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domenica 1 dicembre 2024

"De Amicis" e "Fogazzaro", insieme per la continuità

Venerdì 29 novembre è iniziato il percorso di continuità operativa  tra gli alunni di quinta della scuola primaria "Edmondo De Amicis" e gli studenti della scuola secondaria di primo grado "Antonio Fogazzaro".

La continuità operativa è un momento di scoperta, confronto e condivisione di esperienze tra gli alunni dei due ordini di scuola, che mira a garantire ai più piccoli un passaggio entusiasmante da un ambiente educativo all'altro, rafforzando la motivazione ad apprendere.

Ogni anno, a tal proposito, la Fogazzaro e la De Amicis organizzano dei momenti educativi condivisi: partendo da #ilvenetolegge all'inizio dell'anno scolastico, proseguendo poi con alcune lezioni/laboratorio, che generalmente vanno ad approfondire i temi della Maratona regionale di lettura.

Queste attività-ponte consentono ai bambini delle classi quinte di sperimentare la cooperazione tra docenti e tra alunni dei due ordini di scuola, diventando di fatto un passaggio sereno e rassicurante da un grado di scuola all'altro.

Le lezioni/laboratorio hanno luogo alla Scuola Secondaria, in modo che "i piccoli", accompagnati dai docenti Luca Carnio, Patrizia Mies e Caterina Romeo, possano, nel contempo, prendere confidenza con l'ambiente scolastico che li accoglierà il prossimo anno.

Le attività si svolgono seguendo due modalità:

1) gli alunni dei due ordini di scuola creano un gruppo misto composto da metà componenti della classe prima della secondaria e metà bambini della quinta primaria

2) ciascun alunno della primaria ha come tutor un alunno della secondaria (delle classi II e III), un amico, una guida nel suo nuovo cammino. 


Venerdì gli interventi svolti dalle ore 10 alle 11 sono stati:

- l'attività ludico-motoria "Marco Polo", con l'insegnante di Scienze Motorie, la Prof.ssa Maria Erika Poles

San Francesco e la musica, con la Prof.ssa Anna Piasentier.

Il prossimo appuntamento è previsto  per martedì 3 dicembre, dalle ore 10 alle 11.

Le attività in programma sono:

- dalla Francigena a Santiago, con la docente di Spagnolo, la Prof.ssa Elisabetta Dall'Oro

- il Milione di Marco Polo, con il docente di Religione, il Prof. Andrea Bresolin.

Buon divertimento ragazzi!

venerdì 23 novembre 2018

Tenzin Gyatso: XIV Dalai Lama del Tibet


Tenzin Gyatso è un monaco buddista tibetano, nonché XIV Dalai Lama del Tibet.
Nel 1935, anno in cui venne al mondo, il lama, allora in carica, reggente del governo del Tibet, era impegnato nella ricerca della reincarnazione del XIII Dalai Lama, morto nel 1933.
Nel 1937 Tenzin Gyatso venne identificato come la reincarnazione del XIII Dalai Lama.
Nel 1939, venne condotto al Potala, residenza dei Dalai Lama e cuore del governo e della religione del Tibet e ad appena sei anni Tenzin cominciò la sua educazione monastica.
La quiete dell'infanzia del giovane Dalai Lama e l'isolamento del Tibet s'interruppero rapidamente nel 1950, quando le truppe della neonata Repubblica Popolare Cinese attraversarono il confine nordorientale, incorporandone i territori nel proprio dominio.
In questa situazione di crisi Tenzin Gyatso assunse, appena quindicenne, i pieni poteri governativi cercando di “studiare” la migliore risposta all'invasione straniera. Poiché i funzionari del Partito Comunista Cinese e i soldati diedero luogo alle prime brutalità a danno dei monaci, dei latifondisti e persino degli agricoltori tibetani, nel 1954 il XIV Dalai Lama partì alla volta di Pechino con l'intento di negoziare con Mao.
Nel 1959, il movimento di resistenza tibetano scatenò una grande sollevazione a Lhasa, che fu duramente repressa dall'Esercito Cinese.
Convinto di dover rendere pubblica la grave situazione in cui versava il suo Paese e di dover ottenere il sostegno della comunità internazionale, il Dalai Lama andò in India, a Dharamsala, dove formò un governo in esilio.
Il Dalai Lama è regolarmente denunciato dal governo cinese come un pericoloso secessionista desideroso di provocare il disfacimento dell'unità nazionale cinese. Ciononostante, egli ha sempre sostenuto di desiderare l'autonomia interna della cosiddetta Regione Autonoma del Tibet, lasciando la gestione della difesa e degli affari esteri alla Cina.
Il Dalai Lama è un convinto assertore della nonviolenza e della pace fra tutte le creature.
Nel 1989 ricevette il Premio Nobel per la pace poiché nella sua lotta per la liberazione del Tibet ha sempre e coerentemente rifiutato l'uso della violenza, preferendo ricercare soluzioni pacifiche basate sulla tolleranza e il rispetto reciproco.

