Una
volta, in un grazioso mattino di primavera, un uomo, che stava
facendo colazione, seduto in cucina, alzò lo sguardo dalle uova
strapazzate. Vide un unicorno con un corno dorato che brucava,
tranquillo, le rose nel giardino. L’uomo salì in camera da letto,
dove sua
moglie stava ancora dormendo, e la svegliò.
C’è
un unicorno in giardino! Sta mangiando le rose.
La
donna aprì un occhio tutt’altro che amichevole e lo guardò.
Il
liocorno è una creatura
mitologica. Gli
rispose e si girò dandogli la schiena.
L’uomo,
lemme
lemme,
scese le scale e uscì in giardino. L’unicorno era ancora lì;
adesso pascolava tra i tulipani.
Pss!
Unicorno...
Chiamò
l’uomo allungandogli un giglio. L’unicorno lo divorò in un sol
boccone. Di buon umore, per via di quella creatura meravigliosa che
brucava nel suo giardino, l’uomo salì al piano di sopra e svegliò
la moglie ancora una volta.
L’unicorno
ha mangiato un giglio.
Sua
moglie si sedette sul letto e lo guardò con freddezza.
Sei
completamente pazzo.
Gracchiò -
Ti farò rinchiudere in un manicomio.
L’uomo
che non aveva mai amato le parole “matto” e “manicomio”, e
che le apprezzava ancora meno in una splendida giornata come quella,
mentre c’era un unicorno proprio nel giardino di casa, si fermò a
pensare per un momento.
Bene,
lo vedremo. La
sfidò.
Camminò
fino alla porta.
Ha
un corno dorato proprio in mezzo alla fronte. Aggiunse.
Poi
tornò in giardino per osservare l’unicorno; ma l’unicorno era
andato via. Quindi si sdraiò tra le rose e piombò in un sonno
profondo.
Appena
il marito uscì di casa, la moglie si alzò e si vestì, più in
fretta che poteva. Era eccitata e una luce soddisfatta le brillava
negli occhi. Chiamò la polizia e uno psichiatra; gli disse di
correre a casa sua e di portare una camicia di forza. Quando la
polizia e lo psichiatra arrivarono si accomodarono, osservandola
incuriositi.
Mio
marito ha visto un unicorno questa mattina.
I poliziotti guardarono lo psichiatra e lo psichiatra guardò i
poliziotti.
Mi
ha detto che ha mangiato un giglio.
Lo
psichiatra e i poliziotti si scambiarono una seconda occhiata.
Ha
anche detto che aveva un corno dorato, proprio in mezzo alla fronte.
Ad
un cenno solenne dello psichiatra, i poliziotti saltarono dalle sedie
e immobilizzarono la moglie. Ci volle parecchio perché ce la
facessero. Dovettero fare uno sforzo incredibile ma alla fine
riuscirono a bloccarla. Proprio mentre mettevano la camicia di forza
alla donna, il marito rientrò in casa
Ha
detto a sua moglie di aver visto un unicorno?
Domandò uno dei poliziotti.
Certo
che no. Rispose
l’uomo. L’unicorno
è una creatura mitologica.
Esattamente
quello che volevo sapere. Commentò
lo psichiatra.
Portatela
via. Mi dispiace ma sua moglie è matta come una ghirlandaia.
Quindi
la portarono via, mentre urlava e imprecava. La rinchiusero in un
istituto d’igiene mentale. Da allora in poi, il marito visse felice
e contento.
Morale:
non dire matto finché non l’hai nel sacco.