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martedì 22 gennaio 2019

Visto per voi: Train de vie (1998 di Radu Mihăileanu)


Siamo nel 1941 in un villaggio dell'Europa dell'est. Schlomo, considerato il matto del villaggio, inventa un modo originale per salvare la sua comunità ebraica dalla deportazione nazista: organizzare un falso treno con il quale viaggiare verso Israele, cercando di ingannare i tedeschi, facendogli credere di essere deportati, macchinisti ed ufficiali nazisti. Tutto il villaggio contribuisce ai preparativi, e in poco tempo lo sgangherato treno parte, tra mille problemi... verso la libertà.

IIAL

lunedì 22 febbraio 2016

Un film per la Memoria: Schindler's list


Schindler's list, parla di un tedesco di nome Schindler, che approfittando della guerra vuole fare i soldi aprendo una fabbrica di armi, aiutandosi con gli ebrei arrestati dai tedeschi.
Prende un ragioniere ebreo che gli ''serve'' per fare i conti, questo ebreo approfittando di questa situazione fa assumere altri ebrei salvando intere famiglie e anziani, da morte certa nei campi di sterminio.
Quando Schindler si accorge che in questo modo salva ebrei, vende tutto quello che ha per ''comprarne'' altri, facendo una lista di nomi degli ebrei, che i tedeschi credono gli servano per il lavoro...così facendo Schindler salva migliaia di ebrei.
Per questa sua azione Schindler è  stato considerato "un giusto" è ancor oggi i discendenti degli ebrei, salvati da lui, visitano la sua tomba.

Letizia Dal Tin IIA

mercoledì 18 novembre 2015

On the road


Ottobre: "All the world's futures" alla Biennale di Venezia
Martedì 20 ottobre, noi ragazzi di terza, siamo andati a visitare la Biennale di arte contemporanea "All the world's futures" a Venezia. L'autobus ci ha portati fino al Tronchetto, dove abbiamo preso il vaporetto per i Giardini di Sant'Elena.
Mentre la professoressa prendeva i biglietti, abbiamo fatto merenda e giocato con i piccioni.
Alle 10.00 siamo entrati ai Giardini e abbiamo conosciuto la nostra guida: Alessia.
Il primo padiglione che abbiamo visitato è stato quello centrale.
All'entrata del padiglione, sulla facciata di epoca fascista, sporgevano dei grandi e pesanti teli neri, che lasciavano intravedere la facciata originale del padiglione.
La prima opera che abbiamo visto è stato il muro occidentale di Fabio Mauri: un muro costruito con delle valigie di ebrei deportati, recuperate alla stazione di Milano. Da una parte il muro era piatto e dall'altro si notava la diversa profondità delle valigie: il nazismo "aveva uniformato" gli ebrei, mentre erano tutti persone diverse. Le valigie erano "povere" e questo ci ha fatto venire in mente l'attualità dell'immigrazione in Italia.
Poi abbiamo visto altre opere e siamo anche passati per un'arena, dove tutti i giorni si recitava qualcosa di diverso. Quel giorno un uomo e una donna stavano leggendo a turno Il Capitale di Marx.
La guida ci ha poi divisi in quattro gruppi.
Ogni gruppo doveva andare in un padiglione che gli era stato assegnato e cercare di rispondere alle domande che erano state poste da Alessia.
I nostri padiglioni erano quello della Corea, dell'Australia, della Francia e dell'Olanda.
Alla fine ogni gruppo ha fatto la guida, agli altri, nel "proprio" padiglione.
Quello dell'Australia aveva come titolo "The wrong way time". In questo padiglione ci hanno colpito delle sculture di pane sopra a degli atlanti aperti: sulla carta geografica del Mediterraneo, ad esempio, c'erano barche rovesciate, con i migranti in mare.
Nel padiglione della Corea proiettavano il video di una giornata-tipo di una ragazza che viveva in un mondo futuro, distrutto dall'inquinamento.
I padiglioni della Francia e dell'Olanda si concentravano sulla natura.
Poi abbiamo visitato in autonomia gli altri padiglioni.
Quello che è piaciuto a tutti è stato quello del Giappone: la stanza era attraversata da tantissimi fili rossi intrecciati, con una miriade di chiavi appese, che rappresentavano il ricordo, la memoria.
Alle 13.30 siamo andati all'Arsenale, l'altra sede espositiva della Biennale. Anche lì abbiamo visto un sacco di opere di diverso tipo. A conclusione della visita c'erano due grandissime fenici galleggianti realizzate da un artista cinese, con pezzi di macchine da lavoro, per denunciare le disumane condizioni di produzione dell'industria nel suo paese.
A termine della visita guidata abbiamo fatto un laboratorio, utilizzando un programma di foto-ritocco: a gruppi, abbiamo modificato un paesaggio reale, in base al nostro gusto, immaginandolo nel futuro.

Enrico Valente, Marco Ridolfo, Kledi Catto, Claudio Timis (IIIB)