martedì 16 febbraio 2016

Detective in erba

Ecco l'antefatto più attendibile di quelli pervenuti, cioè quello che ha tenuto conto di tutti i dettagli dell'epilogo proposto.


Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, molti nazisti scapparono dall'Europa e molti "cacciatori di nazisti" li cercarono ai quattro angoli della terra: alcuni di loro agivano nel rispetto della legge, riportavano i nazisti in Europa e li facevano processare, altri li uccidevano direttamente. Tra questi il più famoso era soprannominato Anonimo, nessuno conosceva la sua identità, ma tutti sapevano quali erano le sue vittime perché le marchiava con una A sulla fronte, la sua era una vendetta personale. Dopo 3 anni di attività, Anonimo per un mese non fece più vittime, si pensò che fosse morto, invece ritornato dal Sudamerica aveva deciso di stabilirsi a Londra. Lì si era creato un'esistenza assolutamente normale. Lui era un ebreo tedesco ma si era stabilito in Inghilterra per studio prima dello scoppio della guerra. La sua famiglia, invece, era rimasta a Berlino e successivamente venne deportata e sterminata ad Auschwitz.
Un giorno mentre era sulla metropolitana entrò una bella donna bionda, lui ne fu subito sedotto, ma tutto cambiò quando lei si tolse i guanti e vide all'anulare l'anello con il simbolo della famiglia Braun: una delle famiglie che seguirono Hitler dall'inizio alla fine della sua follia, scappando in Messico alla presa di Berlino. Lui aveva ucciso tutta la famiglia, ma Anna la più giovane era riuscita a scappare.
Non appena realizzò che era lei, si alzò e la uccise con un unico colpo di pistola al petto.
Andò alla polizia per costituirsi (lo avevano visto in troppi sul metro!), ma Anonimo aveva conoscenze importanti nell'esercito inglese, nel quale aveva combattuto durante il secondo conflitto mondiale, quindi venne liberato subito: molti dei suoi commilitoni avrebbero fatto lo stesso al suo posto.
Elia Brichese, Alex Biasia, Clara Caminotto, Paolo Mattiuzzo (IIIB)

In realtà questo racconto non corrisponde al vero antefatto che è molto più barocco, leggetelo qui sotto.



Cinquanta anni prima i due si erano sposati, poco dopo lei aveva conosciuto un altro uomo, loro vicino di casa, se ne era innamorata e aveva chiesto al marito il divorzio.

Lui non volle concederglielo. Lei e il suo amante trovarono allora il modo di liberarsi del marito. Inscenarono insieme l'omicidio di lei: lei si tagliò un dito che seppellì nel giardino e sparì dalla circolazione. L'amante, telefonò alla polizia, dicendo si essere un vicino della coppia ed accusando il marito di lei di averla uccisa e tagliata a pezzi, aggiunse di averlo anche visto seppellire alcune parti del suo corpo nel giardino. La polizia trovò il dito tagliato di lei e suo marito finì quindi in carcere per più di quarantanni. Tornato libero, il marito, casualmente, vide salire sulla metropolitana una donna che somigliava a sua moglie, quando la donna si era tolta i guanti, l'aveva riconosciuta ed uccisa per vendetta. Recatosi alla polizia fu rilasciato in quanto , secondo la legge inglese, un uomo non può essere condannato due volte per lo stesso crimine e lui, aveva già scontato moltissimi anni di prigione per l'omicidio della moglie.

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