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venerdì 1 marzo 2024

8 marzo: Sotto mentite spoglie

La rassegna Sotto mentite spoglie, in programma alla Fogazzaro per venerdì prossimo, vedrà come protagoniste donne che si sono finte uomini, solo perchè, nel loro ambito di interesse, gli uomini godevano di maggior prestigio.

Partendo dalle sorelle Brontë, passando per Nina Simone, fino ad arrivare a J. K. Rowilng, ci renderemo conto di quanto ancor oggi sia necessario lottare contro questo pregiudizio duro a morire.

Si è scelto simbolicamente l'8 marzo per parlare di questo fenomeno, in quanto la Giornata internazionale della donna è una buona occasione per sottolineare nuovamente l'importanza della lotta per i diritti delle donne e porre l'attenzione sulla disparità di genere.

giovedì 24 febbraio 2022

Laura Conti (Udine, 31 marzo 1921 – Milano, 25 maggio 1993): l'ecologia e la politica



Laura Conti nasce, nel 1921, a Udine da genitori antifascisti. La sua famiglia è costretta a cambiare più volte città per sfuggire al regime; infine si stabilisce a Milano.
Nel 1944 viene arrestata perché partigiana e viene internata nel campo di transito di Bolzano-Gries, ma per fortuna la guerra finisce prima che venga spedita in Germania.
Una volta libera, torna a fare la studentessa e nel 1949 si laurea in medicina.
Nel 1951 inizia il suo impegno politico, mentre continua a esercitare come medico.
Nel 1976 è consigliere regionale per la Lombardia (ormai da sei anni), quando si trova ad assistere al disastro di Seveso: tragedia che segnerà i suoi interessi e la sua carriera.
Nel 1980, per la sua sensibilità ambientale, è una delle fondatrici di Legambiente.
Nel 1984 si ritira dalla professione di medico e nel 1987 viene eletta deputata.
Grazie a lei, l'ecologia divenne un argomento politico, degno di discussioni in parlamento e di provvedimenti pubblici.

sabato 20 marzo 2021

Sebastião Salgado e il nostro Pianeta

Sebastião Salgado  è nato l'8 febbraio del 1944, ad Aimorés in Brasile. 

Viveva in mezzo a una valle verde. 

Salgado si ricorda quando lui e le sue sette sorelle si tuffavano nella cascata vicina alla loro fazenda e delle lunghe passeggiate sulle vicine colline insieme al padre. 

Lui sapeva che oltre a quei rilievi si trovava un'infinità di storie che voleva a ogni costo scoprire, perché lo affascinavano e lo incuriosivano molto.

A quindici anni un treno lo portò a Vittoria, dove frequentò il liceo, poi si iscrisse all'università.

Il padre sognava per lui un futuro da avvocato ma Sebastião non voleva saperne, anche perché non gli piaceva studiare, comunque alla fine si laureò in economia. 

Nel periodo universitario conobbe Leila, la sua futura moglie. 

Leila aveva acquistato una macchina fotografica per i suoi studi di architettura, ma Sebastião se ne appropriò: aveva trovato lo  strumento per scoprire e raccontare quelle storie che da piccolo lo affascinavano molto. 

Smise di lavorare in banca e usò i suoi risparmi per comprare apparecchiature fotografiche. All'inizio fotografava matrimoni e eventi sportivi però non trovava le storie che cercava.  

Fu durante un viaggio in Niger che capì cosa doveva fotografare: gli "ultimi", i più sfortunati.


Salgado dopo venti anni di racconti di storie che non possono essere dimenticate e documentazioni  drammatiche, si sentiva svuotato quindi decise di tornare alla fazenda. 

Quando tornò vide che era distrutta: i campi erano diventati secchi e la cascata si era prosciugata.

Lui e la moglie decisero di farvi rispuntare la vita. Piantarono due milioni di alberi e così nacque l'Instituto Terra, che si ripopolò di animali, tra cui il giaguaro, il più grande felino del Sudamerica.

Quando la fazenda tornò come prima a Salgado tornò la voglia di "raccontare" i mesi di viaggio in  giro per il mondo. 

Nei suoi viaggi  decise di omaggiare, con la sua arte, la grande bellezza del pianeta. 

