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lunedì 23 aprile 2018
L'Italiano: una lingua come mezzo di integrazione e di libertà
racconto ispirato dal romanzo
In questa palazzina di Trieste non c'è niente che sta al posto giusto.
Siamo tutti immigrati e c'è solo un italiano: il signor Rosso, che è razzista.
Il signor Rosso non va d'accordo con nessuno, ha una casa molto sporca, beve e fuma da mattina a sera.
Al primo piano abitano dei cinesi che lavorano in un ristorante e la loro casa è arredata con pezzi di riciclo del locale.
Il signor Rosso da poco ha perso i suoi gatti, non li trova più e quindi accusa i cinesi, perché pensa che loro li abbiano mangiati.
Ce l'ha raccontato Bocciolo di Rosa... Noi donne del palazzo stiamo diventando amiche, ci aiutiamo nelle cose di ogni giorno e abbiamo deciso di imparare l'italiano, quindi abbiamo fatto una colletta per pagare un'insegnante che ci aiuti: per integrarci dobbiamo conoscere la lingua del paese in cui abitiamo.
Da qualche giorno un problema ci accomuna tutti (noi stranieri e anche il Signor Rosso): il padrone del palazzo, il signor Zacchigna, è morto e gli eredi vogliono vendere lo stabile. Siamo tutti nei guai, dove andremo ad abitare?!
La storia continua... leggete il libro!
Jona Buoso, IIBL
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Qualcosa (di Chiara Gamberale) per la Giornata Mondiale del libro
In un regno, da un re e una regina nacque una bambina: Qualcosa di Troppo.
Un giorno, quando Qualcosa di Troppo, aveva tredici anni, la madre morì.
La ragazzina scappò in collina per sfogare, urlando, tutta la sua disperazione. Lì conobbe il Cavalier Niente che rimproverò Qualcosa di Troppo perché le sue urla lo distraevano dal suo non fare niente. La principessa si offese: il suo dolore non veniva rispettato, lei aveva un buco nel cuore.
Il Cavalier Niente le suggerì di non far nulla per guarire, ma Qualcosa di Troppo non seguì il suo consiglio e fece tanto, troppo per non pensare e per non sentire, fino a quando.... (continua a legger il libro!)
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sabato 21 aprile 2018
The United Nations (UN)
The United Nations (UN) is an intergovernmental organization tasked to promote international cooperation and to create, maintain international order and prevent conflicts.
The headquarters of the UN is in Manhattan, New York City. Further main offices are situated in Geneva, Nairobi, and Vienna.
The organization is financed by contributions from its member states. Its objectives include maintaining international peace and security, promoting human rights, fostering social and economic development, protecting the environment, and providing humanitarian aid in cases of famine, natural disaster, and armed conflict.
The UN has six principal organs: the General Assembly (the main deliberative assembly); the Security Council (for deciding certain resolutions for peace and security); the Economic and Social Council (ECOSOC; for promoting international economic and social co-operation and development); the Secretariat (for providing studies, information, and facilities needed by the UN); the International Court of Justice (the primary judicial organ); and the UN Trusteeship Council (inactive since 1994). UN System agencies include the World Bank Group, the World Health Organization, the World Food Programme, UNESCO, and UNICEF. The UN's most prominent officer is the Secretary-General, an office held by Portuguese António Guterres since 2017. Non-governmental organizations may be granted consultative status with ECOSOC and other agencies to participate in the UN's work.
The organization won the Nobel Peace Prize in 2001, and a number of its officers and agencies have also been awarded the prize.
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giovedì 12 aprile 2018
Un'idea per migliorare il futuro
Ispirati da FUTURO di Francesco Fagnani, attraverso un gioco di ruolo ci siamo trasformati in un team di progettazione per realizzare qualcosa che possa migliorare il futuro, sotto diversi punti di vista.
Ecco una delle nostre idee...
Ecco una delle nostre idee...
Nicolò Lucchetta IIB
venerdì 23 marzo 2018
21.03.2018 Giornata Mondiale della Poesia: omaggio a Gianni Rodari
Il
treno degli emigranti
Non
è grossa, non è pesante
la
valigia dell’emigrante…
C’è
un po’ di terra del mio villaggio,
per
non restar solo in viaggio…
Un
vestito, un pane, un frutto
e
questo è tutto.
Ma
il cuore no, non l’ho portato:
nella
valigia non c’è entrato.
