venerdì 22 aprile 2016

Corso di chitarra

Noi ragazzi di prima e seconda, ogni mercoledì seguiamo un corso di chitarra che si tiene qui nella nostra scuola.
I nostri insegnanti si chiamano Giulio e Mirco: Mirco ci mostra come fare gli accordi e le posizioni da tenere, mentre Giulio ci tiene il tempo.
I ragazzi di prima si esercitano a suonare One degli U2 e Three little birds di Bob Marley, mentre quelli di seconda Rock Around the clock e Rolling in the deep.
Con noi c'è il professore di musica, Stefano Casaro, che segue la lezione e ci dà consigli.
Questo progetto ha entusiasmato tutti fin da principio. Inizialmente suonare la chitarra ci sembrava molto difficile e doloroso perchè le corde "segnavano" le dita, e noi non eravamo abituati, ma poi non ci abbiamo più fatto caso.
Nel quaderno che Giulio e Mirco, ci hanno detto di prendere, abbiamo scritto dieci accordi e anche le canzoni.
Le chitarre che usiamo le abbiamo noleggiate (per tre anni) dall'Associazione Peter Pan, qualcuno ne possedeva già una.
L'8 Giugno, cioè l'ultimo giorno di scuola, ci sarà il nostro saggio nel giardino della scuola...sarà una bellissima conclusione d'anno!
Giulia Buoso, Selena Boeron, Alessia Zago IA

Città o campagna?

Facendo un sondaggio in una delle due classi, composte da ragazzi di terza, che lavorano in classi aperte è emerso che 
il 65% dei ragazzi è felice di vivere in un piccolo paese 
il 35% dei ragazzi vorrebbe vivere in una grande città ...
vediamo perché!

PRO PAESE
E' meglio vivere in un piccolo paese rispetto a vivere in città, perché c'è meno inquinamento e si respira aria pulita. 
In un paese c'è silenzio e ci sono spazi verdi dove poter rilassarsi, giocare, fare passeggiate e corse in bicicletta immersi nella natura.
Spesso i diversi servizi sono raggiungibili  a piedi o in bici, quindi non è necessario prendere la macchina o altri mezzi.
In un piccolo paese ci si conosce quasi tutti, è dunque più facile creare relazioni vere.
Oltre ad essere più tranquilla la vita in un paese costa meno e c'è anche meno criminalità.



PRO CITTÀ
Le città, rispetto al paese, sono più attive dal punto di vista economico e danno più possibilità di un impiego. 
Esse sono più interessanti dal punto di vista storico e culturale e attirano i turisti che rappresentano una grossa risorsa per il nostro paese.
In città ci sono più servizi come supermercati, negozi, ma anche ospedali e scuole, quindi per certi aspetti garantiscono una vita più comoda inoltre si possono conoscere molte persone in quanto sono più popolate.

Gianluca Valeri, Alex Biasia, Luna Comin, Stefania Buoso, Francesco Calcinotto, Marco Ridolfo, Amra Hodzic, Matteo Zago, Mattia Vidali, Laura Valente, Alessia Ruggiero, Elisa Brollo, carlo Vidotto, Sofia Padovese, Claudio Timis, Sara di Tota, Paolo Mattiuzzo, Enrico Valente, Alessia Marino III 

martedì 22 marzo 2016

26 Febbraio: le II in visita d'istruzione a Padova

Alla Cappella degli Scrovegni
All'Università
Al Palazzo della Ragione
Al Santo

Premiazione del Concorso Lions Club: un poster per la pace



Nella giornata piovosa del 5 Marzo 2016 sono stato convocato a Treviso, nell' ist. Tecnico per Geometri Andrea Palladio, per assistere alla premiazione del disegno realizzato in occasione del 28° Concorso LIONS CLUB di “Un poster per la pace”. Ogni anno il tema del disegno da realizzare cambia; quest'anno il tema proposto è stato “condividi la pace”.
Il mio disegno è stato scelto tra centinaia di disegni poiché, secondo il parere dei giudici, ha rispettato tutte le consegne richieste.
All'interno dell'istituto, nel corridoio sono stati esposti tutti i disegni che hanno passato il primo step (erano tantissimi).
Giunto nell' Aula Magna ho incontrato con mio grande stupore le prof. Imbesi e Penso che hanno deciso di venire alla premiazione per sostenermi. La premiazione è iniziata con un video che spiegava come è nato il Lions Club e dove opera. Successivamente sono iniziate le vere e proprie premiazioni. Per molto tempo ho sentito nomi e cognomi, città e distretti... Mi sono un po' annoiato sino a quando tra la folla ho sentito pronunciare, attraverso un microfono, il mio nome. Mi sono lentamente alzato, quasi impaurito, però non appena ho sentito che tutti mi applaudivano sono andato verso il palco dove avveniva la premiazione. Il fondatore del Lions Club mi ha consegnato una medaglia scintillante. Inoltre mi hanno consegnato una borsetta di carta contenente un libro che parlava dell'istituto e della sua storia ed un certificato di riconoscimento (che ho appeso in camera).
Al termine della premiazione presso la segretaria della scuola gli insegnanti e il comitato del Lions Club hanno organizzato un rinfresco per noi ragazzi e per i genitori a base di banane e dolci, che ho molto apprezzato. Finito il buffet sono tornato a casa con mia mamma e mio zio che mi hanno accompagnato. Eravamo tutti soddisfatti ed entusiasti del lavoro che sono riuscito a svolgere.

Vidali Mattia IIIB

Film: Storia di una ladra di Libri



Siamo in Germania durante la II guerra mondiale. La giovane ragazza Lisel, verrà abbandonata dalla madre, durante il viaggio muore il fratellino. Viene adottata da Hans e Rosa Hubermann. Hans è un papà dolce e Rosa una mamma brontolona ma con un cuore d'oro. Grazie a questa adozione Lisel frequenterà per la prima volta la scuola, le piacerà imparare a leggere e a scrivere e imparerà la cultura e le storie degli altri. 
In Germania conoscerà il suo nuovo migliore amico: Rudy. Ragazzo innamorato di lei fin dall'inizio. Solo nella tragicità della guerra, riuscirà ad avere il bacio da Lisel. 
La prima lettura di Lisel sarà “Il Manuale Del Perfetto Becchino” il suo primo libro “preso in prestito” da un becchino, preso durante la morte del suo fratello; e questo libro lo leggerà insieme a Hans.
Lisel presto capirà l'amore per i libri, ma scoprirà di essere figlia di una comunista, quando in Germania ci sarà una “riunione” contro i comunisti e gli ebrei. Ma Lisel scoprirà anche un'amore reso grazie ad una nuova amicizia: quella del ragazzo ebreo Max, costretto ad abbandonare la sua casa e sua madre e va a vivere nella cantina degli Hubermann. Max sarà un'aiuto alla crescita di Lisel, sopratutto per il suo futuro dopo il terrore, dopo la guerra e dopo le tragedie della Germania del III Reich.