IIIBL

sabato 10 marzo 2018

9.03 Visita d'istruzione a Padova: II tappa IL SANTO



E' una delle più grandi chiese al mondo ed è visitata annualmente da moltissimi pellegrini.
In essa sono custodite le reliquie di Sant'Antonio da Padova e la sua tomba.



La piazza del Santo ospita il monumento equestre al Gattamelata di Donatello.
Quest'ultimo realizzò anche le sculture bronzee (crocifisso, statue e formelle) oggi collocate sull'altare maggiore.

venerdì 6 maggio 2016

Un incontro speciale


Martedì 10 Maggio è venuto a farci visita un giovane salesiano di nome Lorenzo.
Lui ci ha raccontato la storia di Don Bosco, mettendo in evidenza come Don Bosco abbia aiutato tanti ragazzi,  con l'apertura di oratori e scuole professionali.
Don Lorenzo ha poi raccontato la sua storia. Lui a 20 anni, dopo aver conosciuto la realtà dei salesiani, ha capito che quello era ciò che aiutare i giovani era quello che voleva fare.
Ha raccontato di come i suoi genitori rimasero stupiti, quando lui gli annunciò di voler prendere i voti, ma presto capirono che quella era la sua vocazione e che quella era la cosa giusta per lui.
Don Lorenzo è stato davvero gentile e simpatico con noi, e la sua storia è stata davvero coinvolgente.
Grazie!

Sofia Padovese, Nicolò Stoppa, Sara di Tota, Tania Saltarel, Mattia Vidali (IIIB)

martedì 3 maggio 2016

Incontro con i pellegrini


Il 28 Aprile ci hanno fatto visita due pellegrini, amici del Prof. Rossetti: Roberto e Giuseppe.
Loro sono partiti da Gorizia per arrivare a San Pietro a Roma, e hanno fatto una tappa a La Salute di Livenza.
Roberto e Giuseppe hanno già fatto dei pellegrinaggi: sono andati a Santiago de Compostela (in Spagna) e anche a Gerusalemme. Ci hanno raccontato che queste sono le mete privilegiate dei pellegrini già dal Medioevo, e che i pellegrini avevano un equipaggiamento speciale: un cappello di cuoio, una mantellina, una bisaccia, un bastone (bordone) e una cappasanta (simbolo del pellegrino).
Oggi i pellegrini hanno grandi zaini, attrezzatura tecnica (kway, sacco a pelo, materassini e scarponcini da trekking), qualche farmaco, il beauty, cartine geografiche e anche il telefonino (da usare in casi di estrema necessità). Lo zaino deve avere al suo interno lo stretto necessario, altrimenti diventa troppo pesante, ma non può mancare il Vangelo, visto che il pellegrinaggio è soprattutto un cammino spirituale.
Tutti i pellegrini hanno una credenziale, cioè una carta, una specie di passaporto, che attesta che tu sei un pellegrino.
Ogni giorno i due pellegrini percorrono circa 30 km a piedi
Prima di ripartire per il loro cammino Roberto e Giuseppe ci hanno regalato le conchiglie di Santiago.
Noi li abbiamo ringraziati con una benedizione irlandese:

"Sia la strada al tuo fianco,
il vento sempre alle tue spalle,
che il solo splenda caldo sul tuo viso,e
la pioggia cada dolce sui campi attorno, e
finché non ci incontreremo di nuovo,
possa Dio proteggerti nel palmo della sua mano"

Loro sono stati davvero simpatici e hanno risposto alle nostre moltissime domande sempre in modo divertente...ci ha fatto davvero piacere incontrarli.

Matteo Sammartino, Marco Vio, Jacopo Roman, Edoardo Buoso, Sarah Macchi, Elisa Ricca, Mattia Liberale, Chiara Piovesan (IIA)