Troppa
pena aveva a partire,
oltre
il mare non vuole venire.
Lui
resta, fedele come un cane,
nella
terra che non mi dà pane:
un
piccolo campo, proprio lassù…
Ma
il treno corre: non si vede più.
Girotondo in tutto il mondo
Filastrocca per tutti i bambini,
per gli italiani e per gli abissini,
per i russi e per gli inglesi,
gli americani ed i francesi;
per quelli neri come il carbone,
per quelli rossi come il mattone;
per quelli gialli che stanno in Cina
dove è sera se qui è mattina.
Per quelli che stanno in mezzo ai ghiacci
e dormono dentro un sacco di stracci;
per quelli che stanno nella foresta
dove le scimmie fan sempre festa.
Per quelli che stanno di qua o di là,
in campagna od in città,
per i bambini di tutto il mondo
che fanno un grande girotondo,
con le mani nelle mani,
sui paralleli e sui meridiani…
Il
cielo è di tutti
Qualcuno
che la sa lunga
mi
spieghi questo mistero:
il
cielo è di tutti gli occhi,
di
ogni occhio è il cielo intero.
È
mio, quando lo guardo.
È
del vecchio e del bambino,
dei
romantici e dei poeti,
del
re e dello spazzino.
Il
cielo è di tutti gli occhi,
e
ogni occhio, se vuole,
si
prende la Luna intera,
le
stelle comete, il sole.
Ogni
occhio si prende ogni cosa
e
non manca mai niente:
chi
guarda il cielo per ultimo
non
lo trova meno splendente.
Spiegatemi
voi dunque,
in
prosa o in versetti,
perché
il cielo è uno solo
e
la Terra è tutta a pezzetti.
IAL
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lunedì 19 marzo 2018
La mia piccola Trilli
Mi ricordo ancora quando mamma e papà mi regalarono un piccolo esserino, morbido, colorato, coccoloso e con due grandi occhi color giallo ocra, in poche parole una gattina, di cui mi innamorai subito.
La chiamai Trilli, visto che tutti gli altri nomi che avevo scelto non andavano bene per i miei genitori. Appena me la diedero in mano, la portai a fare il giro della sua nuova casa e la aiutai a salire le scale. Visto che era ancora troppo piccola per fare uno scalino, la presi in braccio e, salite tutte quelle scale, la poggiai a terra.
Subito si fiondò nella mia camera, sembrava attratta dal mio piumone: non potei biasimarla, era così caldo e morbido che appena ti ci appoggiavi sopra, cadevi in un sonno profondo, simile a quello delle fiabe.
Capii subito il suo intento: voleva provare la mia stessa sensazione, voleva lasciarsi andare in una nuvola di piacere, come me tutte le notti. Allora presi una decisione, la sua prima notte, nella sua nuova famiglia, l'avrebbe passata con me. Conobbe così la mia nuvola di piacere, e le feci fare sogni d'oro come una mamma che dà la buona notte ai suoi bambini, e li tratta come il tesoro più grande che possieda. Lei, fin da quel momento, fu proprio il mio tesoro più grande. Avevo trovato un’amica, la mia nuova migliore amica, quella che non mi avrebbe mai abbandonato.
La chiamai Trilli, visto che tutti gli altri nomi che avevo scelto non andavano bene per i miei genitori. Appena me la diedero in mano, la portai a fare il giro della sua nuova casa e la aiutai a salire le scale. Visto che era ancora troppo piccola per fare uno scalino, la presi in braccio e, salite tutte quelle scale, la poggiai a terra.
Subito si fiondò nella mia camera, sembrava attratta dal mio piumone: non potei biasimarla, era così caldo e morbido che appena ti ci appoggiavi sopra, cadevi in un sonno profondo, simile a quello delle fiabe.
Capii subito il suo intento: voleva provare la mia stessa sensazione, voleva lasciarsi andare in una nuvola di piacere, come me tutte le notti. Allora presi una decisione, la sua prima notte, nella sua nuova famiglia, l'avrebbe passata con me. Conobbe così la mia nuvola di piacere, e le feci fare sogni d'oro come una mamma che dà la buona notte ai suoi bambini, e li tratta come il tesoro più grande che possieda. Lei, fin da quel momento, fu proprio il mio tesoro più grande. Avevo trovato un’amica, la mia nuova migliore amica, quella che non mi avrebbe mai abbandonato.