Saltarel Tania IIIB

Il protocollo di Kyoto


Il protocollo di Kyoto è un trattato internazionale in materia ambientale riguardante il surriscaldamento globale, redatto l'11 dicembre 1997 nella città giapponese di Kyoto da più di 180 paesi in occasione della “conferenza delle parti” COP3”della convenzione quadro delle nazioni unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).
Il trattato è entrato in vigore il 16 febbraio 2005, dopo la ratifica da parte della Russia.
A maggio 2013 gli stati che hanno aderito e ratificato il protocollo sono 192.
Il 16 febbraio 2007 si è celebrato l'anniversario del secondo anno di adesione al protocollo di Kyoto, e lo stesso anno ricorre il decennale della sua stesura .
Con l'accordo di Doha, l'estensione del protocollo è stata prolungata dal 2012 al 2020, con ulteriori obbiettivi di taglio delle emissioni serra. 
Aurora Pavan IIA

La guerra dei Mondi



War of the Worlds  fu un celebre sceneggiato radiofonico trasmesso il 30 ottobre 1938 negli Stati Uniti dalla CBS e interpretato da Orson Welles.
E' rimasto famoso per aver scatenato il panico descrivendo una invasione aliena .
Il programma fu trasmesso dalla Columbia Broadcasting System e fu interpretato da Orson Welles ( allora 23 anni ) all'interno della trasmissione Mercury Theatre ( programma per le letture di romanzi celebri ).
Le reazioni del pubblico sono state impressionanti:tutti hanno creduto che ci fosse stata un'invasione aliena
Alle ore 20.00 del 30 ottobre 1938, irruppe la voce dell'annunciatore che descrisse una serie di strai avvenimenti e l'oggetto descritto sembrava proprio un'astronave aliena .
Orson Welles scoprì solo il giorno dopo che putiferio aveva scatenato.
A dire il vero Welles pensava che l'adattamento fosse noioso ma non aveva altro materiale da proporre. Si dice tra le varie telefonate al New York Times ci fosse una in  cui un uomo chiese seriamente :”A che ora è la fine del mondo?”
Grazie alla collaborazione di Steven Spielberg e Welles uscì un film intitolato” La guerra dei mondi” nel 2005.

Bugoev Anastasia IIA

mercoledì 16 marzo 2016

Donare



Il 4 marzo sono venuti a farci visita a scuola tre simpatici volontari dell'AVIS (Associazione Volontari Italiana Sangue): Sara, Marco, Francesco. Appena sono arrivati abbiamo spostato i banchi in classe e ci siamo messi in cerchio.
Dopo la presentazione sull'AVIS di Sara, abbiamo cominciato a fare dei giochi, dopo essere stati divisi in 5 squadre:
-trova l'anagramma
-trova l'autore delle citazioni
-altri giochi di enigmistica.
Mentre Marco correggeva le schede con gli anagrammi e le citazioni di ogni squadra, Francesco chiamava un ragazzo vicino al tavolo di Marco e chiedeva di trovargli cinque cartellini di diverso colore: nessuno ci riusciva perché non c'erano 5 cartellini di colori diversi, e così ogni volta che un ragazzo veniva interpellato sul quesito dei cartellini, non potendo rispondere, veniva eliminato.
Il gioco continuava, e continuavano le eliminazioni, fino a quando abbiamo capito che i membri delle diverse squadre dovevano portare il loro cartellino per evitare l'eliminazione di un compagno. Alla fine la squadra rossa ha vinto perché ha risposto a più domande correttamente, ma abbiamo vinto tutti perché abbiamo capito che donare fa vincere, esattamente come donare, a chi ne ha bisogno, il sangue dà vita.
Ci siamo divertiti, ma soprattutto abbiamo capito il messaggio che i volontari volevano mandarci: quei cartellini donati erano il sangue!

Alex Biasia, Giacomo Lessi (IIIB)

AIDO



Martedì 15 marzo noi delle classi terze abbiamo incontrato dei volontari dell'AIDO (Associazione Italiana Donatori Organi): Margherita, Silvia, Vittorino e Giancarlo.
Abbiamo visto dei video, che ben spiegavano il significa del DONO. 
Questi video raccontavano la storia di Federico, un uomo che aveva subito un trapianto di fegato, di Francesco che dopo il trapianto di un polmone ha ricominciato a fare gare di nuoto, di una mamma che avendo perso la figlia ha deciso di donare i suoi organi e di vederla vivere in altre persone.
Il trapianto ha ridonato la vita, a delle persone che pensavano di averla ormai persa: queste persone sono così nate due volte.
Silvia ci ha spiegato quali organi possono essere espiantati e trapiantati e le tempistiche in cui deve avvenire il tutto. Inoltre Silvia ci ha anche detto che si possono donare anche tessuti e cellule.
Ci sono cose che si possono dare anche in vita, come un rene, il midollo spinale, la placenta.
Alla fine Giancarlo ci ha detto come l'AIDO, gli abbia salvato la vita, in quanto ha avuto un trapianto di cuore, e Vittorino ci ha raccontato come l'entusiasmo  per la vita dei riceventi, sia una rassicurazione di aver fatto la scelta giusta, per chi come lui ha avuto una persona cara, che a causa di una tragica circostanza, è diventata donatrice.

Sara Di Tota, Clara Caminotto (IIIB)




Esperienza "classi parallele"


Da un mese noi ragazzi di terza stiamo lavorando per classi parallele in alcune ore di italiano e matematica. In sostanza da questa sperimentazione sono nate due classi nuove, composte da alcuni alunni della IIIA e altri della IIIB.
Prima gli insegnanti ci hanno fatto riflettere su quelle che sono le nostre fragilità nelle due discipline.
In italiano per esempio in un gruppo è emerso che abbiamo alcune difficoltà sull'uso dei verbi, sull'ortografia (accenti e H) e sulla revisione di un testo, nell'altro i problemi riguardano di più l'argomentazione, la coerenza e la coesione di un testo. In entrambi i gruppi abbiamo rilevato che il nostro dominio lessicale-semantico (come lo chiamano le prof) è piuttosto scarso.
In entrambe i gruppi abbiamo costruito, collaborando tra di noi, delle scalette che possono essere utilizzate per affrontare testi narrativi e argomentativi.
In matematica, attraverso, delle simulazioni delle Prove Invalsi, stiamo rafforzando le nostre basi.
Questo modo di lavorare ci piace molto, perché ci permettere di andare in profondità e di correggere, anche se solo in parte, alcuni dei nostri problemi.
Ci piace studiare insieme ai nostri compagni, con la guida di diversi insegnanti.
Ci piacerebbe poter provare la stessa esperienza nelle altre materie.

I ragazzi della IIIB

martedì 15 marzo 2016

Incontro con la Protezione Civile



Giovedì 25 febbraio 2016, il Professor Carlo Maiani è venuto nelle classi prime della nostra scuola, a spiegarci il grande lavoro di cui si occupa la Protezione Civile. 
Essa interviene, per aiutare le persone, in caso di piene, incidenti, terremoti...sempre dopo l'intervento delle forze dell'ordine e dei soccorsi  medici,  quindi dopo  i Vigili del fuoco, la  Croce Rossa, le forze armate, il servizio sanitario e il corpo forestale, in quanto la Protezione Civile non è composta da specialisti, ma da volontari del soccorso.
Mostrandoci delle slide di terremoti e alluvioni il Professor Maiani ci ha fatto capire quanto importante sia il lavoro della Protezione Civile per tutta la comunità.

