venerdì 2 febbraio 2018
...something about Switzerland
The population of Switzerland is divided into four ethnic groups, each identified by one of the four official languages of the State: German, Italian, French and Romansh.
Romansh is spoken in the Canton of Graubünden and it is similar to Ladin.
The Swiss consider themselves citizens of a single State, with shared history, customs, institutions and principles, such as neutrality and religious tolerance.
The most common religions are Catholicism and the Protestant Christianity of the Swiss Reformed Church.
Immigration has always been intense and today immigrants make up 20% of the total population.
IIAL
martedì 30 gennaio 2018
SapereCoop-COOP Alleanza 3.0: LA COSTITUZIONE NEL QUOTIDIANO Libertà e regole nei gesti di ogni giorno.
Venerdì 26 gennaio dalle 10.00 alle 13.00 abbiamo sperimentato il laboratorio LA COSTITUZIONE NEL QUOTIDIANO Libertà e regole nei gesti di ogni giorno della COOP.
Barbara, l'educatrice Coop, per prima cosa ci ha letto un pezzettino del libro dell'ex-magistrato Gherardo Colombo Le regole raccontate ai bambini. Il brano scelto raccontava come nel paese di Allegropoli, gli abitanti infrangessero con molta disinvoltura regole e leggi: parcheggiavano sulle strisce pedonali, lasciavano sporcizia in giro...
Poi abbiamo fatto un gioco di ruolo: prima individualmente, poi in un piccolo gruppo e dopo ancora in un gruppo più grande abbiamo ideato, proposto e votato "leggi" (regole) per migliorare "lo stare bene" in classe e a scuola. Noi eravamo dunque i LEGISLATORI.
Partendo dalle riflessioni fatte insieme, abbiamo deciso di presentare delle proposte al Consiglio Comunale dei Ragazzi, visto che abbiamo due consiglieri in classe.
Barbara ci ha fatto riflettere sul fatto che, attraverso le votazioni, avevamo esercitato la democrazia, e ci ha introdotto storicamente la nostra Costituzione, presentandoci i primi 12 articoli: i PRINCIPI FONDAMENTALI.
Abbiamo trovato questo laboratorio molto utile, stimolante e coinvolgente.
IIBL
Per approfondire Sei Stato tu? di Gherardo Colombo e Anna Sarfatti
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lunedì 29 gennaio 2018
Un ricordo d'infanzia - liberamente tratto da "Arrivederci ragazzi" di Louis Malle
illustrato dalla IIBL
1944
I fratelli Quentin, Julien e François, partono dalla stazione di Parigi,
dopo le vacanze di Natale per recarsi al loro collegio, situato nella
campagna francese.
I ragazzi sono tristi, soprattutto il più piccolo, Julen di dieci anni.
Al rientro al collegio, c'è una novità: è arrivato un nuovo compagno,
Jean Bonnet, appassionato di libri come Julien.
...il collegio rimane comunque un posto triste e freddo.
La guerra ormai è giunta anche in campagna, tanto che arrivano
dei soldati tedeschi, in collegio, a farsi confessare da Padre Jean.
Si soffre la fame e tutti cercano di sopravvivere nel migliore dei modi.
Joseph, il giovane inserviente del collegio, ad esempio, si dedica al
mercato nero.
I ragazzi continuano le lezioni, nonostante la guerra. Julien non
sopporta proprio il nuovo arrivato, Jean, perché gli ha rubato il
posto di primo della classe e sembra essere superiore a tutto:
superiore agli scherzi degli altri compagni, superiore ai
bombardamenti, superiore anche alle preghiere.
Una notte, mentre tutti dormono, Julien scopre che Jean prega in
un modo tutto suo...
I due ragazzi diventano amici grazie a una disavventura: si perdono
nel bosco durante una caccia al tesoro, organizzata dal collegio.
I due vengono ritrovati solo a notte fonda, da due tedeschi che li
riportano in collegio.
Il giorno dopo quando entrambi sono in infermeria, a causa della
febbre presa la notte prima, Julien ha la conferma che Jean è ebreo
e si sta nascondendo dai tedeschi.
Ma la persecuzione è arrivata anche in quell'angolo remoto di
campagna francese: tutto è iniziato con il divieto di andare ai
bagni pubblici e al ristorante...
Un giorno l'inserviente Joseph viene beccato a rubare e viene
cacciato dal collegio.
Il ragazzo, per vendicarsi, denuncia ai tedeschi la presenza di
alcuni Ebrei nel collegio.
I soldati arrivano e portano via il direttore del collegio, padre Jean
(che aveva cercato di salvarli), Jean Bonnet e gli altri due ragazzi ebrei.
