere, ha sete di avventura e una forte attrazione per il mistero, l'ignoto.
Ulisse è, però, anche l'eroe umano per eccellenza: prova passioni e sentimenti comuni. Sempre presenti in lui sono la nostalgia per la patria e l'amore per la famiglia.


La guerra di Troia è finita ormai da dieci anni, ma Ulisse non è ancora tornato in patria. Nella sua reggia a Itaca i Proci spadroneggiano e insistono affinché Penelope, la moglie di Ulisse, scelga uno di loro come sposo.Telemaco, suo figlio, allora decide di partire alla ricerca del padre. 
Si reca a Pilo da Nestore e a Sparta da Menelao, dal quale apprende che Ulisse è vivo, trattenuto nell'isola di Ogigia dalla ninfa Calipso... 

Poesia: i calligrammi


I calligrammi sono una forma di poesia suggestiva: intende richiamare analogicamente, con la disposizione delle parole, l'oggetto di cui si parla.
I poeti hanno sempre deprecato l'incolmabile lacuna che esiste tra il segno (l'alfabeto, la lingua) e la cosa, e hanno spesso tentato d'inventarsi una scrittura analogica, cioè somigliante alle cose descritte e evocate.
Ecco ad esempio un calligramma pubblicato nel 1913, dall'autore francese Guillaume Apollinaire.


VERSI PER LOU

Riconosciti
Questa adorabile persona sei tu
Sotto il grande cappello da canottiere
Occhio
Naso
La bocca
Ecco l’ovale del tuo viso
Il tuo collo bellissimo
Ecco infine l’immagine non completa del tuo busto adorato visto come attraverso una nuvola
Un po’ più basso è il tuo cuore che batte


"Un calligramma è dunque una poesia scritta non linearmente, riga dopo riga, in modo da formare il solito quasi rettangolo di testo sulla pagina, bensì tale che le parole disegnino l'immagine di qualcosa di cui si parla. Se la poesia è sulla pioggia, le parole possono cadere, una lettera dopo l'altra. Se parla d'amore possono essere disposte in modo da formare un cuore... La cosa più importante da capire è che le parole della poesia non devono essere solo la descrizione della forma che costruiscono, devono invece esprimere un sentimento o un'emozione in qualche modo associabili alla forma disegnata. 
Se i calligrammi non riguardano emozioni tendono a essere meccanici e insipidi."
(da Desideri, sogni, bugie di Kenneth Koch)

Contro Omero...

Ecco qualche antica lamentela ispirata all'esempio di B. Placido.



Caro Omero, 
qui è Achille che ti scrive una lettera di protesta per il tuo racconto L'Iliade. 
Le falsità che tu hai scritto sono inaudite, per esempio tu hai detto che sono morto, ma se ti sto scrivendo vuol dire che non è così, oppure hai raccontato che Agamennone mi ha sempre trattato male anche se io e lui siamo grandi amici. 
Patroclo non è mai morto e io non ho mai partecipato a quella guerra, ho solo prestato l'armatura a Patroclo. 
Briseide non è mai esistita e Agamennone ha accettato il  riscatto di Crise. 
Paride non ha mai rapito Elena e Priamo non è mai stato re di Troia... Quella guerra è scoppiata solo a causa di una tassa sullo Stretto dei Dardanelli.
Mi sa che questa volta Calliope non ti ha aiutato Omero!
Con astio
Achille

Carissimo Omero,
chi ti scrive è il valoroso eroe Achille. Ho deciso di scriverti per lamentarmi del mio personaggio: capisco il dover essere forte e valoroso in battaglia, ma un po' più di tranquillità io me la meritavo!
A dire la verità io mi accontentavo di esserci nella tua opera, anche solo come venditore pelli al mercato, ma tu mi hai obbligato a lottare e combattere per andare a riprendere quella Elena fuggita, da Sparta, con il suo amante, poi  mi hai fatto litigare con Agamennone che si è preso la mia Briseide e, quando per questo non volevo più andare in battaglia, hai fatto morire il mio amico Patroclo, che è morto indossando la mia armatura... obbligandomi così a ritornare a fare la guerra per vendicarlo.
Tutto questo non mi è proprio andato giù e te lo dovevo dire.
Con rispetto
Achille



