domenica 6 dicembre 2015

Il test del Professor Grammaticus


Sei davvero sicuro di conoscere la tua lingua?
Fai il test del Professor Grammaticus e metti alla prova il tuo Italiano.

Queste frasi sono grammaticalmente giuste:
1
David Bowie ha un'occhio azzurro e uno marrone
VERO
FALSO
2
Ridi, ridi che la mamma ha fatto i gnocchi!
VERO
FALSO
3
La bicicletta è parcheggiata in parte alla casa
VERO
FALSO

Scegli l'opzione giusta:
4
Sono sicuro che
a. è così
b. sia così
c. sia stato così
5
Sono arrabbiato con Franca:
a. non le parlo più
b. non gli parlo più
c. non la parlo più
6
Questi sono i Signori Bianchi e
a. questo è suo figlio
b. questo è il loro figlio
c. questo è loro figlio

Completa gli spazi vuoti
  1. "Valigetta" è un nome alterato, un ________________, che deriva da "valigia".
  2. L'imperativo formale in realtà è___________________________presente.
  3. "Ottimo" è il ­____________________________________________ di buono.

Almost true: notizie "quasi vere"

Rocambolesca fuga di animali dallo zoo-safari di Budapest
Ieri mattina un gruppo di animali è scappato dallo zoo-safari di Budapest. A dare l'idea è stata Betta, la giraffa, stanca di esser derisa dai visitatori per la sua altezza e il suo lungo collo. La giraffa, si è caricata sul collo una scimmietta, un coccodrillo e una gallina tibetana, e ha afferrato al volo, con i suoi potenti denti, un drone di passaggio, scavalcando così il muro di cinta dello zoo. La scena è stata surreale. Una volta usciti dallo zoo, la giraffa si è sganciata e gli animali si sono dileguati. Si dice che stiano cercando di tornare, in incognito, nel loro paese d'origine.
Chi dovesse vederli è pregato di chiamare il 98776565900.
Bottosso Chiara IA
La protesta dei water
Ieri a mezzogiorno sulla spiaggia di Le Roca, in Cile, c'è stata una strana protesta. Gli ospiti della casa di riposo "anni ruggenti", stanchi di avere un solo servizio igienico per tutti i 50 utenti, hanno deciso di farsi sentire. Sono andati in un negozio di sanitari hanno comprato dei water e si sono schierati sulla battigia, fingendo di fare i loro bisogni, leggendo il giornale.
La casa di riposo si è immediatamente accordata con i dimostranti, per installare in ogni camera un bagno.
I media si sono divertiti un sacco a dare la notizia.
Paula Linga IA
Maria De Filippi sfigurata da un rito voodoo
Ieri sera alle 20.30, alla famosa conduttrice di "Amici" Maria de Filippi è successo qualcosa di molto strano: mentre era nel camerino degli studios di Canale 5, a Milano, che si stava preparando per lo show, la sua faccia ha cominciato a deformarsi.
La coraggiosa Maria ha comunque condotto il talent show, non perdendo mai il sorriso: un esempio di vera professionalità.
Causa della sciagura sembra esser stato un rito voodoo di un'altra grande presentatrice della rete televisiva, forse invidiosa del successo della De Filippi.
La Polizia sta indagando.
Giacomo Giro IA
Minion salta nel vuoto dal tetto del cinema
Ieri notte alle 23.30 un Minion si è lanciato dal tetto del Cinema, nella città di MySkyVideo, piombando addosso a uno sfortunato, turista americano cinquantenne, Peter Griffin.
Il gesto folle del Minion pare sia stato la conseguenza della birra, bevuta a cena, di nascosto dai suoi genitori.
L'impatto è stato forte, ma nessuno dei due ha subito gravi danni fisici, in quanto sono solo dei personaggi dei cartoon.
Lorenzo Salgarella IA

Jukebox: il mio nome è mai più

Nel 1999, Luciano Ligabue, Lorenzo Jovanotti e Piero Pelù scrissero e cantarono la canzone "Il mio nome è mai più", il cui ricavato venne devoluto a EMERGENCY. 

"Il mio nome è mai più" fu il singolo più venduto in Italia in quell'anno. 