I ragazzi moriranno ad Auschwitz, padre Jean a Mauthausen.
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venerdì 26 gennaio 2018
Giornata della Memoria: L'ippocastano di Prinsengracht
liberamente tratto da L'albero di Anne di Irène Cohen-Janca e Maurizio A.C. Quarello
e illustrato dalla IAL
Amsterdam
Sono un vecchio ippocastano di Prinsengracht e
voglio raccontarvi la storia di Anne: una ragazzina
che viveva nella soffitta, al numero 263 e che non
usciva mai...
Nella soffitta il tempo passava lento e nonostante ci
abitassero otto persone, ci si annoiava. Per questo
Anne passava il tempo scrivendo un diario e guardando
fuori dalla finestra...
Osservandomi lei assisteva all'alternarsi delle stagioni,
sperando che presto sarebbe giunta anche "la sua primavera"...
Purtroppo così non fu. Il 4 Agosto 1944 dei poliziotti
armati arrivarono a prendere quegli Ebrei nascosti nella
soffitta del 263 di Prinsengracht...
Anne morì di tifo, stenti e disperazione nel campo di
concentramento di Bergen Belsen, nella primavera
del 1945. Il suo diario, però, sopravvisse e ancor oggi
continua a far rivivere la memoria di Anne e di tutti
i sei milioni di Ebrei vittime della Shoah.
Per approfondire Il diario di Anne Frank e Anne Frank. Diario
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sabato 13 gennaio 2018
Rita Levi Montalcini (1909-2012): "soprattutto, non temete i momenti difficili. Il meglio viene da lì."
Quando la sua tata morì di cancro, Rita decise di diventare una dottoressa.
Era particolarmente affascinata dai neuroni (ciò di cui è fatto il nostro cervello), così, dopo la laurea, cominciò le sue ricerche in questo campo insieme a uno straordinario professore di nome Giuseppe Levi e a un gruppo eccezionale di scienziati.
Erano nel bel mezzo di un'importante ricerca quando un crudele dittatore promulgò una legge: gli Ebrei non potevano lavorare all'università.
Rita fuggì in Belgio insieme al professore, che era ebreo come lei. Ma quando i nazisti invasero il Belgio, dovette fuggire e tornò in Italia.
E' difficile lavorare come scienziata quando devi nasconderti in continuazione e non hai accesso a un laboratorio, ma Rita non si arrese.
Trasformò la sua camera in un piccolo laboratorio di ricerca. Affilò gli aghi da cucito per creare strumenti chirurgici e sistemò un piccolo tavolo operatorio di fronte al letto, che usava per dissezionare i polli e studiare le cellule al microscopio.
Quando la sua città (Torino) fu bombardata, Rita fuggì un'altra volta, e poi un'altra ancora. Di nascondiglio in nascondiglio, tuttavia, qualunque fossero le difficoltà e ovunque si trovasse, continuava a lavorare.
Per la sua opera nel campo della neurobiologia, Rita ricevette il Nobel per la medicina: la terza persona della sua classe di medicina a ottenere questo risultato!
biografia tratta da "Storie della buonanotte per bambine ribelli" di Elena Favilli e Francesca Cavallo
Per approfondire Elogio dell'imperfezione di Rita Levi-Montalcini
biografia tratta da "Storie della buonanotte per bambine ribelli" di Elena Favilli e Francesca Cavallo
Per approfondire Elogio dell'imperfezione di Rita Levi-Montalcini
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Diario di una lezione straordinaria!
27/11/2017
Caro diario,
oggi mi è capitata una cosa che non mi era mai successa; ora te la racconto. Era l’ora di Lallo, stava spiegando un esercizio che avevo già capito.
Mi riposavo dunque, guardando la lavagna e… mi sono ipnotizzato. Mi succede spesso, però questa volta è stato diverso.
La lavagna è diventata enorme, erano spariti tutti, la mia immaginazione mi stava giocando un brutto scherzo. Un gessetto si è alzato, fluttuando nell'aria e scriveva numeri e formule, disegnava forme geometriche e risolveva problemi. Una volta riempita la lavagna, le formule hanno preso vita e volavano davanti a me: E= mC² , v=s/t, a=variazione velocità/intervallo di tempo…
Poi anche le figure geometriche: quadrato, rombo, rettangolo, trapezio, parallelogramma hanno cominciato a muoversi; ruotavano e danzavano seguendo una melodia impercettibile.