Signor Omero, sono Menelao, re di Sparta.
Le scrivo per avere alcuni chiarimenti in merito al mio ruolo nel suo noto poema l'Iliade.
Ospitai Paride, principe di Troia, nella mia città. Lui si innamorò di mia moglie Elena, alla quale Lei ha voluto assegnare il titolo di donna più bella del mondo...e come darLe torto!
Mia moglie e Paride fuggirono a Troia insieme e io, aiutato da mio fratello Agamennone, non ebbi altra scelta: gli dichiarai guerra.
Mi trovai a duellare con Paride: il vincitore si sarebbe tenuto Elena. Per avere la meglio chiesi aiuto a Zeus, ma lui non mi aiutò. Ero impotente, avevo capito che con l'aiuto degli dèi Paride avrebbe vinto, ma combattei lo stesso perché io rivolevo la mia regina.
Poi arrivò Afrodite che avvolse Paride in una fitta nebbia, traendolo in salvo.
Io non avevo fatto nulla di male, avevo onorato il sacro valore dell'ospitalità, accogliendo Paride, lui mi aveva disonorato, ma fu comunque aiutato dagli dèi!
Con rabbia
Menelao




Egregio Signor Omero,
mi presento: il mio nome è Paride, figlio di Priamo re di Troia ed Ecuba. 
Le scrivo per protestare per come mi ha descritto nell'Iliade. 
Sono arrabbiato e deluso perché mi ha fatto apparire come un guerriero di scarso valore, mentre altri personaggi risultano essere degli eroi! Anch'io volevo essere un eroe. E' vero che io ho ucciso il valoroso Achille ma l'aiuto di Apollo; lei avrebbe potuto farmelo uccidere senza nessun aiuto, solo con le mie virtù di guerriero, così anch'io sarei stato un eroe.
Come ha scelto chi doveva essere un eroe e chi no? Chi doveva morire e chi no?
Nell'attesa delle sue risposte, Le porgo (nonostante tutto) i miei più cordiali saluti.
Paride


Illustrissimo Signor Omero,
questa lettera di proteste e di chiarimenti è stata scritta dal sottoscritto Achille.
Prima domanda: perché quando sono nato mia mamma Teti  mi ha preso per il tallone, invece di immergermi interamente nel fiume Stige? Mi sarei evitato tanto dolore per nulla.
Seconda domanda: perché il mio migliore amico Patroclo è dovuto morire invano con la mia armatura indosso? Per fortuna sono riuscito, almeno, a vendicarlo, uccidendo Ettore e trascinandolo con il mio cocchio.
Terza domanda: perché non potevo essere un normale cittadino con una casa, una famiglia e un lavoro?
Sono davvero molto arrabbiato con Lei Omero, per come mi ha trattato nell'Iliade e pretendo che cambi la storia altrimenti invocherò contro di Lei l'ira di Zeus, Afrodite e Apollo.
Saluti
Achille



Illustrissimo Signor Omero, 
chi Le scrive è Paride (o Alessandro), "rapitore" di Elena di Sparta.
La mia sparizione nel duello contro Menelao non è stata degna di un guerriero. 
Si ricordi che l'amore è più forte di tutto.
Afrodite è stata gentilissima nei miei confronti, ma sono sicuro che anche se lei non mi avesse aiutato, sarei comunque arrivato a "vincere" Elena, grazie all'amore che provavo per lei.
Non si può giudicare una persona per qualcosa che non ha portato a termine per colpa o volere di qualcun altro. Sono stato portato via senza avere la possibilità di mostrare il mio valore e i miei sentimenti... forse Lei avrebbe potuto lasciare che vincessi solo con le mie forze!
Paride



Illustrissimo Omero, 
io sottoscritto Paride, principe di Troia, figlio di Priamo e Ecuba, "rapitore" di Elena, Le scrivo per lamentarmi.
Protesto perché non sono stato descritto come un valoroso guerriero: essendo un principe avrei dovuto esserlo!
Nel combattimento con Menelao ho rischiato addirittura la morte perché lui mi stava strangolando con il sottogola... per fortuna mi ha salvato Afrodite che ha spezzato la cinghia liberandomi dall'elmo  e avvolgendomi in una fitta nebbia mi ha portato nella stanza da letto di Elena.
Io volevo essere più forte di così, più valoroso, non volevo essere salvato da Afrodite.
Spero che per i prossimi racconti ne tenga conto.
Paride, principe di Troia




