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mercoledì 25 marzo 2020

Rubrica: viaggi all'estero


Il viaggio più bello che io abbia mai fatto è stato a Disneyland Paris.
Ci siamo andati in aereo: è stato bellissimo guardare tutte quelle nuvole.
Appena arrivata al parco di divertimenti mi sono commossa nel vedere quell'immenso castello rosa e oro; alla sera era ancor più bello perché veniva illuminato, in modo spettacolare.
Mi sembrava di essere dentro a una fiaba: tutto era magico.
E' stata una vacanza meravigliosa, non la dimenticherò mai!
Ginevra

Io, mia mamma e mio papà siamo andati a Londra dal 19 al 24 febbraio a trovare mia sorella, che sta in Inghilterra già da un po' di tempo.
Lì abbiamo visitato il Tower Bridge, il Big Ben, il British Museum, la National Gallery, la National Portrait Gallery, il Museo di Storia Naturale, il Palazzo e l' Abbazia di Westminster.
Abbiamo ammirato il panorama della città dal London Eye e dallo Sky Garden.
Abbiamo passeggiato per Portobello RoadCamden TownCovent Garden, Piccadily Circus, Greenwich Park,  Regent's Park e siamo saliti a Primrose Hill.
Insomma: abbiamo fatto un sacco di cose!
Questi giorni a Londra sono stati molto belli e interessanti, ma anche sfiancanti. Per raggiungere i diversi luoghi ci siamo spostati, spesso, a piedi: abbiamo fatto, in media, una quindicina di chilometri al giorno... ma alla fine ne è valsa la pena!
Tommaso



Il 7 marzo scorso sono partito, con i miei genitori, i miei zii e cugini, per un viaggio speciale: la mia prima crociera.
Siamo partiti da Savona.
La nave era grandissima e nuova di zecca. Appena arrivati al porto, il personale di bordo ci ha portato i bagagli in cabina: una stanza bellissima affacciata sul mare.
Abbiamo pranzato in uno dei tanti ristorante della nave, dopo ci hanno subito fatto fare la prova di salvataggio e poi tutti sù sul ponte per gustarci la partenza.
Si viaggiava di notte e ogni mattina, dopo una colazione veloce, visitavamo le città che avevamo raggiunto: Marsiglia, Barcellona e Palma de Maiorca. (Saremmo dovuti scendere anche a Civitavecchia e La Spezia ma in realtà non l'abbiamo potuto fare per l'emergenza sanitaria in atto.)
Ritornati dalle escursioni del mattino, andavamo al self service a mangiare e poi facevamo un giretto della nave o andavamo in piscina.  Dopo ci preparavamo, andavamo al ristorante per cena e poi a degli spettacoli.
Quando è finita la vacanza ero triste, ma soprattutto ero preoccupato per l'emergenza Corona virus.

Lorenzo



L'ultima vacanza che ho fatto, con la mia famiglia e la nonna, è stata in Germania  a Salzgitter, in Germania del nord.
Siamo andati lì per far visita a mia zia che ci ha ospitati. 
Siamo rimati a Salzgitter per qualche giorno e abbiamo avuto modo così di fare visita ad altri amici dei miei genitori e di visitare la città, anche se il tempo non è sempre stato dei migliori. 
A causa del cattivo tempo siamo rimasti un giorno in più in Germania, per aspettare le condizioni migliori per rimetterci in strada. 
In realtà non siamo rientrati subito in Italia: siamo andati prima in Romania, a portare a casa la nonna, e ci siamo fermati lì per due giorni, per goderci i nonni!
E' stata una vacanza molto bella!
Manuel


Io e la mia famiglia ad aprile 2019 abbiamo prenotato una vacanza a Fuerteventura per ottobre (dal 14 al 21). Io ero molto felice, soprattutto perché avrei trascorso il mio compleanno, il 19 ottobre, lì.
Finalmente quel giorno tanto atteso era arrivato. Ci siamo svegliati molto presto e siamo andati all'aeroporto di Verona... io amo viaggiare soprattutto in aereo!
Dopo quattro ore e mezza di volo, siamo arrivati a Fuerteventura. 
Appena scesi, abbiamo preso un autobus che ci ha portato al nostro hotel .
Quando l'autobus è uscito dalla zona dell'aeroporto, intorno avevamo solo roccia di color arancio, dopo un po' abbiamo visto le stupende dune di sabbia bianca del Sahara, portata lì dal vento.
La gente attraversa queste dune sui cammelli.
Arrivati all'hotel, dotato anche di una splendida piscina, abbiamo messo in camera i bagagli e siamo andati a mangiare.
I giorni seguenti siamo andati sulle dune e in spiagge da sogno: sabbia bianca senza conchiglie e mare limpidissimo pieno di pesci.
Abbiamo fatto anche un'escursione a Lanzarote e all' Isla de los Lobos, le isole di fronte a Fuerteventura.
Il giorno del mio compleanno, gli animatori dell'hotel mi hanno fatto una sorpresa: mi hanno portato una torta al cioccolato.
Ho trascorso una vacanza bellissima!
Valentina