Ascoltatela e guardate il video, cliccando sopra l'immagine qui sotto.



Ecco alcune nostre riflessioni, dopo l'ascolto di "il mio nome è mai più".

Ci sono moltissime guerre, in tante parti del mondo, e noi siamo lì seduti davanti al televisore che guardiamo queste persone soffrire e morire. 
Marella Fruttaldo IIIB

C'è chi dice che una guerra sia giusta...ma non esiste una guerra giusta.
Sofia Padovese IIIB

E' vero : "la pace e il dialogo sono l'unica vittoria"
Luna Comin IIIB

La guerra: lo sbaglio più grande dell'umanità.
Paolo Mattiuzzo IIIB

Emergency è un'organizzazione non governativa che aiuta le persone, nei paesi in guerra, dove una vittima su tre è un bambino... Dovremmo aiutarla.
Sara di Tota IIIB

"seguivo gli ordini che ricevevo": è  questo quello che fanno i soldati in guerra.
Carlo Vidotto IIIB

"mai più" la guerra.
Sara Xausa IIIB



I classici del doppio


Il sosia è un'opera letteraria di Fëdor Dostoevskij, pubblicata nel 1846.
Il protagonista è Jakov Petrovič Goljadkin, consigliere titolare. La storia comincia quando Jakov Petrovič Goljadkin viene cacciato da una festa, che ha luogo nel palazzo di Klara Olsuf'evna, la donna di cui è innamorato, figlia del suo superiore.
Quella sera, Jakov Petrovič Goljadkin incontra casualmente un uomo che gli assomiglia tantissimo: ha il suo stesso nome e ha vissuto la sua stessa vita. Il sosia, da allora, lo segue ovunque e si diverte a umiliare Jakov Petrovič Goljadkin nei momenti, per lui, più imbarazzanti.
Il sosia diventa così l'antagonista di Jakov Petrovič Goljadkin.
Il racconto termina con il protagonista che viene attirato con l'inganno ad una festa, dove  lo attende il medico Rutenspitz...chi è costui? che cosa vuole da Jakov Petrovič Goljadkin? 
Leggetelo! Il finale vi lascerà di stucco.

Marco Ridolfo, Marella Fruttaldo, Elia Brichese, Claudio Timis, Kledi Catto (IIIB)


Questo libro è stato scritto dallo scrittore scozzese Robert Louis Stevenson, nel 1886.
Una sera il signor Enfield e, suo cugino, l'avvocato Utterson assistettero ad un evento spiacevole: un signore scontrandosi con una bambina, invece di aiutarla ad alzarsi, la lasciò a terra ignorandola.
I due si accordarono, con l'appoggio della famiglia della bimba, per condurre delle ricerche su questo misterioso individuo. Utterson una volta tornato a casa, parlò del fatto con i suoi amici. Egli notò che il Dr Jekyll era indifferente alle sue parole.
Un anno dopo, si scoprì che, quel losco individuo,  il signor Hyde, aveva commesso l'omicidio di Danvers Carew. Utterson, in persona, ricevette una misteriosa lettera da uno sconosciuto. Egli decise di inviare la lettera ad un grafologo, e quest'ultimo dopo alcuni giorni morì in strane circostanze.
Una sera Utterson decise di andare a fare visita al suo amico Jekyll, ma il dottore aveva ordinato al suo maggiordomo di non lasciar passare nessuno.
Mentre i due chiacchieravano sorse l'inevitabile dubbio del perché il maggiordomo non dovesse assolutamente far passare nessuno.
Così Utterson trovò, comunque,  il modo di entrare in casa...

Dal Tin Letizia e Sarah Macchi (IIA)


“Il ritratto di Dorian Gray” è un romanzo dello scrittore irlandese, Oscar Wilde. È stato scritto intorno al 1890 e la prima edizione è uscita nel 1891. La lingua originale è l'inglese ed è ambientato in Inghilterra nel XIX secolo.
I personaggi sono: 
- Dorian Gray, un giovane ragazzo bello e innocente che seguirà una vita amorale per un desiderio;
- Lord Henry Wotton, amico di Dorian e diavolo tentatore;
- Basil Hallward, pittore, ispiratore e amico di Dorian;
- Sybil Vare, l'amore di Dorian.
È la storia di un giovane, Dorian Gray, che nello studio di Basil Hallward conosce Lord Henry Wotton che mentre chiacchiera con lui, lo ritrae e viene colpito dalla sua perfezione. Così decide di fare un patto con lui: sarà il suo ritratto ad invecchiare al posto suo. La magia si avvera. Dorian si gode la bella vita, conosce una ragazza, ma la loro storia finisce presto e la ragazza si uccide. Questo fatto lascia  in Dorian un segno profondo ed egli si abbandonerà a una vita dissoluta.
Il maledetto incantesimo è però destinato a rompersi... 