Nacque il progetto del libro fotografico Genesi: esso racconta ciò che noi dobbiamo preservare e ci rende più consapevoli della natura che ci circonda. Secondo Salgado ad un certo punto l'uomo dovrà fermarsi e ricostruire tutto quello che sta distruggendo, per ritrovare un equilibrio con il pianeta.

L'Instituto Terra è stato poi donato al governo brasiliano ed è diventato un parco nazionale, che tutti possono visitare.

Questo è solo un piccolo esempio di come le terre maltrattate possano tornare a essere rigogliose foreste.

Daniel IIIBL


venerdì 19 marzo 2021

Greta Thunberg e il futuro del pianeta

E' nata il 3 gennaio 2003 a Stoccolma (Svezia)

Greta iniziò ad interessarsi in maniera molto seria ai problemi climatici fin da piccola (all’ incirca all’età di 8 anni), quando grazie ad un documentario sul clima capì i gravi danni ambientali che noi umani stavamo facendo (volontariamente ed involontariamente) al pianeta.

 Alla piccola Greta venne diagnosticata la sindrome di Asperger (un disturbo dello spettro autistico).

Questa diagnosi la mandò in depressione e per un periodo soffrì di anoressia. 

Per fortuna Greta  riuscì a superare questa trama e continuò ad interessarsi ancora di più ai problemi climatici. 

Il primo vero gesto concreto di questo impegno fu quando venerdì 20 Agosto 2018 decise di scioperare: non sarebbe più andata a scuola e si sarebbe seduta davanti alla sede del parlamento Svedese, fino a quando quest’ultimo non avrebbe iniziato a prendere una posizione ferma sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica, nel rispetto del protocollo di Kyoto (1997) e dell'accordo di Parigi (2015), riguardanti la riduzione di emissioni di gas serra per limitare u cambiamenti climatici. 

La protesta di Greta è diventata globale e sono iniziati così i Fridays for Future: migliaia di adolescenti hanno organizzato scioperi e marce per il clima in più di cento paesi. 

Greta sta continuando le proteste anche attraverso dibattiti sul clima (anche con capi di Stato). Lei continua a spiegare che è necessario ridurre  assolutamente e al più presto le emissioni di gas serra: se non lo faremo non ci sarà futuro. 

Non solo i governi e le industrie devono "lavorare" in questa direzione ma anche i singoli individui, adottando uno stile di vita ecologico che mira alla riduzione dei gas serra.

Nell'estate del 2019, Greta è andata a New York, per il summit dell'ONU sul clima, con la barca a vela Malizia II, invece di utilizzare l'aereo, impiegandoci quindici giorni, solo per inquinare di meno.         

Questa è coerenza!                                                    

Lorenzo P. IIIBL

giovedì 18 marzo 2021

Gordon Sato (17.12.1927 Los Angeles - 31.03.2017 Beverly) e le mangrovie

Gordon Sato, dopo Pearl Harbor, è stato rinchiuso con la sua famiglia in un campo di raccolta per i nisei, i figli degli immigrati dal Giappone nati sul suolo americano, perché secondo il governo gli americani potevano essere delle spie nemiche.

La valle di Owens, dove era situato il campo, era arida. Là si pativa la fame e il caldo. Il tempo non passava mai e per distrarsi Sato giocava a baseball con gli altri bambini. 

Una mattina Gordon Sato si svegliò con l’idea di migliorare quel paesaggio e le condizioni di vita. Così iniziò ad interessarsi alla vegetazione più adatta alle zone aride. Alla fine della guerra si laureò in biochimica. 

Nel 1987 andò in Eritrea, un luogo molto povero, dove i campi erano incoltivabili e gli allevatori di animali non sapevano dove portare gli animali a pascolare. Gordon iniziò a studiare il posto, e scoprì come le mangrovie potessero essere utili per migliorare il paesaggio. Queste piante crescono lungo le coste tropicali nutrendosi di acqua salata e le foglie sono un cibo perfetto per capre, cammelli e pecore, cioè tutti quegli animali da cui dipende il popolo Eritreo. E così Sato piantò le mangrovie lungo la battigia fangosa di Massaua, lambita dal Mar Rosso.

Dopo questo intervento di Sato il panorama cambiò: i contadini tornarono a coltivare, gli allevatori avevano di che dare da mangiare agli animali. Gordon aveva salvato quel popolo dalla fame.