Egregio Omero, 
io, Ettore, figlio di Priamo ed Ecuba, marito di Andromaca, padre di Astianatte, sono sempre stato pieno di coraggio per la mia famiglia e per la mia patria, ma purtroppo sono comunque stato ucciso da Achille, che per vendicare Patroclo ha legato il mio corpo al suo cocchio, deturpandolo nella polvere. 
Dopo dodici giorni ha poi deciso di rendere il mio cadavere alla mia famiglia... se devo essere sincero avrei preferito non lo facesse. 
La mia morte ha causato dolore nella mia famiglia, in tutti i Troiani, ma anche in me: pensavo di valere più di Achille.
Dunque Omero, spero che la prossima volta Lei racconti una storia diversa.
Grazie per l'attenzione
Ettore



Illustrissimo Signor Omero, 
io sottoscritto Achille, valoroso guerriero Acheo, mi sono trovato, ingiustamente, più volte a dover affrontare delle situazioni difficili.
So per certo che ai lettori è piaciuto molto il suo poema, ma non ho trovato corretto il fatto che io abbia dovuto pagare le conseguenze di sbagli altrui, come per esempio quando Agamennone ha causato la peste per non aver liberato Criseide, chiedendomi poi in cambio Briseide... per questo avevo scioperato abbandonando la guerra!
Scusi se mi sono permesso quest'osservazione, ma ci tenevo a farLe sapere come io abbia vissuto tutto questo come un'ingiustizia.
Spero non si sia offeso, rispettosamente
Achille



Caro Omero,
io Eris, protesto per il mio ruolo di dea della discordia: non vengo mai invitata nelle occasioni speciali e questo mi ferisce. 
Questo ruolo non mi si addice per niente, avrei preferito essere la dea dell'amore oppure quella della sapienza, ma non quella della discordia che porta solo odio e guerra.
Se il ruolo di "dea della discordia" non fosse esistito, sarei stata invitata al matrimonio di Peleo e Teti, non avrei creato la mela d'oro, non avrei messo Atena, Afrodite e Era una contro l'altra, Paride non avrebbe scelto Afrodite (solo per la ricompensa di avere l'amore di Elena), Elena non sarebbe fuggita da Sparta, insomma non ci sarebbe stata la guerra di Troia!
Visto che Lei è l'autore del poema, spero rifletta sulla mia lamentela, cambi il mio ruolo e di conseguenza tutta la storia.
Aspetto con ansia la sua risposta.

Eris, la dea della discordia


Egregio Omero,
ho visto quello che ha scritto su di me nell'Iliade e devo dirLe che molte cose che ha raccontato sono false, ad esempio Lei ha detto che Paride rapì Elena e che Agamennone si rifiutò di ritornare Criseide al padre... TUTTO FALSO!
Forse è vero però che Agamennone si è comportato male con me per la questione di Briseide: io che sono molto geloso, sono diventato un po' sospettoso nei loro confronti.
Volevo lamentarmi con Lei, soprattutto per questa mia storia personale: per colpa sua, infatti, ho litigato con Agamennone e anche con la mia amata Briseide.
Saluti 
Achille


Caro Omero, 
io, Achille, semidio, nato in Grecia non volevo morire come ha raccontato Lei nell'Iliade.
Io vivevo normalmente, quando un giorno, Agamennone, fratello di Menelao re di Sparta, mi chiamò per andare in guerra contro Troia: la moglie di Menelao era stata rapita da Paride, principe di Troia.
Tutti gli Achei partirono e assediarono Troia. Ma poi scoppiò un'epidemia di peste nel nostro campo, mandata da Apollo, perché Agamennone non aveva voluto restituire Criseide, figlia di un sacerdote di Febo, al padre. Alla fine Agamennone decise di restituirgliela, per far finire la peste, ma solo alla condizione che io gli cedessi Briseide. Io accettai, per il bene dei miei compagni, ma giurai di non fare più la guerra. E così feci, quando però il mio migliore amico Patroclo venne ucciso da Ettore di Troia, ritornai in guerra e lo vendicai... poi mi arrivò una freccia sul tallone, scagliata da Paride e morii.
Omero, io volevo chiederLe di cambiare questa parte: voglio morire in modo valoroso, non in un modo così poco degno di un eroe.
Grazie per l'attenzione, a presto
Achille


