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sabato 9 marzo 2019
Istanti del nostro viaggio in Toscana
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mercoledì 20 febbraio 2019
-1 giorno al viaggio d'istruzione: ...e dopo Firenze PISA
Piazza dei Miracoli di Pisa è Patrimonio dell'Umanità. Non si trova nel centro della città come si potrebbe pensare bensì è situata a nord ovest delle mura, quasi fuori dal paese; probabilmente al tempo in cui fu realizzato il progetto non c’era un altro spazio altrettanto grande da poter utilizzare. Fin dai tempi degli etruschi Piazza dei Miracoli viene considerata un importante centro religioso. I tre complessi che la compongono simbolizzano infatti le principali tappe della vita di ogni uomo: il Battistero la nascita, la Cattedrale di Santa Maria Assunta la vita e il Camposanto allude chiaramente alla morte.
E la Torre di Pisa? Non ce ne siamo dimenticati, dovete sapere che la famosa Torre pendente fa parte del Duomo e ne rappresenta in realtà il campanile.
La Piazza è circondata da uno splendido prato verde dove turisti e studenti universitari si concedono momenti di relax all'interno di una cornice storica di rara bellezza.
Il nome Piazza dei Miracoli gli è stato attribuito soltanto nel dopoguerra quando Gabriele D’Annunzio nella sua opera "Forse che sì, forse che no" 1910, la cita così: “L ’Ardea roteò nel cielo di Cristo, sul prato dei Miracoli.”
I lavori per la sua realizzazione iniziano nel XI secolo e dopo varie modifiche si concludono soltanto nel XIX secolo, quando l’architetto Alessandro Gherardesca conferisce alla piazza l’aspetto attuale.
E la Torre di Pisa? Non ce ne siamo dimenticati, dovete sapere che la famosa Torre pendente fa parte del Duomo e ne rappresenta in realtà il campanile.
La Piazza è circondata da uno splendido prato verde dove turisti e studenti universitari si concedono momenti di relax all'interno di una cornice storica di rara bellezza.
Il nome Piazza dei Miracoli gli è stato attribuito soltanto nel dopoguerra quando Gabriele D’Annunzio nella sua opera "Forse che sì, forse che no" 1910, la cita così: “L ’Ardea roteò nel cielo di Cristo, sul prato dei Miracoli.”
I lavori per la sua realizzazione iniziano nel XI secolo e dopo varie modifiche si concludono soltanto nel XIX secolo, quando l’architetto Alessandro Gherardesca conferisce alla piazza l’aspetto attuale.
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martedì 19 febbraio 2019
-2 giorni a Firenze: Giardino di Boboli
Superato Ponte Vecchio si raggiunge un grande spazio
all'aria aperta abbellito dai Medici con statue romaniche, giardini, fontane,
terrazze, viali e vialetti. Boboli è uno dei primi esempi di giardino
all'italiana, cioè costruito lungo linee geometriche servendosi di filari
alberati, specchi d’acqua e siepi sempreverdi, potate a volte a forma di
animale. Ci sono voluti quattrocento anni per renderlo com'è oggi, dal
Rinascimento fino all'Ottocento. L’anfiteatro è sicuramente lo spazio più
suggestivo, con l’obelisco proveniente da Luxor, in Egitto, eretto nel 1790
giusto al centro. L’enorme quantità di fiori e piante (alcune molto rare)
richiede un lavoro costante e sapiente da parte dei giardinieri e dei tecnici botanici.
Nel giugno 2013, per il suo valore storico e culturale, il Giardino di Boboli è
stato dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità.
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lunedì 18 febbraio 2019
-3 giorni a Firenze: Ponte Vecchio
Ponte Vecchio è uno dei simboli della città di Firenze e uno
dei ponti più famosi del mondo. Attraversa il fiume Arno nel suo punto più
stretto, dove nell'antichità esisteva il guado. Il ponte romano, in legno su
piloni di pietra, su cui passava la via Cassia, fu più volte rovinato dalla
piena del fiume, fino a venire ricostruito, interamente in pietra, nel
Trecento.
Il ponte era tanto solido e largo da poter comprendere due
portici laterali. Nei portici si installarono le botteghe dei macellai, che in
città avevano il problema di smaltire gli scarti: ora potevano semplicemente
gettarli nell'Arno. Il ponte era però un passaggio obbligato per andare dai
palazzi pubblici del centro alle residenze granducali sull'altro lato
dell’Arno, e nel Cinquecento il granduca ordinò la sostituzione delle botteghe
dei macellai con quelle, più decorose e meno odorose, degli orefici.
In realtà, il granduca poteva già andare da casa in
“ufficio” senza mescolarsi alla folla. Aveva infatti ordinato la costruzione di
un corridoio, lungo più di un chilometro (ma percorribile in carrozzella) che
dal palazzo governativo (gli Uffizi) costeggiava l’Arno, lo scavalcava sul
Ponte Vecchio e conduceva fino a Palazzo Pitti, sua residenza.