Questo fu il suo progetto più famoso, ma Sato continuò ad aiutare altri popoli dalla carestia, fino alla fine dei suoi giorni.

Per questa ragione ha ricevuto numerosi riconoscimenti come il Premio Rolex e il Blue Planet Price.

Sato è stato un grande accademico, entrando a far parte di gruppi di biologi di diverse università americane.

E' morto a novanta anni negli USA.

Christian IIIBL

mercoledì 17 marzo 2021

Julian Huxley (22.06.1887 Londra - 14.02.1975 Londra) e il WWF

Julian sin da piccolo dimostra una spiccata intelligenza e curiosità, infatti a quattro anni impara a leggere, scrivere e fare di conto. Si appassiona presto a piante e animali, in particolar modo ai volatili, per scoprire il loro “linguaggio cantato”. 

Julian era nipote di Thomas Henry Huxley: un pioniere e sostenitore della teoria evoluzionista di Darwin.

Julian ha studiato biologia a Eton e  a Oxford. 

E’ stato primo direttore dell’UNESCO e membro fondatore del WWF (World Wildlife Fund), un’associazione per la salvaguardia degli animali, in particolare quelli in via d’estinzione. Julian decise di fondare questa associazione, insieme al principe Bernardo d’Olanda, al principe Filippo di Edimburgo, al pittore Peter Scott e ad altri scienziati come lui.

Questo perché quando era andato in Africa aveva visto dei cacciatori uccidere degli elefanti, ma non per procurarsi cibo, bensì per prendere le loro zanne e realizzare manufatti in avorio o appenderle a mo' di trofeo.

Julian chiese al pittore Peter Scott di disegnare il logo dell’associazione. Peter disegnò un panda con una faccia “disperata” per far intenerire le persone e convincerle a non uccidere gli animali (soprattutto se per creare oggetti inutili). Così inventarono il logo dell'associazione: “WWF”, scritto in maiuscolo visto che è una sigla, e un panda che spunta dal secondo piano.

Sabrina IIIBL

Tristam Stewart e la lotta contro lo spreco alimentare

E' nato a Londra il 12 marzo 1977

Quando aveva quindici anni Tristam ha iniziato ad occuparsi dei maiali della sua fattoria, per questo andava nella mensa scolastica a prendere tutto il cibo avanzato. Lì si è accorto che buona parte del cibo che veniva cucinato andava buttato, anche se non era neppure stato toccato. Poi passava dal panettiere, dove raccoglieva tutto il pane raffermo, che comunque era ancora commestibile, dal fruttivendolo raccoglieva la frutta e la verdura che non potevano essere esposti nei banchi solo perché non avevano un bell'aspetto, infine passava dal contadino dove raccoglieva tutte le patate che non avevano una forma perfetta, che per questa ragione nessun supermercato le avrebbe volute.

Lui ad un certo punto ha cominciato a rovistare nei cassonetti vicino ai supermercati per vedere se anche lì veniva gettato del cibo ancora commestibile, e ha scoperto che anche li molto cibo veniva sprecato: magari solo per una questione di marketing, come ad esempio far posto a nuovi prodotti.

Tristam non invita nessuno a frugare nei cassonetti ma denuncia il fatto che c'è un grande spreco e dobbiamo impegnarci tutti per ridurlo al minimo, anche considerando quanto costa in termini, economici e ambientali la produzione di cibo.

Tristam ha scritto un libri  Waste: uncovering the global food scandal (in italiano il titolo è "Sprechi. Il cibo che buttiamo, che distruggiamo, che potremmo utilizzare"), con cui ha raggiunto notorietà a livello internazionale, richiamando l'attenzione sulle tonnellate di cibo prodotto e sprecato.

Nel 2009 Tristam ha organizzato per la prima volta, a Londra, a Trafalgar Square, Feeding the 5000: una cena in cui cinquemila persone sono state nutrite con cibo apparentemente di scarto, senza aver avuto poi "effetti collaterali".

Oggi questo evento si tiene annualmente in varie parti del modo ed è diventato una vera e propria festa per celebrare l'importanza del cibo.