Egregio Omero,
ero orgoglioso di aver accettato di essere uno dei protagonisti della sua Iliade, ma poi qualcosa è andato storto: Lei ha scritto delle cose non vere, cambiando completamente la storia!
1. Paride non rapì Elena di Sparta; la guerra con Troia scoppiò a causa di una tassa imposta, dai troiani, ai greci che volevano passare lo stretto dei Dardanelli.
2. Non è vero che Agamennone mi trattò male, in realtà lui ed io siamo sempre stati grandi amici
3. Agamennone restituì immediatamente Criseide al padre, quando lui gliela chiese gentilmente indietro.
4. Io non ho mai partecipato alla guerra e dunque non sono mai morto in battaglia;
5. nemmeno Patroclo, che invece ha partecipato alla guerra, con la mia armatura, è morto.
Sono davvero arrabbiato e non vorrei più comparire in una storia così fasulla.
Con amarezza
Achille


Illustrissimo Signor Omero, 
sono Andromaca, moglie di Ettore, madre di Astianatte, e Le scrivo per lamentarmi con Lei.
Mio marito è dovuto, andare in guerra contro gli Achei, fino alla fine. 
E' stato molto dura salutarsi, sulle mura di Troia... c'è stato un momento di grande tenerezza, quando Ettore non è stato riconosciuto, a causa dell'elmo, dal piccolo Astianatte, che si è messo a piangere: lo ha abbracciato solo quando si è tolto il cimiero. 
In quel momento ho provato un dolore fortissimo, perché ho pensato che quella, probabilmente, sarebbe stata l'ultima volta che saremmo stati insieme.
Ettore, a quel punto, mi disse "ognuno ha il proprio destino e nessuno può cambiarlo" e poi se ne andò.
Lei Omero, non poteva cambiare la nostra sorte? Non poteva far ritornare Ettore sui suoi passi? O almeno non poteva farlo sopravvivere, così che potesse stare con me e Astianatte?
La vita era già stata tanto ingiusta con me...
Con dolore 
Andromaca

martedì 3 marzo 2020

Ludovico Ariosto e il genere cavalleresco


Ludovico Ariosto nasce, nel 1474, a Reggio Emilia. Suo padre, comandante della guarnigione locale, riesce a introdurlo alla corte della famiglia d'Este, dove ha la possibilità di frequentare artisti e intellettuali e coltivare la sua passione per la letteratura. Alla morte del padre, Ludovico entra al servizio del cardinale Ippolito d'Este, a Ferrara, e gli vengono assegnati delicati incarichi diplomatici. Nominato governatore della Garfagnana, una zona particolarmente turbolenta della Toscana, a causa delle scorribande di predoni e banditi, Ariosto si rivela un abile amministratore, riuscendo a portare ordine nella regione, e nello stesso tempo si dedica alla stesura della sua opera più famosa: l'Orlando Furioso. Nel 1525 viene chiamato a corte con il compito di organizzare la vita culturale di Ferrara e lavora, fino all'anno della sua morte, il 1523, alla revisione del suo capolavoro.


Ariosto è considerato un grande innovatore del genere cavalleresco, in quanto:
- le avventure dei vari e numerosi personaggi sono raccontate con distacco e ironia con lo scopo di allietare e divertire il pubblico delle corti;
-il poeta non è interessato ad esaltare gli ideali, le virtù e l'eroismo dei cavalieri e delle dame, ma vuole semplicemente raccontare una storia meravigliosa, capace di stupire e appassionare i lettori;
-tutti i personaggi vengono rappresentati nella loro dimensione umana, con i loro vizi, le loro virtù e tutta la gamma dei loro sentimenti: amore, gelosia, rabbia, viltà, coraggio, delusione;
-nel narrare la storia di Orlando, Ariosto mescola sapientemente momenti tragici, comici, commoventi, avventurosi.