Sofia Padovese, Laura Valente, Sara Di Tota, Giacomo Lessi, Carlo Vidotto (IIIB)


"Il Visconte dimezzato" è un libro scritto da Italo Calvino, con un linguaggio semplice e moderno. 
Il libro è ambientato nella seconda parte del Seicento.
I protagonisti sono il Visconte Medardo di Terralba, il Gramo e il Buono (che sono le due parti del Visconte dimezzato), il nipote di Medardo, che è anche il narratore del racconto e Pamela, l'innamorata  del Visconte.
Il libro racconta che Medardo, durante una battaglia in Boemia, viene colpito da una  palla di cannone e da questa viene dimezzato. 
Viene poi ritrovata solo la metà cattiva del Visconte, che ritornata a Terralba, comincia a seminare terrore, uccidendo e imprigionando persone innocenti.
La parte buona ritorna a Terralba, dopo un bel po' di tempo. Nel frattempo il Gramo si è innamorato di Pamela...toccherà al dottor Trelawney cercare di "ricomporre" il Visconte

Paolo Mattiuzzo, Alessia Marino, Luna Comin, Nicolò Stoppa, Sara Xausa (IIIB)


Haiku: l'irripetibile istante


L'Haiku è una forma di poesia tradizionale del Giappone. Si tratta di una sorta di istantanea.
Eccone un esempio del maestro dell'haiku Matsuo Basho, del XVII secolo:

Vecchio stagno
salto e tonfo -
una rana.

L'haiku fissa un'emozione legata a una sensazione visiva, uditiva, olfattiva del mondo esterno.
Non si fotografa una cosa, ma un'atmosfera. Basho scrisse che per comporre un haiku occorre "dire semplicemente ciò che accade in quel luogo, in quel preciso momento".

Di seguito troverete alcuni haiku dei ragazzi di IA.


Neve bianca fredda,
Sole giallo caldo.
Matteo Ruggiero
Sulla montagna
nel ruscello:
salta un pesce.
Giacomo Giro



Rosse candele
luccicanti palline:
è finalmente Natale.
Chiara Botosso
Un albero, un bastoncino di zucchero,
un fiocco,
e i biscotti per Babbo Natale.
Lorenzo Salgarella
Due mani unite,
il mondo colorato:
la pace.
Chiara Marsonetto
Bianche,
sembrano panna:
le nuvole.
Sabrina Lazzarin
Un'esplosione di colori,
mille stelle:
l'infinito universo.
Selena Boeron






Passatempi e sport d'Europa

Dalla Francia
La Pétanque 
La Pétanque è uno sport, popolare francese, simile alle bocce. L'obiettivo del gioco è quello di segnare dei punti, piazzando la propria boccia più vicino al pallino, rispetto a quella dell'avversario.
Il gioco può essere praticato su qualsiasi terreno e in squadra.
A terra viene tracciato un cerchio (con un diametro tra i 35 e i 50 cm), all'interno del quale il giocatore deve lanciare le sue bocce.
La partita è vinta dalla squadra che fa per prima 13 punti.
La prima partita ufficiale ebbe luogo nel 1907, in Provenza.
Bugoev Anastasia, Bonato Giorgia, Liberale Mattia, Ripa Francesco (IIA)