Quattro anni fa sono andata in Venezuela.
Lì ho visitato Choroni che è una località costiera nell'estremo nord del comune di Girardot, nello stato di Aragua.
Sono andata spesso in spiaggia, a fare giri in barca, per andare a visitare le isole vicine e fare snorkeling.
Ho visto montagne e spiagge bellissime e anche cascate dall'acqua cristallina.
Inoltre sono andata a visitare la coltivazione di cacao di Chuao.

E' stata una vacanza bellissima!
Karen

mercoledì 22 gennaio 2020

In ricordo della giovane tedesca di origine ebraica Anna Frank (1929 Francoforte sul Meno - 1945 Campo di concentramento di Bergen-Belsen)

Anna è il simbolo del ricordo. 
Il suo diario è uno dei libri più letti al mondo.

La famiglia di Anna, quando i nazisti presero il potere, dovette trasferirsi dalla Germania ad Amsterdam in Olanda.
Presto Anna, a causa delle nuove leggi sulla razza, non poté più frequentare la scuola o andare in bicicletta. Anche lei, come tutti gli altri ebrei, venne obbligata a portare sui vestiti una stella di stoffa gialla come segno di riconoscimento.
Il padre di Anna si accordò con alcuni operai della sua fabbrica affinché gli portassero i pasti al rifugio dove si nascose con la sua famiglia, quando iniziarono le deportazioni degli ebrei.
Anna sognava di fare la scrittrice; per il suo tredicesimo compleanno le avevano regalato un diario: per gli oltre due anni che rimase nascosta, lei annotò i suoi sentimenti e pensieri in quel diario.
Sfortunatamente la polizia nazista scoprì Anna e la sua famiglia: vennero deportati in campo di concentramento, dove Anna morì di tifo alcuni mesi più tardi.

Mohamed Mtira e Gioia Zia (IIIAL)


lunedì 23 settembre 2019

Tahar Ben Jelloun: “Siamo sempre lo straniero di qualcun altro. Imparare a vivere insieme è lottare contro il razzismo.”


È uno scrittore, poeta e saggista marocchino nato a Fes il I dicembre del 1944 da una famiglia benestante di etnia berbera. Si trasferisce a Tangeri, dove frequenta il liceo francese, e poi a Rabat. Qui si iscrive all'università laureandosi in filosofia.
Intorno ai primi anni ’60 Ben Jelloun inizia la sua carriera di scrittore partecipando attivamente alla stesura della rivista Souffles che è diventata uno dei movimenti letterari più importanti del Nord-Africa.
In patria, ha svolto per diversi anni il ruolo di docente di filosofia, ma a causa dell’arabizzazione dell’insegnamento (e non essendo abilitato alla pedagogia in lingua araba), nel 1971 emigra a Parigi, e tre anni dopo consegue un dottorato in psichiatria sociale. Nel frattempo ha continuato a scrivere, sempre in francese, collaborando col quotidiano Le Monde.
Ben Jelloun è noto soprattutto per i suoi scritti sull'immigrazione e il razzismo, in particolare per Il razzismo spiegato a mia figlia.

IIIAL

martedì 12 febbraio 2019

Giorgio Perlasca (1910-1992): "Io credo di aver fatto qualcosa di normale... "