Selena Boeron, Lorenzo Salgarella, Alessia Zago, Paula Linga, Alessandroenrico Tobia Slepoi  (IA)

L'alfabeto dei nostri racconti: C-H

CALCIO


Quella sera, ero tornato a casa stanchissimo, avevo mal di gambe e mi sono tuffato sul divano. Dopo un paio di minuti in dormiveglia cominciai a ricordare: era una domenica mattina e ad un certo punto il cellulare di mio papà ha iniziato a squillare. Lui rispose e sentì una voce che diceva "Sono Valentino della Liventina. Vostro figlio si è dimostrato pronto all'allenamento di giovedì scorso...volevo chiedere se per lui e per voi andrebbe bene far parte della nostra squadra".  Mio padre me lo venne a chiedere immediatamente e io risposi subito di sì.
Mi dissero che avrei iniziato ad allenarmi con loro regolarmente dalla settimana successiva. Al primo giorno di allenamento, quando arrivai davanti al cancello del campo sportivo, ero felicissimo: avevo raggiunto il mio primo obiettivo. Feci subito amicizia con i miei nuovi compagni di squadra.
Arrivò la domenica, giorno della mia prima partita, fuori casa, con la Liventina, indossavo la maglia con il numero 11. Iniziò la partita e dopo qualche minuto eravamo già in vantaggio.
Al ventesimo minuto del secondo tempo mi trovai da solo davanti alla porta e feci un gran bel gol. Ero gioia pura, e lo fui ancora di più quando i miei compagni di squadra mi vennero ad abbracciare.
Quando tornarono a casa loro raccontarono del mio bel goal e i loro genitori dicevano: "ma allora è proprio forte quello nuovo!".
Tornato a casa io andai subito a lavare le mie belle scarpe, che comunque non avevano nessun merito nel goal...
Ritornai alla realtà a causa di uno squillo del telefono, che mi fece venire in mente quella domenica di tanto tempo prima, e sentii: "Ciao Nicolò, ho avuto il tuo numero da un nostro conoscente in comune, Tony...non so se ti ricordi ancora di me sono Filippo, il tuo compagno di squadra di quando avevano tredici anni"...Certo che mi ricordavo; abbiamo iniziato a parlare un po' della nostra vita: ora ero sposato, avevo due bambini, lavoravo duro per mantenere la famiglia, ma ricordavo ancora quel periodo, la maglia verde e le scarpe grigio-argento, ma soprattutto  quello che mi diceva papà prima della partita "usa la testa!".

Nicolò Stoppa IIIB

DANZA



Appena suonata la sveglia balzo giù dal letto, senza esitare nemmeno un istante prima di alzarmi, malgrado abbia dormito solo cinque ore e mezza.
Sono troppo agitata per pensare al sonno. Questo giorno potrebbe cambiare la mia vita per sempre.
Mi preparo in fretta, sempre accompagnata dall'ansia, e arrivate le nove e mezza finalmente mi dirigo verso l'accademia di danza, più prestigiosa della città.
Devo riuscire ad entrare a tutti i costi: sarebbe il mio sogno che si realizza.
Arrivata all'ingresso della scuola trovo molti altri ragazzi, che come me, sono qui per fare i provini.
Dopo cinque minuti arriva una signora, ad accoglierci, e devo dire che non sembra molto simpatica, ma poco importa. Ci dirigiamo verso gli spogliatoi per cambiarci, metterci le punte e sistemarci i capelli.
Intanto faccio amicizia con alcune ragazze che sono lì con me, parliamo e cerchiamo, in qualche modo, di scaricare la tensione, ma con scarsi risultati.
Entra nello spogliatoio la stessa signora che ci aveva accolto, per dirci di entrare nella sala delle audizioni. Una volta entrata si  presenta e presenta tutti gli altri giudici, e ci dice che pochi di noi o addirittura nessuno di noi riuscirà ad entrare...
Impallidisco, temo di non farcela...e poi, come può sapere quanti di noi sono bravi o meno, senza nemmeno averci visto? Forse è una specie di sensitiva? Non credo proprio!
Ognuno di noi si è preparato un balletto da presentare.
"Bene, possiamo iniziare!", dice un giudice, "partiamo da te!", indicando una compagna.
Devo dire che è davvero brava, ma non mi preoccupo poi così tanto.
Arrivato il mio turno, mi posiziono al centro della stanza. Parte la musica e inizio a danzare, lasciandomi trasportare dalle dolci note. L'ansia, le preoccupazioni, la tensione...tutto svanito: ci sono solo io e la musica.
Una volta che abbiamo finito tutti quanti di ballare, ci fanno uscire per bere e riposarci un po'...intanto loro devono decidere chi è stato ammesso e chi no.
Dopo circa un quarto d'ora esce un giudice che dice: "Ok, noi abbiamo deciso. Su questo foglio trovate la lista degli ammessi, se sentirete il vostro nome andrete diretti a casa a fare le valigie. Domani mattina vi vogliamo qua.Va bene...i ragazzi che hanno passato i provini sono..."
Non mi sono mai sentita così in ansia, come in questo momento, e non credo di essere l'unica. Sento una serie di nomi, mi gira la testa, non capisco più niente. All'improvviso sento il mio nome e una sensazione di sollievo, felicità e liberazione mi avvolge, non sono mai stata così felice: il mio sogno si è realizzato e la mia vita è cambiata per sempre.


Luna Comin IIIB

EVASIONI

Un giorno d'estate del lontano 2755 stavo tornando da una vacanza pluristellare nella galassia Chees Burger.
Mentre tornavo, vidi però un cinema multidimensionale con la modalità B-zeta, cioè la modalità in cuoi facevi parte del tuo film preferito o videogioco, e correvi qua e là, facevi l'avventuriero, esploravi e finivi di giocare quando era game-over, cioè quando venivi ucciso dai nemici.
Però quel sistema non veniva usato più, perché si diceva che c' erano state alcune anomalie e un virus si era infiltrato nel gioco Galaxian war, che riproduceva la quindicesima battaglia tra le galassie.
Quindi, incuriosito, lasciai la multistrada e con la mia cybercar mi diressi verso il cinema multidimensionale.
Appena arrivato vidi che era deserto ed entrando  venni accolto da due Borgoglasti verdi  che con i loro sorrisi smaglianti a 132 denti e le loro quattro braccia gli chiesero se volevo scegliere la dimensione  B-zeta, mostrandomi un permesso speciale del governo che gli autorizzava a possederla.
L'unico gioco, però, era galaxian war, il gioco con il virus!
Nonostante ciò mi fecero entrare nel simulatore dicendo che era del tutto sicuro.
Dopo aver distrutto dieci navicelle  madri del  Glardian e annientato  quattro pianeti (io ero un mago dei videogiochi) mi accorsi che le navi e i pianeti sparivano davanti a me: c'era solo una spiegazione... il virus!!
corsi subito a rifugiarmi in una zona buia e attivai la visione notturna. Poi , di colpo, un tentacolo mi spuntò davanti e sporgendomi vidi... il virus!!!
era u n mostro divora galassie e riuscivo a vederlo solo con la visione notturna negli ololibri di storia avevo letto che quei mostri avevano un unico punto debole: i loro occhi. Erano come un interruttore per il cervello. Allora azionai i turbopolitori e mi diressi verso il mostro. Con un primo colpo di sorpresa...tac!! via il primo occhio con un suo mega tentacolo mi schivo per un soffio e...tac!via un altro occhio. Ero pronto a colpire il terzo quando mi afferrò e iniziò a stritolare la mia navetta. Schiacciai il pulsante di espulsione e feci appena in tempo perché la navetta si distrusse in mille pezzi. Il mostro continuò con la sua avanzata. Però gli rimaneva solo un occhio e dovevano distruggerlo. Vidi una punta rimasta tra i loro rottami della mia navetta e sembrava una lancia e mi preparai a colpirlo. La lanciai...e Tac!Anche l'ultimo occhio era andato.
Di colpo il simulatore si spense e all'uscita del cinema trovai il re della galassia Gold-world che mi ringraziò di aver sconfitto il virus, che stava per invadere non solo le versioni B-zeta di tutte le galassie, ma anche ogni dispositivo con energia propria in tutte le galassie.
Da quel giorno diventai famoso con il nome di “the video-gamer” e tutti nelle galassie mi conoscono.

