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venerdì 12 febbraio 2021

12 Febbraio: Darwin Day

Il Darwin Day è una celebrazione in onore di Charles Darwin che si tiene in occasione dell'anniversario della sua nascita, il 12 febbraio.
Questa tradizione è nata inizialmente in Inghilterra e negli Stati Uniti immediatamente dopo la morte di Darwin stesso nel 1882 e continua tutt'oggi in tutto il mondo.

illustrazione di Alberto Giorgio

Il padre di Charles, il dottor Darwin, aveva sperato che suo figlio diventasse un medico, come lui.
Ma dopo un anno alla facoltà di medicina di Edimburgo, Charles aveva rinunciato agli studi: la vista del sangue lo faceva star male.

illustrazione di Alberto Giorgio

Un giorno partì con il brigantino della Reale Marina Britannica Beagle, lasciò il porto di Plymouth per entrare nella storia.


illustrazione di Alberto Giorgio

Viaggiò tantissimo: Capo Verde, Brasile, Terra del Fuoco, Capo Horn, Cile, Galápagos, Tahiti, Nuova Zelanda, Australia, Mauritius, Capo di Buona Speranza...


illustrazione di Alberto Giorgio

La quantità di dati che Charles poté annotare nei suoi quaderni fu impressionante. 
Scoprì reperti fossili, geologici, resti di animali sconosciuti, esplorò foreste e deserti, risalì fiumi, scalò montagne, raccolse campioni di quasi tutte le varietà vegetali e animali che gli capitò di incontrare.
E quando poteva, inviava in Inghilterra sia le sue collezioni che gli appunti.

martedì 15 ottobre 2019

Tutti al lavoro per la festa di Halloween!




Sarà una bella festa!
Inizieremo con la proiezione di Playing Frankenstein.

Playing Frankenstein è un cortometraggio in italiano e in inglese, realizzato a maggio del 2019 dai ragazzi delle terze della Scuola Fogazzaro, diretto da Nives Carli e Cecilia Prosperi, con il supporto tecnico di Alessandro Buoso, nell'ambito del Laboratorio di teatro proposto dall'Associazione Peter Pan.

Continueremo con delle storie di mostri per i più piccolini... 
Alcuni classici della letteratura per l'infanzia verranno letti da Chiara, Elena, Mattia, Greta, Emilia, Andreagiulia, Aurora e Carolina, delle classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado di La Salute di Livenza, che hanno seguito il corso di lettura animata, tenuto da Denise De Bortoli.

Inoltre giocheremo, mangeremo dolcetti e bruceremo tutte le nostre paure, facendone un bel falò!

Vi aspettiamo numerosi!

martedì 15 marzo 2016

The Great Britain Show


Il 26 febbraio, noi, ragazzi delle classi terze, siamo andati al teatro Russolo di Portogruaro a vedere uno spettacolo in lingua inglese "The Great Britain Show".
Nella prima scena, il protagonista, Neil Niceman, si è presentato e ha interpretato uno studente quattordicenne, non molto brillante, in the classroom, che grazie alla sua immaginazione riesce a passare un esame.
Neil conosce un libro parlante che gli racconta la storia della Gran Bretagna, e la conduttrice di uno spettacolo televisivo il "Great Britain Show",  che passa da Charlie Chaplin, alla regina, a Freddy Mercury e Shakespeare che mettono a confronto le loro epoche.
Ad un certo punto c'è stato uno sketch tra John Bull, un inglese, e Mario Rossi, un italiano, che si sono presi in giro a vicenda, puntando sui luoghi comuni sugli italiani e sugli inglesi, ma che alla fine si accordavano parlando di calcio.
Nel II atto è stata molto divertente la scena dei fratelli Mac Donald: Jimmy aveva bevuto tutto il whisky di Angus, che lo scopre e cerca di catturarlo con una trappola per topi, posizionata sulla sedia.
 L'atto si conclude con Neil che ritorna in classe il giorno dell'esame.
A spettacolo finito, l'attore che interpretava Neil, si è fatto intervistare dal pubblico. Abbiamo scoperto che vive a Londra e che nel tempo libero gli piace scrivere.
Lo spettacolo ci è molto piaciuto e speriamo di passare anche noi l'esame come Neil!