Giorgio Perlasca nacque a Como il 31 gennaio 1910. Dopo qualche mese, la sua famiglia si trasferì a Maserà, in provincia di Padova per motivi di lavoro.
Negli anni Venti aderì al Fascismo e partì come volontario per l'Africa orientale e per la Spagna.
Tornato in Italia, prese le distanze dal Fascismo: non approvava, infatti, le leggi razziali entrate in vigore nel 1938, né l'alleanza con la Germania nazista.
Durante la seconda guerra mondiale, venne mandato come diplomatico nei Paesi dell'Est per comprare carne per l'esercito italiano.
Nel 1943 si rifiutò di aderire alla Repubblica di Salò e venne quindi imprigionato in Ungheria, in un castello riservato ai diplomatici.
Quando i tedeschi presero il potere, Perlasca riuscì a fuggire, si nascose presso conoscenti e poi trovò rifugio presso l'Ambasciata spagnola. Ottenne il passaporto spagnolo (con il nome di Jorge Perlasca) e cominciò a collaborare con l'ambasciatore Sanz Briz. Insieme cominciarono a consegnare salvacondotti per proteggere i cittadini ungheresi di religione ebraica dalla deportazione dei campi di sterminio
Quando l'ambasciatore lasciò Budapest per tornare in Spagna, Perlasca si finse il nuovo diplomatico e riuscì a salvare e proteggere 5.218 Ebrei ungheresi.
Dopo l'entrata in Budapest dell'Armata Rossa, Giorgio Perlasca tornò in Italia e tornò alla sua vita, non raccontando a nessuno quello che aveva fatto a Budapest.
Solo negli anni Ottanta, grazie a un gruppo di donne ebree ungheresi che erano vive grazie a Perlasca, il mondo conobbe questa storia e di come, fingendosi un ambasciatore spagnolo, egli era riuscito a salvare oltre 5.000 Ebrei.
Giorgio Perlasca ottenne il riconoscimento di Giusto tra le Nazioni.
Morì a Maserà il 15 agosto 1992.

Ricerca a cura della IIIAL della Scuola Secondaria di Primo grado “A Fogazzaro” di La Salute di Livenza

Oskar Schindler (1908-1974): chiunque salva una vita, salva il mondo intero



Oskar Schindler nacque il 28 aprile 1908 in Moravia, che a quei tempi apparteneva all'Impero austro-ungarico.
Si diplomò presso un istituto tecnico, ma non riuscì a portare a compimento gli esami per entrare al College.
Si trasferì a Brno e intraprese diversi mestieri tra cui il parrucchiere.
Nel 1928 si sposò con Emilie Pelzl, figlia di un importante e benestante industriale. Dopo spostato, iniziò a lavorare per la Moravia Electrotechnic e prestò il servizio militare come caporale.
Nel 1931 venne assunto presso la Banca di Praga e qui lavorò per 7 anni. Nel frattempo divenne parte dei servizi segreti nazisti (dal 1936) e per questo venne arrestato e incarcerato per spionaggio dal governo ceco.
Nel 1939 divenne ufficialmente membro del partito nazista e cominciò a lavorare in Polonia. A Cracovia, nel 1942, fu costretto ad assistere con orrore ai rastrellamenti dei ghetti.
Aprì una fabbrica nel campo di concentramento di Plaszow e qui si rese conto della terribile tragedia che si stava compiendo.
Cominciò così a proteggere gli Ebrei che lavoravano nella sua fabbrica e quando fu ordinato di chiudere il campo di Plaszow e di trasferire tutti gli Ebrei ad Auschwitz, utilizzò tutti i suoi beni per salvare la vita a quante più persone possibili, trasferendoli a sue spese a Brunnlitz, una città della Cecoslovacchia, nel 1944.
Grazie a questo riuscì a salvare più di mille Ebrei.
Questa storia venne raccontata in un famoso film di Steven Spielberg: Schindler's list.
A conclusione della guerra, si trasferì con la moglie in Argentina, ma qui perse tutti i suoi soldi.
Tornato in Europa nel 1961, fu accolto con entusiasmo dai sopravvissuti dell'Olocausto in Israele e venne riconosciuto Giusto tra le Nazioni. Nel 1965 ricevette la Croce al Merito.
Morì a causa di un infarto nel 1974.

Ricerca a cura della IIIAL della Scuola Secondaria di Primo grado “A Fogazzaro” di La Salute di Livenza

mercoledì 6 febbraio 2019

Liliana Segre:"L'indifferenza è più colpevole della violenza stessa"