Mattiuzzo Paolo IIIB

FOLLIA


Un  giorno il signor Hackman anche chiamato ''l'uomo del mistero'' per la sua passione e bravura nel risolvere i misteri, si svegliò e scoprì che un nuovo caso lo aspettava.
Di lui si sapeva solo il nome, il suo lavoro e che aveva una passione per i misteri,quindi si poteva dire che anche la sua identità fosse un mistero.
Il signor Hackman viveva in  un piccolo paese nel regno unito,tra la gente del paese giravano delle voci su di lui, si diceva che si fosse trasferito lì dal Canada e che una volta fosse nell'esercito, ma nessuno sapeva la verità.
Quel giorno, il 24 ottobre 1981, il signor Hackman si svegliò, si guardò intorno e tutto era sparito..
Si ritrovò disteso per terra perché il letto, come tutti gli altri mobili della casa, era sparito.
Uscì da casa sua e non c'era nemmeno una persona, le strade erano deserte c'erano solo dei cani e dei gatti che passeggiavano.
Il signor Hackman decise di mettersi a camminare in cerca di persone; camminò per ore e ore e arrivò notte.
Era così stanco che si fermò a riposarsi in una casa.
C'era un silenzio incredibile, il solo rumore che si sentiva erano i versi degli animali notturni che uscivano dalle proprie tane.
Quella notte che lo spaventava come nient'altro sembrava non finire più. Il signor Hackman rimase sempre sveglio ma il giorno non arrivò mai più. Si mise a camminare ma le sue speranze erano ormai esaurite.
Era stanchissimo e per la sua mente giravano pensieri sempre più assurdi e per lui diventò tutto un mistero.
Passarono molti giorni e il signor Hackman non riusciva a risolvere quel mistero allora decise di uccidersi, prese un coltello e lo punto sul cuore, poi capì cosa fosse successo. Di colpo strizzò gli occhi,li riaprì e si ritrovò nel suo letto.
Quel mistero che lo stava per uccidere era solo un  incubo che lui si era creato con le sue paure. Nel momento in cui riaprì gli occhi sul mondo reale si richiusero subito ma non per la sua volontà. Il 4 dicembre 1981 si tenne il funerale del signor Hackman, trovato morto sul suo letto.
Vi starete chiedendo chi sono io e perché so tutta la storia. Beh, io sono la morte che ha seguito il signor Hackman fino a trovare il momento giusto per poterla via con me...
Carlo Vidotto IIIB

GIORNO

Quel giorno ero più stanca del solito perché ero appena tornata dalla palestra.
Mi ero buttata sul divano mentre mia mamma stirava e guardava “ l' eredità “ con  Carlo Conti che era il nostro presentatore preferito.
Ero totalmente stanca che all'improvviso mi addormentai “ vedevo una fila di persone, più o meno della mia età, che avevano dei fogli in mano.Anche io ero in fila, dietro di me c' era una ragazza con la gomma in bocca che faceva le bolle e le scoppiava in continuazione. Non capivo dove mi trovassi poi notai una scritta sulla porta “ il sapere è il destino di tutti “. Da quella porta entravano tutti uno alla volta e quando uscivano le loro espressioni erano diverse, alcune addirittura piangevano. Quel posto mi era familiare ma nonostante ciò, non capivo. Avevo anche io dei fogli in mano e spontaneamente incomincio a leggere.
Avevo capito: ERO ALL'ESAME DI MATURITÀ.
Mi assalì il panico, volevo lasciare la fila ma non potevo allora mi affrettai a leggere la mia tesina.
Quando varcai la soglia della porta, mi sentii morire perché non capivo, ero confusa.
La professoressa mi aveva chiesto di esporre la 1°  Guerra Mondiale.
Fortunatamente sapevo rispondere ma mentre parlavo vedevo le figure dei prof svanire”
Mia madre  mi svegliò : “ Tessa svegliati, vai a dormire nel letto”.
Io disorientata andai in camera pensando al sogno. Pensandoci notai che la sensazione dell' ansia mentre eri in fila era la stessa di quanto lo fatto nella vita reale.
È stato bello riprovare quella situazione di vuoto.
Alessia Marino IIIB

HOUUUU


Nel maggio del 2003 Mary e una sua amica giocano nella soffitta con una palla e Mary la tira in mezzo a degli scatoloni, va subito a riprenderla, ma trova qualcos'altro, una vecchia scatola piena di polvere con sopra la scritta “La scatola “.
Loro incuriosite scendono dalla soffitta, entrano subito in camera e la aprono.Dentro trovano una freccia di legno con una luce al centro, una tavola sempre di legno con scritto sopra l'alfabeto e le istruzioni.
Per giocare bastava tenersi per mano e far girare la freccia  di legno nell'alfabeto. Mary e la sua amica Rita ci provano ma non succede nulla .
Sfogliando le istruzioni le due ragazze capiscono che quel gioco serve per mettersi in contatto con i morti, si spaventano, chiudono la scatola e la riportano in soffitta .
Dopo circa dieci anni Mary torna nella soffitta per cercare un libro, ma trova “ La scatola “, la porta in salotto e inizia a giocarci.Quando i suoi genitori tornano a casa trovano Mary impiccata con le luci natalizie dell'albero di Natale.
Dopo aver fatto il suo funerale, la sua amica e il suo ex ragazzo John indagano sulla sua morte
Scoprono che in salotto c'era una telecamera che ha ripreso la morte di Mary.Nel video registrato della telecamera vedono Mary che gioca con “La scatola” e subito dopo che si alza, spegne le luci natalizie, fa un nodo intorno alla balaustra della scala e si butta.
I due ragazzi rimangono scioccati e decidono di fare indagini su quel gioco.
Mentre stavano cercando degli indizi,in soffitta, scoprono una carta di proprietà e scoprono che nella casa dove è morta Mary molti anni prima era morta una donna e la sua casa è stata venduta ai genitori di Mary.Grazie a questo indizio capiscono che Mary era riuscita a mettersi in contatto con quella donne che l'ha uccisa.
Rita e John si incontrarono nella casa di Mary per giocare al gioco e cacciare il fantasma di quella donna .
Appena iniziano a giocare la freccia che teneva Rita in mano si sposta nell'alfabeto e    

lettera per lettera scrive “ sto arrivando”.John sente una mano che stringe il suo piede e viene trascinato nello scantinato della donna.Rita li segue, ma ormai il fantasma aveva già ucciso John, allora Rita cerca un oggetto di utilizzare contro il fantasma, trova una piccola boccetta di acqua santa, la apre e gliela lancia contro.Grazie a quell'acqua il fantasma si scioglie.
Claudio Timis IIIB