Le Savate
Le Savate è uno sport tipico francese, conosciuto anche con il nome di boxe francese. Nasce  come tecnica di difesa personale, oggi è considerata un'arte marziale.
Questo sport è nato nel porto di Marsiglia, nella seconda metà dell'XVIII secolo, grazie ai marinai che importarono dall'Oriente delle mosse di arti marziali.
Il francese il termine savate significa ciabatta e e si riferisce alle "ciabatte" che i marinai francesi indossavano alla nascita di questo sport. Ancor oggi nel savate si devono usare scarpe senza tacco, con suola e punta rinforzate.
I colpi vengono sferrati con il collo e la punta del piede, con il tallone e con le mani. I colpi di braccia, però, valgono meno, nel punteggio.
Si può colpire l'avversario ovunque tranne che sulla nuca e sotto la cintura. Un arbitro attribuisce la validità dei punti.
I tiratori di savate sono equipaggiati con caschi, paradenti, guantoni, conchiglia e para-tibie.
Matteo Sammartino, Finotto Marco, Turchetto Davide, Roman Jacopo (IIA)

Dai Paesi Baschi

La Pelota Basca 
La Pelota è lo sport più diffuso nei Paesi Baschi. Questo gioco è nato nel XV secolo e deriva dalla Pallacorda.
Si gioca in due squadre, su un campo di cemento, lanciando la pelota (la palla) contro una parete, chiamata frontón .
Ne esistono diverse varianti in base a come viene lanciata la palla: a mano nuda, con la xare (un tipo di racchetta fatta a cucchiaio), con la chistera (una cesta di vimini a forma affusolata), con la pala (una racchetta fatta in legno).
I giocatori devono lanciare la pelota,  prima o dopo che ha toccato terra, contro il muro. Si fa punto quando il giocatore avversario perde il controllo della pelota.
Sarah Macchi, Elisa Ricca, Chiara Piovesan, Letizia Dal Tin (IIA)

Dal Portogallo

Jogo do Mahla è di origine portoghese e consiste nel gettare dischi metallici nella direzione di un perno, che è a pochi metri di distanza. Risale al 1500 e nella versione originale veniva praticato lanciando ferri di cavallo intorno ad un bastone.


Il Jogo do Pau (gioco del bastone) è un'arte marziale che si pratica con un bastone. Le sue origini sono medievali. Nasce come autodifesa, ma poi è diventata una competizione per la conquista di una dama.
Bugoev Anastasia, Bonato Giorgia, Liberale Mattia, Ripa Francesco (IIA)

...le risposte del test del Professor Grammaticus





Ogni risposta esatta vale un punto.
  1. FALSO (un' va solo davanti ai nomi femminili che iniziano per vocale)
  2. FALSO (con i nomi maschili che iniziano con gn, come gnocchi, l'articolo determinativo al singolare è lo e al plurale è gli)
  3. FALSO (in parte, con il significato di accanto esiste solo in Veneto, è un errore di "traduzione dal dialetto", in italiano l'espressione in parte significa parzialmente e non può essere usata per esprimere un luogo.
  4. a ("sono sicuro che è così" il modo della certezza è l'indicativo; il congiuntivo "sia"o "sia stato" esprime incertezza, quindi va inserito in una frase come "non sono sicuro che sia così")
  5. a ( a lui= gli; a lei= le)
  6. b (loro è l'unico aggettivo possessivo che prende l'articolo determinativo, anche con il nome delle persone della famiglia al singolare, contrariamente agli altri possessivi Es. Mio padre, tuo fratello, sua nonna, nostro zio, vostro cugino, il loro figlio)
  7. vezzeggiativo
  8. congiuntivo (va'! informale; vada! formale)
  9. superlativo assoluto



PUNTEGGIO
Da 0-3 punti
La tua conoscenza dell'Italiano è davvero scarsa...ma come fai a farti capire?
Da 4-6 punti
La tua conoscenza dell'Italiano è media: non c'è da stupirsi se, a volte, vieni frainteso!
Da 7-9 punti
La tua conoscenza dell'Italiano è buona, ciò non significa che tutto quello che dici sia sempre giusto.