Noemi Scomparcini IID
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martedì 13 marzo 2018
The Nobel Prize
The Nobel Prize is a set of annual international awards in several categories (Chemistry, Literature, Peace, Physics and Physiology or Medicine, Economics), given by Swedish and Norwegian institutions in recognition of academic, cultural or scientific advances.
The will of the Swedish scientist Alfred Nobel established the prizes in 1895.
The prize ceremonies take place annually in Stockholm, Sweden (with the exception of the peace prize, which is in Oslo, Norway). Each recipient, or laureate, receives a gold medal, a diploma, and a sum of money that has been decided by the Nobel Foundation. (As of 2017 €944,000).
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sabato 10 marzo 2018
9.03 Visita d'istruzione a Padova: III tappa PALAZZO DELLA RAGIONE (in Piazza delle Erbe)
Il soffitto ricorda la
chiglia di una grande nave.
L'architetto, Giovanni
degli Eremitani, era infatti un veneziano specializzato nella
progettazione di navi.
Il Palazzo della Ragione
è stato il posto più importante della città per secoli, sede dei
tribunali, degli affari e della politica della città.
Un continuo andirivieni
di persone discutevano, facevano affari, stipulavano contratti o
scambiavano due chiacchiere, mentre nello stesso spazio si svolgevano
i processi.
Le pene, che venivano
inflitte, andavano scontate subito, spesso addirittura lì dentro, in
modo che i condannati subissero anche la vergogna di essere visti.
Di questo parlano i 2000
metri quadrati di affreschi che lo decorano... e siccome tutto quel
che succede capita sotto i cielo, negli affreschi c'è anche lui,
cioè il cielo come lo immaginavano e interpretavano gli uomini di
allora, con i 12 segni dello Zodiaco, corrispondenti ai mesi
dell'anno, con i lavori dei campi che si facevano in quei mesi, dalla
semina alla macellazione degli animali, al raccolto.
Negli affreschi ci sono
anche i pianeti, gli apostoli, la Madonna e i simboli dei tanto
temuti tribunali, identificati con animali per permettere anche agli
analfabeti di trovarli.
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9.03 Visita d'istruzione a Padova: II tappa IL SANTO
E' una delle più grandi
chiese al mondo ed è visitata annualmente da moltissimi pellegrini.
In essa sono custodite le
reliquie di Sant'Antonio da Padova e la sua tomba.
La piazza del Santo
ospita il monumento equestre al Gattamelata di Donatello.
Quest'ultimo realizzò
anche le sculture bronzee (crocifisso, statue e formelle) oggi
collocate sull'altare maggiore.
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9.03 Visita d'istruzione a Padova: I tappa CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI
Vicino alla Chiesa degli
Eremitani si trova la famosissima Cappella degli Scrovegni, un
capolavoro della pittura conosciuto in tutto il mondo.
Da fuori è semplice e
senza nessun segno particolare ma, una volta entrati, tutto cambia:
ci sono colori brillanti, storie che scorrono su tutte le pareti e
sulla volta c'è un meraviglioso cielo stellato, di un azzurro così
intenso e luminoso che quasi abbaglia gli occhi.
Il famoso pittore Giotto
dipinse la cappella ispirandosi alle storie dei Vangeli e
ci impiegò 2 anni. In mezzo a tutte queste figure e colori, nel
Giudizio Universale, si vedono i diavoli che castigano i peccatori,
creature mostruose, omini che sembrano volare, fiumi di fuoco che
ricordano l'Inferno di Dante.
Si possono anche ammirare
i buffi cammelli che accompagnano i re magi alla capanna di Gesù
Bambino.
Però la cosa più
sorprendente di questa scena è rappresentata sopra la capanna di
Gesù Bambino: una palla di fuoco con una lunga coda brillante.
E' la bella cometa, che
nessuno prima di Giotto aveva mai rappresentato come stella dei magi.