Liliana Segre è nata a Milano nel 1930, in una famiglia ebraica. Da piccola viene espulsa dalla scuola a soli otto anni, a seguito dell'intensificarsi delle leggi razziali in Italia. Nel 1943 la famiglia cerca di sfuggire in Svizzera, ma viene respinta dalle guardie di frontiera: il giorno dopo lei e il padre vengono arrestati in provincia di Varese. A soli 13 anni, Liliana Segre viene internata nel campo di concentramento di Auschwitz - Birkenau, dove ha perso il padre e i nonni paterni e dal quale verrà liberata nel 1945. Dei 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni che furono deportati a Auschwitz, Liliana è tra i soli 25 sopravvissuti. Per molto tempo non ha voluto parlare della propria esperienza, poi nel 1990, ha cominciato a girare per le scuole a raccontare quegli anni terribili. Nel 2004 è stata insignita del titolo di Commendatore della Repubblica, su iniziativa di Carlo Azeglio Ciampi. Tra i libri in cui porta la sua importante testimonianza, ricordiamo Fino a quando la mia stella brillerà, La memoria rende liberi e Scolpitelo nel vostro cuore. È Presidente del comitato per le Pietre d'inciampo - Milano, che raccoglie tutte le associazioni legate alla memoria della Resistenza, delle deportazioni e dell'antifascismo. Nel 2008 ha ricevuto la laurea honoris causa in Giurisprudenza dall'università degli Studi di Trieste e nel 2010 quella in Scienze pedagogiche dall'università degli Studi di Verona. Nel 2018 è stata nominata senatrice a vita dal presidente della Repubblica  Mattarella per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale.
Ecco un breve estratto del suo discorso in occasione della nomina: «Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l'indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare»

martedì 22 gennaio 2019

Da non perdere: "Figli del destino" di Francesco Miccichè e Marco Spagnoli


Mercoledì 23 gennaio 2019, alle 21.25,  andrà in onda su Rai 1, la docufiction Figli del destino, per la regia di Francesco Miccichè e Marco Spagnoli, che raccoglie le testimonianze e le storie di quattro bambini che, nel 1938, furono espulsi dalla scuola in quanto ebrei. 
Fra questi c'è anche la Senatrice Liliana Segre, da sempre in prima linea contro l'antisemitismo e le discriminazioni. Gli altri piccoli protagonisti sono Tullio Foà, Lia Levi e Guido Cava.

Consiglio di lettura: "Fino a quando la mia stella brillerà" di Liliana Segre con Daniela Palumbo

La sera in cui a Liliana viene detto che non potrà più andare a scuola, lei non sa nemmeno di essere ebrea. In poco tempo i giochi, le corse coi cavalli e i regali di suo papà diventano un ricordo e Liliana si ritrova prima emarginata, poi senza una casa, infine in fuga e arrestata. A tredici anni viene deportata ad Auschwitz. Parte il 30 gennaio del 1944 dal binario 21 della stazione Centrale di Milano e sarà l'unica bambina di quel treno a tornare indietro. Ogni sera nel campo cercava in cielo la sua stella. Poi ripeteva dentro di sé: finché io sarò viva, tu continuerai a brillare.


IIIBL


Visto per voi: Train de vie (1998 di Radu Mihăileanu)


Siamo nel 1941 in un villaggio dell'Europa dell'est. Schlomo, considerato il matto del villaggio, inventa un modo originale per salvare la sua comunità ebraica dalla deportazione nazista: organizzare un falso treno con il quale viaggiare verso Israele, cercando di ingannare i tedeschi, facendogli credere di essere deportati, macchinisti ed ufficiali nazisti. Tutto il villaggio contribuisce ai preparativi, e in poco tempo lo sgangherato treno parte, tra mille problemi... verso la libertà.

IIAL

venerdì 2 febbraio 2018

...something about Switzerland



The population of Switzerland is divided into four ethnic groups, each identified by one of the four official languages of the State: German, Italian, French and Romansh.


Romansh is spoken in the Canton of Graubünden and it is similar to Ladin.


The Swiss consider themselves citizens of a single State, with shared history, customs, institutions and principles, such as neutrality and religious tolerance.


The most common religions are Catholicism and the Protestant Christianity of the Swiss Reformed Church.

Immigration has always been intense and today immigrants make up 20% of the total population.

IIAL

mercoledì 22 novembre 2017

Focus on France

WORK IN PROGRESS...



DUE TO ITS SHAPE, FRANCE IS OFTEN REFERRED TO AS "L'HEXAGONE" (THE HEXAGONE).
ITS LAND BORDERS CONSIST OF BELGIUM AND LUXEMBOURG IN THE NORTH EAST, GERMANY AND SWITZERLAND IN THE EAST, ITALY AND MONACO IN THE SOUTH EAST, ANDORRA AND SPAIN IN THE SOUTH AND THE SOUTH WEST.


IT IS BORDERED BY THE NORTH SEA IN THE NORTH, THE ENGLISH CHANNEL IN THE NORTH WEST, THE ATLANTIC OCEAN IN THE WEST AND THE MEDITERRANEAN SEA IN THE SOUTH EAST.