mercoledì 18 novembre 2015

La Storia




Lunedì 9 novembre 2015, noi  ragazzi di 3A e 3B della scuola Fogazzaro di La Salute di Livenza, alle 10:30, siamo partiti per andare a visitare la mostra 1915-1918. Ricordi della Grande Guerra, nella Sala Consiliare, del Palazzo Municipale, a San Stino di Livenza. 
Una volta arrivati il maestro Luigi Perissinotto ci ha accolti e ha iniziato a spiegarci la situazione che c'era, nei nostri territori, al tempo della Prima Guerra Mondiale. 
L'Italia entrò nel conflitto nel 1915 (cento anni fa), vivendo questa guerra come fosse la quarta guerra d'indipendenza, per avere Trento e Trieste.
Il maestro Perissinotto ci ha raccontato la storia del sottotenente Luigi Martina, fratello del parroco di San Stino, che si arruolò a 18 anni e morì a soli 19 anni.
Due anni dopo l’inizio della guerra, il 24 ottobre 1917, nella 12° battaglia dell'Isonzo, ci fu la disfatta di Caporetto. Gli Italiani furono costretti a ritirarsi fino ai tre fiumi: il Tagliamento, la Livenza e il Piave. 
L'esercito italiano si spostò sul Tagliamento, dove fece saltare i ponti, per ritardare l’avanzata nemica, e i campanili, che potevano essere dei punti di vedetta.
Intanto i nemici avanzavano e il 6 novembre arrivarono a San Stino di Livenza.
Gli Austriaci rimasero a San Stino a lungo. Durante questo periodo vi furono bombardamenti tra loro e gli Italiani, che si trovavano sull'altra sponda della Livenza.
Superato il fiume si fermarono sul Piave, dove vi fu la battaglia decisiva. 
L’ultima battaglia avvenne a Vittorio Veneto, il 4 novembre 1918: gli Austriaci vennero definitivamente sconfitti e Trento e Trieste diventarono italiani. 
Il Piave da allora è diventato “Fiume sacro alla Patria”.
Per quanto riguarda La Salute, il maestro Perissinotto ci ha parlato anche di Romiati, che ha bonificato il nostro territorio, e del soldato De Carli.
Secondo noi è stata una mostra interessante, per le foto e gli oggetti esposti, ma soprattutto per i racconti del maestro Perissinotto.

Alessia Ruggiero IIIA e Alessia Marino IIIB

On the road


Ottobre: "All the world's futures" alla Biennale di Venezia
Martedì 20 ottobre, noi ragazzi di terza, siamo andati a visitare la Biennale di arte contemporanea "All the world's futures" a Venezia. L'autobus ci ha portati fino al Tronchetto, dove abbiamo preso il vaporetto per i Giardini di Sant'Elena.
Mentre la professoressa prendeva i biglietti, abbiamo fatto merenda e giocato con i piccioni.
Alle 10.00 siamo entrati ai Giardini e abbiamo conosciuto la nostra guida: Alessia.
Il primo padiglione che abbiamo visitato è stato quello centrale.
All'entrata del padiglione, sulla facciata di epoca fascista, sporgevano dei grandi e pesanti teli neri, che lasciavano intravedere la facciata originale del padiglione.
La prima opera che abbiamo visto è stato il muro occidentale di Fabio Mauri: un muro costruito con delle valigie di ebrei deportati, recuperate alla stazione di Milano. Da una parte il muro era piatto e dall'altro si notava la diversa profondità delle valigie: il nazismo "aveva uniformato" gli ebrei, mentre erano tutti persone diverse. Le valigie erano "povere" e questo ci ha fatto venire in mente l'attualità dell'immigrazione in Italia.
Poi abbiamo visto altre opere e siamo anche passati per un'arena, dove tutti i giorni si recitava qualcosa di diverso. Quel giorno un uomo e una donna stavano leggendo a turno Il Capitale di Marx.
La guida ci ha poi divisi in quattro gruppi.
Ogni gruppo doveva andare in un padiglione che gli era stato assegnato e cercare di rispondere alle domande che erano state poste da Alessia.
I nostri padiglioni erano quello della Corea, dell'Australia, della Francia e dell'Olanda.
Alla fine ogni gruppo ha fatto la guida, agli altri, nel "proprio" padiglione.
Quello dell'Australia aveva come titolo "The wrong way time". In questo padiglione ci hanno colpito delle sculture di pane sopra a degli atlanti aperti: sulla carta geografica del Mediterraneo, ad esempio, c'erano barche rovesciate, con i migranti in mare.
Nel padiglione della Corea proiettavano il video di una giornata-tipo di una ragazza che viveva in un mondo futuro, distrutto dall'inquinamento.
I padiglioni della Francia e dell'Olanda si concentravano sulla natura.
Poi abbiamo visitato in autonomia gli altri padiglioni.
Quello che è piaciuto a tutti è stato quello del Giappone: la stanza era attraversata da tantissimi fili rossi intrecciati, con una miriade di chiavi appese, che rappresentavano il ricordo, la memoria.
Alle 13.30 siamo andati all'Arsenale, l'altra sede espositiva della Biennale. Anche lì abbiamo visto un sacco di opere di diverso tipo. A conclusione della visita c'erano due grandissime fenici galleggianti realizzate da un artista cinese, con pezzi di macchine da lavoro, per denunciare le disumane condizioni di produzione dell'industria nel suo paese.
A termine della visita guidata abbiamo fatto un laboratorio, utilizzando un programma di foto-ritocco: a gruppi, abbiamo modificato un paesaggio reale, in base al nostro gusto, immaginandolo nel futuro.