La lavagna si è poi svuotata e pian piano tutto è tornato normale… anche i miei compagni, ma le loro facce erano quelle dei più grandi matematici. Volevo tornare alla normalità e ho tentato di scuotermi, ma le cose sono peggiorate.
I numeri e le figure sono scomparse e hanno lasciato il posto alle parole, non parole qualsiasi però, ma versi della Divina Commedia, brani tratti da romanzi e tutto ciò che c’è da sapere sull’analisi logica. Stavo impazzendo? Di nuovo la lavagna è tornata normale, ma le facce dei miei compagni erano i volti dei più famosi scrittori. Era troppo, non potevo sopportare di più: odio letteratura e grammatica!!
Ma quel mondo ancora mi teneva: ero in Germania nel 1521, vicino a Martin Lutero. Buon modo per ripassare…!!
Tutto procedeva velocemente, non capivo: sapevo che ero in un sogno, però non riuscivo a svegliarmi… “Driiiinn”. Finalmente, eccomi di nuovo nella realtà!
I miei compagni mi sono apparsi uguali a loro stessi, ignari di quello che erano stati solo pochi minuti prima.
Ora ho un terribile mal di testa, inoltre non ho capito niente della spiegazione del nuovo argomento di matematica…
Pazienza, mi rifarò!!
Ti lascio, non ho più niente da dirti.
Ciao!
Mattia Gabatel IID
lunedì 8 gennaio 2018
Margherita Hack (1922 - 2013): "le stelle non sono molto diverse da noi, nascono, crescono..."
Una volta, in una via di Firenze chiamata Via delle Cento Stelle, nacque una bambina. Si chiamava Margherita e da grande sarebbe diventata una straordinaria astrofisica, una scienziata che studia le proprietà delle stelle e dei pianeti.
Mentre studiava fisica, Margherita si interessò sempre di più alle stelle.
"Siamo parte dell'evoluzione dell'universo" diceva. "Dal calcio delle nostre ossa al ferro del nostro sangue, siamo fatti interamente di elementi creati nel cuore delle stelle. Siamo davvero figli delle stelle."
Il posto preferito di Margherita era l'Osservatorio di Arcetri. Su una collina di Firenze, scrutava i cieli attraverso un enorme telescopio, con la testa piena di domande: come si evolvono le galassie? Quanto distano le stelle l'una dall'altra? Cosa possiamo imparare dalla loro luce?
Margherita viaggiò in tutto il mondo, tenendo conferenze e ispirando altri a studiare le stelle. Tornata a Firenze, divenne la prima donna italiana a dirigere un osservatorio astronomico.
Diceva che alcune delle sue migliori amiche erano stelle. Si chiamavano Eta Boo, Zeta Her, Omega Tau e 55 Cygni. C'è perfino un asteroide che porta il suo nome!
Per Margherita, essere una scienziata significava basare la propria conoscenza del mondo naturale sui fatti, sulle osservazioni e sugli esperimenti, e avere un'instancabile curiosità per il mistero della vita.
biografia tratta da "Storie della buonanotte per bambine ribelli" di Elena Favilli e Francesca Cavallo
scelta dalla IIBL
Per approfondire Qualcosa di inaspettato di Margherita Hack
biografia tratta da "Storie della buonanotte per bambine ribelli" di Elena Favilli e Francesca Cavallo
scelta dalla IIBL
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venerdì 5 gennaio 2018
SapereCoop-COOP Alleanza 3.0: RIPERCORRIAMO LE FILIERE dal prodotto al processo
Il 7 Dicembre 2017 abbiamo abbiamo imparato, divertendoci, con l'attività RIPERCORRIAMO LE FILIERE della COOP.
Francesca, l'esperta, ci ha chiesto cosa fosse, per noi, una FILIERA. Le risposte sono state varie, ma non siamo arrivati ad una definizione precisa, per questa ragione Francesca ci ha fatto fare "un gioco" che ci chiarisse le idee.
Siamo stati divisi in gruppi e attraverso delle schedine abbiamo ricostruito una filiera. Una volta messo in ordine le carte, ogni gruppo ha spiegato, agli atri, il processo di realizzazione dal campo al supermercato di un determinato prodotto.
Abbiamo analizzato prodotti realizzati con diversi cereali: riso, orzo, avena, farro, mais...(così abbiamo anche imparato a riconoscerli!)
Dopo tre ore abbiamo capito proprio bene il concetto di filiera.
Grazie Francesca! Grazie COOP!
IAL
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giovedì 4 gennaio 2018
Progetto Macchia Verde: il Labirinto del Minotauro con il pittore Pasquale Luongo
Tra il mese di Novembre e Dicembre, ogni martedì per due ore, abbiamo lavorato a questo progetto, con il pittore Pasquale Luongo e due volontari dell'Associazione Culturale la Macchia Verde.