...BETWEEN WONDERFUL CASTLES


AND NUCLEAR POWER PLANTS



venerdì 3 novembre 2017

Spotlight on European Countries: Portugal




The national Assembly has legislative power and the Government has executive power.

SOMETHING TYPICAL





LISBON: THE CAPITAL AND THE LARGEST CITY OF PORTUGAL

The TAGUS is the longest river in the Iberian Peninsula (1.007 km)


IIAL

venerdì 22 aprile 2016

Conoscere meglio l'Europa


Il Lions Club in collaborazione con l'Ufficio Scolastico Regionale per  il Veneto ha invitato gli Istituti della zona a partecipare a un'indagine conoscitiva  Quale Europa per i Giovani?
Le classi seconde del nostro Istituto hanno deciso di aderirvi.
Ogni ragazzo ha dovuto compilare un questionario composto di due parti:
- la prima parte voleva verificare se gli studenti delle scuole medie hanno una conoscenza sufficiente e corretta dell'UE
-la seconda parte chiedeva a ciascun allievo delle informazioni o delle valutazioni personali in merito all'UE.
Le domande del questionario erano 25, ma nessuno di noi è riuscito a rispondere in modo corretto a tutte: il punteggio massimo è stato 24. Alcune domande erano davvero dure: c'erano liste di Stati e noi dovevamo segnare quali fanno parte dell'UE e quali sono nell'Eurozona. Ci siamo accorti  che dobbiamo imparare ancora tante cose...
Per esempio sapevamo che l'UE è nata a Maastricht nel 1992, ma non sapevamo, ad esempio, il nome dei diversi rappresentanti (Presidente del Consiglio Europeo...) o da chi è formata la Commissione europea.
Questo ci ha spinti poi a fare delle ricerche in internet per colmare le nostre lacune e conoscere meglio l'UE di cui siamo dei cittadini.

Bugoev Anastasia, Vio Marco, Vian Vittoria Dafne, Quartesan Andrea, Dal Tin Letizia IIA

lunedì 22 febbraio 2016

Il premio Nobel



Il premio Nobel è stato creato da Alfred Bernhard Nobel (1833-1896).
Alfred era un chimico svedese che inventò la dinamite e la balistite, per facilitare il lavoro dei minatori.
Nel 1888 si trovava a Cannes e nel frattempo suo fratello Ludvig Nobel morì.
Per errore, un giornale francese pubblicò la morte di Alfred condannandolo per l' invenzione della dinamite.
L'articolo inizia con: "Alfred Nobel divenne ricco trovando il modo di uccidere il maggior numero di persone nel modo più veloce possibile".
Nobel iniziò a preoccuparsi di come la gente lo avrebbe ricordato alla sua morte e quindi volle lasciare un ricordo migliore di se stesso. Quindi, visto che attraverso le sue invenzioni era riuscito a raccogliere un immensa fortuna, decise di dare tutta la sua fortuna a una fondazione che aveva lo scopo di distribuire ogni anno cinque premi per chi avesse portato benefici all'umanità nei campi della letteratura, della chimica, della medicina, della fisica e della pace.
Il primo premio venne assegnato nel 1901.
Nel 1969 si introdusse anche il premio per l'economia.
Anche in Italia ci furono dei premi Nobel, di seguito ne ricordiamo solo alcuni: per la fisica Guglielmo Marconi ed Enrico Fermi (1909), per la letteratura Luigi Pirandello (1975) e Dario Fo (1997) che è uno scrittore e regista teatrale;e infine per la medicina Rita Levi-Montalcini (1986).
I premi generalmente sono assegnati ad Ottobre a Stoccolma il 10 dicembre, data della morte di Nobel, a parte quello della pace che viene assegnato il 10 dicembre a Oslo.

Laura Valente IIIB

Bandiere europee

Belgio

La bandiera è stata creata nel 1830 a Bruxelles.
Le origini dei colori della bandiera del Belgio risalgono al 1789 della provincia di Brabante (che si trova tra Belgio e Paesi Bassi) ma in posizione orizzontale. Dal 1830 al momento dell´indipendenza dai Paesi Bassi,  le bande divennero quindi verticali, ispirati alla Bandiera francese. La bandiera venne adottata il 23 gennaio 1831.
Il nero, il giallo oro e il rosso sono i simbolici colori della bandiera del Paese; il nero rappresenta la difesa; il giallo oro rappresenta il leone (che rappresenta lo stemma del Ducato di Brabante) ed il rosso rappresenta la lingua e le unghie del leone. La scelta di un tricolore verticale venne fatta in funzione antiolandese e in omaggio alla Francia, alleata del Belgio.