Alessia Marino, Laura Valente, Marella Fruttaldo, Tania Saltarel, Marco Ridolfo e Paolo Mattiuzzo
IIIB

lunedì 22 febbraio 2016

Bandiere europee

Belgio

La bandiera è stata creata nel 1830 a Bruxelles.
Le origini dei colori della bandiera del Belgio risalgono al 1789 della provincia di Brabante (che si trova tra Belgio e Paesi Bassi) ma in posizione orizzontale. Dal 1830 al momento dell´indipendenza dai Paesi Bassi,  le bande divennero quindi verticali, ispirati alla Bandiera francese. La bandiera venne adottata il 23 gennaio 1831.
Il nero, il giallo oro e il rosso sono i simbolici colori della bandiera del Paese; il nero rappresenta la difesa; il giallo oro rappresenta il leone (che rappresenta lo stemma del Ducato di Brabante) ed il rosso rappresenta la lingua e le unghie del leone. La scelta di un tricolore verticale venne fatta in funzione antiolandese e in omaggio alla Francia, alleata del Belgio.

Simone Saltarel II B



Italia


Il tricolore italiano non fu utilizzato subito su una bandiera, bensì su una coccarda tricolore durante la sommossa di Bologna contro lo Stato Pontificio del 13-14 novembre 1794.
Il debutto del tricolore italiano su una bandiera è legato alla discesa di Napoleone Bonaparte nella penisola italiana di due anni più tardi. Nell'Archivio Storico del comune di Cherasco è conservato un documento che comprova, il 13 maggio 1796, in occasione dell'armistizio di Cherasco tra Napoleone e le truppe austro-piemontesi, il primo utilizzo del rosso, del bianco e del verde su uno stendardo militare di un'unità militare italiana alleata con i francesi:
«[...] si è elevato uno stendardo, formato con tre tele di diverso colore, cioè Rosso, Bianco, Verde.»
Sul documento la parola "Verde" è stata successivamente sostituita da "Bleu", cioè dal colore che forma, insieme al bianco e il rosso, la bandiera francese. Con il susseguirsi delle vittorie militari di Napoleone e la conseguente nascita delle repubbliche, in molte città italiane si assunsero, negli stendardi militari, il rosso, il bianco e il verde quali simbolo del rinnovamento.
Il 18 ottobre 1796 la Congregazione filo-napoleonica dei magistrati e dei deputati di Bologna deliberò la creazione di un vessillo nazionale tricolore. Su un documento conservato nell'Archivio di Stato a Bologna si può leggere:
«[...] Bandiera coi colori Nazionali - Richiesto quali siano i colori Nazionali per formarne una Bandiera, si è risposto il Verde il Bianco ed il Rosso [...].»
Il  verde per ricordare i nostri prati, il bianco per le nostre nevi perenni, ed il rosso in omaggio ai soldati che sono morti in tante travagliate guerre.

Adrian Mic II B


Regno Unito

La bandiera del Regno Unito è chiamata Union Flag oppure Union Jack. La bandiera attuale fu adottata nel 1801 in seguito all'atto di unione con il quale il Regno di Gran Bretagna e il Regno d'Irlanda si univano a formare il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda, tuttavia è la versione modificata della precedente bandiera del regno (istituita nel 1606) ed è anche stata la bandiera rappresentativa dell'Impero britannico. Infatti, alcune ex-colonie britanniche e reami del Commonwealth (ad esempio il Canada) danno ancora status ufficiale o semi-ufficiale a questa bandiera. È l'unica bandiera al mondo ad aver sventolato su tutti i sei continenti contemporaneamente: Europa, Nord e Sud America, Africa, Asia, Oceania e Antartide. Ancora oggi l'Union Flag è presente nell'angolo di alcune bandiere nazionali: Australia, Nuova Zelanda, Figi e Tuvalu. Inoltre è presente su tutte le bandiere delle dipendenze britanniche d'oltremare (tranne Gibilterra) e sulle due bandiere degli Stati associati alla Nuova Zelanda: le isole Cook e Niue.

Alex Zago IIB


Irlanda



Il tricolore irlandese è principalmente il simbolo delle diverse comunità dell’ Irlanda.
L’origine  risale al XVIII secolo. Ecco il significato dei colori: il verde per i cattolici, l’arancione per i protestanti e il bianco per la pace tra i cattolici e protestanti.
Lirlanda è anche chiamata  L’ISOLA SMERALDO PER I SUI ENORMI PRETI VERDI.
Filippo Cicuto IIB




martedì 16 febbraio 2016

Detective in erba

Ecco l'antefatto più attendibile di quelli pervenuti, cioè quello che ha tenuto conto di tutti i dettagli dell'epilogo proposto.


Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, molti nazisti scapparono dall'Europa e molti "cacciatori di nazisti" li cercarono ai quattro angoli della terra: alcuni di loro agivano nel rispetto della legge, riportavano i nazisti in Europa e li facevano processare, altri li uccidevano direttamente. Tra questi il più famoso era soprannominato Anonimo, nessuno conosceva la sua identità, ma tutti sapevano quali erano le sue vittime perché le marchiava con una A sulla fronte, la sua era una vendetta personale. Dopo 3 anni di attività, Anonimo per un mese non fece più vittime, si pensò che fosse morto, invece ritornato dal Sudamerica aveva deciso di stabilirsi a Londra. Lì si era creato un'esistenza assolutamente normale. Lui era un ebreo tedesco ma si era stabilito in Inghilterra per studio prima dello scoppio della guerra. La sua famiglia, invece, era rimasta a Berlino e successivamente venne deportata e sterminata ad Auschwitz.
Un giorno mentre era sulla metropolitana entrò una bella donna bionda, lui ne fu subito sedotto, ma tutto cambiò quando lei si tolse i guanti e vide all'anulare l'anello con il simbolo della famiglia Braun: una delle famiglie che seguirono Hitler dall'inizio alla fine della sua follia, scappando in Messico alla presa di Berlino. Lui aveva ucciso tutta la famiglia, ma Anna la più giovane era riuscita a scappare.
Non appena realizzò che era lei, si alzò e la uccise con un unico colpo di pistola al petto.
Andò alla polizia per costituirsi (lo avevano visto in troppi sul metro!), ma Anonimo aveva conoscenze importanti nell'esercito inglese, nel quale aveva combattuto durante il secondo conflitto mondiale, quindi venne liberato subito: molti dei suoi commilitoni avrebbero fatto lo stesso al suo posto.
Elia Brichese, Alex Biasia, Clara Caminotto, Paolo Mattiuzzo (IIIB)

In realtà questo racconto non corrisponde al vero antefatto che è molto più barocco, leggetelo qui sotto.



Cinquanta anni prima i due si erano sposati, poco dopo lei aveva conosciuto un altro uomo, loro vicino di casa, se ne era innamorata e aveva chiesto al marito il divorzio.

Lui non volle concederglielo. Lei e il suo amante trovarono allora il modo di liberarsi del marito. Inscenarono insieme l'omicidio di lei: lei si tagliò un dito che seppellì nel giardino e sparì dalla circolazione. L'amante, telefonò alla polizia, dicendo si essere un vicino della coppia ed accusando il marito di lei di averla uccisa e tagliata a pezzi, aggiunse di averlo anche visto seppellire alcune parti del suo corpo nel giardino. La polizia trovò il dito tagliato di lei e suo marito finì quindi in carcere per più di quarantanni. Tornato libero, il marito, casualmente, vide salire sulla metropolitana una donna che somigliava a sua moglie, quando la donna si era tolta i guanti, l'aveva riconosciuta ed uccisa per vendetta. Recatosi alla polizia fu rilasciato in quanto , secondo la legge inglese, un uomo non può essere condannato due volte per lo stesso crimine e lui, aveva già scontato moltissimi anni di prigione per l'omicidio della moglie.

lunedì 25 gennaio 2016

Gioca con la tua fantasia e scopri l'enigma



Provate a ricostruire l'antefatto di questa storia e scrivete un piccolo racconto. Poi inviatelo a passaparola.magazine@gmail.com

Scopriremo chi tra gli studenti della scuola si avvicinerà di più al vero antefatto, vincendo il titolo di "detective in erba".

Alcuni anni fa in Inghilterra, un uomo salì sulla metropolitana: dopo alcune fermate salì anche una donna, la quale si sedette e si tolse i guanti. L'uomo si alzò e la uccise. Poi andò alla polizia e fu lasciato libero dopo meno di un'ora.