Nel corridoio, a metà percorso, si aprono due finestre
panoramiche sull'Arno. Nel 1938, in occasione della visita di Hitler in Italia
per stringere l’infausta amicizia con Mussolini, questi volle che fossero aperte
altre due finestre.
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domenica 17 febbraio 2019
-4 a Firenze: le Gallerie degli Uffizi
Cento anni dopo Lorenzo il Magnifico, i Medici decidono di
costruire grandi edifici destinati a ospitare gli uffici pubblici della città.
Decidono anche, nell'occasione, di destinare un’apposita galleria
all'esposizione delle opere d’arte accumulate dalla famiglia, in modo da
renderle visibili a tutti gli interessati. Nasce così la Galleria degli Uffizi,
ancora oggi la più ricca collezione di quadri del Rinascimento.
Nel 1737 Anna Maria Luisa, ultima dei Medici, pretese di
firmare un patto, il “patto di famiglia”, con i suoi successori per stabilire
che le collezioni di famiglia sarebbero rimaste inalienabili “per ornamento
dello Stato, per utilità del Pubblico e per attirare la curiosità dei
Forestieri”. Così Firenze mantiene, ancor oggi, intatto il suo tesoro di capolavori.
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sabato 16 febbraio 2019
-5 a Firenze: Palazzo Vecchio e Piazza della Signoria
Oggi come un tempo Palazzo Vecchio è il cuore politico della
città. Ora che il granduca non c’è più, sono il sindaco e la giunta comunale a
prendere le decisioni più importanti per il bene dei cittadini. Quando Firenze
era capitale (dal 1865 al 1871), tra queste mura aveva sede il Parlamento
italiano.
Dicono che Palazzo Vecchio non entri tutto in una
fotografia. La ragione sta nell'altezza della sua torre, la Torre di Arnolfo
(dal nome del suo costruttore, Arnolfo di Cambio), circa 94 metri, sulla cui
sommità sventola la bandiera con il giglio, simbolo di Firenze. Da lassù si
gode di una vista davvero mozzafiato, ma la salita è impegnativa: 218 ripidi
scalini in pietra, parzialmente consumati dal tempo.
Visitare la piazza della Signoria è un po’ come curiosare
tra le stanze di un museo a cielo aperto. Vi si trovano infatti numerose opere
d’arte, come la statua di Cosimo I de’ Medici a cavallo, la Fontana del Nettuno
(o del Biancone, per via del candore del marmo), il Marzocco (un leone in
pietra che regge lo stemma della città, opera di Donatello) e la più famosa di
tutte, il David di Michelangelo. Queste ultime due opere però sono delle copie,
per preservarle dall'usura del tempo e delle condizioni meteorologiche, le
sculture originali sono al sicuro dentro importanti musei della città.
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venerdì 15 febbraio 2019
-6 giorni a Firenze: il campanile di Giotto
Nel 1334 Giotto ricevette l’incarico di sovrintendere al
cantiere del Duomo. Il cantiere della chiesa era avviato da tempo, secondo un
progetto ben preciso. Giotto che preferiva occuparsi di cantieri interamente
suoi, si concentrò sulla costruzione del campanile. Il progetto originale,
realizzato dopo la morte dell’artista, fu portato a termine con un’unica
modifica: la sostituzione della cuspide, che doveva portare la torre a superare
i 100 metri di altezza, con un terrazzo piano. Questo anche in corrispondenza
del declinare, in quegli anni, del gusto gotico per le guglie.
L’impronta del Giotto pittore è evidente nel gioco di colori
ottenuto rivestendo la torre con tre diversi marmi colorati: bianco, verde e
rosato.
giovedì 14 febbraio 2019
-7 giorni a Firenze: Battistero di San Giovanni
Il battistero, il “bel San Giovanni” di Dante, è molto più
antico del Duomo. Risale all'Alto Medioevo e sorge sull'area di un sontuoso
edificio imperiale romano. Ha una forma perfettamente ottagonale, con tre porte
che si aprono rispettivamente sui lati nord, est e sud.
La porta est, detta da Michelangelo “del Paradiso”, è la più
importante perché è quella rivolta verso il Duomo.
Nel 1401 Firenze era in guerra, come accadeva spesso, con
potenti nemici esterni ed era anche reduce da una virulenta pestilenza interna.
Tuttavia la ricca corporazione dei mercanti decise di bandire un concorso per
la realizzazione della porta est del battistero. A ogni concorrente vennero
consegnati 34 chili di bronzo per confezionare un riquadro (formella) della
porta: il formato era di 45x38 cm. Il soggetto era il sacrificio di Abramo, di
Isacco e dell’Angelo, insieme a un ariete, un asino e due servitori. La
consegna doveva avvenire entro un anno. Si presentarono sette concorrenti: tra
esso Brunelleschi e Ghiberti. Quest’ultimo vinse il concorso.