The Great Britain Show


Il 26 febbraio, noi, ragazzi delle classi terze, siamo andati al teatro Russolo di Portogruaro a vedere uno spettacolo in lingua inglese "The Great Britain Show".
Nella prima scena, il protagonista, Neil Niceman, si è presentato e ha interpretato uno studente quattordicenne, non molto brillante, in the classroom, che grazie alla sua immaginazione riesce a passare un esame.
Neil conosce un libro parlante che gli racconta la storia della Gran Bretagna, e la conduttrice di uno spettacolo televisivo il "Great Britain Show",  che passa da Charlie Chaplin, alla regina, a Freddy Mercury e Shakespeare che mettono a confronto le loro epoche.
Ad un certo punto c'è stato uno sketch tra John Bull, un inglese, e Mario Rossi, un italiano, che si sono presi in giro a vicenda, puntando sui luoghi comuni sugli italiani e sugli inglesi, ma che alla fine si accordavano parlando di calcio.
Nel II atto è stata molto divertente la scena dei fratelli Mac Donald: Jimmy aveva bevuto tutto il whisky di Angus, che lo scopre e cerca di catturarlo con una trappola per topi, posizionata sulla sedia.
 L'atto si conclude con Neil che ritorna in classe il giorno dell'esame.
A spettacolo finito, l'attore che interpretava Neil, si è fatto intervistare dal pubblico. Abbiamo scoperto che vive a Londra e che nel tempo libero gli piace scrivere.
Lo spettacolo ci è molto piaciuto e speriamo di passare anche noi l'esame come Neil!

Alessia Marino, Laura Valente, Marella Fruttaldo, Tania Saltarel, Marco Ridolfo e Paolo Mattiuzzo
IIIB

La scuola in esposizione DREAMS: 1 Aprile



L'associazione Peter Pan propone ogni anno alla scuola di partecipare ad un'esposizione d'arte, aperta a tutta la cittadinanza di La Salute di Livenza.
Solitamente il tema viene deciso dall'associazione, ma quest'anno la scelta dell'argomento è stata una nostra responsabilità.
Noi abbiamo scelto DREAMS, perché questo tema ha permesso ai vari "artisti" di esprimersi liberamente, interpretando, a proprio piacimento, il sogno come dimensione onirica, oppure intendendolo come speranza (individuale o collettiva), o anche come stravaganza fantastica.
Il sogno appartiene a tutti, tutti sogniamo e da sempre l'arte si è nutrita di sogni.

Nell'immediatezza della pittura vi troverete davanti i nostri DREAMS, in bilico tra reale e fantastico.

Noi sogniamo fate, arcobaleni, immagini astratte, colori accesi, slogan e musiche evanescenti che ci appaiono come verità svelate: "niente è perso quando ci credi, un sogno dura finché lo insegui" .
Noi diamo senso al nostro presente, con la fiduciosa speranza di incontrare i nostri idoli, di diventare calciatori, genitori, cantanti, registi e biologi. 
Alcuni dei nostri sogni si intrecciano, altri si affiancano, ma un sogno tutti condividiamo: creare un mondo migliore!

I ragazzi della IIIA e della IIIB della Fogazzaro

L'INAUGURAZIONE DELL'ESPOSIZIONE SARA'
VENERDI' 1 APRILE
PRESSO
LA DELEGAZIONE COMUNALE DI 
LA SALUTE DI LIVENZA
ALLE ORE 20.00

Fantasie

Ecco alcuni racconti ispirati da Prime fiabe e filastrocche di Gianni Rodari.

L'albero delle pantofole





C'era una volta un popolo chiamato Senzamaiscarpe. Il capo di questo popolo era il signore Consemprescarpe. Lui era l'unica persona a possedere e a indossare delle scarpe. Il problema era che quelle scarpe erano scomodissime, in quanto erano fatte di legno.
Tutta la popolazione protestava, ogni giorno, per il fatto che avevano continuamente vesciche e calli sotto i piedi. Il signor Consemprescarpe diceva sempre: "le mie scarpe non sono fatte per voi, sono troppo costose e non se ne possono costruire di altre perché in zona è rimasto solo un albero, l'albero senzafrutto".
Un giorno, stanco di sentirsi dire sempre le stesse cose, un uomo di nome Tonino disse: "sì, è vero che l'albero non produce frutti, ma produce dei fiori, quando arriva primavera è davvero petaloso!".
L'albero, che negli ultimi secoli, non aveva mai ricevuto complimenti, cominciò a produrre dei frutti davvero strani.
Consemprescarpe si domandò sorpreso: " ma cosa sono questi strani frutti? Mi sono sempre chiesto che tipo di albero fosse l'albero senzafrutto... non ho idea di cosa siano questi frutti, ma sicuramente Aquilastanca lo sa."
Aquilastanca, portato davanti all'albero dai frutti misteriosi, svenne. Si rianimò solo dopo tre giorni, ma poi risvenne. Questa volta si rianimò dopo tre minuti, quattro secondi e ottanta millesimi di secondo e poi...risvenne. Anche Consenzascarpe svenne vedendo Aquilastanca svenire ripetutamente." Ah ah ah", che risata si fecero i Senzamaiscarpe. Poi rianimatosi anche il capo Aquilastanca disse: " quello strano frutto dell'albero senzafrutto, dalla chioma petalosa in primavera, si chiama pantofola". Poi aggiunse "non so se avete capito quello che io ho capito, capendo anche voi avete capito per chi non ha capito. Io ho capito anche se non molto, voi dovete aver capito perché altrimenti non capisco cosa non avete capito. Capito?"
E tutto il popolo, dopo una smorfia, disse: "Noi abbiamo capito quello che tu hai e non hai capito".
Un bambino di quattro anni, di nome Giorgio disse all'albero: "Oh albelo, dai fioli petaloti e bellittimi, mi puoi legalale due pantofoline pel me, pel la mia tolellina e per i miei genitoli?".
L'albero lusingato fece otto belle pantofole per il bambino e quest'ultimo corse e l'abbracciò.
Così tutta la popolazione dei Senzamaiscarpe diventò pantofoluta (con pantofole calde e comode) in inverno e infraditute (con infradito fresche) d'estate.
Tutti erano felici tranne il capotribù Consemprescarpe che non riusciva a togliersi le sue scarpe di legno e quindi...vissero tutti (o quasi) felici e contenti.

Alessia Zago IA

Ciottolone

Parigi
Gino, un simpatico dodicenne, andò a scuola e quel giorno il Prof. Itterol diede ai ragazzi il modulo di iscrizione alla visita di Notre Dame, prevista per  il giorno dopo.
L'indomani i ragazzi arrivarono a destinazione in autobus. Entrarono in chiesa. Appena entrò a Gino parve di vedere con la coda dell'occhio delle gargoyles muoversi, ma non ci badò.
Ad un certo punto sentì che degli artigli gelidi lo afferravano per le spalle, Gino si girò e in quel momento una gargoyle lo prese e lo portò sulla guglia più alta di Notre Dame.
Appena raggiunta la guglia Gino provò a tirare un pugno alla gargoyle, ma essendo di pietra si spaccò la mano e cacciò un urlo.
La gargoyle chiese a Gino: "perché mi hai tirato un pugno? Io voglio solo fare amicizia con te...come ti chiami?"
Gino rispose: "scusami, non avevo capito le tue intenzioni. Io mi chiamo Gino e tu?"
La gargoyle rispose: "io mi chiamo Ciottolone III, Il Duro, re della Germania"
Gino: "della Germania?"
Ciottolone:" sì della Sassonia"
Gino: "Ahah Ok...ti posso fare una foto?"
Ciottolone: "certo!"
Gino scattò la foto e disse: "Questa va dritta su Instagram"
Ciottolone: "Nooo! La gente potrebbe spaventarsi nel vedermi !"
Gino: "Giusto, scusa! Ti va di venire un po' a casa mia?".
I due volarono a casa di Gino, poi rientrarono giusto in tempo per prendere l'autobus di ritorno a scuola.
Da  quel giorno i due diventarono grandi amici.