Volare: il gioco, il viaggio, la guerra

IL GIOCO
Gli aquiloni

Gli aquiloni furono inventati 2800 anni fa in Cina. Le prime descrizioni degli aquiloni, però, furono diffuse, in Occidente, attraverso gli scritti di Marco Polo solo alla fine del XIII secolo, mentre i primi aquiloni provenienti dal Giappone e dalla Malesia furono importati dai marinai nel XVI e XVII secolo. Inizialmente venivano considerati delle vere e proprie curiosità, ma successivamente nel XVIII e XIX secolo, gli aquiloni furono uno strumento per ricerche scientifiche. Benjamin Franklin pubblicò la descrizione di un esperimento per provare che il fulmine è un' espressione di elettricità, facendo volare, durante un temporale, un aquilone, a cui aveva legato una chiave di ferro come conduttore. Gli aquiloni furono usati durante la ricerca e lo sviluppo del progetto, dai fratelli Wright per la costruzione del primo aeroplano alla fine del‘800.


Esistono quattro tipi di aquilone: quello statico, combattente, acrobatico e quello a trazione. 
L'aquilone statico è controllato da un unico cavo che lo fa rimanere in aria. L'aquilone combattente è controllato da un unico cavo, ma grazie alle sue particolari caratteristiche può passare da una posizione stabile a una instabile (quando viene allentata la tensione del filo). Quando si trova in una posizione instabile l'aquilone tende a fare dei giri su se stesso. 
La persona che guida l'aquilone combattente può fargli compiere dei movimenti alternando la spinta sul cavo di ritenuta, ottenendo quindi delle acrobazie che possono essere giri su se stesso, picchiate, cabrate, volo orizzontale e volo obliquo. 
L'aquilone acrobatico può essere controllato da due a quattro cavi e può eseguire acrobazie nel cielo. 
Nelle gare i partecipanti devono sostenere 3 diverse prove:
le figure di precisione, rappresentazioni nel cielo di figure obbligatorie riportate su un foglio;
la parte di free-style, praticamente una sessione di volo libero;
il balletto, esecuzione di acrobazie a tempo di musica.
Le gare possono essere eseguite individualmente, in coppia o in squadra. L'aquilonismo acrobatico è molto praticato in Francia, negli USA, in Canada, UK , in Germania, nei Paesi Bassi, in Svizzera e in Italia.

Elisa Brollo (IIIA)


La Mongolfiera

Il primo tentativo di volo con una Mongolfiera fu realizzato il 19 settembre 1783 dai fratelli Francesi Mongolfier  (da qui il nome Mongolfiera). I fratelli  usarono come passeggeri per il volo una pecora, un gallo e un'anitra, riuscirono a volare dentro un cesto legato ad un pallone con aria calda all'interno per tre chilometri circa.

 Ma il primo volo in Mongolfiera della storia con persone a bordo fu fatto a Parigi il 21 novembre 1783 da  Jean-Francois in compagnia del Marchese d'Arlandes.
 I fratelli Mongolfier ritenevano che a fare volare  la Mongolfiera  non fosse l'aria calda all'interno del “pallone” ma bensì un particolare gas che venne chiamato il “gas Mongolfier”.

Il merito di comprendere che la Mongolfiera volava semplicemente grazie all'aria calda va riconosciuta allo scienziato Italiano Alessandro Volta. Attualmente le Mongolfiere in Europa sono fabbricate in due sole fabbriche, uno è a Barcellona ed il secondo in Inghilterra.

L'obbiettivo di ottenere una massa di gas più leggera dell'atmosfera circostante può essere ottenuto con strategie differenti; può infatti venire utilizzata aria riscaldata o gas più leggeri dell'aria o entrambi. 
I gas che possono essere usati sono elio, idrogeno, ammoniaca [molto raramente perché tossica]

Con un  m3 di gas si può sollevare  kg 1. 


Filippo Cicuto IIB


IL VIAGGIO, LA GUERRA

L'aeroplano (anche aereo) è un aeromobile dotato di ali rigide, piane e solitamente fisse che sospinto da uno o più motori, è in grado di decollare e atterrare su piste rigide e volare nell'atmosfera terrestre sotto il controllo di un pilota.
L'aeroplano è utilizzato, nelle sue svariate forme, dimensioni e configurazioni, come mezzo di trasporto di persone, di merci e come strumento militare.
Il Flyer, il primo aeroplano propriamente detto, vide la luce nel 1903, quando i fratelli Wright riuscirono a far spiccare il volo ad una sorta di aliante. 
Il primo aereo italiano fu costruito da Aristide Faccioli nel 1908.