Filippo IIIBL


sabato 14 novembre 2020

Lode alla Natura


Lode a te Natura per la Vita che dai

Lode a te per gli Animali, l'Acqua e il Fuoco

Lode a te per i Frutti della Terra che nutrono

Lode a te per le Piante che danno Ossigeno

Lode a te  per la Bellezza che dà Pace

Lode a te che sei preziosa per il Futuro


Maya Gobbo, Marco Adami, Prestigiacomo Umberto

sabato 19 ottobre 2019

Sustainable Development Goals - Agenda 2030


Nel 2000 numerosissimi Capi di Stato e di Governo riuniti a New York in occasione del Millennium Summit hanno adottato un documento rivoluzionario, la Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite, assumendosi la responsabilità internazionale di realizzare 8 Obiettivi di Sviluppo del Millennio per porre fine alla povertà estrema, assicurare la realizzazione dei diritti umani, promuovere la pace e la sicurezza internazionale, favorendo la prosperità, il benessere ed il progresso, nel pieno rispetto dell’ambiente e delle sue risorse naturali.
Da allora molti traguardi sono stati raggiunti, ma molti ancora rimangono da perseguire. Per questo motivo, il 25 settembre del 2015, la Comunità internazionale ha ridefinito gli Obiettivi stabiliti in precedenza e ha proposto l’adozione di un nuovo e ambizioso programma d’azione: l’Agenda 2030 articolata in 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals – da cui l’acronimo inglese SDGs), 169 Target, che declinano in modo specifico gli Obiettivi generali, ed oltre 240 indicatori per la loro misurazione. Sottoscritta da 193 Stati Membri, l’Agenda è ufficialmente entrata in vigore il 1° gennaio 2016. Per il raggiungimento degli Obiettivi, tutti i Paesi devono impegnarsi nel definire una propria strategia di sviluppo nel riconoscimento del principio della condivisione delle responsabilità: lo sviluppo sostenibile richiede la partecipazione di tutti gli attori della Comunità internazionale (Stati, organizzazioni internazionali, imprese, organizzazioni non-governative).
Ecco l’elenco dei 17 Sustainable Development Goals (SDGs):
Goal 1: Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo
Goal 2: Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile
Goal 3: Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età
Goal 4: Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti
Goal 5: Raggiungere l’uguaglianza di genere, per l'empowerment* di tutte le donne e le ragazze
Goal 6: Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico sanitarie
Goal 7: Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni
Goal 8: Incentivare una crescita economica, duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti
Goal 9: Costruire una infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile
Goal 10: Ridurre le disuguaglianze all'interno e fra le Nazioni
Goal 11: Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili
Goal 12: Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo
Goal 13: Adottare misure urgenti per combattere i cambiamenti climatici e le sue conseguenze
Goal 14: Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile
Goal 15: Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di diversità biologica
Goal 16: Promuovere società pacifiche e più inclusive per uno sviluppo sostenibile; offrire l'accesso alla giustizia per tutti e creare organismi efficaci, responsabili e inclusivi a tutti i livelli
Goal 17: Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile

*La conquista della consapevolezza di sé e del controllo sulle proprie scelte, decisioni e azioni, sia nell'ambito delle relazioni personali sia in quello della vita politica e sociale.

martedì 15 ottobre 2019

Messaggio distopico* da un ragazzino del 2059


15 ottobre 2059

Molta gente si meraviglia che il mondo ci sia ancora, considerando tutto quello che ha combinato l'uomo.

Quando esco devo mettermi la mascherina, per non respirare gas nocivi e la protezione totale, a causa del buco nell'ozono. 

Fa sempre più caldo: siamo passati dai 40 ai 50 gradi!
I ghiacciai si sono ridotti del 90% e il livello del mare è aumentato di un metro e mezzo.

La maggior parte degli animali selvatici è quasi estinta. L'orso non c'è proprio più perché il suo territorio di caccia è scomparso e le tartarughe marine sono sparite tutte, a causa della plastica in mare.

Vi odio generazioni precedenti, anche per aver abbattuto quasi tutti gli alberi del pianeta... per colpa vostra stiamo andando verso la fine del  mondo!

Luca, anni 12

(Giosuè Carbonera e Valentina Gaetani IIIAL)

*"Distopico" deriva da "distopia": descrizione o rappresentazione di uno stato futuro del mondo altamente negativo.