Dopo aver letto e approfondito il mito del Minotauro, abbiamo lavorato sulla costruzione di un labirinto cretese.
Ci siamo cimentati con le diverse tecniche, compreso il carboncino, realizzando figure umane.
Abbiamo iniziato provando a fare un ritratto di un nostro compagno.
Pasquale ci ha fatto confrontare con i diversi tori dipinti da Pablo Picasso, lavorare sui colori, utilizzando anche quelli naturali.
Ognuno di noi ha poi realizzato il proprio libro illustrato sul mito del Minotauro e infine ne abbiamo fatto uno di classe.
Ci siamo divertiti tantissimo e non vediamo l'ora che arrivi primavera, perché finalmente potremo finire questo progetto, realizzando un vero e proprio labirinto lungo l'argine del nostro fiume Livenza.
IAL
Per approfondire Teseo e il Minotauro e altre storie di Geraldine McCaughrean
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Continuità primaria/secondaria: il nostro romanzo ad immagini
Il progetto "continuità" è il modo attraverso il quale noi ragazzi di prima introduciamo gli alunni dell'ultimo anno della Scuola Primaria alla Scuola Secondaria.
Di fatto il progetto "continuità" consiste in lezioni-laboratorio, che hanno luogo da dicembre a febbraio, e che prevedono la realizzazione di un lavoro che verrà esposto in occasione della festa di fine anno, assieme ai lavori delle altre classi della nostra scuola. Quest'anno però lo esporremo anche alla Mostra del libro di Maggio, visto che si tratta di un lavoro su un romanzo: Il mio amico Asdrubale di Gianni Biondillo.
Questo libro parla dell'amicizia tra Mirka e Marco, due ragazzini che trascorrono molto tempo con Asdrubale, il loro amico albero, minacciato da un assessore che vuole abbatterlo per creare un parcheggio...
Abbiamo iniziato l'illustrazione del libro, lavorando parallelamente sulla lettura e sul riassunto.
I disegni sono stilizzati e semplificati nelle forme poiché devono essere colorati dai bambini delle classi prime della Scuola Primaria e dall'ultima classe della Scuola d'Infanzia.
Le tecniche che proponiamo, per colorare, sono il frottage, il graffito, lo stampo.
- Il frottage consiste nel ricalcare stoffe o altri materiali, con dei colori a cera, sul foglio da disegno.
- Per ottenere il graffito prima si colora un disegno con i colori a cera, poi lo si ricolora con della tempera nera e alla fine con chiodi, stuzzicadenti e altri oggetti appuntiti si graffia la superficie. L'effetto è un disegno colorato in modo molto particolare.
- Per quanto riguardo lo stampo, creiamo dei "timbri" con patate o spugne, che poi intingiamo nella tempera e stampiamo sulla carta.
In questo post vi abbiamo dato un piccolo assaggio del nostro capolavoro!
I AL
mercoledì 3 gennaio 2018
Blowin' in the wind (1963, Bob Dylan)
This
song speaks about humanity, war, peace and other questions that
people refuse to answer.
Click and listen!
How
many roads must a man walk down
Before
you can call him a man?
Yes,
'n' how many seas must a white dove sail
Before
she sleeps in the sand?
Yes,
'n' how many times must the cannonballs fly
Before
they're forever banned?
The
answer, my friend, is blowin' in the wind,
The
answer is blowin' in the wind.
How
many years can a mountain exist
Before
it's washed to the sea?
Yes,
'n' how many years can some people exist
Before
they're allowed to be free?
Yes,
'n' how many times can a man turn his head,
Pretending
he just doesn't see?
The
answer, my friend, is blowin' in the wind,
The
answer is blowin' in the wind
How
many times must a man look up
Before
he can see the sky?
Yes,
'n' how many ears must one man have
Before
he can hear people cry?
Yes,
'n' how many deaths will it take till he knows
That
too many people have died?
The
answer, my friend, is blowin' in the wind,
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Haiku della Nostra Terra
foto di Rachele Bianchi
Cielo grigio
nuvole nere e rossastre:
un tramonto.
Christian Rossetto IIBL
foto di Emma Calcinotto
Alberi
strada infinita:
cielo azzurro.
Nicolò Freguia IIBL
foto di Rachele Bianchi
Nuvole
strada:
tramonto triste.
Jona Buoso IIBL
foto di Emma Calcinotto
Tutto nero:
la morte arriva
solo la notte.
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