Inizialmente l'aereo fu considerato una semplice curiosità per appassionati, ma a poco a poco si iniziò a riconoscerne le capacità e nacquero i primi modelli capaci di prestazioni di volta in volta ritenute impossibili sino a poco tempo prima: sorvolare le Alpi, volare sopra il canale della Manica, o semplicemente, raggiungere altezze e velocità sempre più elevate.

L'avvio di uno sviluppo più scientifico avvenne in concomitanza con la prima guerra mondiale. Fino ad allora gli Stati si erano relativamente disinteressati alle potenzialità del nuovo mezzo ma la guerra innescò l'interesse di questi ultimi nel campo aeronautico.
Tra il 1914 e il 1918 nacquero moltissimi modelli biplani destinati inizialmente a compiti di ricognizione.
Alla fine della prima guerra mondiale, l'aeroplano uscì notevolmente migliorato.
Dagli anni Venti si iniziò a guardare al velivolo come un pacifico mezzo di trasporto. 
Nacquero così le prime compagnie aeree.
La pacifica evoluzione dell'aeroplano subì una nuova accelerazione con i nuovi venti di guerra che spiravano sul mondo alla metà degli anni Trenta. 
Allo scoppio della seconda guerra mondiale tutte le potenze, partecipanti al conflitto, erano dotate di una moderna aeronautica da caccia e da bombardamento.

Un Boeing B-17 Flying Fortress

I bombardamenti strategici furono una costante della guerra.
Gli Alleati costruirono bombardieri con 4 motori e con grande capacità di carico: il più famoso fu il B-17.
Sempre durante la seconda guerra mondiale, in Inghilterra nacque  il radar, che velocemente venne esportato negli Stati Uniti e adottato anche in Germania. Era l'unico modo per prevedere con un certo anticipo un attacco aereo nemico e permettere ai propri caccia di decollare in tempo. Dapprima solo in postazioni terrestri, poi anche montato su aerei.
A fianco dell'Aeronautica si svilupparono anche accorgimenti a terra per limitare i danni degli attacchi aerei: i bunker e i cannoni antiaerei.


Simone Saltarel  (IIB)

giovedì 21 gennaio 2016

Focus on Elisabetta I d'Inghilterra


Elisabetta I fu regina d'Inghilterra  dal 1588 al 1603.
Era figlia di Anna Bolena e di Enrico VIII. Lei era salita al trono dopo la morte dei suoi fratelli. Elisabetta compì un vero miracolo trasformando l'Inghilterra da stato povero a stato ricco e potente.
Continuò la politica del padre Enrico VIII, riaffermando l'obbedienza alla fede anglicana, la tolleranza ai puritani e proibendo il cattolicesimo.
Si lanciò nel controllo dei commerci internazionali facendo un  accordo con i corsari e  mandandoli contro la rivale Spagna di Filippo II.
Filippo II (erede di Carlo V) si era fatto promotore della difesa della religione Cattolica, per questo venne chiamato il Cattolicissimo.
Lui voleva invadere i Paesi Bassi, proprio perché erano protestanti, ma in aiuto di questi ultimi arrivò  proprio Elisabetta I.
Filippo II, a quel punto, voleva punire l’ Inghilterra, invadendola, per questo allestì una flotta di 130 navi con 17.000 soldati chiamata L’ Invincibile Armata,  ma fu sconfitto e perse il controllo dell’ Atlantico.
Letizia Dal Tin (IIA)

lunedì 14 dicembre 2015

Natale in...


Christmas is a time for parties, presents, traditional customs and eating. Christmas Eve is the time when the Christmas tree is usually decorated. The decorations stay on the tree for twelve days. If you leave them longer people say that it brings bad luck. The custom of decorating trees began in Britain in 1841 when Prince Albert had a Christmas tree put up in Windsor Castle, from Germany, for his wife Queen Victoria and their children.
The American Santa Claus is known by the British children as Father Christmas. Children write letters to Santa Claus/Father Christmas and ask him to bring presents.
Children leave stockings by the fireplace or at the end of their beds so Santa Claus/Father Christmas can fill them with presents. They also leave him some milk or sherry and some food. 
The traditional Christmas meal is turkey, potatoes, and the Christmas pudding, a mixture of dried fruit, sugar and spices served with a syrup made with brandy and butter; there is a coin inside the pudding which brings good luck to the person who finds it.
Elisa Brollo e Amra Hodzic IIIA