Alessandroenrico Tobia  Slepoi IA

Der Fluss Livenza



Martedì 16 Febbraio, durante l'ora di tedesco, noi, alunni della IA, abbiamo realizzato un quadro tattile, ora appeso in classe, che rappresenta il nostro fiume: la Livenza.
Abbiamo preso del materiale di riciclo (carta colorata, iuta, nylon e salviette) e l'abbiamo attaccato modellandolo con la colla vinilica, su una base di cartone.
Abbiamo attaccato anche delle etichette su cui abbiamo scritto i nomi dei diversi elementi, della flora e della fauna, del paesaggio, in tedesco e in italiano, come fosse un dizionario visuale.
Questo lavoro è parte di un lavoro che coinvolge diverse materie (scienze, italiano, lingue) che ha per soggetto la Livenza.
E' stato molto divertente fare questo laboratorio con la Prof.ssa Tracanzan e tutti gli allievi hanno collaborato.

Marsonetto Chiara, Alessandroenrico Tobia, Ruggiero Matteo, Zlotea Nicoleta, Paula Linga (IA)

domenica 28 febbraio 2016

Per ricordare: Foiba di Basovizza


Il termine italiano foiba deriva dal latino fovea, abisso. Si tratta di voragini scavate per erosione idrica che hanno la forma di un imbuto rovesciato, con una piccola apertura sul terreno e una profondità di circa 200 metri. La formazione della foiba è dovuta all'adeguamento del terreno  composto da rocce ad alto contenuto di carbonato di calcio che, attraverso gli agenti atmosferici tra i quali pioggia e corsi d'acqua sotterranei, permettono la fusione di doline che ingrandendosi e fondendosi vanno a creare la foiba. Per foiba però si intende anche il luogo che diede la morte a molti italiani che vivevano nei territori che, che alla fine della Seconda Guerra Mondiale, diventarono interamente slavi.
La foiba di Basovizza si trova a Trieste nella zona nord-est dell'altopiano del Carso (377 metri di altitudine). 
E' profonda 256 metri; in origine questa foiba era un pozzo minerario, scavato all'inizio del XX secolo, per l'estrazione del carbone, poi fu abbandonato per la sua improduttività.
L'8 settembre del 1943 i partigiani di Tito iniziarono a infoibare alcuni italiani che abitavano nella zona giuliano-dalmata. Le vittime erano  civili, militari, carabinieri, finanzieri, agenti di polizia e di custodia carceraria.  Furono infoibati anche tedeschi e sloveni anticomunisti. 
Nella foiba di Basovizza morirono migliaia di persone. Le vittime venivano divise a gruppi poi venivano legate, tra loro,  con il filo di ferro, venivano messi sul bordo della foiba, poi venivano mitragliati i primi della fila che cadendo nella buca trascinavano con sé tutti gli altri, che trovavano così una morte più lenta.
La pulizia etnica nei confronti degli italiani, da parte di Tito, finì nel 1954. Molti italiani che vivano in Istria e Dalmazia se ne andarono, per non rischiare di essere infoibati, o per non ripudiare la propria italianità: iniziò così un esodo verso l'Italia e non solo.
Ancora oggi nel Porto Vecchio di Trieste esiste il magazzino 18 nel quale i giuliano-dalmati stiparono le loro cose (mobili e masserizie varie) credendo di poterle andare a riprendere in tempi migliori.
 Nel 1980 il pozzo di Basovizza e la foiba n. 149 vennero riconosciuti monumenti di interesse nazionale. La foiba di Basovizza fu dichiarata monumento nazionale nel 1992.

Buoso Stefania (III A) e Valente Laura  (IIIB)

lunedì 22 febbraio 2016

14 Febbraio: San Valentino



San Valentino si celebra il 14 febbraio. É la festa dell'amore e degli amanti. Ma qual é la storia di San Valentino e perché si celebra il 14 febbraio? Ci sono molte storie e leggende al riguardo. Eccone una!

Valentino era sacerdote a Roma, nel III secolo. Al tempo l'imperatore era Claudio,  il quale voleva espandere il suo impero. Per far ciò necessitava di soldati, ma molti di essi non volevano abbandonare le loro mogli. Claudio si arrabbiò e vietò il matrimonio. Valentino, però, continuò a sposare le coppie in segreto. Quando Claudio lo scoprì reagì in malo modo e lo mise in prigione. Valentino morì in prigione il 14 febbraio.

Ogni anno, il 14 febbraio, gli innamorati si scambiano bigliettini con messaggi d' amore e regali, soprattutto fiori e cioccolatini.

In Inghilterra un tipico messaggio è il seguente: “Angel, you are the best thing in my life. Please be with me forever”.

In Brasile, le persone che si amano festeggiano la festa degli innamorati il 12 giugno, giorno che precede la festa di Sant'Antonio, patrono dei matrimoni. Lì le donne che non hanno ancora il marito, durante il loro San Valentino, portano con sé una statuetta del santo, al quale affidano il loro desiderio di andare all'altare.

Gli spagnoli sono un popolo passionale e anche per la festa degli innamorati non si smentiscono, sono soliti trascorrere le serate facendo una cena a lume di candela e poi una passeggiata romantica. 
Gli innamorati che si concedono un weekend fuori-porta, spesso, scelgono come meta Siviglia.

I festeggiamenti di San Valentino, in America, coinvolgono tutta la famiglia. Infatti in questa giornata si celebrano i legami affettivi in toto. Sono particolarmente coinvolti i bambini, che preparano biglietti da scambiarsi con i compagni e da regalare ai genitori.

Saltarel Tania IIIB

Nelson Mandela

Più potente della paura per l’inumana vita della prigione è la rabbia per le terribili condizioni nelle quali il mio popolo è soggetto fuori dalle prigioni.



Nelson Mandela nasce il 18 luglio 1918. E' figlio del capo della tribù Thembu. Studia nella scuola per studenti neri, riesce a laurearsi in Giurisprudenza e si trasferisce a Johannesburg. 
Nel 1944 Mandela si rende conto dei trattamenti disumani in cui vive la popolazione di colore e con altri amici fonda la lega dalla ANC (African national Congress). Quando nel 1948 nasce il regime dell' apartheid Mandela decide di protestare, per le leggi ingiuste. Nel 1956 Mandela viene arrestato con l'accusa di alto tradimento, per lo stesso motivo sono state arrestate altre 156 persone. Dopo un lungo processo nel 1961 viene dichiarato non colpevole. Mandela è costretto a nascondersi per evitare attentati alla sua persona. Continua però la sua lotta per i diritti delle persone di colore. Viene arrestato di nuovo, condannato all'ergastolo è mandato a Roben una delle prigioni più dure del Sudafrica. Continua la sua lotta anche in carcere  e viene liberato nel 1990. Nel 1993 riceve il premio Nobel per la pace e un anno dopo diventa presidente del Sudafrica, il primo di colore. 
Muore nel dicembre del 2013.