Simone Saltarel II B



Italia


Il tricolore italiano non fu utilizzato subito su una bandiera, bensì su una coccarda tricolore durante la sommossa di Bologna contro lo Stato Pontificio del 13-14 novembre 1794.
Il debutto del tricolore italiano su una bandiera è legato alla discesa di Napoleone Bonaparte nella penisola italiana di due anni più tardi. Nell'Archivio Storico del comune di Cherasco è conservato un documento che comprova, il 13 maggio 1796, in occasione dell'armistizio di Cherasco tra Napoleone e le truppe austro-piemontesi, il primo utilizzo del rosso, del bianco e del verde su uno stendardo militare di un'unità militare italiana alleata con i francesi:
«[...] si è elevato uno stendardo, formato con tre tele di diverso colore, cioè Rosso, Bianco, Verde.»
Sul documento la parola "Verde" è stata successivamente sostituita da "Bleu", cioè dal colore che forma, insieme al bianco e il rosso, la bandiera francese. Con il susseguirsi delle vittorie militari di Napoleone e la conseguente nascita delle repubbliche, in molte città italiane si assunsero, negli stendardi militari, il rosso, il bianco e il verde quali simbolo del rinnovamento.
Il 18 ottobre 1796 la Congregazione filo-napoleonica dei magistrati e dei deputati di Bologna deliberò la creazione di un vessillo nazionale tricolore. Su un documento conservato nell'Archivio di Stato a Bologna si può leggere:
«[...] Bandiera coi colori Nazionali - Richiesto quali siano i colori Nazionali per formarne una Bandiera, si è risposto il Verde il Bianco ed il Rosso [...].»
Il  verde per ricordare i nostri prati, il bianco per le nostre nevi perenni, ed il rosso in omaggio ai soldati che sono morti in tante travagliate guerre.

Adrian Mic II B


Regno Unito

La bandiera del Regno Unito è chiamata Union Flag oppure Union Jack. La bandiera attuale fu adottata nel 1801 in seguito all'atto di unione con il quale il Regno di Gran Bretagna e il Regno d'Irlanda si univano a formare il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda, tuttavia è la versione modificata della precedente bandiera del regno (istituita nel 1606) ed è anche stata la bandiera rappresentativa dell'Impero britannico. Infatti, alcune ex-colonie britanniche e reami del Commonwealth (ad esempio il Canada) danno ancora status ufficiale o semi-ufficiale a questa bandiera. È l'unica bandiera al mondo ad aver sventolato su tutti i sei continenti contemporaneamente: Europa, Nord e Sud America, Africa, Asia, Oceania e Antartide. Ancora oggi l'Union Flag è presente nell'angolo di alcune bandiere nazionali: Australia, Nuova Zelanda, Figi e Tuvalu. Inoltre è presente su tutte le bandiere delle dipendenze britanniche d'oltremare (tranne Gibilterra) e sulle due bandiere degli Stati associati alla Nuova Zelanda: le isole Cook e Niue.

Alex Zago IIB


Irlanda



Il tricolore irlandese è principalmente il simbolo delle diverse comunità dell’ Irlanda.
L’origine  risale al XVIII secolo. Ecco il significato dei colori: il verde per i cattolici, l’arancione per i protestanti e il bianco per la pace tra i cattolici e protestanti.
Lirlanda è anche chiamata  L’ISOLA SMERALDO PER I SUI ENORMI PRETI VERDI.
Filippo Cicuto IIB




giovedì 21 gennaio 2016

Inni d'Europa: Norvegia, Svizzera e Repubblica Ceca


NORVEGIA

Ja, vi elsker dette landet,
som det stiger frem,
furet, værbitt over vannet,
med de tusen hjem.
Elsker, elsker det og tenker
på vår far og mor
og den saganatt som senker
drømmer på vår jord.
Sì, noi amiamo questo paese,
così come s'innalza,
solcato, vittima del tempo sulle acque,
coi suoi mille paesi.
L'amiamo, l'amiamo e pensiamo
ai nostri padri e madri
e alla notte delle saghe che affonda
sogni nella nostra terra.

Questa è l'unica strofa che viene normalmente cantata; essa allude ai fiordi, alla durezza del clima, ai piccoli paesi (tusen hjem è un'espressione comune per "dappertutto, ovunque abiti gente in Norvegia"), al passato mitologico delle saghe.
Dette landet Harald berget
med sin kjemperad,
dette landet Håkon verget
medens Øyvind kvad;
Olav på det landet malte
korset med sitt blod,
fra dets høye Sverre talte
Roma midt imot.