In Germania le più importanti tradizioni che accompagnano il periodo natalizio sono : il calendario e la corona dell'Avvento.
Quest'ultima è una corona di rami d'abete decorata con 4 candele: ogni domenica dell'Avvento se ne accende una, in modo che a Natale risplendano tutte e quattro.
Il calendario dell'Avvento contiene giochini e cioccolatini, uno per ogni giorno dall'uno al 24 Dicembre.
In Germania si usa scrivere le letterine a Gesù Bambino e per renderle più gradevoli le si intingono nei brillantini, per farle brillare alla luce. Le lettere vengono sigillate in alcune buste e messe sopra il davanzale della finestra.
L'Albero di Natale è il simbolo del Natale per eccellenza e se ne trova uno in ogni casa, in ogni chiesa e anche sulle tombe.
Nel XVI secolo l'albero era decorato con mele, noci e fiori di carta.
Una tradizione è anche quella di lodare l'albero di Natale (Christbaum-Loben). Si va di casa in casa, da amici e parenti, e si lodano i loro alberi.
Una delle più antiche usanze in Germania è quella delle klöpfelnächte. I tre giovedì prima di Natale, i bambini si vestono da pastori e bussano alle porte per poi cantare canzoni natalizie e invocare benedizioni su di loro. In compenso, ricevono un piccolo dono.
Tipici del periodo natalizio sono i Lebkuchen, biscotti speziati che hanno forme diverse e si preparano con il miele e la farina.
La notte della vigilia è il momento in cui quasi tutti i tedeschi si riuniscono a festeggiare.
Tradizionalmente la portata principale è l'arrosto d'oca imbottito di castagne, mele e cipolle. Per contorno si usa il cavolo rosso e dei grandi gnocchi di patate (Klöße).
Come alternativa all'arrosto ci sono Weihnachtskarpfen (carpe di Natale).
La cena si conclude con un dolce, che ha una lievitazione di tre settimane: il Christstollen. Esso è un grosso pandolce cosparso di zucchero a velo, ha un sapore che ricorda un po' il nostro panettone.
 Anastasia Bugoev, Aurora Pavan e Vittoria Dafne Vian IIA


In Spagna la celebrazione del Natale è particolarmente sentita. Le feste si protraggono dal 22 dicembre al 6 gennaio.
Tutto inizia appunto il 22 con il sorteggio della Lotteria di Natale (Lotería de Navidad), avvenimento molto importante che coinvolge tutta la nazione e contribuisce alla creazione dell'atmosfera natalizia.
L’estrazione viene trasmessa dalle emittenti radiofoniche e televisive.
La lotteria è anche un grande successo economico: sono moltissimi i biglietti venduti. 
Gli Spagnoli, come tanti altri popoli, fanno un grande albero, nelle loro case, per celebrare il Santo Natale.
Il 24 dicembre si celebra la vigilia di Natale: la Nochebuena, che tradotto in italiano vuol dire “la notte buona”.
In questa serata gli Spagnoli usano riunirsi per celebrare la cena più importante dell’anno e si mangiano piatti tipici della cucina spagnola tra cui crostacei, merluzzo, pagello, orata, carne di maiale, tacchino, agnello e prosciutto. Queste pietanze sono accompagnate da sidro, vino, in particolare il cava (un vino tipico spagnolo molto simile allo spumante). 
Al termine della cena si mangiano i dolci: torrone, marzapane e frittelle.
Durante la notte si ascoltano o vengono cantati i villancicos, canti che esprimono stati d’animo felici, ma a volte anche nostalgici e tristi. Alcuni narrano avvenimenti relativi a Betlemme o alla vita di Gesù, altri parlano di fatti quotidiani e sentimenti. Per questi canti vengono utilizzati strumenti diversi secondo la regione. 
I bambini spagnoli non ricevono i regali il 25 dicembre, ma il giorno dell'Epifania: giorno in cui Gesù ha ricevuto i regali dai Re Magi.
Zago Alex, Filippo Cicuto, Simone Saltarel, Vittoria Rizzardini IIB