E' la cometa di Betlemme,
quella che tanti mettono nel presepe. Davvero molto bella, anche se
ormai sappiamo che è un'invenzione di Giotto, che mentre dipingeva
la cappella rimase impressionato dal passaggio in cielo della famosa
cometa di Halley, che si fa vedere solo ogni 70 anni. La volle subito
dipingere, mettendola addirittura sopra Gesù. Questa invenzione
piacque talmente tanto che dopo qualche anno tutti la copiarono, fino
a che la rappresentazione della cometa di Natale divenne per sempre
questa. Ma quel che guidò i re magi per 900 chilometri almeno, dalla
Persia fino alla capanna di Betlemme, non fu una cometa ma un altro
segno del cielo, che solo loro capirono nel modo giusto.
giovedì 8 marzo 2018
Elena Lucrezia Cornaro Piscopia (- 1 giorno alla visita d'istruzione a Padova)
Elena Cornaro Piscopia fu la prima donna a laurearsi in filosofia nel 1678 all’Università di Padova.
Fu un esempio per molte donne visto che nel Seicento le donne avevano pochi diritti.
Il nonno materno del padre di Elena, Giacomo Alvise Cornaro era un importante scienziato ed era amico di Galileo Galilei, e suo padre Girolamo aveva allestito una grande biblioteca, ricchissima di strumenti scientifici. Quando il padre di Elena si accorse delle grandi doti della figlia ne favorì la crescita culturale. Elena voleva studiare teologia, ma non le venne concesso dalla Chiesa, così scelse filosofia.
Fu un esempio per molte donne visto che nel Seicento le donne avevano pochi diritti.
Il nonno materno del padre di Elena, Giacomo Alvise Cornaro era un importante scienziato ed era amico di Galileo Galilei, e suo padre Girolamo aveva allestito una grande biblioteca, ricchissima di strumenti scientifici. Quando il padre di Elena si accorse delle grandi doti della figlia ne favorì la crescita culturale. Elena voleva studiare teologia, ma non le venne concesso dalla Chiesa, così scelse filosofia.
Abbiamo deciso di postare questa nostra piccola ricerca proprio oggi perché oggi è la Giornata Internazionale della Donna: celebrazione che ricorda le discriminazioni, le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in varie parti del mondo, ma anche le grandi conquiste politiche e sociali, come quella di Elena.
AUGURI A TUTTE LE DONNE!
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mercoledì 7 marzo 2018
Il Bo (- 2 giorni alla visita d'istruzione a Padova)
Le tracce di Galileo a
Padova sono un po' dappertutto perchè qui visse e insegnò dal 1592
al 1610 per 18 anni.
Al Bo sede
dell'Università, c'è ancora la cattedra da cui Galileo teneva le
sue lezioni.
L'Università è
conosciuta come Bo perchè, nella zona, prima c'era un mercato di
buoi, ed è anche per questo che il curioso simbolo dell'università
è un cranio di bue.
Per il Bo sono passati
altri studenti famosi come, ad esempio, l'astronomo polacco
Copernico, che nella sua teoria "mise" il sole al centro
dell'universo.
Qui si è laureata la
prima donna al mondo: Elena Lucrezia Cornaro Piscopia.
Classi II della Fogazzaro
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martedì 6 marzo 2018
Galileo Galilei (- 3 giorni alla visita d'istruzione a Padova)
Le invenzioni di Galileo
Era la terza volta che si
alzava dal letto quella notte.
"Ancora una volta ho
mangiato troppo, maledizione, e ora non riesco a dormire". Ma
non era solo quello che lo rendeva così inquieto. Era quello che
aveva visto con un aggeggio che andava perfezionando da un po': "il
tubo" di un occhialaio olandese con cui si vedevano vicine le
cose lontane. Pensava di venderlo alla Marina Veneziana: poteva
essere un bel colpo, utilissimo per vedere le navi dei pirati dalmati
che assalivano le navi della Repubblica Serenissima, prima di essere
visti e così poter scappare. Ma quello che Galileo aveva visto
alzando il cannocchiale al cielo lo aveva turbato a fondo e aveva
acceso la sua curiosità. Aveva visto, 8 volte più grande che a
occhio nudo, la Luna su cui c'erano montagne e ombre, crateri,
deserti. Altro che corpo perfetto come si credeva! E quelle piccole
stelle che aveva visto la prima volta il 7 gennaio 1610 vicino a
Giove. Prima tre, poi due e poi quattro, tutto in 7 giorni. E non
stavano fisse ma seguivano Giove: cos'erano? E come poteva accadere
se, come si credeva, era la Terra al centro dell'Universo e le stelle
giravano intorno? No, non poteva dirlo, nessuno gli avrebbe creduto.
Era quasi l'alba del 16 gennaio 1610 quando smise di rimuginare.