Enrico Valente, Marco Ridolfo, Kledi Catto, Claudio Timis (IIIB)



Bestiario

Ispirato ai bestiari medievali e al libro Mondo Babonzo di Altan, Benni e Perotti, ecco il museo delle creature immaginarie dei ragazzi di IA


LO SQUALO TERRESTRE
Questo squalo assai vorace
beve solo succo ace,
mangia proprio tutto
ma preferisce prosciutto.
Quando fa una puzzetta
lui di solito balbetta,
poi accende i propulsori
e romba via tra gran rumori!
Selena Boeron, Buoso Giulia, Zago Alessia



LO SCIENZIACAT
Cinque anni fa, lo scienziato Jerry Scotti fece una ricerca su questi buffi animali e scoprì che in realtà sono nati dalla fusione tra un ghiacciolo e un gatto.
Gli scienziacat volano quando sono felici, e per renderli tali basta strofinare la conchiglia che hanno sul mantello.
Le loro braccia sono fatte con dei bastoncini dei ghiaccioli e i loro capelli sono morbido cotone.
Un giorno Miki, lo scienziacat di Jerry, fece una cosa molto curiosa: cominciò a gridare a più non posso. Jerry cominciò ad agitarsi e a pensare a come risolvere il problema. Distrutto dal frastuono chiamò l'199; quando raccontò tutto, la persona al telefono scoppiò a ridere: lo scienziacat aveva solo fame!
Lazzarin Sabrina, Botosso Chiara, Musat Sorin


 IL GALLO PARTY
Questo gallo ha tre teste e tre occhi. E' coperto di foglie, ha un ciuffo ad antenna e quando vola inizia a cantare. La sua coda è aerodinamica. Quando atterra da un volo si trasforma in una giostra.
Lobont Alexandra, Giacomo Giro



IL BRUCO FUMATORE
Ha un corpo lungo, la faccia da alieno, con un naso appuntito, gli occhi bianchi, la bocca tonda ed è senza orecchie. Il colore usuale del bruco è rosa, ma quando fuma troppo diventa marrone.
Daniele Zanutto, Nicoleta Zlotea, Alessandro Celeghin



L'ARCOPECORBOT
La sua testa è tonda e carina, il suo pelo caldo e morbido, sembra zucchero filato, le sue zampe sono arcobalenate. Il suo verso è "beeegniii".
Anche se questa specie non è mai esistita, si sta per estinguere. I primi esemplari di arcopecorbot sono nati con l'uomo, per sprigionare armonia e arcobaleni. Gli uomini però sono diventati daltonici a furia di vedere tutti quegli arcobaleni e così hanno ucciso quasi tutti gli arcopecorbot.
Come dice il nome Arco sta per arcobaleno, Per per pecora e Bot per robot. Anche se a prima vista non ha molto di robotico, a parte la faccia metallica, ha delle orecchie che sono delle antenne paraboliche, tanto che in sua presenza qualunque televisiore funziona a meraviglia.
Quando fa il suo verso, alla fine del temporale, dalla sua bocca escono dei begli arcobaleni.
Chiara Marsonetto, Paula Linga