Gabriele D'Annunzio (Pescara, 12 marzo 1863 – Gardone Riviera, I marzo 1938)


La vita di questo scrittore è un susseguirsi di colpi di scena e di scandali, spesso alimentati dallo stesso D'Annunzio per celebrare la propria fama e per aderire all'ideale di superuomo. Il suo rapporto con Mussolini è singolare e contraddittorio: se da un lato lo scrittore è vicino al fascismo e alla sua ideologia, dall'altro non vi aderisce mai completamente. D'Annunzio pubblicizza anche i suoi amori e le sue spese folli in seguito alle quali, è costretto, nel 1910, a rifugiarsi in Francia per sfuggire ai creditori. Nel 1915 conduce un'intensa campagna interventista a favore dell'entrata in guerra dell'Italia. Nel corso della guerra, cui partecipa come volontario, si lancia in imprese spericolate, come quando a bordo di una aeroplano sorvola Vienna nel 1918 per far cadere sulla città dei volantini tricolori in segno di provocazione. Nel 1919, dopo la fine della guerra, organizza una spedizione di volontari per occupare la città di Fiume, che le potenze Alleate vincitrici non avevano assegnato all'Italia ma alla Jugoslavia. La missione riesce, ma il governo italiano gli intima di abbandonare la città e tornare in patria. Costretto a rinunciare all'impresa, D'Annunzio si ritira nella sua villa sul Garda, detta poi il Vittoriale degli Italiani.



La poetica
Vita e arte sono profondamente collegate in D'Annunzio. Come la sua esistenza, anche le sue opere sono ispirate:
-alla ricerca della bellezza (estetismo) attraverso la scelta di parole raffinate, l'uso di uno stile ricercato e la descrizione di ambienti eleganti e aristocratici;
-all'ideale del superuomo, con la creazione dei personaggi che appaiono superiori alla massa, per nobiltà, sensibilità, audacia;
-al sensualismo, inteso come attenzione ai sensi e a tutto ciò che può suscitare sensazioni di piacere, sia fisico che spirituale.

La fine dell'Iliade (canti XVI-XXIV)

Patroclo, il più caro amico di Achille, viste le difficoltà dei compagni, prega l'eroe di poter indossare le sue splendide armi: alla loro vista i Troiani terrorizzati senz'altro si ritireranno. Achille acconsente. Il successo dello stratagemma è immediato:  i Troiani, ingannati, fuggono e Patroclo semina paura e strage fra i nemici che lo credono Achille. Ettore però non fugge, gli si fa incontro e lo uccide.


Achille, appresa la notizia della morte di Patroclo, è assalito da un disperato dolore e giura di vendicarlo uccidendo Ettore. Si riconcilia con Agamennone che gli restituisce Briseide, indossa la nuova armatura preparatagli dal dio Efesto e si lancia nel campo di battaglia.
Subito la battaglia si trasforma in una sconfitta per i Troiani: Achille fa strage dei nemici e si avvicina sempre più alle mura di Troia. Quando Priamo si accorge che per i Troiani non c'è scampo, dà ordine di aprire le porte della città affinché i fuggiaschi possano salvarsi. Solo Ettore rimane fuori dalle mura e decide di affrontare Achille. 


Il duello si conclude con la morte di Ettore. Achille lega il cadavere al suo cocchio e lo trascina nella polvere attorno alle mura di Troia; ritorna poi alle navi e ordina grandi onori funebri per Patroclo. 


Dopo dodici giorni, impietosito da Priamo, il padre di Ettore, Achille permette di restituire ai Troiani il cadavere dell'eroe.


 Con i solenni funerali di Ettore si chiude il poema.

lunedì 2 marzo 2020

Anche i personaggi delle letteratura protestano...

I personaggi dei libri sono "figli" dell'autore, spesso però non sono felici di come vengono trattati, ecco perché a volte si lamentano, come fa Pinocchio che scrive al Tribunale dei minori...


Illustrissimo Signor Presidente, io sottoscritto Pinocchio, burattino (e tale voglio restare) nato a Roma (ma di babbo toscano) nel "Giornale per i bambini" il 7 luglio 1881, non voglio diventare "un ragazzino per bene" come tutti gli altri. Prima di tutto perché così voleva il mio babbo. Signorsì, il mio povero babbo Collodi, che mi ha inventato, smise subito di raccontare la mia storia: il 27 ottobre di quello stesso anno. Mi lasciò appeso all'albero dove mi avevano legato quei due malvagi che poi erano il Gatto e la Volpe.
Però è sempre meglio restare appeso ad un albero che diventare un ragazzino in questo mondo. E lì mi avrebbe lasciato legato il mio povero babbo, ma c'erano i lettori che protestavano, il Direttore del Giornale che insisteva. Così mi fece scender giù - ma solo dopo quattro mesi - e mi rimise in movimento, il 16 febbraio 1882. [...]
I lettori tanto fecero e tanto scrissero che il mio babbo [...] mi rimise per strada. [...]Finché come Dio volle, nella puntata finale del 25 gennaio 1883, mi ritrovai trasformato in un bel bambino, che io proprio non volevo.[...]
Rispettosamente
 Pinocchio

Questa lettera, ovviamente, non è stata scritta da Pinocchio ma è nata dalla fantasia di Beniamino Placido ed è comparsa sul quotidiano la Repubblica il 17 febbraio 1990.