Bønder sine økser brynte
hvor en hær dro frem,
Tordenskiold langs kysten lynte,
så det lystes hjem.
Kvinner selv stod opp og strede
som de vare menn;
andre kunne bare grede,
men de kom igjen!


Visstnok var vi ikke mange,
men vi strakk dog til,
da vi prøvdes noen gange,
og det stod på spill;
ti vi heller landet brente
enn det kom til fall;
husker bare hva som hendte
ned på Fredrikshald!


Hårde tider har vi døyet,
ble til sist forstøtt;
men i verste nød blåøyet
frihet ble oss født.
Det gav faderkraft å bære
hungersnød og krig,
det gav døden selv sin ære -
og det gav forlik.
Harald salvò questo paese
con la sua gran flotta,
Håkon protesse questo paese
mentre Øyvind cantava;
Olav dipinse su questo paese
la croce col suo sangue,
dalle sue altezze Sverre parlò
dritto contro Roma.


I contadini affilarono le loro asce
quando s'avvicinò un esercito,
Tordenskiold sfolgorò lungo la costa,
sì che si vide a casa.
Anche le donne si ribellarono e si batterono
come fossero uomini;
altri potevano solo piangere,
ma tutto finì!

Certo non eravamo molti,
ma fummo abbastanza,
quando fummo sfidati,
e il paese era in gioco;
lasciammo piuttosto bruciare il paese
che farlo cadere;
ricordiamo solo cosa accadde
laggiù a Fredrikshald!



Abbiamo passato tempi duri,
e infine fummo scacciati;
ma nella disgrazia un'innocente
libertà fu per noi nata.
Diede forza paterna soffrire
fame e guerra,
diede alla stessa morte il suo onore -
e diede compromesso.

Le parole dell'inno sono state scritte da Bjørnstjerne Bjørnson (1832-1910) , premio Nobel e maggior letterato norvegese; la musica fu composta da Rikard Nordraak (1842-1866) nel 1864.
Nel 1905 la Svezia concesse l'indipendenza alla Norvegia (che era stata sotto il dominio svedese dal 1814) e in tale occasione, bandiera e inno, fino allora di uso locale divennero simboli nazionali.
Anastasia Bugoev IIA


SVIZZERA


Il testo originario in tedesco di Leonhard Widmer è stato tradotto da tre autori in tutte le lingue ufficiali svizzere.