IL GALLETTO SUPERPETO
Il galletto superpeto si sposta, trombettando, dal posteriore e facendo tanta ma tanta puzza. Ha le gambe e il becco blu. Quando mangia comincia subito a "spostarsi", e si sposta in modo direttamente proporzionale alle calorie del cibo: se mangia pasta si sposta di un metro, se mangia un hamburger di 5 metri...
Salgarella Lorenzo, Ramon Sofia






LA TARTA MINA
La Tarta Mina è la sintesi tra una tartaruga e una mina: se calpestata esplode.
Prima che nascessero le bombe, venivano addestrate e usate queste tartarughe nelle guerre. Erano poco affidabili però. A volte infatti esplodevano al momento sbagliato, semplicemente perché si mettevano a pancia in alto per grattarsi il carapace.
Alessandroenrico Tobia Slepoi, Matteo Ruggiero

Impara l'arte


I MOSTRI DI HALLOWEEN
Per il giorno di Halloween la professoressa Penso ci ha fatto disegnare dei mostri, per poi appenderli sul muro del corridoio all'ingresso della scuola.
Per realizzarli abbiamo usato: una matita, una gomma, un carboncino nero (o un gesso, sempre nero), la lacca per capelli e un cartoncino nero.
Per prima cosa abbiamo creato un mostro usando la matita, quando abbiamo finito di disegnare, abbiamo ripassato i contorni con il carboncino nero e poi abbiamo sfumato all'interno e all'esterno, a seconda di come preferivamo. Dopo abbiamo preso la lacca per capelli e l'abbiamo spruzzata sopra per evitare che andasse via il carboncino.
Fatto questo, abbiamo preso un cartoncino nero, poi ci abbiamo messo il disegno sopra, abbiamo preso le misure di due centimetri dal bordo del disegno, per creare la cornice e infine lo abbiamo incollato.
Letizia Dal Tin, Sarah Macchi (IIA)




LE PATERE VENETO-BIZANTINE 
Il termine patera è usato comunemente a Venezia per indicare i rilievi circolari veneto-bizantini  incastrati nelle facciate dei più antichi palazzi veneziani.
Nelle patere sono raffigurati soggetti prevalentemente zoomorfi.
Sono databili dall'inizio dell'XI secolo a tutto il XIII secolo.
Se ne trovano anche alcune del XV secolo.
La maggior parte di queste formelle sono scolpite in marmo greco.
Le patere veneziane sono considerate uno dei più ricchi bestiari scultorei esterni, pervenuti dall'età medioevale.
Esse raffigurano animali che hanno un significato nel contempo buono e malvagio, benevolo e malefico.
Molto diffusa è l' immagine dell' aquila che ghermisce una lepre, perlopiù beccandogli il capo, questa è una simbologia del trionfo della virtù sul vizio.
Noi le abbiamo riprodotte utilizzando diverse tecniche e materiali, tra cui la sabbia.
Aurora Pavan IIA




Libriamoci

Stefano Benni "L'Orlando Furioso d'amore" da "La grammatica di Dio":
l'amore non sente...ragioni
Orlando è un camionista innamorato di Angelica, che un giorno lo lascia con una lettera.
Orlando si infuria e distrugge tutto quello che trova, dalle piante al frigorifero, poi si spoglia completamente e indossa una pelliccia di Angelica.
I vicini di casa e gli amici cercano di consolarlo, ma non ci riescono. Lui tenta persino il suicidio. A quel punto Astolfo, suo grande amico ed ex-camionista, è l'unico che può salvarlo.
Viene così istituito il CARSO: Comitato Amici per Restituire il Senno ad Orlando.
Gli amici si concentrano sulle passioni di Orlando, per salvarlo: i camion, il calcio e i vampiri.
Astolfo porta in giro Orlando, con il suo camion, ma non vedendolo soddisfatto, lo porta in un concessionario a provare il camion più bello del mondo. Orlando sembra felice, ma poi accende la radio e sente la canzone preferita di Angelica "Maledetta Primavera". Neanche il calcio o i vampiri riescono a tirar su di morale Orlando. Gli amici puntano allora sulle donne: convocano le donne più belle e attraenti del mondo, ma nemmeno questo funziona. Per Orlando esiste solo Angelica.
Una notte Astolfo entrando in camera di Orlando, capisce tutto: Orlando poteva stare solo con Angelica, perché essendo mezza sorda, era l'unica che poteva sopportare il suo russare da t-rex.
Astolfo fece conoscere a Orlando Luisa, bella e sorda. Fu subito amore e vissero felici e contenti.
Il testo è, ovviamente, una moderna e breve rielaborazione, in chiave comica, del capolavoro dell'Ariosto l'Orlando Furioso, reso famoso anche dal racconto che ne ha fatto Calvino.