"Proprio io che insegno che quel che vale è l'evidenza delle
esperienze che possiamo fare e rifare non posso stare zitto. Devo
dire tutto e al diavolo se nessuno mi crederà".
Ritrovata la calma,
Galileo prese carta e penna e iniziò a scrivere il Sidereus Nuncius
(L'avviso astronomico), un libro in cui c'era tutto quello che aveva
visto: da quel momento, quello che l'uomo pensava del cielo cambiò
per sempre.
Tratto da Padova a testa in su
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lunedì 5 marzo 2018
La città dei "4 senza" (- 4 giorni alla visita d'istruzione a Padova)
Caffè Pedrocchi
Padova viene definita la città dei "4
senza" perché
- la Basilica di Sant'Antonio è talmente famosa da essere conosciuta solo come "il Santo", senza nome;
- il grande cavallo ligneo di Donatello a Palazzo della Ragione è senza cavaliere;
- il Caffè Pedrocchi, uno dei simboli della città, luogo di incontro per intellettuali e artisti, è stato definito "senza porte" perché dal 1831 al 1916 era aperto giorno e notte;
- Prato della Valle non è un giardino, ma è una piazza, quindi viene definito senza erba, anche se in realtà c'è dell'erba, ma non quanta ci si aspetterebbe se fosse un prato.
Prato della Valle
Apriamo il tour di
preparazione alla nostra visita d'istruzione proprio con Prato della
Valle.
Prato della Valle è la
piazza più grande d'Europa: ci si potrebbero costruire dentro
addirittura 8 campi da calcio.
Ha 4 ponti che portano a
una specie di isola con un canaletto di acqua intorno, una bella
fontana che zampilla al centro e, lungo i bordi del canale, tante
statue.
Per essere proprio
precisi, le statue intorno a Prato della Valle sono 78 e
rappresentano personaggi importanti che nei secoli passati hanno
avuto a che fare con Padova, come Antenore, il leggendario fondatore
della città, il celebre pittore Andrea Mantegna, il famoso poeta
Torquato Tasso e molti altri ancora.
Tra questi personaggi
quello che guarda in alto, verso il cielo, è il grande scienziato
Galileo Galilei.
Classi II della Fogazzaro
Classi II della Fogazzaro
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Via agli allenamenti per la Corsa Contro la Fame
Oggi 5 marzo, alla seconda ora, noi ragazzi di seconda ci siamo trovati nell'Aula Magna per incontrare Elisa, una volontaria dell'organizzazione Azione Contro la fame.
Elisa ci ha spiegato che, al mondo, una persona su nove non mangia a sufficienza, oppure mangia in modo scorretto (sempre lo stesso alimento), cioè è malnutrita in modo cronico o acuto.
Il cibo nei vari paesi, dove c'è la fame, manca per ragioni diverse, una di queste ragioni è la guerra: nei tanti paesi dove c'è la guerra si muore più di fame che di bombardamenti.
Elisa ci ha illustrato alcune azioni che si possono fare per contrastare la fame:
- riflettere su questo problema (sensibilizzarci e sensibilizzare);
- donare animali, semi e strumenti per la coltivazione ai paesi in cui c'è la fame;
- cercare di garantire loro l'accesso all'acqua (da bere, per lavarsi...);
- donare cibo terapeutico, che possiede tutte le sostanze nutritive concentrate. Nutrendosi per due volte al giorno, per 2 mesi con questo cibo, si guarisce dalla malnutrizione.
Poi abbiamo visto un video in cui alcuni ragazzi, in Iraq, mostravano la vita in un campo profughi dove opera Azione Contro la Fame.
I ragazzi "si sono trasferiti" lì, dopo aver abbandonato le loro case a causa della guerra (che continua ad esserci dal 2003).
Infine Elisa ci ha parlato della Corsa Contro la Fame.
La nostra Corsa Contro la Fame si terrà il 15 Maggio 2018, dopo l'annuale Passeggiata d'Istituto.
Nel frattempo noi ragazzi abbiamo "la missione" di trovarci degli sponsor, tra i nostri conoscenti e non solo, che ci daranno una certa somma proporzionale alla distanza che noi riusciremo a compiere quel giorno, che poi noi devolveremo in beneficenza ad Azione Contro la Fame.
Per questa ragione dobbiamo cercare di correre il più possibile e per questo inizieremo già da domani ad allenarci.
IIBL
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