L'APARTHEID
Il termine apartheid significa “separazione” e indica tutti quei provvedimenti attuati in Sudafrica a partire dal 1948, che portarono alla segregazione della popolazione di colore nei ghetti. L'apartheid negava i diritti fondamentali alla popolazione di colore e ne impediva la partecipazione alla vita pubblica.
Dagli anni '70 del Novecento diversi movimenti cercano di liberare il Sudafrica da questo regime. Tuttavia solo l'esempio di Nelson Mandela riuscì a scardinarlo. La sua storia fece il giro del mondo e molte persone chiesero la sua liberazione.

L'ESEMPIO DI MANDELA
Mandela è considerato una figura fondamentale per la storia del 1900. egli accettò il carcere per non tradire i suoi ideali e , una volta libero e al potere, non cercò vendetta. Il suo esempio è riuscito a scardinare ciò che un esercito non avrebbe potuto.

Elisa Brollo IIIA

Un film per la Memoria: Schindler's list


Schindler's list, parla di un tedesco di nome Schindler, che approfittando della guerra vuole fare i soldi aprendo una fabbrica di armi, aiutandosi con gli ebrei arrestati dai tedeschi.
Prende un ragioniere ebreo che gli ''serve'' per fare i conti, questo ebreo approfittando di questa situazione fa assumere altri ebrei salvando intere famiglie e anziani, da morte certa nei campi di sterminio.
Quando Schindler si accorge che in questo modo salva ebrei, vende tutto quello che ha per ''comprarne'' altri, facendo una lista di nomi degli ebrei, che i tedeschi credono gli servano per il lavoro...così facendo Schindler salva migliaia di ebrei.
Per questa sua azione Schindler è  stato considerato "un giusto" è ancor oggi i discendenti degli ebrei, salvati da lui, visitano la sua tomba.

Letizia Dal Tin IIA

Il Carnevale


Il Carnevale è una festa che si celebra nei Paesi di tradizione cattolica.
Molte volte ci sono delle parate ed elementi giocosi che lo accompagnano.
La parola carnevale deriva dal latino carnem levare (eliminare la carne ) e indicava il banchetto che si teneva l'ultimo giorno di Carnevale: il Martedì grasso.
I caratteri della celebrazione del Carnevale hanno origini molto antiche, come per esempio  le feste dionisiache greche o i saturnali romani: entrambe momenti di scioglimento dagli obblighi sociali.
Da un punto di vista religioso era un momento durante il quale il caos sostituiva l'ordine.
Tradizionalmente il Carnevale ha inizio con la Domenica di settuagesima e finisce il martedì prima del mercoledì delle ceneri.
Secondo antiche tradizioni il Carnevale durava tutto l'inverno per commemorare i defunti.
Oggi in Italia sono importanti il Carnevale di Venezia, il Carnevale di Viareggio e il Carnevale di Ivrea.
Nel mondo invece è importante il Carnevale di Rio de Janeiro e ogni anno miglioni di turisti si recano per vedere questa manifestazione.

Bugoev Anastasia IIA

Visitata per voi: la Pinacoteca Alberto Martini di Oderzo

Alcune opere originali di Alberto Martini sono esposte nella pinacoteca di Oderzo, questo perchè il grande artista è nato ad Oderzo il 24 novembre 1876.
E dopo aver vissuto per diverso tempo a Firenze, è morto a Milano nel 1954.
Appena entrati alla Pinacoteca ci accoglie un suo grande autoritratto, a "lume di candela": una particolarità dell'artista era quella di lavorare di notte, in penombra.

Qui lui rappresenta la sua penna come un bisturi e c'è un piccolo diavoletto che rappresenta la musica Paganini.
Per creare il quadro Alberto Martini ha usato una tecnica mista: sia china, sia tempera (senza l'uso di colori vivaci).
Oltre alle bellissime rappresentazione dell'Inferno Dantesco, dei racconti di Edgar Allan Poe e la Toten Tanzen (cartoline di denuncia della Guerra Mondiale), nella Pinacoteca c'è il modellino di un interessantissimo e precisissimo progetto, mai realizzato, di Martini: il Tetiteatro, un teatro sull'acqua dedicato, come dice il nome, alla dea del mare Teti.

Aurora Pavan, Sarah Macchi, Vittoria Dafne Vian (IIA)

Il premio Nobel



Il premio Nobel è stato creato da Alfred Bernhard Nobel (1833-1896).
Alfred era un chimico svedese che inventò la dinamite e la balistite, per facilitare il lavoro dei minatori.
Nel 1888 si trovava a Cannes e nel frattempo suo fratello Ludvig Nobel morì.
Per errore, un giornale francese pubblicò la morte di Alfred condannandolo per l' invenzione della dinamite.
L'articolo inizia con: "Alfred Nobel divenne ricco trovando il modo di uccidere il maggior numero di persone nel modo più veloce possibile".
Nobel iniziò a preoccuparsi di come la gente lo avrebbe ricordato alla sua morte e quindi volle lasciare un ricordo migliore di se stesso. Quindi, visto che attraverso le sue invenzioni era riuscito a raccogliere un immensa fortuna, decise di dare tutta la sua fortuna a una fondazione che aveva lo scopo di distribuire ogni anno cinque premi per chi avesse portato benefici all'umanità nei campi della letteratura, della chimica, della medicina, della fisica e della pace.
Il primo premio venne assegnato nel 1901.
Nel 1969 si introdusse anche il premio per l'economia.
Anche in Italia ci furono dei premi Nobel, di seguito ne ricordiamo solo alcuni: per la fisica Guglielmo Marconi ed Enrico Fermi (1909), per la letteratura Luigi Pirandello (1975) e Dario Fo (1997) che è uno scrittore e regista teatrale;e infine per la medicina Rita Levi-Montalcini (1986).
I premi generalmente sono assegnati ad Ottobre a Stoccolma il 10 dicembre, data della morte di Nobel, a parte quello della pace che viene assegnato il 10 dicembre a Oslo.

Laura Valente IIIB

Bandiere europee

Belgio

La bandiera è stata creata nel 1830 a Bruxelles.
Le origini dei colori della bandiera del Belgio risalgono al 1789 della provincia di Brabante (che si trova tra Belgio e Paesi Bassi) ma in posizione orizzontale. Dal 1830 al momento dell´indipendenza dai Paesi Bassi,  le bande divennero quindi verticali, ispirati alla Bandiera francese. La bandiera venne adottata il 23 gennaio 1831.
Il nero, il giallo oro e il rosso sono i simbolici colori della bandiera del Paese; il nero rappresenta la difesa; il giallo oro rappresenta il leone (che rappresenta lo stemma del Ducato di Brabante) ed il rosso rappresenta la lingua e le unghie del leone. La scelta di un tricolore verticale venne fatta in funzione antiolandese e in omaggio alla Francia, alleata del Belgio.