Testo tedesco
di Leonhard Widmer

(1809-1867)
Testo francese
di Charles Chatelanat

(1833-1907)
Testo romancio
di Gion Antoni Bühler

(1825-1897)
Testo italiano
di Camillo Valsangiacomo

(1898-1978)
Trittst im Morgenrot daher,
Seh'ich dich im Strahlenmeer,
Dich, du Hocherhabener, Herrlicher!
Wenn der Alpenfirn sich rötet,
Betet, freie Schweizer, betet!
Eure fromme Seele ahnt
Eure fromme Seele ahnt
Gott im hehren Vaterland,
Gott, den Herrn, im hehren Vaterland.
Sur nos monts, quand le soleil
Annonce un brillant réveil,
Et prédit d'un plus beau jour le retour,
Les beautés de la patrie
Parlent à l'âme attendrie;
Au ciel montent plus joyeux
Au ciel montent plus    joyeux
Les accents d'un coeur pieux,
Les accents émus d'un coeur pieux.
En l'aurora la damaun ta salida il carstgaun,
spiert etern dominatur, Tutpussent!
Cur ch'ils munts straglischan sura,
ura liber Svizzer, ura.
Mia olma senta ferm,
Mia olma senta ferm Dieu en tschiel,
il bab etern, Dieu en tschiel, il bab etern.
Quando bionda aurora, il mattin c'indora
L'alma mia T'adora, Re del ciel
Quando l'alpe già rosseggia
A pregare allor: T'atteggia
In favor del patrio suol
In favor del patrio suol
Cittadino, Dio lo vuol
Cittadino, Dio, si Dio lo vuol
Kommst im Abendglühn daher,
Find'ich dich im Sternenheer,
Dich, du Menschenfreundlicher, Liebender!
In des Himmels lichten Räumen
Kann ich froh und selig träumen!
Denn die fromme Seele ahnt
Denn die fromme Seele ahnt
Gott im hehren Vaterland,
Gott, den Herrn, im hehren Vaterland.
Lorsqu'un doux rayon du soir
Joue encore dans le bois noir,
Le coeur se sent plus heureux près de Dieu.
Loin des vains bruits de la plaine,
L'âme en paix est plus sereine,
Au ciel montent plus joyeux
Au ciel montent plus joyeux
Les accents d'un coeur pieux,
Les accents émus d'un coeur pieux.
Er la saira en splendur da las stailas en l'azur
tai chattain nus, creatur, Tutpussent!
Cur ch'il firmament sclerescha en noss cors
fidanza crescha.
Mia olma senta ferm,
Mia olma senta ferm Dieu en tschiel,
il bab etern, Dieu en tschiel, il bab etern.
Se di stelle è un giubilo la celeste sfera
Te ritrovo a sera, ò Signor
Nella notte silenziosa
L'alma mia in Te, riposa
Libertà, concordia, amor
Libertà, concordia, amor
All'Elvezia serba ognor
All'Elvezia serba ognor
Ziehst im Nebelflor daher,
Such'ich dich im Wolkenmeer,
Dich, du Unergründlicher, Ewiger!
Aus dem grauen Luftgebilde
Tritt die Sonne klar und milde,
Und die fromme Seele ahnt
Und die fromme Seele ahnt
Gott im hehren Vaterland,
Gott, den Herrn, im hehren Vaterland.
Lorsque dans la sombre nuit
La foudre éclate avec bruit,
Notre coeur pressent encore le Dieu fort;
Dans l'orage et la détresse
Il est notre forteresse;
Offrons-lui des coeurs pieux:
Offrons-lui des coeurs pieux:
Dieu nous bénira des cieux,
Dieu nous bénira du haut des cieux.
Ti a nus es er preschent en il stgir dal firmament,
ti inperscrutabel spiert, Tutpussent!
Tschiel e terra t'obedeschan
vents e nivels secundeschan.
Mia olma senta ferm,
Mia olma senta ferm Dieu en tschiel,
il bab etern, Dieu en tschiel, il bab etern.
Se di nubi un velo m'asconde il Tuo cielo
Pel Tuo raggio anelo, Dio d'amor
Fuga, ò Sole, quei vapori
E mi rendi i Tuoi favori
Di mia patria, dè, pietà
Di mia patria, dè, pietà
Brilla, Sol di verità
Brilla solo, Sol di verità
Fährst im wilden Sturm daher,
Bist du selbst uns Hort und Wehr,
Du, allmächtig Waltender, Rettender!
In Gewitternacht und Grauen
Lasst uns kindlich ihm vertrauen!
Ja, die fromme Seele ahnt,
Ja, die fromme Seele ahnt,
Gott im hehren Vaterland,
Gott, den Herrn, im hehren Vaterland
Des grands monts vient le secours;
Suisse, espère en Dieu toujours!
Garde la foi des aïeux, Vis comme eux!
Sur l'autel de la patrie
Mets tes biens, ton coeur, ta vie!
C'est le trésor précieux
C'est le trésor précieux
Que Dieu bénira des cieux,
Que Dieu bénira du haut des cieux.
Cur la furia da l'orcan fa tremblar il cor uman
alur das ti a nus vigur, Tutpussent!
Ed en temporal sgarschaivel
stas ti franc a nus fidaivel.
Mia olma senta ferm,
Mia olma senta ferm Dieu en tschiel,
Il bab etern, Dieu en tschiel, il bab etern.
Quando rugge e strepita impetuoso il nembo
M'è ostel Tuo grembo, ò Signor
In te fido, Onnipossente
Dè, proteggi nostra gente
Libertà, concordia, amor
Libertà, concordia, amor
All'Elvezia serba ognor
All'Elvezia serba ognor
Aurora Pavan IIA



REPUBBLICA CECA



"Kde domov můj, kde domov můj?", cioè "dov'è la mia casa (patria)?" è il nome dell'inno della Repubblica Ceca.
Originariamente il canto fu composto, da Franstisek Skroup e Josef Kajetan Tye, per una commedia, e fu eseguito per la prima volta nel teatro Teatro Nazionale di Praga, il 21 Dicembre 1834.
Ecco la traduzione della prima strofa:

Dov'è la mia casa? Dov'è la mia casa?
L'acqua scroscia sui prati,
le fronde frusciano sulle rocce,
nel giardino risplende il fiore di primavera,
il paradiso terrestre a prima vista.
Questa è la splendida terra,
la terra ceca, casa mia,
la terra ceca, casa mia!

Sarah Macchi IIA