Le due formelle (del Ghiberti e di Brunelleschi) si trovano
ora entrambe al museo del Bargello.
mercoledì 13 febbraio 2019
-8 giorni a Firenze: Santa Maria del Fiore
Nel tardo Medioevo, quando le principali città si affermarono come comuni indipendenti, il segno più vistoso e riconoscibile della forza e della ricchezza acquistate era rappresentato dalla chiesa cattedrale o duomo. Non stupisce dunque che il Comune di Firenze abbia dato l’incarico nel 1296 all'architetto Arnolfo di Cambio di farne l’edificio “più magnifico e bello della città”. Un secolo dopo, la chiesa era pressoché completata: mancava però la copertura finale. Fu allora bandito un concorso per la sua realizzazione, che fu vinto dall'architetto Brunelleschi. Questi era stato a Roma, insieme all'amico Cellini, per studiare i grandi monumenti degli antichi: in particolare lo avevano colpito il Pantheon e la basilica di Massenzio. Ciò fu probabilmente all'origine della sua idea: costruire sulla grande basilica una cupola come quella del Pantheon. In realtà, la cupola prevista per il Duomo di Firenze era ancora più vasta di quella del Pantheon e doveva poggiare su un cilindro in muratura (il “tamburo”) e alzarsi fino a cento metri!
Brunelleschi progettò egli stesso i colossali argani per innalzare i materiali all'interno della cupola, che servirono anche a innalzare sulla cuspide la colossale palla di bronzo: a questi ultimi lavori partecipò anche il giovane Leonardo da Vinci.
martedì 12 febbraio 2019
- 9 giorni al viaggio in Toscana: i signori di Firenze
I MEDICI
Dopo la fine della Repubblica, dal 1434, Firenze fu
governata per secoli dalla famiglia dei Medici, una famiglia ricca colta e
molto legata alla sua città. Cosimo, il capostipite, era il più ricco banchiere
di Firenze.
La famiglia Medici fu la più importante della città. Tra
loro figurano persino tre papi e due regine di Francia, ma quello che rubò la
scena a tutti fu Lorenzo De’ Medici, nipote di Cosimo.
La sua passione per le
lettere e per l’arte, lo spinse a finanziare scrittori e artisti perché
riempissero Firenze di meraviglie.
Per la sua generosità e il suo valore
politico, Lorenzo venne chiamato IL MAGNIFICO.
Al centro della cultura celebrata da Lorenzo c’era l’uomo,
non più Dio o il destino: l’uomo era il fautore della sua fortuna.
Questa
rivoluzione del pensiero prese il nome di UMANESIMO.
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lunedì 11 febbraio 2019
-10 giorni al viaggio d'istruzione delle classi Terze: geni toscani
DANTE ALIGHIERI (Firenze 1265- Ravenna 1321): poeta dei poeti
Nacque nel 1265 in una Firenze vivace e fremente, governata
da banchieri e mercanti. Veniva da una stirpe di affaristi, ma visse una vita
differente: niente commerci ma lettere, niente affari ma pensiero, niente
denaro ma letteratura. Lui è il padre del nostro modo di raccontare, il poeta
dei poeti. La sua Divina Commedia è
considerata il più grande capolavoro letterario del mondo!
Nel 1302 venne esiliato da Firenze per ragioni politiche, da
allora non poté più tornare nella sua amata città. Morì di malaria a Ravenna,
nel 1321.
LEONARDO DA VINCI (Vinci 1452- Amboise 1519): inventore di mondi
Nacque a Vinci nel 1452. Trascorse l’infanzia in campagna
dai nonni e ricevette un’educazione disordinata. Imparò a scrivere con la
sinistra e alla rovescia: quello che scriveva poteva essere letto soltanto allo
specchio. A diciassette anni si trasferì a Firenze e andò a bottega da Andrea
del Verrocchio, noto artista dell’epoca. Leonardo scriveva tantissimo e inventò
anche dei marchingegni prodigiosi: ordigni a vapore, opere idrauliche,
strumenti musicali, macchine volanti…Dove tutti gli altri vedevano qualcosa di
impossibile da realizzare, Leonardo invece vedeva un’idea di come realizzarlo.
“Se puoi immaginare una cosa, puoi farla, - pensava. -Perché il destino ci
vende tutto ciò che vogliamo e il solo prezzo che ci chiede è il nostro
lavoro.”
MICHELANGELO BUONARROTI (Caprese 1475 - Roma 1564): gigante tormentato
Figlio di un padre violento e di una madre che morì presto,
da bambino Michelangelo non aveva nessuna voglia di studiare. Lo interessava
solo il disegno. A tredici anni se ne andò a Firenze (era nato a Caprese,
vicino ad Arezzo) e cominciò a lavorare come apprendista presso un famoso artista
dell’epoca, Domenico Ghirlandaio. Dopo un anno Michelangelo lasciò la bottega,
poi Lorenzo de’ Medici lo accolse alla sua corte. Lorenzo si era accorto che
quel giovane scapestrato aveva un talento eccezionale: aveva capito che la sua
aggressività era solo “il guscio ringhioso di un’anima dolente”.
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