Mattiuzzo Paolo IIIB

Daniel Pennac: Signori bambini
"Signori Bambini" il romanzo dell'autore francese Daniel Pennac è una storia di scuola...
Uno dei protagonisti è il cattivissimo professor Crastaing, un insegnante che ha spaventato generazioni e generazioni di studenti.
Un giorno un irriverente studente di seconda media, Laforgue, disegna una caricatura di Crastaing. Il suo compagno di banco Pritzy gliela ruba, e viene beccato dal professore.
Laforgue confessa la sua colpa e lo stesso fa un ragazzino di nome Kader, che si addossa la colpa solo per farsi degli amici dal momento che è appena immigrato in Francia.
Il professore convoca per l'indomani i genitori dei ragazzi e per punizione gli dà un compito: "Una mattina ti svegli e ti accorgi che, durante la notte, sei stato trasformato in adulto. In preda al panico, ti precipiti in camera dei tuoi genitori. Loro sono stati trasformati in bambini. Racconta il seguito".
Il motto del professor Crastaing da sempre è "immaginazione non significa menzogna" e il giorno dopo, la profezia del tema si avvera: i ragazzi si trasformeranno in adulti e Crastaing in bambino. I quattro ne combineranno di tutti i colori!

Dal Tin Letizia IIA

José Saramago: le intermittenze della morte
Alle ore 00:00, del trentuno dicembre, la città senza nome fu colta da un fatto stranissimo: le persone non morivano più.
Sembrava che la morte fosse sparita dalla faccia della terra.
La regina, sul letto di morte, assistita da tutti i suoi familiari, continuava a posticipare il capolinea della sua vita, e come lei, molti altri. La notizia si diffuse per tutto il paese; passarono i giorni e della morte non c'era ancora traccia. Le pompe funebri e i becchini rimasero disoccupati. Il governo non sapeva come far fronte all'emergenza: ospedali, case di riposo piene e l'idea di un futuro senza risorse per tutti.
Le persone che soffrivano, avrebbero sofferto per l'eternità ed erano stanche di vivere, così i familiari pensarono di portarli oltreconfine, dove la morte colpiva ancora. I paesi confinanti schierano i loro eserciti, ma la gente riuscì comunque a emigrare per morire, attraverso l'intervento di un'organizzazione chiamata maphia.
Un giorno il presidente dei media della città senza nome ricevette una lettera firmata dalla Morte, nella quale la giovane donna diceva che per tutto quel tempo non si era fatta vedere perché tutti la odiavano, ma da quel giorno in poi avrebbe ripreso il suo "lavoro", facendo la gentilezza alle persone di avvisarle per tempo sulla loro ultima ora, attraverso una lettera...un uomo però continuava a reinviare la lettera al mittente...

Mattia Vidali IIIB

Hunger Games: La ragazza di fuoco
Scritto da Suzanne Collins, questo romanzo è la continuazione di Hunger Games.
I protagonisti sono Peeta, un ragazzo scelto per partecipare a un famoso reality show a Panem (una città inventata) e Katniss, una ragazza che partecipa al gioco al posto della sorella per evitarle la morte: vince il gioco chi sopravvive.
Loro sono i vincitori dell'edizione precedente, sono infatti sopravissuti al loro Hunger Games.
Inaspettatamente il Presidente Snow annuncia che tutti i vincitori degli anni precedenti, compresi i due ragazzi, dovranno partecipare di nuovo a questo show.
Questa volta, però, ci dovrà essere solo un vincitore, che sarà anche l'unico a sopravvivere. Katniss cerca di salvare Peeta. Andrà tutto secondo i suoi piani?
Bugoev Anastasia IIA