Simone Saltarel II B



Italia


Il tricolore italiano non fu utilizzato subito su una bandiera, bensì su una coccarda tricolore durante la sommossa di Bologna contro lo Stato Pontificio del 13-14 novembre 1794.
Il debutto del tricolore italiano su una bandiera è legato alla discesa di Napoleone Bonaparte nella penisola italiana di due anni più tardi. Nell'Archivio Storico del comune di Cherasco è conservato un documento che comprova, il 13 maggio 1796, in occasione dell'armistizio di Cherasco tra Napoleone e le truppe austro-piemontesi, il primo utilizzo del rosso, del bianco e del verde su uno stendardo militare di un'unità militare italiana alleata con i francesi:
«[...] si è elevato uno stendardo, formato con tre tele di diverso colore, cioè Rosso, Bianco, Verde.»
Sul documento la parola "Verde" è stata successivamente sostituita da "Bleu", cioè dal colore che forma, insieme al bianco e il rosso, la bandiera francese. Con il susseguirsi delle vittorie militari di Napoleone e la conseguente nascita delle repubbliche, in molte città italiane si assunsero, negli stendardi militari, il rosso, il bianco e il verde quali simbolo del rinnovamento.
Il 18 ottobre 1796 la Congregazione filo-napoleonica dei magistrati e dei deputati di Bologna deliberò la creazione di un vessillo nazionale tricolore. Su un documento conservato nell'Archivio di Stato a Bologna si può leggere:
«[...] Bandiera coi colori Nazionali - Richiesto quali siano i colori Nazionali per formarne una Bandiera, si è risposto il Verde il Bianco ed il Rosso [...].»
Il  verde per ricordare i nostri prati, il bianco per le nostre nevi perenni, ed il rosso in omaggio ai soldati che sono morti in tante travagliate guerre.

Adrian Mic II B


Regno Unito

La bandiera del Regno Unito è chiamata Union Flag oppure Union Jack. La bandiera attuale fu adottata nel 1801 in seguito all'atto di unione con il quale il Regno di Gran Bretagna e il Regno d'Irlanda si univano a formare il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda, tuttavia è la versione modificata della precedente bandiera del regno (istituita nel 1606) ed è anche stata la bandiera rappresentativa dell'Impero britannico. Infatti, alcune ex-colonie britanniche e reami del Commonwealth (ad esempio il Canada) danno ancora status ufficiale o semi-ufficiale a questa bandiera. È l'unica bandiera al mondo ad aver sventolato su tutti i sei continenti contemporaneamente: Europa, Nord e Sud America, Africa, Asia, Oceania e Antartide. Ancora oggi l'Union Flag è presente nell'angolo di alcune bandiere nazionali: Australia, Nuova Zelanda, Figi e Tuvalu. Inoltre è presente su tutte le bandiere delle dipendenze britanniche d'oltremare (tranne Gibilterra) e sulle due bandiere degli Stati associati alla Nuova Zelanda: le isole Cook e Niue.

Alex Zago IIB


Irlanda



Il tricolore irlandese è principalmente il simbolo delle diverse comunità dell’ Irlanda.
L’origine  risale al XVIII secolo. Ecco il significato dei colori: il verde per i cattolici, l’arancione per i protestanti e il bianco per la pace tra i cattolici e protestanti.
Lirlanda è anche chiamata  L’ISOLA SMERALDO PER I SUI ENORMI PRETI VERDI.
Filippo Cicuto IIB




martedì 16 febbraio 2016

Alcuni nostri consigli per rispettare l'ambiente


-Fare la raccolta differenziata come si deve
-Spegnere la luce in una stanza dove non c'è nessuno e accenderla solo quando serve
-Non sprecare l'acqua quando ci si fa la doccia o ci si lavano i denti
-Non gettare rifiuti a terra
-Cercare di usare il meno possibile l'automobile (meglio usare la bici, i mezzi pubblici o andare a piedi)
-In inverno è meglio vestirsi un po' di più e abbassare il calorifero
-Non sprecare il cibo
-Lavare i piatti a mano o caricare al massimo la lavastoviglie (a bassa temperatura)
-Usare elettrodomestici di classe A a basso consumo energetico e lampadine a led.

Paula Linga, Chiara Marsonetto, Giacomo Giro, Sofia Ramon, Lazzarin Sabrina (IA)

Grazie ASVO!

Lunedì 1 Febbraio, noi ragazzi di I siamo andati nella palestra della scuola, per fare dei giochi didattici, per imparare a rispettare ulteriormente l'ambiente, con una volontaria dell'ASVO.
Siamo stati divisi in gruppi, ci è stato consegnato un libretto e un cruciverba  da compilare nell'attesa che arrivasse il nostro turno per i giochi
Nel primo gioco ci siamo trovati difronte a un albero che rappresentava le quattro stagioni e avevamo tre minuti per attaccare della frutta e della verdura magnetica in corrispondenza della stagione di maturazione.
Nel secondo gioco, la ricipesca, servendoci di canne da pesca con un gancio sulla punta dovevamo pescare dei rifiuti, e dopo aver raccolto il più possibile in cinque minuti, abbiamo dovuto metterli nel recipiente giusto della differenziata.
Nel terzo gioco dovevamo scegliere una verdura o un frutto esotico, posizionarlo in un planisfero nel paese di provenienza e poi abbiamo fatto una serie di calcoli, con metro e calcolatrice, per capire quanta strada aveva fatto l'ortaggio per arrivare in Italia e quanto inquinamento ha causato questo viaggio.
Una cosa che ci ha molto impressionato e ci ha fatto riflettere sulla necessità di preservare l'ambiente è stata l'immagine dell'isola di plastica nell'Oceano Pacifico.

Giulia Buoso, Alessia Zago, Chiara Bottosso, Nicoleta Zlotea, Selena Boeron, Alessandroenrico Tobia Slepoi  (IA)

ACROSTICO dedicato al nostro FIUME


Lento
Inevitabile
Vaga il fiume
E nella
Notte fredda
Zigzaga
Al buio.

Paula Linga IA

Romano Pascutto: 'st'acqua


'ST'ACQUA
Gera squasi scuro e sora 'st'acqua
passava i barconi carghi de strame
che i omeni tirava gobi da la riva
come se i se tirasse drio la bara.
Cossa resta de tanta fadiga granda,
tante lagreme e besteme fracade zò
par companasego co poenta amara?
Un fià de luna zala apena speciada
e po', varda, po' gnanca pi' quela
parchè, rufiana, sparisse anca ela.
Romano Pascutto (da l'acqua, la piera, la tera)


QUEST'ACQUA
Era quasi buio e sopra quest'acqua passavano i barconi carichi di strame che gli uomini tiravano gobbi dalla riva come se si trascinassero dietro la bara. Che cosa resta di tanta fatica, tante lacrime e bestemmie ingoiate per companatico con la polenta amara? Un po' di luna gialla appena specchiata e poi, guarda, poi nemmeno quella perchè, ruffiana, sparisce anche lei.



Questa poesia ci ha tanto colpito, perché parla del fiume che scorre vicino alla nostra scuola.
Giro Giacomo, Lorenzo Salgarella (IA)

Romano Pascutto è riuscito, in pochi versi, a raccontare la vita di queste persone che si guadagnavano da vivere  con il Livenza.
Marsonetto Chiara e Zlotea Nicoleta (IA)

Questa poesia parla del nostro paese, quando era povero e gli uomini facevano lavori duri, come tirare i barconi verso riva, senza avere un'adeguata ricompensa. L'unica felicità era lo spettacolo del riflesso della luna sull'acqua, ma anche quello poi spariva.
Sabrina Lazzarin, Daniele Zanutto, Chiara Bottosso (IA)

Nonostante il tema molto serio, la poesia ci è risultata simpatica per l'uso del dialetto e per il fatto di aver dato della caratteristiche umane alla luna, che viene definita "ruffiana".
Giulia Buoso, Alessia Zago (IA)