Niccolò Machiavelli e "Il Principe"

Niccolò Machiavelli

Niccolò Machiavelli nasce nel 1469 a Firenze, dove intraprende la carriera diplomatica. 
Dopo la morte di Lorenzo Il Magnifico e in seguito alla discesa in Italia di Carlo VIII, Machiavelli diviene il giovane segretario della neonata Repubblica fiorentina e, in qualità di diplomatico, compie diversi viaggi e conosce molti potenti dell'epoca. 
Quando nel 1512 i Medici tornano a Firenze, Machiavelli viene costretto all'esilio, durante il quale si dedica alla composizione della sua opera più importante, Il Principe, un vero e proprio trattato di scienza politica in cui analizza quali devono essere le caratteristiche e le doti pratiche di un uomo di potere: realismo, furbizia e decisione.
 Nel 1514 Machiavelli ha il permesso di ritornare a Firenze, dove muore, nel 1527.

Lorenzo de' Medici, duca di Urbino


Il Principe
Il Principe è un trattato in 26 capitoli che Machiavelli dedica a Lorenzo de' Medici, duca di Urbino, con l'intento di offrirgli utili consigli per liberare l'Italia dagli invasori e riunirla sotto la sua guida. 
In uno dei brani più famosi, l'autore si chiede se sia meglio per un principe essere amato o temuto dai propri sudditi. Attraverso una serie di argomentazioni, Machiavelli afferma che gli uomini tendono a rispettare di più coloro di cui hanno timore che quelli che stimano e per cui provano rispetto e gratitudine. 
E' importante però che il principe stia ben attento a non far tramutare il timore dei sudditi in odio, in modo da non mettere il pericolo il suo potere. 
L'uomo è, per sua natura, avido, malvagio e opportunista, pronto a sostenere il governante che meglio fa i suoi interessi e non il più virtuoso. 
Allo stesso modo, chi detiene il potere non deve curarsi di essere buono o giusto, ma semplicemente di agire nel modo che gli permetta di raggiungere più facilmente i suoi scopi.

Giovanni Pascoli e il fanciullino


Giovanni Pascoli nasce a San Mauro di Romagna (oggi San Mauro Pascoli) in provincia di Forlì. Quarto di dieci figli, trascorre un'infanzia serena fino al 10 agosto 1867, giorno in cui il padre, Ruggiero Pascoli, viene assassinato con una fucilata mentre torna a casa. Le ragioni e gli autori del delitto, rievocato nella poesia X Agosto, sono rimasti per sempre sconosciuti. 
Pascoli, che all'epoca ha soltanto dodici anni, rimane profondamente traumatizzato da quest'evento che sconvolge la vita della sua famiglia, la quale attraversa prima una forte crisi economica, poi viene colpita da altri lutti e alla fine è costretta ad abbandonare la tanto amata residenza in campagna. Pascoli deve così lasciare il collegio presso Urbino dove aveva iniziato le scuole, ma riesce comunque a completare gli studi, fino a conseguire la laurea in lettere, che gli permette di diventare insegnante di latino e greco nei licei e poi professore universitario. Muore a Bologna nel 1912, dopo aver pubblicato diverse raccolte poetiche.


Il fanciullino
Il poeta, secondo Pascoli, è un fanciullino, un ragazzo che "rimane piccolo anche quando noi ingrossiamo", che "piange e ride senza un perché di cose che sfuggono ai nostri sensi ed alla nostra ragione", che "guarda tutte le cose con stupore e con meraviglia", che ha una sensibilità speciale che gli consente di trovare significati nascosti anche nelle cose più comuni. "Il poeta è colui che dice la parola che tutti avevano sulle labbra e che nessuno avrebbe detta".